Il Campobasso Football Club, meglio noto come Campobasso, è una società calcistica italiana con sede nella città di Campobasso. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.
È la principale squadra di calcio del capoluogo molisano; la sua fondazione risale al 1919. Riuscì ad arrivare in Prima Divisione nel 1934 (l'allora terza serie del calcio italiano). La storia moderna del calcio a Campobasso iniziò nel 1948, quando venne fondata la prima società in grado di raggiungere, nel 1975, il professionismo. La squadra ha però attraversato 5 fallimenti: il primo nel 1990, ed i successivi 4 rispettivamente nel: 1996, nel 2003, nel 2013 e nel 2022.
La tradizione del club annovera cinque stagioni disputate in Serie B dal 1982 al 1987, che costituiscono l'apice della storia calcistica rossoblù e della regione, trattandosi dell'unica squadra molisana in grado di raggiungere la serie cadetta. Il miglior risultato conseguito in questa categoria è stato un quinto posto. Nel suo palmarès, come trofei nazionali vanta la conquista di uno Scudetto di Serie D nella stagione 2023-2024 e una Coppa Italia Dilettanti nel 2014, mentre a livello interregionale ha vinto quattro campionati di Serie D (1974-1975, 1999-2000, 2020-2021 e 2023-2024) e una Coppa Italia Dilettanti (Fase C.N.D.) nel 1997-1998, oltre a vari tornei regionali.
I colori sociali della squadra sono il rosso e il blu, mentre il simbolo è il lupo. Disputa le sue partite in casa presso lo Stadio Antonio Molinari.
Al 2026 occupa l'86º posizione della classifica perpetua della Serie B.
Storia Le origini
Le prime notizie che si hanno sull’attività calcistica a Campobasso risalgono già al 1917, anno nel quale venne menzionata una prima formazione di football su un giornale locale chiamato Il Foglietto.
Nel maggio del 1919 venne fondato il sodalizio Unione Sportiva Campobasso; tra i fondatori figurava Mercurio Magno (nato a Toro e proprietario dell'attuale sede della Provincia di Campobasso, Palazzo Magno) primo presidente nella storia della società. Il primo campo da calcio, improvvisato, si trovava tra Viale Elena, Via Petrella e Via Scatolone. La prima partita della squadra risale al 2 giugno 1919, tra i membri del sodalizio, mentre la sede sociale venne inaugurata il 23 luglio. Oltre alle partite interne al sodalizio, le prime partite vennero disputate con il distretto militare e con i prigionieri austriaci della guerra; il sodalizio organizzò anche gare podistiche e ciclistiche.. Fino al 1929, il Campobasso disputa partite amichevoli contro formazioni militari e raramente contro formazioni vicine come l', il e il .
La squadra, nei suoi primi anni di storia, militò per lungo tempo in Terza e Seconda Divisione, corrispondenti agli attuali campionati di Eccellenza e Serie D (per quanto concerne i campionati regionali, in quegli anni il Molise era, a livello sportivo, affiliato alla vicina Campania). Intanto, la squadra aveva iniziato a giocare le partite casalinghe nel campo che prenderà successivamente il nome di Stadio Giovanni Romagnoli. L'affiliazione ai campionati FIGC avviene anche grazie al nuovo presidente, Domenico Mastropietro (che nel 1929 fu anche al vertice di una commissione tecnica, assumendosi il ruolo di allenatore). La prima stagione del Campobasso in campionato è nella Terza Divisione 1929-1930 nel girone B della divisione campana. La prima partita ufficiale è in trasferta contro il Fuorigrotta, terminata 6-2 per i campani. Nella giornata successiva arriva la prima vittoria per 1-0 contro il . Il campionato prosegue con i lupi nei bassifondi della classifica, e alla terzultima partita, a seguito della partita contro il Calciatori Napoletani vinta da questi ultimi per 6-0, i calciatori campobassani aggredirono l'arbitro, ricevendo per questo l'esclusione dal campionato. Grazie all'intervento delle autorità cittadine, il Campobasso venne comunque ammesso in Seconda Divisione Campania. Per la stagione successiva viene scelto per il ruolo di allenatore calciatore Guglielmo Chincich, il quale si dimise dopo la prima giornata e venne sostituito dal triestino Silvio Stritzel, il quale non riuscì però ad agguantare il secondo posto, valido per gli spareggi interregionali. Per il 1932-1933, a causa di problemi finanziari, il Campobasso scelse di svolgere solo partite amichevoli. Tra queste amichevoli la più importante è quella disputata contro la B, formazione di Prima Divisione, che avrà la meglio sul Lupo con il risultato di 3-2.
La prima storica promozione (dalla Seconda alla Prima Divisione, terzo livello del calcio italiano di allora) avviene nella stagione 1933-1934. Dopo il primo posto nel girone campano di Seconda Divisione ottenuto sotto la guida di Armand Halmos, il Campobasso riesce a sconfiggere, sia all'andata (3-4 in trasferta) che al ritorno (1-0), i ciociari del Bellatores Frusino, precedentemente vincitori del girone laziale. Per il campionato 1934-1935 la squadra cambia nome in Littorio Campobasso diventando espressione delle istituzioni locali del regime, con il gerarca Colitti a ricoprire la carica di presidente. Il campionato si rivela fallimentare già dalle prime partite, in cui arrivano solo sconfitte per i molisani. La squadra compie allora un avvicendamento in panchina, esonerando Cicchetti e richiamando Stritzel. Tuttavia, neppure quest'ultimo riesce a invertire la rotta e salvare la società. I 10 punti finali in classifica condannano la squadra ad un immediato ritorno in Seconda Divisione e portano allo scioglimento della società.
Nel 1936 viene fondato il Fascio Giovanile Campobasso che partecipa al campionato di Seconda Divisione 1936-1937, ma l'esperienza dura giusto una stagione. Nel 1938 la squadra viene rifondata con il nome di Dopolavoro Ferroviario Campobasso e termina il campionato campano di Seconda Divisione 1938-1939 al quarto posto. Nel frattempo in questa stagione i lupi adottano al posto della maglia rossoblù una maglia rossa con bordi bianchi. La società si scioglie alla fine della stagione.
Durante la guerra, le attività sportive vengono sospese. Si registrano solo partite amichevoli, tra le quali si evidenzia la partita che vede contrapposti i rossoblù all' nel 1942.
Nel 1944 gli inglesi crearono il 'Track Pool', un centro autocarri dove lavoravano molti cittadini, tra cui molti ex giocatori degli anni 30 che diedero vita a una serie di partite amichevoli con altre squadre regionali e limitrofe.
Il dopoguerra e gli anni cinquanta e sessanta Nel 1948, con la nascita dell'Unione Sportiva Campobasso e con i lavori compiuti per la ristrutturazione dello stadio, malridotto a causa della guerra, riprendono le attività agonistiche a Campobasso. La nuova società si affilia direttamente alla Lega Interregionale Sud in quanto rappresentante di un capoluogo provinciale. Nel campionato 1949-1950, il presidente Salvatore Saggese allestisce una rosa più competitiva, con il chiaro obiettivo della promozione in Serie C. Il Campobasso non riesce però a centrare la promozione, concludendo il campionato al secondo posto, alle spalle del , promosso. Cruciali furono gli scontri diretti e qualche passo falso nella fase finale del campionato. L'anno successivo, il Campobasso si mantiene nella zona alta della classifica, mentre per il campionato di Promozione 1951-1952 (Lega Interregionale Sud) i problemi finanziari della società portarono a un consolidamento della posizione in IV Serie, complici vari problemi societari, che vennero in parte risanati con dazi sul vino e sulla carne.
Ammesso alla nuova IV Serie nel 1952, gioca campionati di medio livello con l'obiettivo di salvarsi, trovandosi davanti squadre del calibro di , e . Tra i calciatori più noti arrivati in rossoblù in quegli anni troviamo Attilio De Vita e Antonio Renna. Inoltre i lupi dimostrano di essere una squadra in grande difficoltà nelle partite in trasferta, tanto da dover aspettare il terzo anno in IV serie per ottenere il primo successo esterno.
Inaspettata fu la salvezza ottenuta nel campionato 1953-1954, con la squadra che non riesce ad avere una continuità dei risultati (con in squadra un giovane Oriello Lugli), ritrovandosi penultima posizione fino alla penultima giornata. All'ultima giornata, il 18 aprile, la perde in casa della già salva, mentre a Campobasso la neve impedisce lo svolgimento della partita contro la che viene rinviata di tre giorni. Gli isolani (quarti in classifica), asserragliati in albergo per tutti e tre i giorni non avendo l'abbigliamento adatto alla stagione invernale, scendono in campo demotivati e subiscono un sonoro 4-0, con i Lupi che scavalcano la Nocerina facendola scivolare al quindicesimo posto, posizione corrispondente alla retrocessione, mentre i molisani conclusero la stagione al dodicesimo posto.
Nel 1956 diventa presidente Alessandro De Gaglia, sindaco della città, il quale permette l'arrivo come allenatore il campione del mondo 1938 Gino Colaussi, anche se il suo periodo in panchina non durerà a lungo, a causa degli scarsi risultati ottenuti, arrivando a far disputare al Campobasso la seconda serie del Campionato Interregionale 1957-1958 (concluso al quarto posto).
Il Campobasso nel 1959 viene ammesso nella nuova Serie D; De Gaglia lascia la squadra, e al suo posto arriva a coprire il ruolo di presidente l'avvocato Angelo Palladino, il quale, l'anno successivo, lascerà a sua volta l'incarico a Ulderico Adolfo Colagiovanni, il quale riuscì ad iscrivere in extremis la squadra al campionato, mentre il ruolo di calciatore-allenatore assegnato al capitano Mario Ruzzi, precedentemente all'arrivo di Ambrogio Alfonso. Allo stesso tempo, i lupi si salvano nelle ultime giornate del girone. Il Campobasso procede su questi livelli fino alla stagione 1963-1964, stagione nella quale la squadra veleggia nella parte alta della classifica grazie ai gol di Romano Sciaretta (14 gol in tutto). Nonostante ciò, la stagione si chiude con i molisani al quinto posto, a sei punti dal , vincitrice del girone.
Dalla stagione successiva il Campobasso torna a lottare per salvarsi, De Angelis viene esonerato, e al suo posto viene preso Armando Leonzio, sostituito a stagione in corso dall'ex Lazio e Triestina, nel ruolo di portiere-allenatore, Giampiero Bandini. La società si ritrova in crisi e con svariati debiti. Per la stagione successiva viene chiamato un altro campione del mondo del 1938, Mario Perazzolo, che riesce a portare la squadra alla salvezza. Al termine della stagione il presidente Colagiovanni lascia la squadra, e con l'aiuto del sindaco Carlo Vitale, viene trovato il successore adatto a ricoprire l'incarico, ovvero Giacinto Tannasi. Lo stesso Vitale a partire dalla stagione 1967-1968 succederà a Tannasi. Per il 1967-1968 diventa allenatore l'argentino Juan Landolfi, origini molisane con un passato nell'Inter, con l'obiettivo di rimanere in categoria, come accaduto nelle stagioni precedenti. La rosa 1967-1968 include Gino Scasserra, ultima stagione per lui in rossoblù, 7 campionati in totale (tornerà al Campobasso in altre vesti), Mario Ruzzi (12 campionati) e Nicola Bellomo (9 campionati). Nella stagione successiva si riconferma il blocco dell'anno prima e il Campobasso si ritrova incredibilmente a lottare per la promozione, salvo poi calare nella seconda parte di stagione, accontentandosi di una posizione di media classifica.