I tedeschi palatini erano all'inizio del XVIII secolo gli emigranti della regione del Medio Reno del Sacro Romano Impero che includevano una minoranza etnica proveniente dal Palatinato che dava poi il nome all'intero gruppo. Essi erano sia protestanti che cattolici. Tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII secolo, la ricca regione del Palatinato venne invasa dalla Francia che, con continue requisizioni militari, portò devastazioni e carestia. I "poveri palatini" erano 13.000 tedeschi che emigrarono in Inghilterra tra il maggio ed il novembre del 1709. Il loro arrivo in Inghilterra e l'incapacità del governo inglese di integrarli, causò un forte dibattito politico sull'immigrazione. Gli inglesi cercarono di reinsediarli in Inghilterra, in Irlanda e nelle colonie.
Gli insediamenti palatini, ad ogni modo, non diedero prova di durare a lungo ad eccezione di quelli presenti nella Contea di Limerick e nella Contea di Wexford in Irlanda e nella colonia di New York nel Nord America britannico. In Irlanda, poco più di 200 famiglie rimasero in loco dopo i primi insediamenti del 1709. Ad ogni modo, mantennero una cultura distinta sino al XIX secolo ed i cognomi di origine palatina sono ancora oggi perfettamente riconoscibili. La maggior concentrazione di discendenti dei palatini in Irlanda vive attorno a Rathkeale, nella Contea di Limerick.
Gli inglesi trasportarono circa 3000 tedeschi palatini a bordo di dieci navi a New York nel 1710. Molti di loro vennero in un primo momento assegnati al lavoro nei campi presso il fiume Hudson. Circa 850 famiglia si insediarono nella Valle dell'Hudson, in particolare nell'area di Germantown e Saugerties. Nel 1723, 100 capifamiglia dei campi di lavoro furono i primi europei ad acquistare terra ad ovest di Little Falls, nell'attuale Contea di Herkimer presso il fiume Mohwak. Altri tedeschi palatini si insediarono non lontano dal fiume Mohawk, fondando città come Palatine e Palatine Bridge nella Schoharie Valley.
Origini Nella Guerra dei Nove anni (1688–97) e nella Guerra di successione spagnola (1701–14), le ricorrenti invasioni dell'esercito francese danneggiarono l'area dell'attuale Germania sudoccidentale. Le depredazioni compiute dai francesi e la distruzione di numerose città (in particolare nel Palatinato) crearono dei problemi economici per gli abitanti della regione, esacerbati da inverni duri e raccolti miseri che crearono una vera e propria carestia non solo in Germania ma anche in buona parte dell'Europa nordoccidentale; ad ogni modo, i principati che risultarono maggiormente colpiti da queste problematiche in Germania furono quelli a sudovest, ancor più impoveriti dalla pressoché totale assenza di altre prospettive economiche.
I migranti provenivano essenzialmente dalle regioni comprese nei moderni Länder (stati) di Renania-Palatinato, Assia e aree settentrionali del Baden-Württemberg oltre a parti del basso Neckar. Durante il periodo del cosiddetto Kleinstaaterei quando avvenne la migrazione, la regione del Medio Reno era un mosaico di piccoli principati secolari ed ecclesiastici, ducati e contee. Non più della metà dei cosiddetti tedeschi palatini provenivano dall'Elettorato Palatino, mentre gli altri provenivano dagli altri stati circostanti del Palatinato-Zweibrücken e Nassau-Saarbrücken, dal Margraviato di Baden, dai langraviati assiani di Assia-Darmstadt, Assia-Homburg, Assia-Kassel, dagli arcivescovati di Treviri e Magonza, nonché da numerose contee minori come quelle di Nassau, Sayn, Solms, Wied e Isenburg.
Ciò che spinse ad una vera e propria emigrazione di massa nel 1709 fu l'impoverimento della popolazione e la promessa fatta dall'Inghilterra di concedere liberamente del terreno nelle colonie americane. Il parlamento inglese scoprì nel 1711 che molti "agenti" che lavoravano per conto della Colonia di Carolina avevano promesso ai contadini di Francoforte il libero passaggio nelle loro piantagioni. Spronati dal successo avuto da diverse famiglie dell'anno precedente, centinaia di famiglie tedesche passarono dal Reno all'Inghilterra e poi da lì verso il Nuovo Mondo.Daniel Statt, Foreigners and Englishmen: The Controversy over Immigration and Population, 1660-1760, Newark (DE), University of Delaware Press, 1995, pp. 122-130
L'arrivo in Inghilterra Le prime navi con i rifugiati iniziarono ad arrivare in Inghilterra all'inizio di maggio del 1709. Le prime 900 persone ottennero una casa, cibo e rifornimenti dai membri dell'aristocrazia inglese."A Representation of what Several private Gentlemen have done towards the Relief of the poor Palatines", 4 June 1709, National Archives, SP 34/ 10/129 (236A) Gli immigrati vennero definiti "Poveri Palatini" (in inglese: Poor Palatines): "poveri" in riferimento al fatto che essi erano poveri ed ispiravano pietà al loro arrivo in Inghilterra, e "Palatini" dal momento che molti di loro arrivavano dalle terre controllate dall'Elettore Palatino. La maggioranza i loro veniva dalle regioni estere al Palatinato e, contro la volontà dei loro governanti, avevano lasciato in centinaia le rive del Reno alla volta di Rotterdam per poi imbarcarsi verso Londra. Per tutta l'estate, le navi sbarcarono centinaia di rifugiati, e quasi subito il loro numero divenne complesso da mantenere. Nel corso dell'estate, gran parte dei palatini venne accolta in tende dell'esercito inglese piantate a Blackheath ed a Camberwell. Venne creata una commissione apposita per coordinare questi accampamenti e disperdere l'idea di renderli permanenti. Questo compito fu particolarmente difficile dal momento che i Poveri Palatini non erano un banale gruppo di migranti ma avevano al loro interno artigiani, borghesi, esiliati religiosi come gli ugonotti, lavoratori agricoli, istruiti in diversi lavori ma senza un impiego attuale.
La controversia politica
Durante il regno della regina Anna di Gran Bretagna (1702–1714), la polarizzazione politica tra wigh e tories andò acuendosi. L'immigrazione e l'ospitalità degli immigrati erano da tempo un tema dibattuto in Inghilterra, dalle coffee-houses al Parlamento, ed i Poveri Palatini si trovavano inevitabilmente in mezzo al fuoco incrociato della politica.For an in-depth examination of this debate, see H.T. Dickinson, "Poor Palatines and the Parties", The English Historical Review, Vol. 82, No. 324. (July, 1967).
Per gli Whigs, che avevano la maggioranza in Parlamento, questi immigrati avrebbero fornito l'opportunità ideale per incrementare la forza lavoro della Gran Bretagna. Solo due mesi dopo l'arrivo dei primi tedeschi, il Parlamento inglese passò la Foreign Protestants Naturalization Act 1708, secondo la quale i protestanti stranieri potevano mantenere la loro religione ma dovevano pagare una piccola tassa per essere naturalizzati inglesi. Secondo tale logica l'aumento della popolazione avrebbe portato ad un consequenziale aumento della ricchezza prodotta, e quindi la prosperità della Gran Bretagna dipendeva in parte dall'accomodare questi immigrati. La Gran Bretagna aveva già beneficiato della presenza dei rifugiati ugonotti francesi, come pure degli esiliati olandesi (o "fiamminghi"), che avevano aiutato a rivoluzionare l'industria tessile inglese.Vigne, Randolph; Littleton, Charles (ed). From strangers to citizens : the integration of immigrant communities in Britain, Ireland and colonial America, 1550-1750, 2001. Allo stesso modo, nell'intento di aumentare la simpatia e sostenere questi espatriati, molti Whig tratteggiarono le loro figure in pamphlets che descrivevano i palatini come "rifugiati di coscienza" e vittime dell'oppressione e dell'intolleranza cattolica. Luigi XIV di Francia era divenuto tristemente famoso per la persecuzione dei protestanti nel suo regno. L'invasione e la distruzione della regione della Renania da parte di questi soldati era considerata da molti inglesi come il segno che il Palatinato fosse oggetto della sua tirannia religiosa. Col supporto regio, gli Whigs iniziarono a raccogliere pubblicamente del denaro per i "Poveri e oppressi palatini", che crebbero sempre più numerosi col supporto della Corona."Brief for the Relief, Subsistence and Settlement of the Poor Distressed Palatines", 1709.
I Tories ed i membri della High Church (quelli che mostravano nel complesso una maggiore uniformità religiosa), furono costernati dal numero di Poveri Palatini che si trovavano ammassati nei campi a sudest di Londra. La loro lunga attesa per la naturalizzazione venne condannata dai Tories come pure questi criticarono l'idea degli Whig che gli immigrati potessero essere un beneficio economico per il paese, in quanto da subito essi rappresentarono un peso non indifferente per le casse statali. Allo stesso modo, molti erano preoccupati per la sicurezza della Chiesa d'Inghilterra per le affiliazioni di queste famiglie tedesche, in particolare quando venne rivelato che molte di queste (circa 2000 persone) erano cattoliche.H.T. Dickinson, "Poor Palatines and the Parties", p. 472. Per quanto la maggior parte di questi cattolici tedeschi vennero rimandati subito oltre la Manica, molti inglesi erano convinti che la loro sola presenza avesse compromesso lo status di rifugiati religiosi del gruppo dei Poveri Palatini.
Lo scrittore Daniel Defoe fu tra i principali esponenti di queste critiche. Il Review di Defoe, un giornale trisettimanale che solitamente si occupava di materie economiche, venne per due mesi dedicato a denunciare il problema degli immigrati palatini, dipinti come banditi cattolici giunti in Inghilterra "per rubare il pane dalla bocca del nostro popolo."Daniel Defoe, The Review, June 21 – August 22, 1709. Inoltre, circa la possibilità che essi potessero aumentare i benefici aumentando la popolazione, Defoe avanzò la propria idea su come i palatini dovessero essere "trattati".
La dispersione Non molto tempo dopo l'arrivo dei Palatini, il Board of Trade venne incaricato di trovare un modo per la loro collocazione altrove. Al contrario degli immigrati, che volevano essere trasportati tutti nelle colonie, il governo inglese era intenzionato a insediarne alcuni nelle isole britanniche, nelle terre disabitate dell'Inghilterra o dell'Irlanda (dove avrebbero compensato la minoranza protestante). Molti ufficiali governativi erano contrari al trasporto dei tedeschi nelle colonie per gli eccessivi costi che il governo si sarebbe accollato nell'operazione, e con l'idea che essi avrebbero rappresentato un beneficio per la Gran Bretagna. Dal momento che la maggior parte dei Poveri Palatini erano ragazzi, vignaioli e lavoratori, si riteneva che essi fossero ideali se destinati alle aree agricole. In un primo tentativo vennero collocati in villaggi e città vicini ai primi insediamenti.H.T. Dickinson, ‘Poor Palatines and the Parties’, pp. 475-477. Gli insediamenti su vasta scala pianificati, finirono in nulla, ed il governo decise a quel punto di inviarli in Inghilterra ed in Irlanda. Anche questo tentativo fallì perché molti palatini fecero ritorno dall'Irlanda a Londra appena alcuni mesi dopo, in condizioni peggiori di quando l'avevano lasciata.Journals of the House of Commons XVI, p. 596.
I commissari incaricati alla fine si risolsero ad inviare le famiglie più numerose a New York. I tedeschi palatini vennero trasportati a New York nell'estate del 1710 in 2800 a bordo di dieci navi, il più grande gruppo di immigrati ad entrare in una sola volta nella colonia prima della Rivoluzione americana. Per il loro status di rifugiati e per le loro povere condizioni, oltre che per le malattie sviluppatesi durante il viaggio, molti di loro morirono. 300 di questi palatini giunsero in Carolina. Malgrado tutto, questi palatini avevano raggiunto il Nuovo Mondo ed erano determinati a rimanervi. I loro discendenti si diffusero successivamente in tutti gli Stati Uniti e nel Canada.