La conquista delle Isole Canarie da parte della Corona di Castiglia ebbe luogo tra il 1402 ed il 1496. Essa può essere divisa in due periodi storici: la Conquista señorial, portata avanti dalla nobiltà castigliana in cambio di un'alleanza con la Corona, e la Conquista realenga, portata avanti dalla corona spagnola stessa, durante il regno dei re cattolici.

Il contesto storico I legami tra le Canarie ed il mondo Mediterraneo esistevano sin dall'antichità ma vennero interrotti dopo il declino e la successiva caduta dell'Impero romano d'Occidente. Per quanto questi collegamenti si fossero indeboliti, essi non vennero totalmente tagliati e l'isolamento delle Canarie non fu totale. Nel corso del medioevo le prime fonti sulle Canarie sono di parte araba, ed esse indicano la presenza di isole abitate e con una loro società.

Le visite all'arcipelago iniziarono a divenire sempre più frequenti verso la fine del XIII secolo per diverse ragioni tra cui:

L'espansione economica di alcuni stati europei, come la Repubblica di Genova, il Regno d'Aragona, la Corona di Castiglia ed il Regno del Portogallo. Tutti questi stati erano attivamente impegnati nel commercio marittimo lungo la costa marocchina. Lo sviluppo di nuove tecniche di navigazione (bussola, astrolabio, timone, cocca e caravella) e lo sviluppo della cartografia: una mappa di Angelino Dulcert di Maiorca, del 1339, è la prima a mostrare parte delle isole Canarie, data che potrebbe coincidere con l'effettiva riscoperta delle isole da parte del navigatore genovese Lanzarotto Malocello. La prima spedizione nelle isole dell'arcipelago ebbe luogo due anni dopo, nel 1341, sotto il comando dell'esploratore e navigatore genovese Niccoloso da Recco, al servizio e per conto del re Alfonso IV del Portogallo. Motivi ideologici e politici: le monarchie dell'Europa meridionale erano entrate in una fase espansiva. Nel caso delle monarchie iberiche, la loro espansione territoriale venne spronata dalla reconquista dei territori dei Mori nella Spagna meridionale (al-Andalus). Per questa ragione, l'espansione territoriale rappresentava un rafforzamento del potere regio, imbevuto di spirito crociato e missionario.

Antefatto

La prima visita di un europeo alle Canarie sin dall'antichità fu quella del capitano genovese Lanzarotto Malocello tradizionalmente datata al 1312 (ma probabilmente tra il 1318 ed il 1325).Diffie & Winius (1977), p. 25; Meliá (2000), p. 45 I motivi di Malocello sono ad oggi poco chiari anche se si crede che egli fosse alla ricerca dei fratelli Vivaldi che erano spariti al largo del Marocco, attorno Capo Non, prima del 1291.Si ritiene che l'isola di Alegranza nell'arcipelago sia stata chiamata Allegrancia dal nome di una delle due galee dei fratelli Vivaldi. Malocello sbarcò (probabilmente si incagliò) a Lanzarote, e vi rimase per quasi vent'anni. Malocello tentò probabilmente di costituire un proprio dominio in loco, tra i popoli aborigeni, ma la sua impresa fallì.

Secondo alcune fonti, poco dopo il suo ritorno in Europa nel 1336, Malocello tornò nelle Canarie con una nuova spedizione sponsorizzata dalla Corona portoghese, anche se alcuni storici moderni ritengono questa spedizione infondata per la mancanza di documenti al riguardo.Diffie & Winius (1977), p. 25

Prendendo evidentemente spunto dalle informazioni ricevute da Malocello, nel 1339 venne pubblicato il portolano di Angelino Dulcert di Maiorca, la prima mappa a mostrare l'isola di Lanzarote nelle Canarie (indicata come Insula de Lanzarotus Marocelus e contraddistinta da uno scudo genovese a rimarcarne il possesso), assieme alle isole di Forte Vetura (Fuerteventura) e Vegi Mari (Lobos).Meliá, 2000, p.45 Anche se mappe precedenti indicavano la presenza delle "Isole Fortunate" (sulla base del fatto che esse erano state citate da Plinio il Vecchio), questa è la prima mappa europea dove le Canarie vengono chiaramente indicate (anche se pure Dulcert include delle isole inventate, come ad esempio l'Isola di Saint Brendan e tre isole chiamate Primaria, Capraria e Canaria).

Nel 1341, venne predisposta una spedizione di tre nave sponsorizzata da re Alfonso IV del Portogallo ed inviata dal porto di Lisbona al comando del capitano fiorentino Angiolino del Tegghia de Corbizzi e dal capitano genovese Nicoloso da Recco, con una ciurma mista di italiani, portoghesi e castigliani. Viaggiando nell'arcipelago per cinque mesi, la spedizione mappò tredici isole (sette maggiori e sei minori) e per la prima volta indicò la presenza di aborigeni locali, i Guanches, riportando con sé quattro nativi a Lisbona.La spedizione del 1341 venne relazionata da Giovanni Boccaccio nel suo "De Canaria et insula reliquis, ultra Ispaniam, in occeano noviter repertis".

L'interesse europeo nelle Canarie crebbe molto dopo la spedizione del 1341. Le descrizioni dei Guanches, in particolare, attirò l'attenzione dei mercanti europei che immediatamente videro la prospettiva di un nuovo mercato di schiavi a breve distanza. Nel 1342, due spedizioni da Maiorca, una sotto la guida di Francesc Duvalers e l'altra sotto il comando di Domenech Gual, assemblarono una flotta mercantile col compito ricevuto da Roger de Robenach (rappresentante di Giovanni III di Maiorca) di raggiungere le Canarie. Il risultato di queste spedizioni è incerto.

La chiesa cattolica fu estasiata della notizia. Nel 1344, il nobile franco-castigliano Luis de la Cerda (conte di Clermont ed ammiraglio di Francia), che era ambasciatore francese presso la corte papale di Avignone, propose a papa Clemente VI per primo di convertire gli abitanti locali.Viera y Clavijo, 1772, p.268 Nel novembre del 1344, il pontefice emise la bolla Tuae devotionis sinceritas concedendo le Canarie in perpetuo a Luis de la Cerda e concedendogli il titolo di "Principe di Fortuna". Il papa emise una nuova bolla nel gennaio del 1345, garantendo al progetto di Cerda il valore di una crociata, garantendo a quanti vi prendevano parte tutte le indulgenze previste dal caso, come pure vennero inviate delle lettere ai monarchi iberici chiedendo loro di fornire l'assistenza necessaria alla spedizione del Cerda. Il re portoghese Alfonso IV mosse immediatamente una protesta a questi due documenti, rivendicando la scoperta delle isole con una sua spedizione di tre anni prima, pur riconoscendo ad ogni modo l'autorità pontificia su quanto fatto. Alfonso XI di Castiglia protestò anch'egli ritenendo che, sulla base delle antiche diocesi visigote e prima dei trattati della "reconquista", le isole ricadevano sotto la giurisdizione e la "sfera di conquista" castigliana, ma ad ogni modo riconobbe il titolo concesso a Cerda. Malgrado le concessioni formali, i monarchi iberici si prepararono ad opporsi a Cerda, il quale non riuscì a prendere possesso dei propri domini e morì nel 1348.

Col De la Cerda fuori dai giochi, altre parti ripresero la loro avventura di conquista come i maiorcani (ora annessi all'area aragonese), Jaume Ferrer nel 1346 (pensando di aver raggiunto il Senegal), Arnau Roger nel 1355 e una spedizione reale voluta da Joan Mora nel 1366. Queste spedizioni (e senza dubbio molte altre di cui non ci è giunta notizia certa) erano di natura commerciale, col proposito primario di catturare gli abitanti dell'isola e venderli poi come schiavi ai mercati schiavisti europei. Vi erano ad ogni modo anche dei commerci più ordinari coi locali, in particolare di orceina e sangue di drago che erano presenti sull'isola e che erano necessari all'industria della tintura europea.

Il papa non rinunciò alla sua idea di convertire i nativi. Nel 1351, papa Clemente VI concesse il proprio patrocinio ad una spedizione dei capitani maiorcani Joan Doria e Jaume Segarra, con l'obbiettivo di portare dei missionari francescani nelle isole, inclusi dodici nativi convertiti (provenienti da una precedente spedizione) sull'isola. L'esito di questa spedizione è incerto. Leggende apocrife dicono che i missionari riuscirono a stabilirsi e ad evangelizzare Telde (sull'isola di Gran Canaria), che il papa elevò a Diocesi di Fortuna (anche se non vi sono bolle al riguardo), e vi rimasero sino a quando non vennero espulsi da una rivolta di nativi nel 1354. Nel luglio del 1369 papa Urbano V emise la bolla per l'erezione della diocesi di Fortuna, nominando frà Bonnant Tari come suo primo vescovo, facendola seguire poi da una nuova bolla del settembre del 1369 che chiedeva ai vescovi di Barcellona e Tortosa di inviare 10 sacerdoti secolari e 20 regolari a predicare nelle Canarie nel linguaggio nativo locale.Diffie & Winius (1977), p. 42; Meliá (2000), p. 46. Questi fatti rimasero ad ogni modo solo sulla carta. Una nuova spedizione si ebbe dai maiorchesi nel 1386 la quale portò dei "poveri eremiti" con l'approvazione di Pietro IV d'Aragona e di papa Urbano VI. Anche di questa spedizione nulla si sa di certo, anche se alcune fonti riportano della presenza di tredici "frati cristiani" che avevano predicato nelle Canarie "per sette anni" che vennero massacrati in una rivolta nel 1391.Diffie & Winius (1977), p. 42 Almeno altre cinque spedizioni missionarie vennero messe in atto (o perlomeno pianificate) tra il 1352 ed il 1386.Fernández-Armesto, 2007, p.158

Le conoscenze geografiche sulle isole Canarie coincisero con queste spedizioni. La Gomera e El Hierro vennero rappresentate ne portolano del 1367 dei fratelli Domenico e Francesco Pizzigano. L'atlante catalano del 1375 mostra le Canarie accuratamente mappate (manca solo La Palma). Le undici isole sono nominate nell'Atlante catalano (da est a ovest) come Graciosa (La Graciosa),Laregranza (Alegranza), Rocho (Roque), Insula de lanzaroto maloxelo (Lanzarote), Insula de li vegi marin (Lobos), forteventura (Fuerteventura), Insula de Canaria (Gran Canaria), Insula del infernio (Tenerife), Insula de gomera (La Gomera), Insula de lo fero (El Hierro).Fernández-Armesto, 2007, p.161 Il nome di Tenerefiz si trova per la prima volta nel Libro del conocimiento del 1385.

Negli anni '70 del Trecento, mentre Portogallo e Castiglia erano impegnati in una guerra dinastica a seguito dell'assassinio di Pietro I di Castiglia, pirati portoghesi e castigliani vennero inviati gli uni contro gli altri. Ignorando la bolla del 1344, Ferdinando I del Portogallo garantì (nel 1370) le isole di Lanzarote e La Gomera all'avventuriero Lançarote da Franquia (da alcuni ritenuto lo stesso Lanzarotto Malocello).Tale ipotesi ad ogni modo darebbe per scontato che Lanceloto sarebbe stato novantenne. Per riconciliare l'età coi fatti, lo storico Verlinden ha messo in dubbio la veridicità della spedizione del 1312, dicendo che Malocello non sarebbe mai giunto a Lanzarote se non "due decenni dopo", e che quindi il primo viaggio di Malocello alle Canarie sarebbe da ricondurre alla spedizione portoghese del 1336. Un'altra ipotesi è che Lancerote de Framqua sia in realtà Lançarote Pessanha, ammiraglio della flotta portoghese. Questo Lançarote tentò di assediare le isole e combatté con "Guanches e castigliani", come riportato in una sua lettera a Ferdinando I del 1376. In un'altra lettera del 1385 sappiamo che Lançarote da Franquia morì alle Canarie e che i suoi titoli vennero ereditati da Lopo Affonso da Franquia, suggerendo quindi che i portoghesi avessero consolidato i loro possedimenti in loco.

Altre spedizioni vennero attuate ma non ci sono giunte notizie in merito.Bonnet y Reverón, 1946; Diffie & Winius, 1977, p.42 Tra queste alcune sono pura leggenda: