È stata sottosegretaria di Stato al ministero dello sviluppo economico dal 16 settembre 2019 al 13 febbraio 2021 nel governo Conte II, viceministro dello sviluppo economico dal 1º marzo 2021 al 22 ottobre 2022 nel governo Draghi, vicepresidente del Movimento 5 Stelle dal 21 ottobre 2021 all'11 dicembre 2023 e deputata alla Camera dal 13 ottobre 2022 al 9 aprile 2024.
Biografia Figlia di un insegnante di matematica e fisica, consegue la laurea magistrale in scienze dell'informazione e successivamente in informatica all'Università di Pisa. Ha vissuto per diversi anni all'estero tra Stati Uniti d'America, Spagna, Inghilterra, Francia e Paesi Bassi, dove si è occupata di tecnologia, energia, finanza ed evoluzione digitale, per poi rientrare stabilmente in Italia nel 2018.
È un'imprenditrice e una manager, fondatrice e amministratrice delegata di Energeya, acquisita da FIS Global (precedentemente Sungard) nel 2015; ha ricoperto il ruolo di Senior Advisor Energy Markets in FIS Global, Sales Director South & Eastern Europe in Sungard e Client Relationship Manager Sud Europa in Nexant (precedentemente Excelergy).
A dicembre 2014 è stata premiata dalla delegazione sarda dellAssociazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda come imprenditrice dell’anno.
È stata amministratrice delegata di Olidata dal 13 luglio 2018 al 19 aprile 2019, quando si è dimessa per candidarsi alle elezioni europee del 2019.
A dicembre 2018 è stata nominata tra le Inspiring Fifty italiane, riconoscimento alle 50 donne italiane considerate più influenti nel mondo della tecnologia.
Attività politica Candidatura al Parlamento europeo Alle elezioni europee del 2019 si candida al Parlamento europeo, tra le liste del Movimento 5 Stelle (M5S) come capolista nella circoscrizione Italia insulare scelta dal capo politico del M5S Luigi Di Maio, raccogliendo 88.206 preferenze ma risultando non eletta.
Sottosegretaria e Viceministro dello sviluppo economico In seguito alla nascita del secondo governo presieduto da Giuseppe Conte sostenuto da M5S, Partito Democratico (PD) e Liberi e Uguali, il 13 settembre 2019 viene nominata dal Consiglio dei ministri sottosegretario di Stato al ministero dello sviluppo economico, insediandosi il 16 settembre e affiancando il ministro pentastellato Stefano Patuanelli, rimanendo in carica fino al 13 febbraio 2021.
Il 25 febbraio 2021 viene indicata come viceministro dello sviluppo economico nel governo Draghi, nominata dal Consiglio dei ministri il 1º marzo, mantenendo l'incarico fino al 22 ottobre 2022. Nei tre anni di governo ha avuto le deleghe alla gestione delle crisi industriali, portando il numero dei tavoli da 150 (dicembre 2019) a 73 (agosto 2022).
Il 21 ottobre 2021 viene nominata da Giuseppe Conte come vicepresidente del M5S, assieme a Paola Taverna, Mario Turco, Riccardo Ricciardi e Michele Gubitosa, nomina poi confermata attraverso il voto degli iscritti.
Ad agosto 2022 Startup Italia l'ha inserita nella classifica delle 1.000 donne più influenti d'Italia, unica politica del Movimento 5 Stelle insieme a Chiara Appendino.
Elezione a deputata Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene candidata alla Camera dei deputati, come capolista del M5S nei collegi plurinominali Lombardia 2 - 01 e Sardegna - 01, risultando eletta deputata nel primo collegio. Nella XIX legislatura della Repubblica è stata componente della 10ª Commissione Attività produttive, commercio e turismo e segretaria della Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall'insularità.
Presidente della regione Sardegna
Il 9 novembre 2023, in vista delle elezioni regionali del 2024, Todde si candida alla presidenza della Regione Autonoma Sardegna, sostenuta da una coalizione composta da PD, Movimento 5 Stelle (con gli indipendentisti di A Innantis e sostenuta dal Partito Gay), Alleanza Verdi e Sinistra, Progressista (con La Base), PSI - Sardi in Europa, Fortza Paris, Democrazia Solidale (con Sardegna 2050, Insieme e Centro Democratico) e le liste "Uniti per Alessandra Todde" (con Italia in Comune), "Orizzonte Comune" (sostenuta da Sud chiama Nord) e "Sinistra Futura" (con l'associazione Orizzonte Sinistra), dimettendosi da vicepresidente del M5S l'11 dicembre successivo e venendo sostituita da Chiara Appendino.
Alla tornata elettorale viene eletta presidente con il 45,39% dei voti, sconfiggendo di pochissimo (0,42%) il candidato di centro-destra Paolo Truzzu fermo al 44,97%, diventando sia la prima donna presidente della Regione Sardegna che la prima esponente del Movimento 5 Stelle alla guida di una giunta regionale, entrando in carica il 20 marzo 2024 a seguito della sua proclamazione. Il successivo 9 aprile rassegna le dimissioni da deputata, per l'incompatibilità tre le due cariche, e venendo sostituito da Antonio Ferrara.
Durante il suo mandato si è occupata dell'approvazione della legge regionale sul salario minimo, fissato a 9 euro l'ora per tutti i lavoratori impiegati negli appalti pubblici regionali, della revisione del sistema sanitario regionale, puntando sulla riduzione delle liste d'attesa e sul potenziamento dei servizi territoriali per contrastare la centralizzazione ospedaliera.
Ingiunzione di decadenza da consigliera regionale Il 3 gennaio 2025, a meno di un anno dalla sua elezione, il Collegio regionale di garanzia della Corte d'appello di Cagliari ha emesso un'ordinanza d'ingiunzione al Consiglio regionale della Sardegna, intimando a quest'ultimo di dichiararne la decadenza di Todde da consigliera regionale (e di conseguenza da presidente di Regione) per presunte inadempienze nella rendicontazione delle spese sostenute durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 2024.
Il 24 aprile 2025 la procura di Cagliari ha richiesto al tribunale ordinario di Cagliari di annullare il provvedimento del Collegio regionale di garanzia elettorale nella parte in cui si dispone la decadenza, mantenendo invece la sanzione pecuniaria seppur in forma ridotta. Il 28 maggio successivo la prima sezione civile del tribunale ha respinto il ricorso presentato da Todde, stabilendo che la decisione sull'eventuale decadenza spetti al solo Consiglio regionale, respingendo le tesi secondo cui in quanto candidata presidente sarebbe stata esentata dalle norme sulla rendicontazione previste per i candidati consiglieri.
Il 15 ottobre 2025 la Corte costituzionale ha annullato la richiesta di decadenza della Todde, sostenendo che il Collegio regionale di garanzia elettorale "ha esorbitato dai propri poteri, cagionando una menomazione delle attribuzioni costituzionalmente garantite alla Regione Sardegna", dichiarando contestualmente inammissibile il conflitto d'attribuzione sollevato dalla Regione Sardegna. Il 23 marzo 2026 la Corte d'appello di Cagliari ha riformato parzialmente la sentenza di primo grado sulla decadenza, confermando la sanzione di 40.000 euro ma dichiarando nulla la sentenza di primo grado, respingendo così la richiesta di decadenza.
Note
Voci correlate Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2022 Deputati della XIX legislatura della Repubblica Italiana Governo Conte II Governo Draghi Presidenti della Sardegna
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