Buttrio () è un comune italiano di abitanti in Friuli-Venezia Giulia. Città del vino, nota per i celebri vini dei suoi colli, è sede inoltre della multinazionale Gruppo Danieli.

Geografia fisica Territorio Buttrio si trova in pianura alla base di un colle alto 146 metri s.l.m. In tempi lontani la pianura friulana era invasa dal mare e le coste si trovavano quasi a ridosso delle attuali Prealpi Giulie. Sul fondo di questa laguna, nel corso dei millenni, si realizzò un lento processo di sedimentazione che diede origine a imponenti formazioni le quali, con il ritiro del mare, emersero dalle acque. Questi depositi di origine eocenica si presentano oggi come un’alternanza di strati di marne ed arenarie dall’aspetto molto tipico. Terreni adatti alla viticoltura per la loro composizione. Nel corso dei secoli, il profilo dei pendii è stato modellato con il lavoro di generazioni di viticoltori.

Buttrio è posto nella migliore posizione geografica per la viticoltura con le Alpi Giulie alle spalle che riparano la vite dalle fredde correnti del nord e il mare Adriatico di fronte che garantisce una benefica e costante ventilazione.

Clima Buttrio ha un clima semicontinentale con inverni piuttosto freddi ed estati calde. Effetti positivi hanno le colline e le montagne che, molto spesso, hanno effetto mitigante sul clima della zona (più ventilato e meno umido rispetto alla pianura friulana). Il paese ricade nella zona climatica E con 2.262 gradi giorno. Per questo motivo l'accensione degli impianti termici è consentita fino ad un massimo di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,6 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +22,5 °C. Le precipitazioni medie annue fanno registrare il valore di 1.371,4 mm con minimo in inverno, picco massimo in autunnoDati rilevati dalla Stazione meteorologica di Campoformido posta in linea d'aria a 12 km. da Buttrio, alla stessa altitudine (mt. 79) e con lo stesso numero di gradi/giorno (2262)

Origini del nome Il nome deriva da una voce preromana diffusa in molte regioni col significato di "burrone", "voragine". La località viene nominata per la prima volta nel 1000 come Butrium.

In un trattato del 21 aprile 1362 tra il patriarca di Aquileia Ludovico della Torre e Rodolfo IV d'Asburgo, parrebbe essere attestato, per questo comune, il toponimo tedesco Humberg.

Storia Le origini di Buttrio sono molto antiche; i Romani una volta costituito il presidio di Aquileia, posero dei punti di difesa anche nell’entroterra e il colle di Buttrio, per la sua posizione geografica e per la sua altitudine rispetto alla zona circostante, poteva corrispondere alle esigenze difensive richieste.

Documenti posteriori al Mille parlano di un castello e di giurisdizioni che qui venivano esercitate. E poi nascono le contese tra Patriarca e Conte di Gorizia, con storie di vendetta medioevali che toccano famiglie di nobili e lunghe stagioni di rancori, fino all’incendio di ville e di singole abitazioni. Il castello, distrutto e riedificato, passe di mano diverse volte, fino a quella “pax perpetua et vera” che venne firmata nel 1365: ma la famiglia nobile di Buttrio finì qualche anno prima dell’annessione del Friuli alla Serenissima.

Nel 1306 un'ostilità tra il Patriarcato e i Conti di Gorizia terminò, dopo svariate vicissitudini, con l'espugnazione da parte del patriarcato del Castello di Buttrio; tale castello venne poi distrutto dall'intervento di Udinesi, Gemonesi e Cividalesi che volevano ostacolare le mire espansionistiche dei Conti di Gorizia.

Nel 1411 le invasioni degli Ungari devastarono la regione e nel 1415 i Signori di Buttrio furono definitivamente spodestati.

Nel 1477 si sparse il terrore dei Turchi che secondo le voci erano giunti a Monfalcone mentre i Veneziani erano trincerati a Cervignano. Però Buttrio subì gravi danni non già dai Turchi, ma dalle truppe mercenarie alleate, che non andavano certo per il sottile. Ventidue anni dopo nel 1499 i Turchi ritornarono in Friuli, invasero Buttrio, saccheggiandola e devastandola.

ll Comune nacque nel 1811 e venne annesso all'Italia l'11 agosto 1866.

Nella Prima guerra mondiale fu un paese di retrovia dove sorsero numerosi ospedali da campo e, dopo la ritirata di Caporetto, venne occupata vedendo molti dei suoi cittadini deportati. Prima dell'entrata in vigore dell'armistizio, l’esercito italiano cercò di riconquistare la maggior parte dei territori persi. Riuscì a recuperare diverse località sulle Alpi Carniche e Giulie, tra cui Buttrio, Manzano e Cormons.

Ne secondo dopoguerra a Buttrio ci fu la sede del "Collegio dei Mutilatini" che per una dozzina d'anni accolse un centinaio di bambini e bambine che nei primi anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale erano rimasti feriti o mutilati dall'esplosione di residuati bellici

Simboli Lo stemma comunale è stato riconosciuto con D.P.C.M. del 20 maggio 1960. Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 4 agosto 1960, è un drappo partito di bianco e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

In centro si trova la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita nella prima metà del 1700. Degni di nota sono gli altari settecenteschi dell’Assunta, di Sant'Antonio e del Rosario; in quest'ultimo è esposta la statua lignea dedicata alla Madonna col Bambino risalente al XVI secolo. Sono da ammirare anche gli intagli dei banchi e degli schienali del coro (1755-58), dei quattro confessionali (1760-70), dell’armadio della sagrestia con inginocchiatoi e del pulpito della navata.

Sembra che già nel 1606 ci fosse un campanile e che si trovasse in una posizione diametralmente opposta all’abside rispetto a oggi. Il primo campanile venne quindi abbattuto e nel 1828 iniziarono i lavori di costruzione di quello attuale, completati nel 1936. L’orologio fu realizzato tra il 1836 ed il 1837 da Domenico Bosco di Medea, e le tre campane nuove arrivarono nel 1840 quando venne completata la cella campanaria, su cui venne posizionato un coperto provvisorio, sostituito nel 1843 con un’altra copertura temporanea che rimase tale fino al 1936 (quando vennero ultimati il tamburo e la piramide, e fu posizionata la guglia). Il campanile imita quella di San Marco a Venezia. Il quadrante dell’orologio del campanile è stato montato capovolto, cioè porta le 12 in basso e le 6 in alto, caso unico in Italia.

Chiesetta di Santo Stefano protomartire

La chiesetta di Santo Stefano protomartire fu costruita sui resti di un insediamento romano e ne porta testimonianza nel nome. Situata nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta, la chiesetta venne edificata verso la metà del secolo XIV e consacrata nel maggio del 1366.

Sulla facciata a nord-ovest sporge un acquasantino in pietra; all’esterno, sono visibili due affreschi con la figura di San Cristoforo e la Madonna col Bambino (in avanzato stato di degrado).

La facciata, in pietra, custodisce all’interno affreschi del XVI secolo di un pittore sconosciuto, che riprende il linguaggio di Gian Paolo Thanner. Accanto ai santi, assorti in preghiera, appaiono i devoti, con immagini accompagnate da nomi e scritte che trasmettono in forme semplici una fede genuina.

Altre chiese La chiesetta di San Michele Arcangelo si trova al centro del borgo di Vicinale. L’edificio è settecentesco, ricostruito in sostituzione di uno più antico, per cui bisogna attenersi alla documentazione reperita in merito. La notizia scritta più antica fu ricavata da un atto notarile registrato nel 1336. Da quest’atto si sa che la chiesa di San Michele aveva l’auditorio o portico. Sulla parte più alta della facciata si trova la torretta delle campane. Sul fianco est i costruttori lasciarono delle pietre sporgenti forse perché intendevano costruire una piccola sacrestia. L’interno è a travatura scoperta. L'abside ha un soffitto piano. L'altare di legno fu lavorato dall’artista Benedetto Montini di Udine nel 1879. Chiesetta della Natività di Santa Maria in Vicinale: sulla via per Cividale, in fondo al paese, c’è la cappella delle Zitelle. Fu benedetta il 14 settembre 1674 da don Giovanni Minisino, rettore del seminario di Udine. Nel 1889 aveva ancora l’altare di legno. Fu poi sostituito con uno di marmo bianco, al quale si adattò una pala del 1600. La cappella ebbe un restauro considerevole nel 1912 ed un altro nel 1989. Il soffitto e le pareti sono decorati con una certa signorilità. Dietro l’altare c’è il coretto per le religiose. Sul fianco ad occidente si trova un piccolo campanile a guglia. Chiesetta dei martiri Gervasio e Protasio in monte: le prime notizie storiche riguardanti la chiesa sita presso il castello di Buttrio e dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, martiri milanesi, il cui culto è antico, risalgono al XIII secolo, ma si presume che sul colle presso il castello sorgesse già da prima una chiesa ad esso annessa e distrutta assieme al castello nel 1306. In seguito la chiesa subì numerose altre distruzioni e ricostruzioni, senz’altro nel 1362 con la nuova distruzione del castello, alla fine del 1400 con le invasioni turchesche, nel 1511 a seguito di un disastroso terremoto che sconvolse l’intera regione. L’ultimo restauro chiesetta risale al 1989. È un edificio ad aula rettangolare, su sedime ribassato rispetto al piano stradale; c’è poi un piccolo presbiterio rettangolare di volumetria inferiore. Antistante al prospetto si nota il profondo porticato, leggermente più basso, aperto a ponente e a meridione con due finestre ad arco ribassato. L'interno, semplice, è illuminato da due finestre ad asola a settentrione. Chiesetta di San Bartolomeo in Caminetto: presenta pianta ad aula rettangolare con capriate a vista e pianelle decorate, presbiterio quadrato con tetto a capanna e volte a crociera, con le vele distinte da costoloni in mattone intonacato e chiavi d’imposta e di volta in tufo. Il pavimento è in mattonelle quadrate di cotto. Una piccola sacrestia è stata aggiunta ad inizio Settecento sul fianco destro del presbiterio. Sui muri d’imposta dell’arco trionfale e su una parete del presbiterio sono presenti tracce di un affresco, presumibilmente seicentesco. Internamento l’altare marmoreo policromo reca nella nicchia centrale una statua lignea della Madonna in trono con Bambino attribuita dal Marchetti a Giovanni Martini (1530). Il portico antistante, rifatto nel 1770, è coperto con tetto a padiglione; sul lato frontale presenta un arco ribassato, mentre sul fianco destro due arcate a tutto sesto sostenute da un’elegante colonnina in pietra con semplice capitello. La porta d’ingresso venne ampliata ed incorniciata nel 1750, mentre la bifora campanaria del 1611 venne rifatta nel 1749. Nel 1960, premesse tutte le necessarie autorizzazioni, Luigi Danieli acquistò questa chiesa intestandola alle figlie. Subito dopo, sotto la guida di De Marco Someda, venne restaurata e molto abbellita. Chiesa di San Giacomo apostolo in Camino: compare per la prima volta in un documento del 1329; la costruzione attuale risale però probabilmente alla fine del XV secolo. Sorge sul fianco orientale di Camino e presenta in facciata un vasto atrio collocato a nord-ovest chiuso da un muro, dove un pittore del secolo XIX ha affrescato varie figure ben delineate L’interno della chiesa è molto suggestivo. La decorazione e le figure, che generalmente si ritengono del 1400, furono restaurate nel 1929 a cura della Sopraintendenza delle belle arti. In occasione del rifacimento della pavimentazione, vennero raccolti reperti archeologici sparsi nel materiale di riempimento sopra il pavimento originario. Il materiale fu raccolto in una bacheca incassata nel muro della parete destra dell’aula principale. Chiesetta di San Gaetano confessore nei Ronchi Chiesetta della Santissima Trinità nella Villa d’Attimis-Maniago Chiesetta di San Prosdocimo in Caminetto

Architetture civili