La morte di Giuda Iscariota è un episodio neotestamentario, descritto nel Vangelo secondo Matteo e negli Atti degli Apostoli, che narra della morte dell'apostolo Giuda, disperato dopo aver tradito Gesù complottando con i sommi sacerdoti. I due resoconti biblici non concordano tra loro e perciò la maggioranza degli studiosi è dell'opinione che nessuno dei due sia storicoIl teologo e sacerdote cattolico Raymond Brown - concordemente alla "maggior parte dei commentatori moderni", come sottolinea lo storico Bart Ehrman - ritiene che "per quanto possa essere deludente, a nessuno dei differenti resoconti sulla morte [di Giuda] può essere attribuita una qualche verità storica". (Raymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 2, Anchor Yale Bible, 2010, p. 1410, ISBN 978-0-300-14010-1; Bart Ehrman, Il vangelo del traditore, Mondadori, 2010, p. 61, ISBN 978-88-04-59690-5).. Per spiegare queste differenze si ipotizza che gli autori riprendano tradizioni cristiane di diversa origine oppure che siano guidati da proprie motivazioni redazionali e teologicheCfr: Raymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 1, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 637-638, 643-644, 647-652, 656-660, ISBN 978-0-300-14009-5; Raymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 2, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 1138, 1404-1406, 1408-1410, ISBN 978-0-300-14010-1; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. 2583-2584, ISBN 978-88-10-82031-5; Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 953, ISBN 88-399-0054-3; John Dominic Crossan, Who killed Jesus?, HarperOne, 1995, pp. 73-75,78, ISBN 978-0-06-061480-5; Bart Ehrman, Prima dei vangeli, Carocci Editore, 2017, pp. 39-61, ISBN 978-88-430-8869-0; Bart Ehrman, Il vangelo del traditore, Mondadori, 2010, pp. 42-55, 58-61, 216, ISBN 978-88-04-59690-5.. In effetti, Matteo privilegia molti dettagli che suggeriscono un confronto fra la fine di Giuda e quella di Assalonne. Anche qui, perciò, Matteo, come nel resto del suo vangelo, intende mostrare Gesù come il nuovo Davide atteso spasmodicamente dal Giudaismo del Secondo Tempio. Luca, invece, avrebbe inserito negli Atti solo quei particolari adatti a mettere a confronto Giuda con Acab e Gesù con Nabot. Luca, infatti, anche nel suo vangelo presenta Gesù come il "giusto", che non cede alle prepotenze dei potenti e viene ucciso perché intende custodire la "vigna" ricevuta dal Padre (si veda la parabola dei vignaioli omicidi in Luca 20); lo stesso motivo per cui venne ucciso Nabot (1 Re 21:3).James Bejon, The Death of Judas in Matthew & Luke-Acts La morte di Giuda, quindi, è descritta dai due evangelisti con un diverso obiettivo cristologico. Riferimenti biblici I due resoconti neotestamentari riportano:
MatteoAtti degli ApostoliVersiAllora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue». E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato "Campo di Sangue" fino al giorno d'oggi. Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: "E presero trenta denari d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore". Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere. La cosa è divenuta così nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato nella loro lingua Akeldamà, cioè "Campo di Sangue".
Il Vangelo secondo Matteo inserisce il racconto della morte di Giuda tra il momento in cui gli Ebrei conducono Gesù da Pilato e la sua comparizione di fronte a Pilato stesso. Negli Atti degli Apostoli l'episodio è descritto nel primo capitolo, quando Pietro deve sorteggiare un sostituto di Giuda Iscariota per i Dodici apostoli, che risulterà poi essere Mattia"Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli" ()..
Il Vangelo secondo Matteo riporta che Giuda si impiccò dopo aver gettato nel Tempio i trenta denari del suo tradimento, usati poi dai sacerdoti del Tempio per acquistare il "Campo del vasaio" (in seguito denominato "Campo di Sangue" perché acquistato al "prezzo di sangue"). Questa modalità del suicidio non si concilia con quella scritta negli Atti degli Apostoli, secondo la quale Giuda morì invece squarciandosi, dopo aver egli stesso acquistato, sempre con i trenta denari del suo tradimento, il "Campo del vasaio" (invece, in seguito denominato "Campo di Sangue" perché Giuda vi si squarciò)Il teologo cattolico Raymond Brown rileva che "Matteo e gli Atti non sono influenzati l'uno dall'altro in questi dettagli, perché essi differiscono sul fatto che l'acquisto sia stato fatto prima o dopo la morte di Giuda, fatto da lui o dai capi sacerdoti, e se la designazione forse "Campo (agros) di Sangue" oppure "Terreno-agricolo (chōrion) di Sangue". [...] Per Matteo la designazione "Sangue" deriva dal fatto che il campo sia stato acquistato con denaro dato per il sangue innocente di Gesù; gli atti non spiegano la designazione "Sangue" ma lasciano immaginare che possa essere in relazione con la morte di Giuda nel suo terreno-agricolo. Considero corretto chi pensa che questo pezzo di terra nel la valle Hinnom possa aver già avuto il nome di "Campo/Terreno-agricolo di Sangue" e che i Cristiani possano aver reinterpretato questo nome nella storia di Giuda, la cui morte fu associata in un modo o nell'altro con questo luogo"..
Contraddizioni narrative Il teologo e sacerdote cattolico Raymond BrownRaymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 1, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 637-638, ISBN 978-0-300-14009-5. nota, riguardo alla narrazione di Matteo, che "nonostante la sua generale pertinenza alla sequenza degli eventi, la scena in Matteo 27,3-10 è chiaramente un'interruzione maldestra. Matteo 27,1-2 (come 27,12) presenta i sommi sacerdoti e gli anziani che conducono Gesù via per consegnarlo a Pilato. Tuttavia qui [nella sequenza interpolata di Giuda] sono sommi sacerdoti e anziani, nell'area del santuario del Tempio, che raccolgono i pezzi d'argento gettati e dopo hanno il tempo di comprare un campo con questi"Il teologo osserva che Matteo "probabilmente racconta la storia qui non perché è accaduta in questo momento della passione ma perché fu il diretto risultato della decisione di consegnare Gesù. Inserire questa storia dopo la risurrezione sarebbe stata un'ambientazione negativa per il suo vangelo"..
Raymond BrownRaymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 1, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 643-644, 656-660, ISBN 978-0-300-14009-5; Raymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 2, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 1404-1406, 1409-1410, ISBN 978-0-300-14010-1. sottolinea come "queste due versioni non possono essere armonizzate; conseguentemente non possono essere entrambe storiche" e "per quanto possa essere deludente, a nessuno dei differenti resoconti sulla morte [di Giuda] può essere attribuita una qualche verità storica"Precisa infatti Raymond Brown come "molti di coloro che si sforzano di armonizzare queste versioni lo fanno in base ad un principio estraneo alla Bibbia stessa, cioè che quanto vi è narrato deve essere storico". Ad esempio, tra i tentativi di armonizzare - anche se solo in parte - i due resoconti neotestamentari, il biblista Giuseppe Ricciotti, immaginò l'impiccagione di Giuda con rottura del ramo o della corda e conseguente caduta mortale squarciandosi (Giuseppe Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, 1941).. Tale teologo osserva ancora che la versione "di Atti1, 18 non suggerisce nemmeno remotamente che Luca fosse consapevole che Giuda si era impiccato, come riportato in Matteo" e il resoconto degli Atti fu "scritto in completa ignoranza della storia di Matteo", mentre "il suicidio descritto da Matteo per impiccagione è certamente possibile ma il quasi esatto parallelo con la vicenda di Achitòfel [che cospirò contro re Davide e morì impiccandosi, in 2Sam17,23]In merito, il teologo evidenzia che anche "il vocabolario è lo stesso in Matteo; infatti il verbo apagchesthai (impiccarsi), oltre a questi due passaggi, è trovato nella Bibbia greca solo in Tobia3,10"; "perciò è probabile che mentre i primi Cristiani sapevano che Giuda era morto presto e violentemente, le modalità della sua morte entrarono nelle varie narrazioni attraverso l'idea di compararle a quelle di altri che si erano opposti a Dio o all'unto di Dio". ne sminuisce il giudizio in merito"; "i primi Cristiani avevano la tradizione che Giuda morì improvvisamente, appena dopo la morte di Gesù [ma] questi Cristiani non sapevano nel dettaglio come Giuda fosse morto. La repentinità della morte di Giuda persuase i Cristiani che tale morte fu una punizione di Dio, e questa persuasione catalizzò narrazioni evocative di altre morti delle Scritture che furono viste come punizioni di Dio"Aggiunge il teologo che "Matteo elaborò il suo testo da un corpo di materiale pre-matteiano popolare e immaginativo, dove le Scritture (ma non necessariamente le citazioni dalle Scritture) giocarono un ruolo molto formativo".. "La maggior parte dei commentatori moderni"Come precisa lo storico e biblista Bart Ehrman, concordemente al teologo e sacerdote cattolico Raymond Brown, che rileva altresì come tali posizioni siano condivise anche da "studiosi conservatori molto rispettati" (Bart Ehrman, Il vangelo del traditore, Mondadori, 2010, p. 61, ISBN 978-88-04-59690-5; Raymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 2, Anchor Yale Bible, 2010, p. 1404, ISBN 978-0-300-14010-1.). - anche cristiani, come gli studiosi della École biblique et archéologique française (i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme), gli esegeti del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico", il teologo Rudolf Bultmann e il teologo John Dominic Crossan, ex sacerdote cattolico e tra i cofondatori del Jesus Seminar - evidenzia come gli autori dei due libri abbiano elaborato le tradizioni pervenutegli, in merito a tali avvenimenti, in modi che non è possibile armonizzare tra loro e nota come tali differenti tradizioni popolari abbiano sottolineato una morte ignominiosa, anche se non storica, per il traditore.Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. 2583-2584, ISBN 978-88-10-82031-5; Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 953, ISBN 88-399-0054-3; John Dominic Crossan, Who killed Jesus?, HarperOne, 1995, pp. 73-75,78, ISBN 978-0-06-061480-5; Rudolf Bultmann, History of the Synoptic Tradition, Hendrickson Publisher, 1963, pp. 272, 281, 306, ISBN 1-56563-041-6; Bart Ehrman, Il vangelo del traditore, Mondadori, 2010, pp. 42-55, 58-61, 216, ISBN 978-88-04-59690-5. Raymond BrownRaymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 2, Anchor Yale Bible, 2010, p. 1138, ISBN 978-0-300-14010-1. evidenzia anche che tale materiale potrebbe esser giunto a Matteo "dagli stessi ambienti che gli fornirono del materiale per la narrativa dell'infanzia (specialmente la storia dei magi, la stella, e il re malvagio del cap. 2)".
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