La chiesa di San Dionigi è un edificio religioso sconsacrato di Mortara, la cui esistenza era già attestata nel 1400Mortara nella storia - Enrico Tessera - Logica Multimedia.. È probabilmente dedicata a San Dionigi, aeropagita.
Descrizione L'edificio attuale, risalente al 1616, è la trasformazione di un antichissimo complesso religioso, costituito dalla Collegiata di san Lorenzo, dalla cappella di San Giovanni Battista e dalla chiesa di San Dionigi. Fu eretta nel 1440, a seguito di un compromesso con la comunità civica, come chiesa del consorzio dei poveri della città di cui Dionigi Maletta era priore; originariamente la facciata volgeva verso occidente e l'aula liturgica era molto più piccola. A fianco si trovava la cappella di san Giovanni, costruita nel 1440 dallo stesso Dionigi Maletta per ospitare il sepolcro gentilizio della sua famiglia, i cui stemmi sono ancora incastonati nella parete laterale esterna di san Dionigi. Lo stile originario doveva essere il romanico, come attesta la parete absidale che ne conserva ancora le vestigia.
La chiesa ospitava la cappella della Fabbriceria civica e la confraternita della Beata Vergine Annunziata. Nel 1577 in San Giovanni si installò la confraternita dei Santi Rocco e Sebastiano, alla quale fu unificata anche la confraternita della Beata Vergine del Carmine che aveva sede nella chiesa di San Giovanni in Conca di Milano. Nel 1612 il vescovo Giorgio Odescalchi ordinó che dei consorzi dell’Annunziata e di San Rocco se ne facesse uno con una sola chiesa. San Dionigi e San Giovanni furono unificate nell’attuale edificio. Intorno a San Dionigi sorgevano diverse case di proprietà della Fabbriceria, che provvedeva alle opere di beneficenza. Una di queste era adibita a ospedale, un'altra era la cosiddetta "casa della grammatica" e ospitava la scuola. Lo spazio tra San Dionigi, San Lorenzo e le case della Fabbricieria era l’antico cimitero della città, che fu bonificato a partire dal 1802, dopo la costruzione del nuovo Camposanto. L'attuale configurazione di San Dionigi vede la facciata della chiesa rivolta verso sud su quella che era piazza san Dionigi, poi piazza Maletta e oggi piazza Teresio Olivelli; la parte posteriore, rivolta verso l'abside della basilica di San Lorenzo, nasconde l'abside interno di forma semicircolare. Nell'edificio coesistono diversi stili architettonici, anche se il predominante è quello rinascimentale.
Il campanile con la caratteristica cuspide a cotti sagomati fu costruito nel 1596 ed è ancora in buono stato di conservazione. Agli inizi dell'Ottocento, dopo le soppressioni napoleoniche, la chiesa fu riaperta e affidata alla nuova Confraternita del Santissimo Sacramento; nel 1807 divenne chiesa succursale della parrocchiale di San Lorenzo. Nel 1845 fu riformato anche il Consorzio del Carmine che divenne solo femminile. La processione e la festa della Madonna del Carmine erano particolarmente sentite e organizzate con grande solennità.
All'interno si trovavano cinque cappelle con altrettanti altari: l'altare maggiore sul quale era collocata una pala della Vergine tra i Santi Lorenzo e Dionigi (1689), l'altare della Madonna del Carmine (1700) con il simulacro del 1755, l'altare delle Vergini SS. Lucia, Agata e Apollonia (la pala è oggi conservata in San Lorenzo), l'altare di Sant'Antonio e l'altare di San Rocco (con il beneficio omonimo di patronato della famiglia Maletta)Mortara e la Collegiata di san Lorenzo - Francesco Pianzola..La chiesa di San Dionigi era la terza in città per grandezza e per pregio delle opere in essa contenute.
La decadenza Nel 1927 fu eseguito un intervento di restauro non autorizzato su tutto l'edificio che, pur mantenendo la struttura originaria, ha apportato modifiche alla pavimentazione, agli arredi degli altari e alla facciata. Nel 1943, a seguito di un furto sacrilego e di screzi tra la confraternita e il parroco Luigi Dughera, il vescovo di Vigevano Giovanni Bargiggia ha disposto la sconsacrazione della chiesa; alcune delle opere furono portate in San Lorenzo, ma molti oggetti sacri (tra cui candelabri, panche, arredi e organo) furono depredati nel corso degli anni. La confraternita del Santissimo Sacramento fu soppressa, mentre il consorzio del Carmine fu trasferito in San Lorenzo, dove sopravvisse fino al 1977.
La chiesa fu ridotta a magazzino e nel 1964 si pensò alla sua demolizione, che fortunatamente non avvenne. Per molti anni è stata trasformata in una discarica e negli ultimi decenni, grazie al prezioso intervento di Italia Nostra si sta pensando di riqualificare l'edificio per renderlo una sede museale. Prima del 2010 sono stati eseguiti alcuni lavori di restauro dell'antico portale e la messa in sicurezza della facciata dall'umidità; la sezione locale ha promosso nel 2009, una campagna di scavo nella parte absidale che ha messo in evidenza sotto la pavimentazione a circa un metro di profondità, resti di fondazioni e sepolture,attualmente allo studio della Soprintendenza Archeologica della Lombardia.
Note
Bibliografia Mortara, le sue chiese e le sue confraternite - Mattia Paganini - Lomellibro Mortara nella storia - Enrico Tessera - Logica Multimedia Tesori d'arte della Basilica di san Lorenzo in Mortara, a cura della sez. Lomellina di Italia Nostra. Mortara e la frugifera Lomellina - Francesco Pezza - Sonzogno, Milano. Mortara e la Collegiata di san Lorenzo - Francesco Pianzola.
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