La Storia di Brugherio si snoda per quasi duemila anni dalla presenza romano-cristiana nel luogo, fino agli ultimi eventi storici che la vedono quale Comune della Repubblica italiana. I primi attestamenti risalgono al IV secolo, quando la sorella di sant'Ambrogio, santa Marcellina, risiedeva in una villa romana adibita come cenobio per la preghiera. Successivamente, nel corso dell'Alto Medioevo, studi archivistici hanno documentato l'esistenza di due nuclei abitativi, Noxiate e Octavum, costituenti rispettivamente l'attuale centro storico di Brugherio e la zona corrispondente alla Cascina di Occhiate. Al centro delle lotte tra Torriani e Visconti nel corso del Basso Medioevo, Brugherio visse successivamente le vicissitudini delle Guerre d'Italia. Data significativa per la storia brugherese fu la fondazione, nel 1578, della parrocchia di san Bartolomeo ad opera di san Carlo: la disgregazione territoriale e amministrativa delle varie cascine comportò, almeno fino alla fondazione del Comune nel 1866, un'unione di tipo spirituale. Nel 1613 vi fu la traslazione delle reliquie dei Magi dalla Cascina Sant'Ambrogio alla parrocchiale di San Bartolomeo. Centro di villeggiatura nel corso del XVIII secolo, nel 1784 il conte Paolo Andreani operò il primo volo in mongolfiera in Italia dalla sua villa di Moncucco. Ritornata agli austriaci in seguito al Congresso di Vienna, Brugherio si unì politicamente in un unico Comune all'indomani dell'Unità d'Italia: il 9 dicembre 1866, grazie all'operato di Giovanni Noseda e del parroco Gian Andrea Nova, nacque ufficialmente il Comune di Brugherio con decreto di Vittorio Emanuele II. I successivi decenni videro, almeno fino alla proclamazione del suffragio universale maschile del 1912 e alle prime lotte sindacali per l'emancipazione dei contadini dai proprietari terrieri, il dominio politico-economico di una ristretta classe borghese e aristocratica. Sotto il fascismo, Brugherio fu governata dal podestà Ercole Balconi, che avviò la transizione della città da centro prettamente agricolo ad uno protoindustriale. Centro nevralgico della Resistenza, la città vide anch'essa il grande fenomeno migratorio degli anni '60 che comportò un drastico aumento della popolazione, favorito anche dal fatto che Brugherio era un centro di media importanza a livello industriale.
Le origini (IV secolo - XV secolo)
Le reliquie dei Magi e il coenobium di Marcellina
La tradizione locale riporta che nel IV secolo santa Marcellina, sorella dell'arcivescovo di Milano sant'Ambrogio, risiedesse in alcuni possedimenti famigliari, per ottemperare, insieme ad altre vergini, al suo desiderio di una vita dedita alla castità e alla pratica delle virtù cristiane.. Ambrogio avrebbe poi donato alla sorella, in segno di affetto e di approvazione per la condotta delle vergini nel cenobio, le falangi di alcune dita dei Re Magi. Secondo la tradizione queste reliquie, portate a Milano enl 344 dal vescovo Eustorgio come dono da parte dell'imperatore, che, sempre secondo la tradizione, rimasero a Brugherio, mentre i corpi, custoditi nella Basilica di Sant'Eustorgio a Milano, furono portate a Colonia dopo la conquista di Milano da parte di Federico Barbarossa nel 1164.
L'Alto Medioevo
I primi nuclei abitativi e le reti commerciali Le prime indicazioni scritte che ci sono pervenute, riguardanti il territorio di Brugherio, risalgono all'epoca imperiale romana quando, con i nomi di Noxiate, Sanctus Damianus, Baragia e Octavum, venivano designati i primi nuclei abitativi presenti sul territorio. Noxiate corrispondeva all'attuale centro dove si trova la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, e fu poi smembrato nel corso dell'età carolingia tra Monza e Cologno.. La località Baragia si estendeva a nord, fino a comprendere San Damiano e a sud fino alla zona di Brugherio centro.
Octavum, corrispondente alle attuali San Cristoforo e Occhiate, infine, si trovava all'ottavo miglio da Milano lungo la via Spluga, strada romana consolare che metteva in comunicazione la città lombarda con Lindau passando dal passo dello Spluga e che correva sulla riva destra del Lambro. e che vi era presente, in un documento dell'853, «un ospizio o un ospedale per i pellegrini...».. Tale rete viaria non era la sola a percorrere il territorio di Brugherio: l'attuale Cascina Sant'Ambrogio era difatti posta lungo la Via Burdigalense, cioè quella via commerciale che collegava l'attuale Bordeaux con Aquileia per poi proseguire da lì fino alla Pars orientalis dell'Impero..
Il Basso Medioevo
L'Alto Medioevo, caratterizzato da profondi ed instabili mutamenti politici, ci trasmise quelle poche fonti di cui si è accennato nel paragrafo sovrastante. Una prima notizia riguardante l'esistenza di un monastero di benedettine, situato sull'antico coenobium di Marcellina, risalirebbe al 1098Vi era, infatti, un'iscrizione epigrafica (oggi non più visibile) con l'incisione "1098 MOEN", riportata dal parroco e storico don Antonio de Petri (1778-1819) e poi vidimato dal parroco Giuseppe Maroni nel 1881, come si ricava dalla Cronaca del De Petri stesso. Cfr. ; ; . Informazioni storiche precise risalgono, però, a partire dal Basso Medioevo, allorché una pergamena del 1162 parla di un monastero femminile detto di Sant'Ambrogio di Carugate. Bisogna ricordare che il monastero, fino alla creazione della parrocchia di Brugherio nel 1578, apparteneva alla parrocchia di Sant'Andrea di Carugate, come ricordano ..
Il Basso Medioevo vide, inoltre, la definitiva realizzazione di vari castra (castelli) nel territorio brugherese. Come sottolineato in un articolo della rivista «Brianza itinerari», lungo la via che collegava Milano con Imbersago, a mo' di protezione dei viandanti e degli abitanti del contado davanti alle invasioni e all'instabilità politica del X secolo, vi fu la realizzazione di fortini che avevano uno scopo difensivo. Non è un caso, infatti, che, nel corso del Tardo Medioevo, compariranno alcuni castelli nel territorio brugherese. Il XIV secolo vide, infatti, le lotte politiche tra i Torriani e i Visconti per il dominio su Milano e le città ad essa soggiogatePer un quadro storico complessivo della Lombardia trecentesca, cfr. .: tali lotte intestine si fecero sentire anche a Brugherio, come attesta un documento del 1282. In tale documento si riporta che nella località di Octavum sorgeva un castrum oggetto di contesa tra filo-torriani e filo-viscontei, e che questi ultimi, desiderosi di riavere indietro tale luogo dopo una momentanea vittoria dei Torriani, si erano rivolti al tribunale De Malexardorum.Il tribunale dei Malesardi, ovvero degli esiliati, come specifica ..
All'epoca di questi avvenimenti, l'attuale territorio comunale era già diviso da due secoli in 3 pieviPer conoscere il concetto di pieve nel Medioevo, si rimanda a quanto spiegato in :, che approssimativamente ricalcavano la complessa ripartizione del territorio nei secoli successivi.. Difatti, il territorio fu diviso tra Monza, cui appartenevano gli attuali centro storico e Moncucco; Vimercate, del cui feudo faceva parte l'attuale frazione Baraggia; e Gorgonzola, di cui faceva parte invece la Cascina Increa.
In pieno XV secolo, invece, è l'attestazione di un beneficio, datato 8 marzo 1459, concesso dalla duchessa Bianca Maria Visconti a Francesco Pestagalli «nel quale [la duchessa, n.d.r] concedette l’esenzione fiscale de «Casina de la Pobia», tra cui anche il sale» il quale ha ripreso che ne ha analizzato il documento..
Il periodo spagnolo (1525-1714)
Il governo spagnolo nel monzese
In seguito al controllo del Ducato di Milano, a partire dal 1535, da parte degli spagnoli di Carlo V, l'intera Lombardia entrò in un lungo periodo di decadenza socio-economica, periodo acuito dalla terribile peste di San Carlo (1576-1577), da quella manzoniana poi (1630), ed infine da numerose carestie che flagellarono le campagne lombarde. Nello specifico, il Monzese seguì le sorti famigliari dei nuovi feudatari spagnoli, i De Leyva, più attenti a sfruttare le ricchezze del loro feudo che ad incentivarne la tradizione manifatturiera e commerciale.. Definito da Isabella Superti Surga come «una nuova forma di feudalesimo», il governo dei De Leyva fu un'esperienza negativa dal punto di vista economico in quanto
L'infeudazione del feudo di Monza alla famiglia spagnola durò dal 1530 al 1648., quando i Durini, in cambio di trentamila ducatoni napoletani, lo acquistarono. I Durini, nobile famiglia milanese impegnata in attività commerciali ed industriali, miglioreranno l'amministrazione del capoluogo brianteoper tutto il XVII e il XVIII secolo..
Brugherio tra '500 e '600
Dati socio-amministrativi La realtà del territorio brugherese di questi due secoli risentì dello stato d'anarchia dovute alle guerre tra francesi e spagnoli prima, dal generale stato di crisi socio-economica che caratterizzò la Lombardia spagnola e dalle ripetute pestilenze che colpirono il territorioOltre a quella del 1576, epidemie di minor entità si verificarono nel 1524 () e nel 1529 ()., in particolar modo quella detta di san Carlo, diffusasi nel Milanese e nella Brianza tra il 1576 e il 1577 che portò ovunque desolazione. Attraverso vari censimenti effettuati tra il 1530 e i 1546, si viene a sapere che Brugherio fosse divisa amministrativamente tra «Burgero sotto la Corte di Monza», «Burgero pieve di Vimercate» e «imbrugero territorio di Monza», realtà a loro volta frazionate nelle varie cascine locali che, per mantenere i rapporti con i rispettivi feudatari, nominavano dei consoli che facevano da tramite con la popolazione localeLa descrizione è desunta dalle ricerche storico-archivistiche esposte in ..
Nel corso del Seicento, per quanto riguarda l'andamento demografico locale, sono fondamentali gli atti delle visite pastorali, volute dal Concilio di Trento per verificare in loco, da parte dei vescovi locali, le condizioni delle varie parrocchie. Dopo le prime visite pastorali effettuate a Brugherio nel 1578 e nel 1596, nel 1621 si attesta che la popolazione delle cascine sotto cui ricadeva l'amministrazione parrocchiale si aggirava intorno alle 1350 animeAnime è un sinonimo di persone, nel lessico dell'epoca... Drammatiche furono le conseguenze per la popolazione locale durante la pestilenza del 1630: la popolazione diminuì di 350-400 persone circa.. Le conseguenze della peste manzoniana (e le drastiche condizioni meteorologiche che spinsero, gli storici, a parlare di piccola glaciazione) furono talmente incisive, che nella seconda metà del '600 l'andamento demografico subì un notevole rallentamento, andamento che ritornò sui livelli precedenti alla pestilenza soltanto negli anni '70..
La fondazione della parrocchia
In mezzo a questa decadenza socio-politica, Brugherio trovò una sua prima identità comunitaria attraverso la fondazione, da parte dell'arcivescovo Carlo Borromeo, della Parrocchia di San Bartolomeo, in seguito alla visita pastorale compiuta tra il 15 e il 16 giugno del 1578.. La nuova realtà parrocchiale, comprendente «Cascine de' Bastoni coll'oratorio di Maria Nascente, S.Cristoforo di Ottavo..., S.Damiano, Sant'Albino, Sant'Ambrogio, S.Donato»., unificò le tre divisioni amministrative, diventando così il punto di riferimento per una prima coscienza brugherese.
Il ritrovamento delle Reliquie dei Magi