Civitella del Tronto (AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo. Fa parte dell'unione dei comuni Città Territorio-Val Vibrata ed è incluso nel club de I borghi più belli d'Italia.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale varia d’altitudine da un minimo di 135 m a un massimo di m, con un’escursione altimetrica pari a m. Il centro storico di Civitella del Tronto si trova a 589 m s.l.m. su una rupe rocciosa di travertino ed è sovrastata dalla fortezza, ultimo baluardo dei Borbone di Napoli e del Regno delle Due Sicilie che resistette strenuamente all'assedio della Regia Armata Sarda, arrendendosi solamente tre giorni dopo l'Unità d'Italia.
Il comune di Civitella del Tronto, con la sua superficie di 77,74 km², è il più esteso della Val Vibrata. Ad ovest la Montagna dei Fiori, facente parte della catena montuosa dei Monti della Laga e dell’omonimo Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, segna il confine con Valle Castellana, mentre a nord il territorio confina con Sant'Egidio alla Vibrata e con i comuni marchigiani di Folignano e Ascoli Piceno. Ad est il terreno digrada gradualmente verso la bassa Valle del Salinello fino al confine con Sant'Omero, mentre verso sud, dove sono ben visibili il massiccio montuoso della Maiella e la catena del Gran Sasso d'Italia, il territorio confina con Campli.
Classificazione sismica: Zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Idrografia Il territorio civitellese fa parte dei bacini idrografici dei fiumi Salinello e Vibrata, quest'ultimo ha origine ad ovest del paese, nel versante orientale della Montagna dei Fiori a quota e dà origine all'omonima valle. Oltre a questi, ci sono diversi torrenti o rigagnoli minori che confluiscono nei due corsi d’acqua principali, come il Goscio e il Rio per il Salinello e la Vibratella per la Vibrata.
Clima Per la sua posizione ai piedi dei Monti della Laga e la contemporanea vicinanza al litorale adriatico, Civitella del Tronto ha un clima di tipo temperato umido sub-litoraneo con inverni piuttosto miti, estati calde e caratterizzato da una piovosità significativa durante tutto l’anno, con una media annuale di precipitazioni pari a circa .
Classificazione climatica: Zona E, 2327 GG.
Storia Dalle origini al XV secolo Le origini di Civitella del Tronto non sono chiare, anche se in località Ripe di Civitella e nelle grotte Sant'Angelo e Salomone, sono stati rinvenuti reperti risalenti al Neolitico e al Paleolitico superiore.
Civitella del Tronto si crede sorga sull'antica area della picena Beregra. La prima testimonianza storica certa risale all'anno 1001. Civitella viene citata come Tibitella in un atto notarile rogato nella città di Penne. Per gli storici, dunque, Civitella avrebbe avuto origine nei secoli IX-X (l'origine dell'abitato attuale è altomedioevale) come città incastellata per sfuggire alle scorribande ungare e saracene.
Il paese fu invaso dagli Ascolani quattro anni dopo che nel 1251 avevano dichiarato guerra ai Teramani per fini espansionistici. A salvare i civitellesi intervenne papa Alessandro IV che pose fine ai cruenti e sconsiderati saccheggi ascolani evidenziati dal Vescovo aprutino Matteo I. Memore dell'invasione ascolana e consapevole dell'importanza strategica di avere in zona di confine una fortificazione efficiente Carlo I d’Angiò ordinò la fortificazione di Civitella che cominciò il 25 marzo 1269. Già nel secolo XIII il paese, appartenente al Regno di Napoli, era cinto da mura e, per la sua particolare posizione geografica di confine con lo Stato della Chiesa, ebbe sempre una grande rilevanza strategica.
Civitella passò dagli Angioini agli Aragonesi nel 1442. Alfonso d’Aragona, dopo aver sconfitto Francesco Sforza e riconquistato anche Civitella nel 1443, trasformò il castello civitellese in una Piazza Forte nel 1450 in vista dei venti di guerra con la Francia. Il luogotenente Alfonso, figlio di Ferdinando I, notando una donna posseduta dal maligno chiede aiuto a San Giacomo della Marca che compie il miracolo nel 1472. Nel 1495 i civitellesi continuano però a soffrire degli abusi del Castellano e, per protesta, danneggiano ben quattro delle cinque torri del castello che viene brutalmente saccheggiato. Le tasse del tribunale della Grascia, il fenomeno del banditismo e l'ospitalità militare che i civitellesi devono affrontare continuano anche dopo il trattato di pace di Blois portano la popolazione allo stremo.
Dal XVI al XVIII secolo Nel 1557 fu posta d'assedio dalle truppe francesi del Duca di Guisa, generale di Enrico II, alleate con il Papa Paolo IV. Benché feroce e violento, l'assedio, cominciato il 24 aprile, non ebbe gli esiti sperati per la compagine francese che dovette togliere l'assedio e ritirarsi verso Ancona il 16 maggio dello stesso anno. La vittoriosa e valorosa resistenza portata avanti dal popolo della cittadella, oltre che dalla guarnigione, fu particolarmente apprezzata dai consiglieri e strateghi militari di Filippo II e dall'intero Regno, tanto che ai suoi cittadini furono tolti gli oneri fiscali per quarant'anni e, a spese del demanio regio, furono restaurati gli edifici cittadini e il castello, potenziato come fortezza. Per lo stesso episodio, nel 1589, fu elevata al grado di Civitas e le fu conferito il titolo di Fidelissima da Filippo II di Spagna. Da quel 16 maggio, inoltre, ogni anno i civitellesi festeggiano il loro nuovo patrono Sant'Ubaldo (in precedenza era San Lorenzo). Erroneamente il toponimo viene collegato alla guerra del Tronto, in realtà esso era già in uso almeno dal 1544 quando venne pubblicato: Le tre giornate dello infallibile viaggio del cielo composto da frate Feliciano da Civitella del Tronte.
Nel 1627 a Civitella furono avvertiti terremoti. Un altro sisma si verificò il 21 gennaio 1703. La fedeltà di Civitella agli Asburgo continua anche negli anni bui di Filippo IV e Carlo II. Nel 1707 i civitellesi, caduti in mano austriaca, anche per via legittima del trattato di Utrecht, perdono ogni beneficio fiscale. Il 16 agosto 1734 gli austriaci lasciano Civitella alle truppe di Filippo V. La dominazione borbonica ha inizio.
Il XIX secolo Venne assediata nuovamente dalle truppe francesi nel 1798 cadendo con disonore. Nel 1806 il forte, difeso dal maggiore irlandese Matteo Wade, sostenne un nuovo assedio della durata di quattro mesi (dal 22 gennaio al 21 maggio) contro le ben più numerose e armate truppe napoleoniche capitolando onorevolmente.
Assedio di Civitella
Una famosa pagina di storia legata a Civitella e alla sua fortezza è quella relativa al Risorgimento. Il 26 ottobre 1860, dopo aver attraversato l'Emilia-Romagna e le Marche, l'esercito di Vittorio Emanuele II di Savoia strinse d'assedio Civitella; i soldati borbonici resistettero per ben duecento giorni. Nonostante la fine del Regno delle Due Sicilie suggellata il 13 febbraio 1861 con la caduta di Gaeta, la resa della piazzaforte siciliana di Messina avvenuta il 12 marzo e la proclamazione in Parlamento a Torino del Regno d'Italia il 17 marzo, Civitella continuò a combattere, resistendo fino al 20 marzo 1861, quindi tre giorni dopo che fu sancita l'Unità d'Italia. Questo episodio ne fa l'ultima roccaforte borbonica ad arrendersi all'unità nazionale.
Come sempre, durante un assedio coevo, una volta isolata la fortezza da possibili aiuti esterni, gli assedianti, guidati dal generale Luigi Mezzacapo (un napoletano di scuola borbonica), bombardarono la struttura per demoralizzare gli ultimi reparti borbonici. Sapendosi isolati e privi d'ogni speranza di soccorso, diversi reparti situati in alcune ali della fortezza si arresero. Eppure un'ultima parte dei militari, nonostante l'uscita dei camerati, decisero, pur allo stremo delle forze, di resistere ancora, per poi arrendersi solo alla fineGiorgio Cucentremoli di Monteloro, Morire a Civitella: i duecento drammatici giorni della fedelissima Civitella del Tronto (8 settembre 1860 - 20 marzo 1861), a cura del Centro Toscano Studi Conservatori "Eugenio Alberi", Editrice "La Perseveranza", Bologna.. I 291 superstiti furono presi prigionieri e trasferiti ad Ascoli Piceno.
Brigantaggio Negli anni immediatamente successivi all'Unità, nel territorio di Civitella operarono svariati briganti, dei quali alcuni erano semplici banditi, altri invece partigiani del cessato regno borbonico. Purtroppo proprio in quegli anni il Forte, non più strategicamente importante, venne abbandonato e saccheggiato dagli stessi civitellesi, creando così la rovina di una delle maggiori opere architettoniche militari degli Abruzzi. Si segnala che già qualche decennio prima fu distrutta la fortezza di Pescara.
Dal XX secolo a oggi Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, vennero qui approntati ben tre campi per l'internamento civile di 187 ebrei. Gli interni dei campi di prigionia furono alloggiati nell'antico convento francescano della Madonna dei Lumi, in un'abitazione privata del palazzo Migliorati in pieno centro storico e nell'ospizio cittadino. Nell'archivio comunale di Civitella del Tronto sono presenti due elenchi, uno per gli internati politici, l'altro per quelli civili. Nel primo furono inclusi centoventi persone, la maggior parte dei quali di religione ebraica e alcuni classificati come ariani tra cattolici e no. I primi arrivi degli ebrei a Civitella iniziarono già nel settembre 1940: si trattava di ebrei tedeschi, polacchi o apolidi privati di cittadinanza; tra di loro per circa un anno fu confinato anche il medico Simone Teich Alasia. Una seconda ondata di deportati ebrei, più compatta e numerosa, provenne dalla Libia il 17 gennaio 1942: inizialmente erano in 107, membri di 28 nuclei familiari. La popolazione locale solidarizzò con gli internati al punto che nel 2011 sarà conferita alla città la Medaglia di Bronzo al Valore Civile.Italia Iacoponi Il campo di concentramento nazista dislocato a Civitella del Tronto. Dopo l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana tutti gli ebrei ancora presenti a Civitella furono arrestati e deportati il 4 maggio 1944: gli oltre 100 ebrei anglo-libici furono trasferiti come ostaggi a Bergen-Belsen ed ebbero salva la vita, gli altri (ca. 27) furono deportati ad Auschwitz e, tranne uno, vi trovarono la morte.
Il 20 febbraio 1959, alle 9 del mattino, si verificò una scossa di terremoto del 4º grado della scala Mercalli con epicentro il territorio di Civitella del Tronto. Il 1º dicembre 1972 si registrano scosse di terremoto avvertite anche a Sant'Omero, Torano Nuovo e Colonnella.
Tra il 2016 e il 2017 una grave sequenza sismica nel Centro Italia ha causato disagi e paura nella popolazione. Il comune è stato inserito nel Cratere degli eventi sismici dopo i terremoti del 26 e 30 ottobre 2016. Nel febbraio 2017, a seguito delle ingenti nevicate che hanno causato anche la valanga di Rigopiano, una frana ha colpito la frazione di Ponzano.
Simboli
Lo stemma comunale è stato riconosciuto con DCG del 16 dicembre 1935.Decreto trascritto nel libro araldico degli Enti morali al vol. II, pagina 476. D'azzurro, al castello d'oro di cinque torri, aperte e finestrate di nero. Motto: Civitella Civitas Fidelissima. Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Santuario di Santa Maria dei Lumi
Il santuario mariano è una delle realtà monumentali più note del territorio teramano e conserva tuttora memoria d'arte romanica, di misticismo e spiritualità. Dedicato alla Madonna dei Lumi, sorge al di fuori della cinta muraria del paese di Civitella. L'intero complesso religioso è costituito dalla chiesa, dalla casa monastica e dal chiostro. Il 31 maggio di ogni anno vi si organizza una fiaccolata con i lumi, per rendere omaggio alla Madonna. Chiesa di San Lorenzo