L'M48 Patton è un carro armato da combattimento (MBT) americano di prima generazione, introdotto nel 1952 come successore dell'M47 Patton..

Oltre che dalle forze armate statunitensi, l'M48 è stato utilizzato da numerosi paesi. appartenenti alla NATO, ed è ancora in servizio in Turchia, Taiwan, Grecia ed altre nazioni.

Durante gli anni l'M48 Patton è andato incontro a numerose modifiche e miglioramenti, tra gli altri il passaggio da un motore a benzina a uno a gasolio e il passaggio da un cannone da 90 mm a uno da 105 mm.

Storia

Il carro M47 era un veicolo ad interim, anche se dotato di molte buone qualità, e presto si presentò l'esigenza di un veicolo migliore, con alcuni particolari ridisegnati. La riprogettazione lasciò invariato il motore e il cannone, ma coinvolse la struttura del mezzo, che venne reso più massiccio e con meno punti vulnerabili. Nondimeno, i progressi non furono così determinanti, e nell'insieme sfugge il motivo per cui l'US Army si sbarazzò tanto in fretta dei carri del tipo precedente, per riequipaggiarsi con i veicoli M48, che come si vedrà, presentavano non pochi difetti iniziali.

Lo sviluppo del nuovo carro, nominato in termini prototipici T48, fu così rapido che la produzione partì prima ancora del completamento del prototipo. Appena due anni dopo l'inizio della produzione dell'M47 partì così quella dell'M48, alla Delaware Tank Plant (gestione della Chrysler), allorché nel luglio 1952 vi fu una cerimonia ufficiale di 'battesimo' del nuovo modello, il primo noto ufficialmente come "Patton", a cui partecipò la vedova del famoso generale a cui questi mezzi erano dedicati.

Il primo modello fu chiamato semplicemente M48 Patton, mentre la versione successiva ebbe la designazione M48A1.

Tecnica

Il nuovo mezzo aveva uno scafo ricavato, come la torretta, per fusione, e ciò avrebbe dovuto dargli una migliore resistenza. La corazzatura era leggermente più spessa, con un massimo di 120 mm, ma lo spessore non era uniforme, perché la piastra frontale era di spessore variabile, ed era maggiore al centro. La struttura dello scafo, in un solo pezzo, era robusta, ma dava luogo a fenomeni di risonanza che non erano certo graditi all'equipaggio.

Anche la torretta era realizzata per fusione, con una piccola controcarena, contrariamente al tipo precedente, ben raccordata con il resto della struttura. La sagoma era più bassa e sfuggente.

Le sospensioni erano a barra di torsione, dotate di ammortizzatori per le ruote, sei per lato, che componevano la struttura del treno di rotolamento, assieme a cinque rulli guidacingolo, alla ruota anteriore di rinvio e alla ruota posteriore motrice. Le maglie dei cingoli erano munite di gommatura. Considerata nell'insieme era una meccanica di ottimo livello.

La struttura interna del mezzo era valorizzata da una disposizione che contemplava la riduzione dell'equipaggio a quattro uomini, a differenza del mezzo precedente, con l'eliminazione della mitragliatrice di scafo.

Il pilota aveva una disposizione tradizionale, con un campo visivo, con la testa fuori dal guscio corazzato, di 180°, e un piccolo e scomodo seggiolino posto al centro del mezzo, circondato da cassette per le munizioni, compagnia poco rassicurante in caso di colpi a bordo, ma le 60 granate da 90 mm erano sparse per tutto il vano di combattimento e guida senza protezioni.

La mobilità era data da un motore Continental raffreddato ad aria, da 825 hp, dodici cilindri a V con un albero a camme per bancata. I cilindri erano individualmente sostituibili. Tra le due bancate del motore due grosse ventole provvedevano al raffreddamento. La trasmissione era del tipo 'cross-drive' o cambio-sterzo, e riuniva cambio, trasmissione e sterzo. I freni erano a dischi multipli in bagno d'olio. La grigliatura del motore era facilmente localizzabile dietro lo scafo, con la caratteristica, in occasione di decelerate, di lasciare attraverso queste uscire fiammate anche di oltre un metro, rendendo arduo se non impossibile ospitare truppe sopra di esso. Il complesso motore pesava 4 t, il cambio-sterzo quasi 2, ma erano facilmente amovibili in caso di necessità.

Per quanto riguarda l'armamento, la torretta aveva un cannone da 90 mm M41 con freno di bocca a T, come nel modello T119E1, abbinato a un telemetro ottico a coincidenza con dieci ingrandimenti, che tuttavia nelle prime versioni era stereoscopico, del tipo M13. Altre attrezzature erano dieci iposcopi di visione per lo più nella cupola del capocarro, il periscopio del cannoniere e la radio di bordo. Il cannone non era stabilizzato e disponeva di 60 proiettili, tra cui perforanti ad alta velocità, HE, HEAT e altri tipi ancora.

Evoluzione Dopo che la prima serie di carri M48 venne prodotta, ci si ingegnò per realizzare alcune migliorie. La cupola era piccola, dotata di una mitragliatrice contraerea da 12,7 mm esterna, da qui una facile ricognizione visiva di questi primi mezzi. Nel 1954 entrò in produzione il carro M48A1, che aveva alcune migliorie secondarie, come il portello di accesso per il pilota, che a scapito della protezione venne ingrandito, e piccoli altri particolari.

Il carro M48A2 arrivò già nel 1955, con una riprogettazione del vano motore e la riduzione dei rulli reggicingolo, eccessivamente numerosi, a 3 per lato.

Il modello M48A3 segnò un miglioramento netto, con un motore diesel da 750 hp. Le prestazioni sono risultate ridotte, a causa del peggiorato rapporto potenza-peso, ma l'autonomia è aumentata. Infatti, il motore da 830 hp dei primi modelli era capace, assieme alla trasmissione cross-drive automatica, di offrire ottime prestazioni, ma il consumo era di 8 litri per km, dando un totale di 100–120 km di autonomia su strada. Con il motore diesel il raggio operativo aumentò a 450 o più km, grazie anche all'aumento contemporaneo di carburante, da 757 a 1420 litri. La cupola del capocarro venne sostituita con un modello che permetteva di usare la mitragliatrice da 12,7 mm dall'interno, senza esporsi a schegge e cecchini (a dire il vero alcune fonti dicono che fu il modello A1 ad averla per primo). Il veicolo arrivò nel 1963 e 1800 M48A1 vennero riportati in fabbrica per essere aggiornati a tale standard, data la migliore economia che garantivano anche in tempo di pace.

Il tipo derivato con cannone da 105 mm M68 era l'M48A5, armato con lo stesso cannone e dotato dello stesso motore dell'M60 Patton. Questo modello si avvaleva dei progressi raggiunti con l'M60, e venne realizzato negli anni settanta come un aggiornamento tecnologico..

Altri veicoli derivati sono stati l'M53 con cannone da 155 mm e l'M55 con obice da 203 mm. Essi avevano lo scafo del carro base, con il motore spostato davanti, una casamatta con brandeggio di 60 gradi, totalmente chiusa per avere una operatività non compromessa da eventuali radiazioni nucleari in campi di battaglia "moderni". Questa casamatta aveva una cupola superiore con arma da 12,6 mm, forse azionabile dall'interno, per il capocarro.

Le ruote di rinvio, ora posteriori, erano abbassate a terra, con un vomere meccanico posteriore, presente, per aiutare a ridurre gli effetti del rinculo quando si sparava a basso angolo. Queste realizzazioni si dimostrarono troppo pesanti per essere realmente soddisfacenti, ma vennero esportate in Germania Ovest e Italia.

Altri mezzi erano l'M67 con un lanciafiamme, e soprattutto l'M88 carro recupero. Infine, il veicolo gettaponte M48 ALVB, che come il precedente ha avuto una lunga vita nell'US Army. Il progetto di usare gli scafi M48A5 con una torretta nuova, per il semovente M247 DIVAD è fallito, con un clamoroso insuccesso che ne limitò il numero a una cinquantina, mai entrati in servizio. Erano armati con 2 mitragliere da 40 mm e con un paio di radar, che però hanno dato molti problemi di messa a punto e di fatto affossato l'intero programma.

Servizio

Il carro M48A1 Patton è stato un mezzo estremamente diffuso, con oltre 11.000 veicoli prodotti, per un totale di circa 500.000 tonnellate, e ben presto (appena disponibili gli M60) venne esportato in diverse nazioni. Comunque, fu subito usato in azione dall'US Army, allorché venne inviato in Europa con le unità americane ivi dislocate, e con spedizioni come quelle in Libano nel 1958, in cui gli M48 apparvero, forse per la prima volta, con un proiettore IR in torretta.

Il telemetro stereoscopico dei primi modelli era molto preciso, ma venne sostituito con quello a coincidenza M17B1C. Questo aveva un motivo specifico, ovvero il telemetro a coincidenza era meno preciso, ma di uso più rapido e istintivo, rendendo il compito di mirare a un bersaglio molto più semplice. I carri armati prodotti da altre nazioni sono rimasti invece con quelli stereoscopici, come in Germania Ovest con i Leopard 1, anche molti anni dopo.

I carri M48 erano afflitti comunque da molti problemi, come il fatto di essere scomodi, malgrado la rimozione di un membro d'equipaggio (raggiungendo così 4 uomini, da 5 che erano), soprattutto a causa dei piccoli portelli d'accesso, la grande rumorosità interna, i sedili piccoli.

La locomozione, grazie alla trasmissione automatica cross-drive (praticamente un manubrio da motociclista su cui erano raggruppate tutte le funzioni), era ottimamente fruibile dal pilota. All'epoca esistevano pochi altri paesi con carri dotati di sistemi così semplici da usare per il guidatore, rendendo più precise le manovre e molto minore la fatica.

Quello che poteva consentire una maggiore autonomia di combattimento in termini funzionali, era però compromesso dal fatto che il motore garantiva un'autonomia di 125 m per litro di carburante, ovvero 110 km su strada, senza pause in moto.

Questa situazione non era accettabile. Così, se in termini di apparati di controllo del tiro (telemetro ottico) e di comandi per il pilota, l'M48 non temeva confronti, l'US Army dovette rendersi conto che il problema del consumo di carburante non era risolvibile con i motori a benzina.

Un miglioramento parziale si ebbe con l'M48A2 dotato di motore a iniezione, e di un raggio passato da 120 a ben 260 km, ma ancora insufficiente rispetto alle controparti sovietiche e inglesi. I carri con motori diesel potevano muoversi per 400–500 km e anche di più se muniti di fusti ausiliari esterni, come sui carri sovietici sin dal T-34. Così l'US Army, con l'M48A3, entrò finalmente nell'era dei carri medi con motore diesel, cosa che i sovietici (come anche gli italiani e i giapponesi) avevano fatto da oltre 20 anni. L'entrata in servizio del modello non avvenne peraltro prima del 1963, ovvero ben 8 anni dopo l'M48A2.

Con la comparsa dell'M60, sostanzialmente un'evoluzione dell'M48A2 con motore diesel e cannone da 105mm (con torretta progettata fin dall'inizio per accoglierlo), l'M48A3, ultima versione prodotta ex novo, venne dotata dello stesso motore e di vari componenti del fratello maggiore.

Da notare che anche il carro pesante M103 era in sostanza un M48 ingrandito per ospitare un cannone da 120 mm. Con il notevole peso di 56 t, l'M103 non ebbe il successo che si era sperato, specie quando i cannoni da 105 mm dimostrarono che i carri medi potevano esprimere una potenza di fuoco sufficiente per ogni bersaglio prevedibile.