Il libero consorzio comunale di Enna è un libero consorzio comunale di 151 106 abitanti della Sicilia, con capoluogo Enna. È subentrato il 4 agosto 2015 alla soppressa provincia regionale di Enna, istituita il 2 gennaio 1927, durante il ventennio fascista.
Posto al centro della regione, è l'unico libero consorzio comunale della Sicilia senza sbocchi sul mare, confina a nord con la città metropolitana di Messina, a ovest con la città metropolitana di Palermo e il libero consorzio comunale di Caltanissetta, a est con la città metropolitana di Catania e a sud ancora con Caltanissetta e Catania. Insiste sul territorio, a Piazza Armerina, l'importante sito archeologico della Villa romana del Casale, dal 1997 Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.
Geografia fisica Il libero consorzio comunale è situato nel cuore della Sicilia con il centro geografico dell'isola proprio nel capoluogo. Esso dispone di un notevole patrimonio naturale, con laghi e boschi alcuni costituiti come riserve naturali.
Rilievi
Il territorio è in prevalenza collinare con modeste pianure. I rilievi montuosi principali sono i monti Erei, di altitudine media inferiore ai mille metri, che occupano la parte centrale e meridionale del territorio; i Nebrodi a nord, raggiungono un'altitudine più considerevole, le cui vette più alte oscillano tra i del Monte Altesina e i del Monte Sambughetti. Il territorio annovera alcuni tra i comuni più elevati in altezza sul livello del mare; Enna, che sorge a un'altitudine superiore ai sul mare è il capoluogo di ente territoriale sovracomunale più alto d'Italia mentre Troina è uno dei comuni più alti della Sicilia (oltre ).
Il territorio pianeggiante, nella parte centro-orientale, è costituito principalmente da un'ampia porzione della piana di Catania coltivata in parte ad agrumi, nei pressi della cittadina di Catenanuova e una porzione coltivata a cereali ad Aidone. Una conca basso-collinare è costituita dalla valle del fiume Dittaino, che da Enna digrada sino alla pianura, al cui interno si sono sviluppate alcune attività produttive agricole e piccole industrie e che ha rappresentata l'area di penetrazione più propizia per gli assi viari e ferroviari.
Laghi Il territorio ospita otto laghi medio-grandi, per la maggior parte artificiali e a servizio dell'agricoltura. Nei maggiori è praticabile la pesca, eccetto che a Pergusa sotto vincolo di riserva naturale. Il lago di Pergusa, vicino ad Enna, è l'unico lago naturale della Sicilia e riserva regionale. Il lago di Pozzillo, in territorio di Regalbuto è, con i suoi di metri cubi d'acqua, il maggiore bacino artificiale dell'isola ed è chiuso da un'imponente diga. Il lago di Ancipa (Troina), situato in uno scenario naturalistico importante, a oltre s.l.m., fornisce acqua potabile alla popolazione dell'ennese e di ampie zone del nisseno. Altri bacini sono il lago Nicoletti (Leonforte), il lago di Ogliastro (Aidone), il lago Olivo (Piazza Armerina) e il lago Morello (Villarosa) in prevalenza fornitori di acqua per i campi che li circondano.
Lago Pergusa
È al centro di una corona di alture che toccano i d'altitudine con il Monte Carangiaro e formano la Conca Pergusina; noto sin dall'epoca classica come lago di Pergo, su cui scrissero Ovidio, Claudiano e Cicerone, è teatro del mitico Ratto di Proserpina. Privo di immissari e di emissari è alimentato dalle falde e dalle precipitazioni; il bacino imbrifero, l'unico naturale dell'isola, riveste un'importanza centrale per l'avifauna della Sicilia intera. Nel giuncheto, nel canneto, nella Selva demaniale e nelle verdi colline che circondano il lago, svernano, transitano o risiedono oltre metà delle specie di uccelli di cui si è accertata la presenza in Sicilia. Tra queste, numerose sono quelle rare, come l'Airone rosso, il Falco di palude, la Moretta tabaccata e la Coturnice sicula, oltre alle più comuni frequentatrici, come le folaghe, nitticore, il mignattaio, l'alzavola, il mestolone, il fischione ed altri. È sede di una riserva naturale). Il lago, essendo utilizzato intensamente per uso potabile dalle città circostanti ha rischiato di prosciugarsi nell'ultimo decennio del XX secolo.
Fiumi I fiumi principali del Libero consorzio comunale sono a regime torrentizio e diretti verso foci marine oppure laghi. I più importanti corsi d'acqua, cardini dell'idrografia isolana, sono il, detto anche Imera meridionale, che nasce nel palermitano e si getta nel Mediterraneo e il Salso che affluisce nel Simeto in un'area in cui l'erosione dell'acqua ha creato delle pittoresche forre laviche. Altri fiumi di rilievo sono il Dittaino, importante affluente del Simeto, il Gornalunga, che forma il lago di Ogliastro e confluisce artificialmente nel Simeto nei pressi della foce, il Morello, che alimenta l'omonimo lago in territorio di Villarosa per poi confluire nell'Imera meridionale e infine il cosiddetto Fiume di Sotto di Troina che scorre a valle della cittadina da cui prende nome, anch'esso affluente del Simeto.
Riserve naturali Nome della RiservaCaratteristicheComune/iRiserva naturale speciale Lago di PergusaFu istituita nel 1995 dalla Regione Siciliana come la prima Riserva speciale dell'isola, e poi riconosciuta Sito d'Importanza Comunitaria dall'Unione europea. Divisa nei settori A e B, consta del Lago di Pergusa, di canneto, giuncheto per la nidificazione, pineta attrezzata.EnnaRiserva naturale orientata Monte AltesinaMonte che sfiora i s.l.m., di forma piramidale, sulla cui vetta vi è traccia di un abitato preistorico utilizzato fino al Medioevo, con una querceta e una lecceta, quest'ultima tra le più alte del mondo.Nicosia, LeonforteRiserva naturale orientata Sambuchetti-CampanitoArea montuosa tra le vette del Campanito e del Sambuchetti, che, con d'altitudine, è il punto più alto del consorzio comunale; ospita il bosco della Giumenta, i margi, zone umide dove le acque scorrono a valle, con pozzi, prati inondati, piccole paludi e pittoreschi laghetti di montagna (il più alto a s.l.m.), che ghiacciano d'inverno. Acquedotto medievale; scala bizantina che sale sulla Rocca Campanito con cerchi di pietrame d'uso medievale. Suggestiva la Grotta dei Nevaioli.Nicosia, CeramiRiserva naturale orientata Vallone di Piano della CorteVallone digradante verso la valle del Dittaino, vi cui cresce una fitta e rigogliosa vegetazione a galleria; è attraversata da torrenti e presenta una prateria di aghifoglie, oltre a specie quali la volpe e l'istrice.AgiraRiserva naturale orientata Monte Capodarso e Valle dell'Imera MeridionaleTra le maggiori aree protette dell'Isola, include, in un ambiente fluviale, le gole di Capodarso, la Grotta delle Meraviglie con cavità inesplorate, i resti di un centro indigeno ellenizzato, con una scala antichissima scavata nella roccia di cui non si è compreso il significato.Enna, Pietraperzia, CaltanissettaRiserva naturale Forre laviche del SimetoIngrottato lavico del fiume Simeto, che sprofonda in un punto a decine di metri, laddove sorge il ponte dei Saraceni, più volte ricostruito, ma risalente al I-II secolo d.C.Centuripe, Bronte (CT), Adrano (CT), Randazzo (CT)Riserva naturale orientata Rossomanno-Grottascura-BelliaIn un vastissimo demanio forestale d'antica origine, creato e mantenuto nel tempo perché ne usufruissero i cittadini di Enna e Piazza, è stato integrato di eucaliptus e piantagioni, e conserva i resti del villaggio medievale di Rossomanno e le cosiddette "pietre incantate".Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe, Aidone, EnnaParco dei Nebrodi - Diga di AncipaDiga di Ancipa all'interno dei 4200 ettari di bosco gestiti dal Comune di Troina.Troina
Clima Il clima varia tra il montano e il mediterraneo (per le temperature). Le precipitazioni medie annue sono di circa e pongono il territorio fra quelli meno umidi in Sicilia.
L'inverno è generalmente caratterizzato da temperature rigide nei comuni di altitudine elevata ma che difficilmente scendono sotto lo zero. La neve caratterizza i centri della zona nord (soprattutto Troina) e a volte anche Enna. Nei monti Sambughetti, Campanito e Altesina le precipitazioni nevose sono frequenti e copiose. Parte della piovosità è concentrata in questa stagione. La primavera e l'autunno sono le stagioni verdi per eccellenza con moderate piogge; gli estesi rilievi collinari si colorano del verde degli estesi campi di grano. L'estate spesso è caratterizzata da siccità con un caldo secco. Le temperature sono generalmente elevate (intorno ai 30-35 °C, ma ultimamente anche oltre i ).
Storia Dal neolitico alle radici sicane e sicule La storia di Enna, tra i centri sorti per primi, affonda radici nel Neolitico: nell'8000 a.C., infatti, era stata introdotta la coltivazione dell'ulivo nelle fertili colline attorno al lago di Pergusa, dove sorgevano villaggi con annesse necropoli, alcuni, come quello di Cozzo Matrice, tuttora conservatisi. Anche la città vera e propria conserva tracce di insediamenti preistorici, come quelli siti all'interno della Grotta della Guardiola, la maggiore tra le necropoli arroccate sulle pendici del monte su cui sorge Enna. Ma furono i Sicani a popolare stabilmente la zona, dopo esser fuggiti dall'Etna a causa delle eruzioni ed aver fondato proprio nel futuro capoluogo la loro più potente roccaforte militare. A questo popolo, che scelse Enna (chiamata En naan) per rifugiarsi e difendersi dall'incalzare dei Siculi, si deve il culto di Cerere, nota tra i Greci altresì come Demetra, e la conseguente coltivazione del grano.
Morgantina e l'ellenizzazione del territorio Pressappoco nello stesso periodo, si sviluppò il più importante insediamento della Sicilia interna: Morgantina presso Aidone, che quando fu fondata agli inizi del I millennio a.C., per opera dei cosiddetti Morgeti, guidati dal mitico re Morges, era ancora un piccolo villaggio indigeno. Alleatasi poi con Siracusa, Morgantina visse un grande sviluppo attestato dalla più grande agorà che si possa trovare al di fuori della Grecia.
Morgantina entrava così nell'area di influenza siceliota (V secolo a.C.), il che comportò per la città un periodo di grande prosperità e di rinascita commerciale e culturale, con un impulso forte ricevuto dalle attività agricole. La città batté moneta (esemplari custoditi al Museo Alessi di Enna) d'oro e d'argento. A partire dal 397 a.C. Morgantina entrò nell'orbita dell'ellenistico Regno Siceliota, comprendente l'intera Sicilia orientale e con capitale Siracusa, prima sotto il regno di Dionigi I, poi sotto quello di Agatocle.
In seguito partecipò alla congiura che abbatté l'oligarchia siracusana ma le fortune di Morgantina bruscamente declinarono in seguito alla sua scelta di allearsi con i Cartaginesi, che controllavano la estrema Sicilia occidentale, contro i Romani. Con la sconfitta dei primi non si poté evitare la distruzione della città, che all'epoca raggiungeva una grande fioritura economica, commerciale e culturale. La città fu rasa al suolo dalle legioni di Roma e fu rinvenuta solo nel Novecento, in seguito a fruttuose campagne di scavi.
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