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La terza stagione della serie televisiva The Crown, composta da dieci episodi, è stata interamente pubblicata sul servizio di streaming on demand Netflix il 17 novembre 2019.

nº Titolo originale Titolo italiano Pubblicazione 1 Olding Olding 17 novembre 2019 2 Margarethology Margaretologia 3 Aberfan Aberfan 4 Bubbikins Birbantello 5 Coup Colpo di Stato 6 Tywysog Cymru Tywysog Cymru 7 Moondust Polvere di Luna 8 Dangling Man L'uomo in bilico 9 Imbroglio Una situazione ingarbugliata 10 Crie de coeur Grido d'allarme

Olding Titolo originale: Olding Diretto da: Benjamin Caron Scritto da: Peter Morgan Trama 1964. Il Partito Laburista vince le elezioni. Il suo leader Harold Wilson è un personaggio molto chiacchierato, a causa di un presunto passato di spia al soldo dell'Unione Sovietica. La stessa Elisabetta, conferendogli l'incarico di formare il governo, non nasconde il proprio scetticismo circa quello che diventerà il nuovo primo ministro, pur dovendosi inchinare alla volontà degli elettori. Intanto, la sovrana chiede al professor Anthony Blunt di essere preparata in vista dell'evento in cui sarà presentata la collezione d'arte reale.

Nel 1965, Elisabetta è raggiunta dalla notizia della morte dell'ex primo ministro conservatore Winston Churchill, cui vengono concessi i funerali di Stato. Mentre a Londra si celebrano le esequie dello statista, negli Stati Uniti un uomo entra nella sede dell'FBI per autodenunciarsi. Si tratta di Michael Straight, una spia che ha collaborato con il KGB e rilascia i nomi di alcuni agenti doppiogiochisti britannici, noti come i Cinque di Cambridge, tra i quali figura un importante membro dell'establishment. A molti, Elisabetta compresa, viene immediato pensare a Wilson. Tuttavia, la stessa regina resta spiazzata quando apprende che la spia in questione non è il primo ministro, bensì il professor Blunt.

Elisabetta interviene all'inaugurazione della collezione d'arte reale, provocando Blunt sulla doppiezza di certe persone che, come i ritratti dei grandi artisti, pubblicamente mostrano un'immagine del tutto diversa rispetto al proprio vero essere interiore. Blunt incassa il colpo, forte del fatto che Elisabetta non lo denuncerà pubblicamente, altrimenti ne deriverebbe un grande scandalo per la corona. Filippo non è altrettanto magnanimo, tuttavia anche lui ha le mani legate in quanto Blunt lo minaccia, qualora dovesse parlare, di svelare il suo diretto coinvolgimento nello scandalo Profumo.

Blunt riceve la piena immunità e manterrà il suo incarico fino al 1972, con Elisabetta che non farà più parola della questione.

Margaretologia Titolo originale: Margarethology Diretto da: Benjamin Caron Scritto da: Peter Morgan Trama 1943. In qualità di erede al trono, la piccola Elisabetta viene preparata alla vita che l'aspetta quando indosserà la corona. Sua sorella Margaret, più esibizionista e predisposta nell'avere addosso i riflettori, sentiva di essere più adatta di lei come regina. Stante l'inderogabilità dell'Act of Settlement che stabilisce la linea di successione, Margaret ha sofferto nel sentirsi relegata al ruolo di vice-regina, pur ritenendo di avere la capacità di ricoprire il ruolo più importante.

1965. Margaret e Tony partono per un viaggio negli Stati Uniti, dove presenzieranno ad alcuni eventi informali in nome della corona. Wilson avverte Elisabetta che la situazione economica del Regno Unito è piuttosto seria, necessitando di un prestito che solamente gli Stati Uniti potrebbero concedere. Il problema, sottolinea il primo ministro, è che i rapporti con gli americani si sono deteriorati per il mancato appoggio britannico alla guerra del Vietnam. Dopo aver trascurato diversi inviti di Elisabetta a incontrarsi, il presidente americano Lyndon B. Johnson accetta di ricevere alla Casa Bianca la principessa Margaret. Quest'ultima, venerata dalla stampa americana per il suo savoir faire, aveva promesso a Tony di stargli vicino alla presentazione di un suo libro a New York. Elisabetta, che pure le aveva accordato il permesso di sfruttare il viaggio per rinsaldare il suo rapporto con il marito, la richiama all'ordine in nome del superiore interesse della corona.

Wilson comunica con grande imbarazzo a Elisabetta che il comportamento di Margaret al ricevimento è stato alquanto sconveniente. La principessa ha espresso opinioni improvvide sul defunto presidente Kennedy, oltre a esibirsi in gag di dubbio gusto. Tuttavia, l'evento ha portato i risultati sperati, poiché il presidente Johnson ha deciso di accordare il prestito al Regno Unito. Infatti, Johnson e Margaret hanno trovato un punto comune nell'essere stati dei numeri due (Johnson era il vice di Kennedy), quindi entrambi sono dovuti restare in disparte e lasciare che fossero altri ad avere le luci della ribalta. Elisabetta riflette se non sia il caso, visto il successo riscosso da Margaret, di concederle maggiori responsabilità. Filippo la invita a non farlo, rammentandole come nella stessa famiglia reale diverse figure (Vittoria e Giorgio V) non fossero particolarmente carismatiche, ma all'occorrenza sapevano sfruttare i lampi di chi stava intorno a loro, per progredire laddove falliva la diplomazia tradizionale. Elisabetta ringrazia Margaret per aver aiutato il Paese, pur facendole capire che questo non modificherà le sue mansioni abituali.

Aberfan Titolo originale: Aberfan Diretto da: Benjamin Caron Scritto da: Peter Morgan Trama 1966. Nel villaggio gallese di Aberfan la frana di una miniera di carbone, causata dall'accumulo di materiale di risulta sul pendio di una collina, investe la Pantglas Junior School, uccidendo 116 bambini e 28 adulti. Elisabetta sceglie di non recarsi ad Aberfan, ritenendo la sua presenza un intralcio ai soccorsi, affidandosi al racconto di Tony, unico membro della famiglia reale a essere andato sul posto. Elisabetta non se la sente di partecipare ai funerali delle vittime, mandandoci Filippo. Gli abitanti di Aberfan attribuiscono la responsabilità della frana al National Coal Board, l'ente pubblico che gestisce l'industria mineraria, frutto della politica di nazionalizzazioni volute dall'allora governo laburista di Attlee. Inevitabilmente finiti sotto accusa, i laburisti tentano di scaricare la colpa sui conservatori in quella che però appare una difesa sterile. Marcia Williams, la combattiva segretaria di Wilson, sprona il primo ministro a trovare un bersaglio diverso perché il partito, tornato al governo dopo parecchi anni passati all’opposizione, non può permettersi un fardello così pesante.

A una settimana dalla tragedia, un comunicato stampa del Partito Laburista accusa la regina di non aver mostrato abbastanza dolore per l'accaduto. Elisabetta decide quindi di recarsi ad Aberfan per una visita lampo ai luoghi del disastro e alle famiglie delle vittime. Rientrata a palazzo, convoca Wilson per rimproverarlo di aver agito alle sue spalle, cosa che i suoi predecessori non si sarebbero mai permessi di fare. Il primo ministro prende le distanze da quella che derubrica come un'iniziativa di due colleghi di partito a titolo personale. Elisabetta lamenta di non essere mai riuscita a piangere, sin da quando era bambina, tanto che ad Aberfan nessuno si è accorto che le sue lacrime erano finte. Wilson rivela che anche lui non è il classico uomo di sinistra (è un accademico dai gusti raffinati), sottolineando come le persone di potere, dovendo affrontare svariate tragedie durante il loro incarico, non devono essere inclini ai sentimentalismi. Congedato Wilson, Elisabetta si commuove ascoltando la registrazione del canto intonato durante i funerali dei bambini.

In futuro la regina ammetterà che il ritardo con cui si è recata ad Aberfan è stato il più grave errore del suo intero regno e, per fare ammenda, ci andrà in pellegrinaggio più volte rispetto a ogni altro membro della casa reale.

Birbantello Titolo originale: Bubbikins Diretto da: Benjamin Caron Scritto da: Peter Morgan Trama 1967. Impegnato in un tour negli Stati Uniti, Filippo appare come ospite nel programma televisivo Meet the Press. Il giornalista del Guardian John Armstrong, che stava seguendo la trasmissione dalla camera d'albergo, ne trae l'ispirazione per un articolo in cui accusa la corona di costare troppo ai contribuenti. Elisabetta non è affatto contenta d'incassare l'ennesimo attacco da parte della stampa anti-monarchica, ma ciò che la preoccupa maggiormente è la crescente ostilità del governo, con lo stesso premier Wilson che dichiara di essere indeciso circa il proprio abituale sostegno alle ragioni della corona. Nel frattempo, in Grecia ha luogo un colpo di Stato che instaura la Dittatura dei colonnelli. Elisabetta vuole che la principessa Alice, la madre di Filippo, trovi riparo a corte prima che sia troppo tardi.

Alice piomba a Buckingham Palace nel bel mezzo delle riprese di un documentario sulla vita a corte, voluto da Filippo come rimedio all'articolo del Guardian, per dimostrare come la famiglia reale sia perfettamente sintonizzata con i gusti dei propri sudditi. Nonostante il ritorno della madre dovrebbe rappresentare un motivo di gioia, Filippo non intende vederla perché la incolpa, a causa della sua schizofrenia, di averlo abbandonato quando era piccolo. In compenso, l'anziana principessa si lega molto alla nipote Anna, la secondogenita di Filippo ed Elisabetta. Quest'ultima non gradisce l'atteggiamento di Filippo verso la suocera, ma capisce che per il marito rappresenta un capitolo doloroso della sua infanzia. La prima puntata del documentario realizza il record di telespettatori, ricevendo però recensioni negative da alcuni giornali. Tra questi il Guardian, con Armstrong che viene applaudito in redazione per averlo definito una rappresentazione di "pomposissima supponenza".

Filippo decide che è venuto il momento di giocare la carta Anna, verso la quale nutre da tempo il desiderio di vederla finalmente protagonista sulla scena pubblica. A tal fine, Filippo organizza un'intervista tra la figlia e Armstrong. All'ultimo momento Anna si tira indietro, lasciando che sia sua nonna Alice a essere intervistata dal giornalista. Affascinato dalla figura di Alice, Armstrong scrive un articolo lusinghiero sulla sua vita colma di vicissitudini che rappresenta un esempio per tutti. Filippo accetta di riavvicinarsi a sua madre, la quale gli rimprovera affettuosamente la sua fede religiosa "dormiente". Elisabetta ordina che il documentario non venga più mandato in onda.

Colpo di Stato Titolo originale: Coup Diretto da: Christian Schwochow Scritto da: Peter Morgan Trama 1967. Il consenso nei confronti del governo è ai minimi storici, tanto che persino il Daily Mirror (giornale tradizionalmente vicino ai laburisti) inizia ad auspicarne la caduta. Come se non bastasse, in un disperato quanto inutile tentativo di evitare la svalutazione della sterlina, Wilson rimuove Louis Mountbatten, lo zio materno di Filippo, dall'incarico di Capo di Stato maggiore della difesa. Una scelta che scatena ulteriore indignazione, essendo Mountbatten un eroe di guerra, i cui sacrifici non sono evidentemente tenuti in degna considerazione dal governo. Nel frattempo, Elisabetta si estrania dagli affari di corte per occuparsi della ricerca del nuovo cavallo che dovrebbe restituire alla scuderia reale il lustro perduto. Affidata la gestione del palazzo alla Regina Madre, Elisabetta si reca prima in Francia e successivamente negli Stati Uniti, accompagnata da Lord Porchester "Porchey".