LEcomuseo Casilino "ad Duas Lauros" è un ecomuseo urbano sito nel municipio V della città di Roma, riconosciuto d'importanza regionale con determinazione del 7 ottobre 2019, n. G13389, della Direzione Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio.
Storia del progetto L’Ecomuseo Casilino è un’istituzione di comunità fondata per promuovere la salvaguardia e valorizzazione di un vasto territorio urbano compreso tra Porta Maggiore a ovest, via Tor de' Schiavi a est, via Prenestina ad nord e via Tuscolana ad sud.
Nato nel 2012 come reazione a un tentativo di speculazione edilizia, l'Ecomuseo Casilino costituisce una risposta alternativa all'idea che i territori "fuori dal centro" siano spazi di risulta da cui predare risorse e marginalizzare in uno spazio anodino. Decine di associazioni e cittadini, coordinati dalla nascente Associazione per l'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros, promossero il blocco del progetto di valorizzazione immobiliare (il cosiddetto Piano Particolareggiato Casilino, variante al PRG promossa dall'allora giunta Alemanno) e di sostituire quella proposta distruttiva con la costruzione del primo Ecomuseo urbano della città consolidata. Il processo di contrasto trovò grande interesse nella cittadinanza, che promosse sia un'attività vertenziale legale allo sviluppo del piano particolareggiato, sia un tavolo di progettazione partecipata del piano di sviluppo locale e del modello interpretativo e di ricerca.
Il complesso palinsesto culturale rintracciato nell'area, confermò che non era possibile presupporre la creazione di un generico museo o di un "museo di quartiere" o "del territorio", ma era essenziale dotarsi di uno strumento flessibile, capace di articolare un discorso interdisciplinare che eleggesse il territorio a spazio museale in una prospettiva olistica. Essendo un patrimonio vissuto e agito dalla comunità, esigeva inoltre un’interfaccia capace di garantire la diretta partecipazione della cittadinanza alle azioni di salvaguardia e valorizzazione.
La presenza della triade “territorio”, “patrimonio”, “popolazione” fece naturalmente pendere la scelta sulla struttura ecomuseale, l’unica in grado di garantire il rispetto di queste esigenze.
Dalla fine del 2012 iniziò quindi un'attività di ricerca partecipativa volta all'individuazione dei temi di interpretazione e, parallelamente, un'attività di censimento collettivo delle risorse riconosciute come patrimonio locale. Nel frattempo l'attività di contrasto al progetto del Comune di Roma raggiunge il suo scopo e nel 2014 si iniziano le pratiche di blocco del Piano Particolareggiato Casilino che diventa ufficiale nel 2015 con il tombamento del progetto e la richiesta della formulazione di un nuovo piano.
Nel 2016 l'attività di ricerca viene completata e presentati i risultati in plenaria di fronte ad oltre 200 cittadini. Nell'estate del 2019 viene consegnato all'Assessorato all'Urbanistica del Comune di Roma il piano d'assetto dell'Ecomuseo Casilino, esito del processo di progettazione partecipativa, e l'Assessorato ha avviato una procedura di ascolto e condivisione sul tema.
Nel 2019 l'Ecomuseo Casilino con determinazione del 7 ottobre 2019, n. G13389, della Direzione Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio, viene riconosciuto ufficialmente Ecomuseo di rilievo regionale. Nello stesso anno il progetto ottiene la menzione speciale al Premio Nazionale del Paesaggio.
Territorio di riferimento L'Ecomuseo Casilino si estende da Porta Maggiore (verso il centro) a via Tor de' Schiavi, dal parco archeologico di Centocelle (fronte via Casilina) fino a Villa Gordiani (fronte via Prenestina).
Quest'area include l'intero "Comprensorio CasilinoIl "Comprensorio casilino" è definito nel "Progetto direttore dello SDO” del 1995, adottato dal comune di Roma con delibera del consiglio comunale n. 75 del 20 aprile 1995.", a cui si aggiunge il Comprensorio di Centocelle, l’area dell’ex Snia Viscosa e inoltre le aree di continuità geologicamente e morfologicamente contigue. Questa perimetrazione include l'intero quartiere Prenestino-Labicano, parte dei quartieri Tuscolano, Collatino, Prenestino-Centocelle e le suddivisioni urbanistiche 6A (Tor Pignattara), 6B (Casilino), 6C (Quadraro), 6D (Gordiani), 7A (Centocelle).
Questo perimetro si sovrappone quasi integralmente all'area del comprensorio archeologico "ad Duas LaurosIl comprensorio "Ad duas lauros" è costituito da una larga fascia di territorio non edificato, presente nella periferia orientale del comune di Roma a ridosso della prima fascia di periferia (Pigneto-Prenestino ed Appio-Tuscolano), che collega da nord a sud il parco dell'Aniene con il parco dell'Appia e il parco degli Acquedotti. Il Piano regolatore generale (PRG) del comune di Roma, approvato nel 2008, nelle sue previsioni urbanistiche destina a verde pubblico la quasi totalità del comprensorio. Quest'area è compresa tra quelle di interesse archeologico indicate dall'articolo 1, lettera "m" della legge n. 431 dell'8 agosto 1985 ("legge Galasso") ed è quindi sottoposto a vincolo paesistico attraverso il decreto ministeriale del 21 ottobre 1995 del MIBACT.", dal nome dell'antico praedium (tenuta) di epoca imperiale, almeno nella parte compresa fra la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, Porta Maggiore, via Prenestina e via Casilina. Secondo fonti antiche (Liber Pontificalis - 314 d. C.) quest'area era compresa nel Fundus Laurentum (o Laurentus), un possedimento imperiale di proprietà di Elena (madre di Costantino), che si estendeva dalla Porta Sessoriana (attuale Porta Maggiore) fino al Mons Gabus (da identificarsi con il mausoleo detto “Monte del Grano”, presso Piazza dei Tribuni) ed era compresa tra le vie Prenestina e Latina. L’area è attualmente ricada in parte del Municipio Roma V e in parte nel Municipio Roma VII.
In questo ambito territoriale vasto sono conservate aree che mantengono l'aspetto dell'Agro Romano antico, come il Parco archeologico di Centocelle, Villa De Sanctis, il parco Somaini, il parco delle Energie, il parco "Pier Paolo Pasolini", il parco di Villa Gordiani. Nel territorio sono presenti anche altre aree verdi (il fondo di Villa Sudrié e Mangoni, il cosiddetto "pratone" di via Maddaloni, l'area verde esterna a Villa De Sanctis) che però non sono nella disponibilità pubblica.
La perimetrazione si è basata sia sulle fonti ufficiali sia sulla memoria collettiva, le fonti orali e la "conoscenza" locale.
Il territorio è stato suddiviso in aree omogenee:
Pigneto Prenestino-Largo Preneste Tor Pignattara/Marranella/Vigne Alessandrine/Villa Certosa Casilino Centocelle Quadraro vecchio Villa Gordiani
La perimetrazione dell'Ecomuseo Casilino è frutto di un processo partecipato con le comunità locali per il riconoscimento dei "confini" di uno spazio comunemente intesto come "casa" (lOikòs da cui deriva il prefisso "Eco" del nome).
Il processo è partito ovviamente facendo riferimento allo stato di fatto della configurazione urbanistica del Municipio Roma 5 ed in particolare la sua suddivisione in quartieri e in aree urbane. Lo studio delle fonti, le interviste, i laboratori che sono seguiti a questa primissima fase di definizione hanno confermato il sostanziale riconoscimento dell'area che va da Porta Maggiore a Viale Togliatti e dalla Via Prenestina alla Via Tuscolana, come uno spazio omogeneo per chi vi risiede. Pur nelle differenze la maggior parte dei cittadini hanno riconosciuto una contiguità spaziale e ideale fra le diverse aree urbane e i diversi quartieri, testimoniato dal naturale processo di "espansione" del confine: chi vive a Tor Pignattara tende ad estendere i confini fino a Largo Preneste, chi vive al Pigneto tende ad includervi anche l'area della Marranella, chi vive a Centocelle tende a considerare l'area del Casilino un'area contigua, chi vive al Quadraro vede l'area delle Vigne Alessandrine come "propria".
Questo mescolamento dei confini ricalca una sostanziale contiguità morfologica dell'area e uno continuità di paesaggio che viene riconosciuta dal Decreto del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali del 21 ottobre 1995, G.U. 20 febbraio 1996 nº 36 che individua un'area estesa e la denomina come Comprensorio Archeologico ad Duas Lauros. Tale area è, fra l'altro, perimetrata puntualmente dal PTPR della Regione Lazio, che imposta un vincolo paesaggistico e archeologico (adottato dalla giunta con atti nº 556 del 25/07/2007 e nº 1025 del 21/12/2007 ai sensi dell'art. 21,22,23 della legge Regionale sul paesaggio nº24/98) su tutta l'area.
Come già detto l'Ecomuseo Casilino ricalca i confini di questo Comprensorio Archeologico Ad Duas Lauros e li estende proprio in ragione del senso o meno di appartenenza ad una "casa" comune, ad un patrimonio "comune". Per tale motivo, rispetto al perimetro del DM/1995, il perimetro include anche aree come quella dell'Ex Snia Viscosa, della Stazione Prenestina, del Quadraro Vecchio oltre a includere tutto il Comprensorio di Centocelle e l'intero quartiere del Prenestino Labicano.
Patrimonio culturale Nel territorio dell'Ecomuseo Casilino sono presenti numerose evidenze archeologiche di età imperiale romana (I-III secolo), sia lungo l'asse viario delle due consolari (via Casilina e via Prenestina), sia nelle aree interne (Marranella, Certosa, Casilino, Vigne Alessandrine etc.). Per non parlare dell'immenso patrimonio custodito nell'area di Porta Maggiore. All'interno dell'area ecomuseale sono distinguibili almeno cinque parchi archeologici o caratterizzati da presenze archeologiche rilevanti:
Parco del Torrione Prenestino Parco Archeologico di Villa Gordiani Parco Giordano Sangalli Parco di Villa De Sanctis Parco Archeologico di Centocelle
Secondo il sito dell'Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), il territorio ecomuseale è anche attraversato da almeno due cammini della via Francigena del Sud. Dal punto di vista del patrimonio risalente all'epoca medievale, possiamo sicuramente annoverare le varie torri che svettavano nell'intorno della campagna romana (Tor de' Schiavi, Torre di Centocelle o di San Giovanni, Torre del Quadraro etc.), nonché alcuni casali agricoli (basti pensare al Casale Rocchi in via Formia) e diversi rifacimenti presenti soprattutto nei monumenti più importanti (il Mausoleo di Sant'Elena, l'aula ottagonale di Villa Gordiani).
In epoca contemporanea, il territorio è stato il teatro della resistenza partigiana a Roma (in particolare nei quartieri di Tor Pignattara, Centocelle e Quadraro), mentre a cavallo tra le due guerre è stato approdo di migranti dal sud Italia e, più di recente, da tutto il mondo. Un processo di stratificazione sociale e che ha creato un caleidoscopio di culture locali e internazionali.
Più recentemente è diventato un centro d'eccellenza per gli amenti dell'arte di strada, in quanto ospita tre musei a cielo aperto di arte pubblica: Pigneto, Quadraro, Tor Pignattara e ora anche Centocelle.
Coerentemente all'impostazione ecomuseale, il patrimonio culturale (di cui quello detto sopra è una sintesi estremamente parziale) è stato sottoposto all'implementazione, valutazione, censimento e riconoscimento da parte delle diverse comunità residenti. Attraverso oltre 60 laboratori partecipativi, centinaia di ore di interviste e decine di seminari, convegni e lezioni, è stato possibile individuare sei diversi contesti patrimoniali:
Patrimonio ambientale Per quanto possa apparirci strano, Roma è una delle città più verdi d’Europa. Infatti grazie alla sua fitta rete di parchi la città disporre di un ampio territorio naturale.