Di umili origini, si distinse per qualità tattiche e strategiche sotto il comando di Napoleone Bonaparte divenendo maresciallo dell'Impero nel 1812, a seguito della sua brillante vittoria nella battaglia di Polack. Egli non ebbe un ruolo di primo piano durante le guerre napoleoniche ma rivestì un ruolo importante in qualità di Ministro della Guerra durante la Restaurazione francese. Di carattere glaciale e taciturno, fu per questo soprannominato dai suoi soldati "il gufo".

Biografia

I primi anni e le guerre rivoluzionarie francesi Nacque a Toul nel 1764. Contrariamente al volere del padre, che voleva diventasse conciatore come lui, studiò da autodidatta e venne ammesso come uditore alla scuola d'artiglieria di Toul, imparando successivamente le basi del greco e del latino e distinguendosi in matematica e disegno. Il comportamento del padre, autoritario e alle volte violento, unito all'abbandono della madre, è ritenuto uno dei motivi principali dello sviluppo del carattere cupo del maresciallo.D.Chandler, I marescialli di Napoleone, 1988 All'età di diciotto anni compì un viaggio in Italia, con il desiderio di diventare un artista e dopo quattro anni tornò a Parigi ed entrò in uno studio teatrale, dal quale venne licenziato per la sua timidezza nella recitazione.

Dopo lo scoppio della Rivoluzione francese, il 1º settembre 1792 si arruolò come volontario nel 1º battaglione Cacciatori repubblicani, venendo promosso appena 15 giorni dopo a sergente maggiore, per le abilità organizzative dimostrate. A fine novembre aveva raggiunto il titolo di capitano. In questo battaglione Saint-Cyr militò sotto l'Armata del Reno, agli ordini del generale Custine. Venne notato dal generale per le sue abilità nel disegno e quindi aggregato al suo stato maggiore, nonché venendo nominato, il 1º novembre 1793 capitano aggiunto aiutante generale. Il 14 settembre 1793 dimostrò le sue abilità tattiche nell'attacco a Landremont, al comando di quattro battaglioni di fanteria. Qui Saint-Cyr rivelò la sua predilezione per le battaglie su terreni scoscesi e gli effetti a sorpresa. Partecipò distinguendosi alla battaglia di Wissembourg, e il 5 giugno 1794 venne nominato generale di brigata. L'11, appena sei giorni dopo, divenne generale di divisione. Nel 1795, durante un breve periodo di congedo (l'unico, fino al 1797), tornò a Toul e si sposò con la cugina di primo grado, Anne Gouvion. Il loro matrimonio fu solido e durò 36 anni, fino alla morte di lui, nel 1830.

Militando sotto il generale Moreau continuò a distinguersi per abilità tattica: nella battaglia di Biberach, il 2 ottobre 1796, secondo il piano concordato tra lui e il suo collega e amico Desaix, Saint-Cyr, stando al gioco di squadra, entrò in scena con ventiquattro cannoni e sotto il loro fuoco respinse e mise in rotta gli austriaci. Moreau dirà di lui: "La condotta del generale Gouvion Saint-Cyr è al di sopra di ogni elogio, la sua intelligenza tattica e strategica ha assicurato il nostro successo".F.Orsi, I marescialli di Napoleone, 1931 Dopo la firma del trattato di Campoformio, il 6 marzo 1798 Saint-Cyr viene inviato in Italia ad assumere il comando dell'Armata di Roma in sostituzione del collega generale Massena. L'armata francese versava in una situazione a dir poco disastrosa, con le truppe sul punto di ammutinarsi e la popolazione a rivoltarsi ma grazie ai suoi studi di oratoria e alla sua intelligenza seppe riportare l'ordine senza spargimenti di sangue. In questo periodo denunciò al Direttorio il fatto che i rappresentanti del popolo si erano appropriati ingiustamente di beni preziosi: per questo si attirò le antipatie dei suoi superiori, venne richiamato a Parigi e sostituito con il generale MacDonald.

Il 16 agosto 1798 venne assegnato all'ala sinistra dell'Armata di Magonza al comando del generale Jourdan ma anche qui sorsero contrasti con i suoi superiori e Laurent ottenne un congedo. Il 24 giugno 1799 fu rimandato in Italia sotto il comando di Moreau. Partecipò alla battaglia di Novi, e successivamente gli venne affidato il comando delle truppe stanziate in Liguria e a Genova. Dopo l'arrivo di Championnet, l'Armata d'Italia si imbarcò in un'azzardata invasione del Piemonte: Saint-Cyr fu messo a capo dell'ala destra, responsabile del settore di Alessandria. Dopo aver scacciato gli austriaci dalla Liguria nella battaglia del passo del Bracco, il generale si avviò verso Novi, dove affrontò e sconfisse alcuni reparti austriaci. Attaccato il 6 novembre 1799 davanti a Novi da forze superiori, respinse vigorosamente gli attaccanti. Tornato in Liguria, il comandante dell'ala destra di Championnet riuscì a ritardare l'attacco su Genova. Napoleone, ora Primo Console, gli inviò una lettera laudativa per le sue azioni:" Il Ministro della Guerra mi ha reso conto, cittadino generale, della vittoria da voi riportata sull'ala sinistra dell'esercito austriaco. Riceverete, vi prego, come testimonianza della mia soddisfazione, questa bella sciabola che voi porterete nei giorni di combattimento. Fate sapere ai soldati, che sono sotto ai vostri ordini, che io sono contento di loro, e che spero di esserlo ancor di più nell'avvenire. Il Ministro della Guerra vi spedirà il brevetto di primo luogotenente dell'esercito. Contate sulla mia stima e sulla mia amicizia. Bonaparte".

Quando Moreau, nel 1800, fu destinato al comando dell'Armata del Reno, Saint-Cyr fu nominato suo primo luogotenente; il 9 maggio conseguì una vittoria contro il generale Kray a Biberach, conquistò Friburgo. Tuttavia i rapporti col suo superiore si deteriorarono, chiese congedo e tornò in Francia. Tra il 1800 e il 1801 egli rivestì il ruolo di consigliere di Stato. Il 4 febbraio 1801 fu inviato come ambasciatore a Madrid per sovrintendere alle azioni contro il Portogallo per quanto riguarda il blocco continentale che si stava attuando ai danni del Regno Unito ma venne richiamato nel 1803 e successivamente inviato a Napoli, dove dovette fronteggiare le rivalità interne della corte napoletana. Ascesa ed apogeo dell'Impero Poiché rifiutò di firmare un messaggio di congratulazioni per il neoeletto Imperatore, trattandosi di un atto politico, (infatti pensava che un militare non dovesse immischiarsi con la politica), il suo nome non comparve sulla lista dei marescialli dell'Impero, pubblicata il 18 maggio 1804, fatto che lo amareggiò. Nonostante questo l'Imperatore lo nominò colonnello generale dei corazzieri e venne decorato con la Grande Aquila della Legion d'onore. Con lo scoppio della guerra della Terza Coalizione a Saint-Cyr venne affidato un corpo d'armata di uomini con i quali controllare il Regno di Napoli ed impedire una invasione in questo settore, mentre il nord Italia veniva protetto dai uomini al comando del maresciallo Massena. Con il proseguire della guerra Saint-Cyr si mosse con il suo corpo d'armata verso nord e strinse d'assedio Venezia, riuscendo a sorprendere a Castelfranco austriaci che costrinse alla resa, facendo un gran numero di prigionieri. Grazie al suo successo, permise al collega Massena di continuare indisturbato l'inseguimento dell'arciduca Carlo che si stava ritirando oltre l'Isonzo.D.Chandler, Le Campagne di Napoleone, 2010

Concluso l'assedio di Venezia ricevette l'ordine di prendere Napoli, perché il suo monarca aveva collaborato durante la guerra con il Regno Unito. Ma, venendo a sapere che sarebbe stato posto sotto i diretti ordini del suo collega Massena, rifiutò il comando, lasciandolo al maresciallo Pérignon, e tornò a Parigi. Richiamato al suo posto, dietro minaccia di fucilazione, Saint-Cyr obbedì agli ordini e rimase a Napoli fino all'agosto 1806, mese in cui il nuovo sovrano del Regno, ossia Giuseppe Bonaparte, gli accordò un congedo. Il 15 dicembre gli venne affidato il comando del campo di Boulogne e del 1º corpo di riserva. Qui godette di un periodo di libertà con la famiglia, acquistò un castello (quello di Reverseaux, a Rouvray-Saint-Florentin) e si dedicò alla pittura di paesaggi, all'agricoltura e al giardinaggio, oltre che alla manutenzione delle installazioni e delle attrezzature portuali di Boulogne. L'8 maggio 1808 venne nominato conte dell'Impero.

Dopo questo periodo di tranquillità, il generale venne richiamato ad un comando attivo. Il 10 agosto iniziò la preparazione di un corpo d'armata destinato alla Catalogna. Il compito di Saint-Cyr, che ricevette notevole autonomia sulle modalità con cui condurre la propria operazione, era quello di liberare il corpo d'armata del generale Duhesme, assediato a Barcellona dalle forze spagnole. Liberata la guarnigione francese, Saint-Cyr avrebbe assunto il pieno comando delle forze napoleoniche in Catalogna, andando a formare il VII Corpo della Grande Armée. La partenza per la Spagna subì notevoli ritardi: le forze italiane del generale Pino ci misero un mese per arrivare a Perpignano, l'artiglieria invece giunse solo il 28 ottobre. La colonna di Saint-Cyr attraversò i Pirenei il 5 novembre e si diresse verso la città portuale di Roses, il cui possesso da parte delle forze spagnole minava la sicurezza delle vie di comunicazione con la Francia. L'assedio, iniziato il 7 novembre, durò circa un mese e si concluse con la resa della cittadella. Volendo evitare un nuovo e lungo assedio a Gerona, che avrebbe impedito di giungere in tempo a Barcellona, Saint-Cyr fece marciare i suoi uomini tra le alture della zona per aggirare la città catalana. Il generale spagnolo Vives, a comando dell'esercito spagnolo nella regione, tentò di bloccare l'avanzata dei francesi a Cardedeu con una ridotta parte delle sue forze ma fu sconfitto e la strada per Barcellona fu sgomberata. Inquieto per la presenza di numerose forze spagnole nelle vicinanze di Barcellona, Saint-Cyr decise di passare nuovamente all'attacco: il 21 dicembre, con un'abile diversivo, attaccò il fianco sinistro ed il centro dell'esercito di Reding, disperdendo le forze spagnole e ottenendo il controllo di tutta la pianura attorno al capoluogo catalano.

Due mesi dopo, il 25 febbraio 1809, riportò una brillante vittoria a Valls contro il generale Reding.N. Lipscombe, The Peninsular War Atlas, Osprey Publishing, Oxford 2010 In questa campagna, condotta quasi autonomamente, Saint-Cyr riuscì, nonostante le oggettive difficoltà logistiche ed approvvigionamento, a rifornire i suoi uomini e contribuì alla conquista della Catalogna. Napoleone, contrariato dalla lentezza delle operazioni per la presa di Gerona (che dal 6 maggio continuava a resistere agli attacchi francesi) decise di sostituire Saint-Cyr con il maresciallo Augereau, il quale in quel momento si trovava a Perpignano. Il maresciallo, per nulla volenteroso di assumere quell'incarico, lasciò a Saint-Cyr il comando delle operazioni, ma questi, in ottobre, esibì un certificato di cattiva salute e rassegnò effettivamente il comando al maresciallo, partendo poi senza aspettare autorizzazioni. Tornato nel suo castello a Reverseaux, l'imperatore, dopo averlo incriminato di diserzione, nominò tre commissioni d'inchiesta per giudicarlo. Fortunatamente Saint-Cyr vinse tutte le cause, e venne rilasciato solamente con una nota di biasimo.

Declino e caduta dell'Impero