Questo articolo tratta della grammatica della lingua tedesca, concentrandosi sul tedesco standard. Pronuncia L'alfabeto tedesco è composto da 30 lettere e si caratterizza per la lettera ß e l'Umlaut sulle vocali ä, ö e ü. È da notare che una riforma dell'ortografia entrata in vigore nel 1996 prevede che si scriva ß solo dopo vocale lunga o dittongo; dopo vocale breve si scriverà sempre ss. Si veda il seguente esempio: bacio si scriveva anticamente Kuß, ma attualmente si scrive Kuss.

Vocali La lingua tedesca possiede vocali lunghe, brevi e semilunghe. Le vocali brevi sono sempre aperte. Le vocali lunghe e semilunghe sono quasi sempre chiuse. La a tedesca è neutrale, il che significa che la sua pronuncia, sia essa breve o lunga rimane ugualmente distante dalla o e dalla e. Generalmente la a lunga viene però pronunciata di qualche grado più bassa di quella breve e semilunga. Lettera Pronuncia approssimata Esempio Pronuncia AFIa1. in sillaba chiusa ha suono breve come la a di "watt"backen (cuocere al forno)/'bakən//a/ 2. in sillaba aperta ha suono lungo come la a di "caso"haben (avere)/'ha:bən//aː/ä1. in sillaba chiusa suono breve e aperto come la e di "serpe"der Lärm (rumore)/lɛɐ̯m//ɛ/ 2. in sillaba aperta e nei monosillabi che terminano con una sola consonante ha suono lungo e aperto come la e di "lei"gären (fermentare), spät (tardi)/'gɛ:ʀən/, /ʃpɛ:t//ɛː/e1. in sillaba chiusa suona come la e aperta breve di "serpe"denn (perché)/dɛn//ɛ/ 2. in sillaba aperta suona come la e lunga chiusa di "bere"lesen (leggere)/'le:zən//eː/ 3. nei prefissi "be-" e "ge-", nelle desinenze "-en" e "-e" e nella vocale congiuntiva/eufonica "-e-" (es. badete), mai accentati, ha suono indistinto (scevà) come nel francese "le"bringen (portare)/'bʀiŋən/ /ə/i1. in sillaba chiusa ha suono breve come la i di "fitto", ma poco più aperto, tendente alla e chiusabis (fino a)/bɪs//ɪ/ 2. seguita da h suona come la i lunga di "fine"ihm (a lui/esso)/i:m//iː/iecome la i lunga di "fine" quando la i e la e sono nella stessa sillabaviel (molto)/fi:l/ /iː/o1. in sillaba chiusa ha il suono aperto breve della o di "posta"die Post (posta)/pɔst//ɔ/ 2. in sillaba aperta e nei monosillabi che terminano con una consonante ha il suono chiuso lungo della o di "solo"rot (rosso)/ʀo:t//oː/ö1. in sillaba chiusa ha suono aperto breve, a metà fra o e eder Körper (corpo)/'kœɐ̯pɐ//œ/ 2. in sillaba aperta ha suono chiuso lungo, a metà fra o e estören (disturbare)/'ʃtø:ʀən//øː/u1. in sillaba chiusa e come secondo elemento di dittongo suona più aperta (tendente a o) che in italianoder Hund (cane), das Haus (casa)/hʊnt/, /haʊ̯s//ʊ/2. seguita da "h" che ne chiude la sillaba, in sillaba aperta e nei monosillabi che terminano con una sola consonante è la u lunga di "uno"die Kuh (mucca), tun (fare)/ku:/, /tu:n//uː/ü1. in sillaba chiusa è come la "u" francese, ma un po' più apertazurück (indietro)/t͡su'rʏk//ʏ/2. seguita da "h" che ne chiude la sillaba e in sillaba aperta è come la "u" francese, lungadie Mühe (fatica, sforzo), die Güte (bontà)/'my:ə/, /'gy:tə//yː/aucome in italiano, ma la u è un po' più apertadas Haus (casa)/haʊ̯s/äusi pronuncia "oi", con la "o" aperta (è la forma metafonizzata di "au")die Häuser (case)/'hɔʏ̯zɐ/ (/'hɔɪ̯zɐ/)/ɔʏ/euidentico a "äu"die Eule (gufo)/'ʔɔʏ̯lə/ (/'ʔɔɪ̯lə/)/ɔʏ/eisi pronuncia "ai"Nel tedesco austriaco è pronunciato , ma la i è un po' più aperta che in italianosein (suo di lui/esso; essere)/zaɪ̯n//aɪ/ySe è preceduto da una vocale si legge come una i, se è preceduto da una consonante o è la prima lettera della parola si legge come ü più chiusader Typ (tipo, uomo, persona)/ty:p//yː/

Consonanti Lettera Pronuncia approssimata Esempio Pronuncia AFIb1. in principio e corpo di parola è come la b di bassobis (fino a)/bɪs/ /b/2. in fine di parola e davanti a una consonante sorda si desonorizza in pab (a partire da)/ʔap//p/c1. davanti alle palatali e, i, ä, ö, ü, y è come la z di "pazzo".Cäsar (Cesare)/'t͡sɛ:zaɐ̯//ts/2. altrimenti come la c di canedie Café (bar, caffè)/ka'fe://k/ch1. nel gruppo "chs" è come la c di canedas Wachs (cera)/vaks//k/2. dopo a, o, u è fricativa gutturale sordamachen (fare)/'maxən//x/3. dopo ä, ö, ü, i ed e (le palatali) è fricativa palatale sordabrechen (rompere)/'bʀɛçən//ç/d1. come la d di datadanke (grazie)/'daŋkə//d/2. alla fine di una parola o davanti a una consonante sorda si desonorizza in tdas Rad (ruota; bicicletta)/ʀa:t//t/g1. come la g di "gara"das Gas/gas//g/2. a fine parola o davanti a consonante sorda si desonorizza in kder Zug (treno)/t͡su:k//k/3. nel suffisso "ig" è fricativa palatale sordawenig (poco)/'ve:nɪç//ç/4. sempre gutturale, anche davanti ad e ed idas Geld (soldi)/gɛlt//g/h1. ad inizio parola e dopo prefisso è un'aspirazione (fricativa glottidale sorda) sempre pronunciata das Haus (casa)/haʊ̯s//h/2. in chiusura di sillaba non si aspira ma allunga la vocale precedente (Dehnungs-h)nehmen (prendere)/'ne:mən/⦰ jè una semiconsonante palatale, come nell'italiano "iuta", "aiuto"ja (sì), jemand (qualcuno)/ja:/, /'je:mant//j/qusi pronuncia come se fosse scritto "kw", quindi in questo caso la "u" suona come la "v" italianadie Quelle (fonte)/'kvɛlə//k/r1. si pronuncia "moscia", come in francesedie Ruhe (calma)/'ʁu:ə//ʁ/2. in chiusura di sillaba e nella desinenza "-er" si vocalizza (vokalisches r), assumendo all'incirca il suono di una "a". La vocalizzazione della r non causa però un cambio della sillabazione: questa vocale non può infatti formare sillaba a sé, e resta quindi legata alla vocale che la precede.Berlin (Berlino), der Lehrer (insegnante)/bɛɐ̯'li:n/, /'le:ʀɐ//ɐ̯/3. nelle varianti austriache e svizzere /ɐ/ non esiste e la r si pronuncia normalmente.die Uhr (orologio)/uːr//r/s1. ad inizio di parola e scritta singola fra due vocali è come la s sonora di "rosa"sie (lei), die Rose (rosa)/zi:/, /'ʀo:zə//z/2. a fine di parola, davanti a consonante e scritta doppia fra due vocali è come la s sorda di "sasso"der Fluss (fiume), messen (misurare)/flʊs/, /'mɛsən//s/ßdetta Eszett (esse-zeta) o scharfes s (esse forte), è come la s sorda di "sasso"; si trova solo dopo vocali lunghe o dittonghigroß (grande), heißen (chiamarsi, significare)/gʀo:s/, /'haɪ̯sən//s/schcome la sc di "sci"schön (bello)/ʃø:n//ʃ/spall'inizio di una parola o dopo prefisso è come sch tedesco seguito da pspät (tardi)/ʃpɛ:t/stall'inizio di una parola o dopo prefisso è come sch tedesco seguito da tdie Stadt (città)/ʃtat//ʃt/tschè come la c dolce di "ciao"deutsch (tedesco)/'dɔʏ̯tʃ/ (/'dɔɪ̯tʃ/)/tʃ/v1. come la f di "falso"voll (pieno)/fɔl//f/ 2. nei prestiti conserva il suono originario, cioè la v di "vino"das Verb (verbo)/'vɛɐ̯p//v/wcome la v di "vino"wo (dove)/vo://v/zcome la z di "ozio", "pazzo", mai sonora come in "zero"zehn (dieci)/t͡se:n//ts//ʔ/quando una parola inizia con una vocale, anche dopo prefisso, la vocale è preceduta da un colpo di glottide; questa consonante non si scrive ed è assente nelle varianti svizzere.die Eule (gufo), beenden (terminare)/'ʔɔʏ̯lə/ (/'ʔɔɪ̯lə/), /bə'ʔɛndən//ʔ/

Genere, numero e casi In modo simile all'italiano, le parti variabili del discorso (esclusi i verbi) sono caratterizzate da un genere grammaticale (maschile e femminile, più il neutro), e da un numero (singolare, Singular (m.) o Einzahl (f.), e plurale, Plural (m.) o Mehrzahl (f.)). Oltre alla presenza del genere neutro, ci sono altre due importanti differenze rispetto all'italiano per quanto riguarda il genere grammaticale nella lingua tedesca: la distinzione tra maschile (maskulinum/maskulin; männlich), femminile (femininum/feminin; weiblich) e neutro (neutrum/neutral; sächlich) in tedesco è valida esclusivamente al singolare. Al plurale nomi, aggettivi e pronomi prendono lo stesso articolo (nel caso dei nomi) e assumono le stesse desinenze. Gli aggettivi tedeschi fra parentesi sono sinonimi; il primo segue la terminologia latina, il secondo è una traduzione tedesca, tranne per il neutro (derivato da "die Sache", la cosa; "neutrum" è composto da "ne uter" e significa nessuno dei due [generi]), dei termini latini. A differenza dell'italiano, che dispone di desinenze tipicamente legate a un genere (prevalentemente -o per il maschile e -a per il femminile), in tedesco è possibile solo in pochi casi stabilire quale sia il genere di un nome (ad esempio, la terminazione -ung è presente solo nei sostantivi femminili, -chen forma il diminutivo e ha genere neutro, mentre -in forma il femminile regolare a partire da sostantivi maschili). Per questo è spesso consigliato di memorizzare sempre i nomi con l'articolo corrispondente (der, die o das) e la forma del plurale, in modo da saperne ricordare il genere.

Oltre che per genere e per numero, articoli, nomi, aggettivi e pronomi vengono anche declinati per caso (der Fall, plur. die Fälle; der Kasus, plur. die Kasus). Esistono quattro casi in tedesco: Il nominativo (Nominativ; Wer-Fall; erster Fall), che esprime: il soggetto di una proposizione, sia attiva che passiva, e tutto ciò che si riferisce direttamente al soggetto (come aggettivi, nomi del predicato e complementi predicativi del soggetto) e la parte nominale del predicato. Il genitivo (Genitiv; Wes[sen]-Fall; zweiter Fall): esprime il complemento di specificazione e tutto quello che vi si riferisce. è richiesto da alcune preposizioni, ma che sempre più frequentemente preferiscono il dativo (esempio: complemento di specificazione espresso da von + dativo). Esprime anche i complementi di causa e colpa Il dativo (Dativ; Wem-Fall; dritter Fall), esprime i complementi: di termine e tutto quello che vi si riferisce, d'agente (con preposizione) di strumento (con preposizione) di stato sia nel tempo che nello spazio (con preposizione) di moto in luogo circoscritto di materia di compagnia L'accusativo (Akkusativ; Wen-Fall; vierter Fall), è il caso usato per esprimere il complemento oggetto e tutto quello che vi si riferisce, complementi che indicano un movimento sia nel tempo che nello spazio. complementi di vantaggio e svantaggio

I nomi tedeschi fra parentesi sono sinonimi; il primo segue la terminologia latina, è il più frequente, ed è di genere maschile (der Nominativ; hanno tutti l'accento sull'ultima sillaba, tranne Dativ che è accentato sulla prima sillaba); il secondo è una creazione tedesca che combina la flessione del pronome "wer", chi, e "Fall", caso; la terza, anche questa una creazione tedesca, è una semplice numerazione dei casi.

Verbi che reggono il dativo Alcuni verbi, diversamente dall'italiano, vogliono l'oggetto al dativo. Fra i più frequenti: helfen (aiutare), folgen (seguire), danken (ringraziare), verzeihen (perdonare) e alcune espressioni come mir ist kalt/warm (ho freddo/caldo).

ich helfe dir ti aiuto ich folge dir ti seguo ich danke dir ti ringrazio

Doppio accusativo Ci sono alcuni verbi che reggono due accusativi, uno per l'oggetto diretto e uno per quello indiretto. Fra questi: abfragen (interrogare), nennen (chiamare qualcuno in un certo modo, dare del...), lehren (insegnare), kosten (costare).

der Lehrer fragt sie den Roman ab l'insegnante la interroga sul romanzo er nennt mich einen Taugenichts mi chiama buono a nulla / mi dà del buono a nulla er lehrt ihn DeutschLehren nel tedesco moderno è usato prevalentemente in contesti formali o in riferimento all'università. Nella lingua comune è sostituito da beibringen (che ha la stessa reggenza dell'italiano: er bringt ihm Deutsch bei) o unterrichten, che regge di nuovo il doppio accusativo della persona e della cosa (er unterrichtet ihn Deutsch), ma per quest'ultima è frequente anche la costruzione in + dativo (er unterrichtet ihn in Deutsch) gli insegna il tedesco dieser Urlaub kostet mich 2000 Euro questa vacanza mi costa 2000 euro

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