Pavia di Udine () è un comune italiano di abitanti del Friuli-Venezia Giulia. Si tratta di un comune sparso in quanto la sede comunale non si trova nel centro omonimo ma nella frazione di Lauzacco.
Geografia fisica Il comune per la sua posizione, confinante con Udine e nelle immediate vicinanze della Zona Industriale Udinese, ha avuto un continuo sviluppo industriale e urbano, ma la crisi economica mondiale prima (con la chiusura di molte fabbriche per la lavorazione del legno) e la pandemia da COVID-19 poi hanno pesantemente ridotto i risultati ottenuti.
Storia Di origine romane, vide passare tutti i vari popoli che attraversarono queste regioni; la prima attestazione del capoluogo e della frazione di Percoto (Percût) risale al 1135, quando i due paesi erano sotto la giurisdizione della pieve di Buttrio ed insieme ad essa furono donate dal patriarca Pellegrino di Ortenburg all'abbazia di Rosazzo. Mentre il restante territorio rimaneva sotto il controllo del patriarcato di Aquileia, nel 1166 il villaggio di Persereano (Pasariàn) venne assegnato dal patriarca Vodalrico ad Enrico di Manzano.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 20 giugno 1956.
Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa parrocchiale di San Ulderico a Pavia di Udine Chiesa di San Giovanni dei battuti a Pavia di Udine Santuario della Madonna di Muris a Muris Villa Mantica-Frangipane (XVI secolo) a Pavia di Udine Villa Lovaria (XVII secolo) a Pavia di Udine Villa Porcia (XVI secolo) a Pavia di Udine Villa Caiselli-Carlutti (Villa delle meridiane) (XVII secolo) a Cortello Villa Beretta (XVIII secolo) a Lauzacco Casa medievale Colombare (XV secolo) a Percoto Villa Frattina-Caiselli (XVII secolo) a Percoto Villa Keckler a Percoto Villa Pozzo a Percoto Villa Florio-Maseri (XVII secolo) a Persereano Chiesa della Santissima Trinità a Risano Villa Agricola-Pighin (XVII secolo) a Risano Villa Della Porta a Ronchi
Società Evoluzione demografica
Lingue e dialetti A Pavia di Udine, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007.La lingua friulana che si parla a Pavia di Udine rientra fra le varianti appartenenti al friulano centro-orientale.
Geografia antropica Il territorio del comune di Pavia di Udine, posto immediatamente a sud del comune di Udine, con la sua dozzina di centri tra frazioni e località, occupa un posto rilevante all'interno del panorama storico-artistico del Friuli.
Oltre al grande numero di testimonianze archeologiche emerse in questi ultimi anni che vanno dalla preistoria (mesolitico-neolitico), al periodo romano e medievale, di chiese parrocchiali, cappelle votive, oratori gentilizi e ancone devozionali che ne costellano gli abitati e il contado, esso si segnala tra i più ricchi anche per quanto riguarda l'architettura civile, potendo contare nei diversi borghi oltre a numerose sopravvivenze interessanti di edilizia spontanea, addirittura ad oltre una quindicina di dimore nobiliari fra le più belle e scenografiche della regione.
Frazioni Pavia di Udine (Pavie) Altitudine: 67 metri s.l.m. Popolazione: 911 abitanti Selvuzzis (Silvucis) Altitudine: 61 metri s.l.m. Popolazione: 33 abitanti Moretto (Moret) Altitudine: 75 metri s.l.m. Popolazione: 47 abitanti Percoto (Percût) Altitudine: 56 metri s.l.m. Popolazione: abitanti Popereacco (Paparià) Altitudine: 53 metri s.l.m. Popolazione: 39 abitanti Ronchi (I Roncs) Altitudine: 52 metri s.l.m. Popolazione: 14 abitanti Persereano (Passariàn) Altitudine: 55 metri s.l.m. Popolazione: 102 abitanti Lauzacco (sede municipale) (Lauçàc) Altitudine: 59 metri s.l.m. Popolazione: 998 abitanti Risano (Risan) Altitudine: 57 metri s.l.m. Popolazione: 703 abitanti Chiasottis (Cjasotis) Altitudine: 49 metri s.l.m. Popolazione: 95 abitanti Cortello (Curtiel) Altitudine: 67 metri s.l.m. Popolazione: 33 abitanti Lumignacco (Lumignà) Altitudine: 72 metri s.l.m. Popolazione: 850 abitanti
Pavia di Udine
Provenendo da Udine, sfiorata la piccola località di Moretto, si giunge al centro che dà il nome al comune. Una “località connessa“ è Papilia, toponimo derivante da un gentilizio romano, probabilmente Papilia, corrispondente del maschile Papilius. La citazione più antica finora nota risale al 1275 (Pavia).
Le testimonianze archeologiche ci riportano alla preistoria, gli scavi effettuati ci confermano la presenza di popolazioni neolitiche di primi agricoltori, anche se possiamo ipotizzare che questo luogo venisse frequentato da gruppi di cacciatori raccoglitori del mesolitico recente.
A Pavia troviamo due chiese, la settecentesca parrocchiale di Sant'Ulderico e la quattrocentesca chiesetta di San Giovanni dei Battuti, oltre a tre dimore nobiliari: le centralissime Villa Lovaria nel cui giardino vi era un plurisecolare platano, palazzo Mantica-Frangipane ed il complesso Beretta di Porcia e Brugnera.
Selvuzzis Proseguendo verso sud si raggiunge la località di Selvuzzis (boschetti). È un vezzeggiativo del friulano selve (selva). Antica zona silvestre poi sede di un centro padronale, si sviluppò nel tempo in un piccolo borgo. La citazione più antica finora nota risale al 1587 (Selvucis). Notevole la presenza dell'ottocentesca Villa Deciani con l'esteso muro di cinta.
Percoto Percoto, in Friulano Percût, deriva dallo slavo prehod (passaggio, guado). Tra i punti di interesse vanno ricordati la casa quattrocentesca nota come Colombera, la chiesa di San Martino vescovo, la villa Della Frattina-Caiselli e la caratteristica casa Pozzo. Non va dimenticata poi villa Kechler, presso la quale soggiornarono diverse personalità di spicco, tra cui lo scrittore statunitense Ernest Hemingway. A Percoto ha sede la distilleria Nonino, famosa per la produzione di grappe di alta qualità.
Popereacco Muovendoci verso ovest incontriamo Popereacco, (podere) di Poperio: prediale latino-celtico dal nome personale maschile latino Pauperius. La citazione più antica finora nota risale al 1293 (Pauperiacho). Il piccolo borgo situato a sud di Udine in un territorio intensamente coltivato nelle immediate vicinanze di Ronchi, conserva quasi integre le caratteristiche rurali di origine medievale, Popereacco verrà citato per la prima volta nel 1293, sotto il dominio patriarcale, in seguito dal 1420 al 1797 fu, come Ronchi, alle dipendenze dei veneziani. Popereacco presenta all'interno del borgo alcune costruzioni rurali, la chiesetta di San Girolamo di origini trecentesche ma rimaneggiata nei secoli XVI e XX, ed un edificio padronale di origini seicentesche con le aperture delle facciate riquadrate in pietra, sul fronte sud si rileva una meridiana ed un affresco votivo, di fronte all'edificio in direzione sud si sviluppa un asse rettilineo, tipico delle dimore padronali, delimitato da pini marittimi.
Ronchi Procedendo sulla strada principale entriamo a Ronchi, toponimo comunissimo in Friuli, Ronchi, aree disboscate con roncole: termine agrario indicante una zona boschiva presso Popereacco runcata per essere coltivata e abitata. La citazione più antica finora nota risale al 1621 (Ronchi). Qui troviamo la villa seicentesca Della Porta - Stainero - Kechler - Dorigo e la deliziosa cappella annessa di Sant'Ulderico di origine trecentesca. Il piccolo borgo situato a sud di Udine in un territorio intensamente coltivato nelle immediate vicinanze di Popereacco, conserva quasi integre le caratteristiche rurali. Di origine medievale, Ronchi verrà citato per la prima volta nel 1293, sotto il dominio patriarcale, in seguito dal 1420 al 1797 fu, come Popereacco, alle dipendenze dei veneziani. Ronchi è caratterizzata dalla presenza di villa Kechler-Della Porta, costruzione seicentesca un imponente corpo padronale delimitato nella parte sud da una muraglia con i due ampi portali arcuati d'accesso al giardino, esternamente si rileva la chiesetta di San Ulderico. L'edificio nobiliare presenta un corpo centrale con scale convergenti sul poggiolo balaustrato del piano nobile con a lato due leoni, ove si rileva il maggiore di tre portali arcuati della fronte centrale, a lato si sviluppano due corpi più bassi, di cui quello a sinistra con scala esterna due rampe. Tre ordini di aperture riquadrate in pietra e disposte simmetricamente scandiscono la facciata principale e il fonte nord, il corpo centrale e la torretta ovest si elevano per un ulteriore piano. La cappella gentilizia di San Ulderico, coeva alla villa, presenta un'aula rettangolare con portico antistante sorretto da due colonne circolari, completa la facciata la bifora della cella campanaria. Esternamente al borgo lungo la strada che conduce a Popereacco si rilevano alcune costruzioni rustiche tra cui una con ballatoio ligneo.
Persereano Ecco il vicino borgo di Persereano, (podere) di Passerio o originario di Preserje: prediale dal nome latino Passerius o etnico derivato da una località slava. La citazione più antica finora nota risale al 1031 (Perseriano). Qui spicca la Villa Florio settecentesca ricca di una pregevole biblioteca, di un archivio storico e dell'oratorio privato, si segnala anche casa Marcotti situata accanto alla parrocchiale di Sant'Andrea apostolo.
Lauzacco Poco più a nord incontriamo Lauzacco, (podere) di Lauzio: toponimo prediale latino-celtico derivato dal nome personale maschile latino Lautius. La citazione più antica finora nota risale al 1226 (Lauzach). Attuale sede comunale con la sua chiesa dedicata a Sant'Agata e la vicina settecentesca Villa Beretta con lì annessa cappella gentilizia oggi intitolata a San Nicolò e il retrostante parco cintato da mura merlate.
Risano Superata da Lauzacco la località extra comunale di Crosada ecco Risano, (podere) di Resio: prediale romano dal nome personale maschile R(a) esius. La citazione più antica finora nota risale al 1248 (Risano). Risano, con la sua antica colonna di Santa Sabida, oggi ridedicata alla vergine Maria e a breve distanza la parrocchiale di San Canziano martire. Poco distante la chiesetta della Santissima Trinità e la Villa Agricola-Pighin con annessa cappella intitolata a San Vitale e la grande Villa dei nobili Cicogna. Il paese di Risano, situato a sud di Udine, si è sviluppato in modo lineare lungo la strada che conduce da Lavariano a Lauzacco. Il borgo, di origine medievale, viene citato per la prima volta nel 1248 (Michael Decanus de risano). Il decano era colui che presiedeva le riunioni della vicinìa (capifamiglia). In tal periodo Risano rimase sotto il dominio Patriarcale fino al 1420, in seguito fino al 1797 il paese passò alla Repubblica di Venezia.
Il nucleo più antico del borgo si trova nei pressi della chiesa parrocchiale, anche se gli edifici sono stati rimaneggiati nei secoli XVIII-XIX, solo nei pressi del pozzo in pietra si rileva una costruzione di origine cinquecentesca. Altre costruzioni rurali, disposte sul fronte stradale con corti interne, si rilevano lungo la via che conduce alla stupenda chiesetta cinquecentesca della Santissima Trinità, passando davanti all'ala ovest della villa Agricola-Pighin, con attigua cappella gentilizia. Dalla parte opposta alla costruzione nobiliare si trova un complesso agricolo con porticato; i pilastri in mattoni delimitano una corte ad U. Di fronte alla chiesa è presente una costruzione di pregio, con aperture riquadrate in pietra e portale architravato; dapprima residenza della Famiglia Orter, poi dell'Istituto Renati e, da qualche anno, un nuovo proprietario che l'ha trasformata in un curato e frequentato albergo denominato Villa Orter.