Questa voce illustra le principali tradizioni natalizie degli Stati Uniti d'America, oltre agli aspetti storici e socio-economici della festa in questo Paese.

Informazioni generali

Le tradizioni natalizie statunitensi riflettono del carattere multiculturale del Paese e sono state introdotte dagli immigrati provenienti dalle isole britanniche, dalla Germania, dall'Italia, dall'Europa dell'est, ecc.

Gli Stati Uniti hanno inoltre contribuito a sviluppare e a diffondere un'immagine stereotipata del Natale oltre ad alcune tradizioni come le conosciamo oggi, tra cui quella del moderno Babbo Natale/Santa Claus.

Formule d'augurio Essendo la lingua ufficiale degli Stati Uniti l'inglese, la formula d'augurio più diffusa è Merry Christmas!.

Nelle Hawaii, questa formula d'augurio è stata storpiata con la dicitura Mele Kalikimaka!.

Storia

Le celebrazioni del Natale negli Stati Uniti d'America erano già popolari agli inizi del XVII secolo grazie agli immigrati provenienti dall'Inghilterra (specialmente a New York), dalla Francia (specialmente nella Louisiana), dalla Germania, dalla Moravia, ecc..

Nel corso del XVII secolo, il Natale negli Stati Uniti era una festa prevalentemente chiassosa, caratterizzata da bevute, schiamazzi notturni, inversione sociale, ecc..

Per questi motivi, come accadde anche in Inghilterra, anche negli Stati Uniti si assistette ad un sentimento di opposizione nei confronti delle celebrazioni natalizie per l'intervento dei Puritani, che si opponevano ad una festa giudicata poco "sobria", in quanto per loro il Natale doveva essere un giorno di digiuno e penitenza. Gli stessi Padri Pellegrini, appena sbarcati dalla Mayflower nel 1620, lavorarono il Giorno di Natale, anche se l'anno seguente si assistette anche ad una disputa tra coloro che volevano ottenere una giornata libera il giorno di Natale e gli oppositori della festa, che non intendevano celebrarlo.

In seguito, nel 1659, la Corte Generale del Massachusetts vietò le celebrazioni del Natale. La pena per i trasgressori ammontava a 5 scellini.

Agli inizi del XIX secolo, furono poi gli esponenti dei ceti medi ad esprimere un sentimento di avversione al Natale, ritenuto una festa appannaggio dei ceti bassi. Inoltre, in quel periodo, si assistette ad una dura repressione da parte delle forze dell'ordine nei confronti di coloro che si macchiavano di atteggiamenti violenti nel corso dei festeggiamenti.

In quel periodo, il Natale non era ancora tuttavia una festa molto popolare negli Stati Uniti, anche tra le persone di religione cristiana. Inoltre, ancora alla metà del XIX secolo, il Natale non era ancora una festa riconosciuta ufficialmente ed era festeggiato in modi differenti dalle varie persone.

Informazioni sulle celebrazioni natalizie negli Stati Uniti nella prima metà del XIX secolo vengono fornite da autori quali Washington Irving e Penne Restad, rispettivamente nei cinque saggi intitolati The Sketchbook of Geoffrey Crayon, Gent (1819) e nel libro Christmas in America: A History: Irving parla di un ricco proprietario terriero di origine britannica che voleva invitare i contadini alle sue dipendenze a festeggiamenti natalizi tradizionali, mentre Restad sottolineava proprio il fatto di come gli americani iniziarono ad unificare i festeggiamenti proprio alla metà del secolo.

Le celebrazioni natalizie diventarono quindi popolarissime negli Stati Uniti a partire dagli anni cinquanta del XIX secolo.

La popolarità crescente del Natale fece sì che alcuni Stati dichiarassero il 25 dicembre come festa ufficiale. Il primo Stato a dichiarare il Natale come una festa ufficiale fu la Louisiana nel 1837 e già nel 1860 il Natale era diventata una festa ufficiale in altri 14 Stati, prima di essere dichiarato giorno festivo per tutti gli Stati federati dal presidente Ulysses Grant il 26 giugno 1870.

Alla fine del XIX secolo il Natale perse poi il suo carattere di festa prevalentemente "chiassosa", diventando una festa incentrata soprattutto sul calore familiare.. A tale inversione di tendenza, contribuirono non solo i sacerdoti, che intendevano "legalizzare" i festeggiamenti natalizi, ma anche i giornali e soprattutto alcuni scrittori, quali il già citato Washington Irving, Clement Clarke Moore e John Pintard, i cui scritti (incentrati soprattutto sulla descrizione del culto di San Nicola) promossero l'immagine del Natale che poi sarebbe rimasta nell'immaginario collettivo.

Durante la guerra di secessione americana, il Natale non era solo un giorno di riposo per i soldati, ma divenne un'occasione per dimenticare le atrocità del conflitto e al tempo stesso contribuiva ad infondere un sentimento di malinconia tra le famiglie di coloro che erano partiti per il fronte. Fu durante quel periodo che nacque l'immagine del moderno Babbo Natale/Santa Claus, raffigurato da Thomas Nast in mezzo ai soldati delle truppe unioniste, in illustrazioni che avevano un forte carattere propagandistico.. (v. anche la sezione "Santa Claus").

Nel corso della seconda guerra mondiale, i giocattoli (come altri prodotti) scarseggiavano e il governo statunitense incoraggiò l'acquisto di obbligazioni di guerra come regali natalizi. Per i soldati statunitensi lontani dalle proprie case, venivano invece organizzati concerti e party e gli stessi soldati organizzavano party per i bambini.

Date importanti La stagione natalizia viene di fatto inaugurata negli Stati Uniti con la festa del Ringraziamento, che cade l'ultimo giovedì di novembre..

Nei Monti Appalachi e presso alcune comunità Amish viene festeggiato il "Vecchio Natale" che cade il 6 gennaio..

Tradizioni popolari

La tradizione dell'albero di Natale negli Stati Uniti d'America

La tradizione dell'albero di Natale venne introdotta nei futuri Stati Uniti d'America negli anni quaranta del XVIII secolo dai coloni provenienti dalla Moravia. ed era già ben radicata nel XIX secolo..

Nel 1832, Harriet Martineau descrisse l'albero di Natale come la tradizione natalizia più popolare negli Stati Uniti. Agli inizi del XX secolo, un americano su tre possedeva un albero di Natale.

Dal 1923 viene allestito annualmente vicino alla Casa Bianca il National Christmas Tree: l'idea venne al presidente Calvin Coolidge, che fece decorare con 2.500 palline luminose un abete dell'altezza di 48 piedi..

A New York viene invece allestito annualmente dal 1931 nel Rockfeller Center, l'albero di Natale del Rockefeller Center, che viene decorato con 29.000 luci.

Dal 1964 viene allestito a Washington di fronte al Campidoglio il Capitol Christmas Tree, noto anche come "The People's Tree", che si deve ad un'iniziativa di John W. McCormack.

Negli anni quaranta e cinquanta del XX secolo, la principale ditta produttrice di decorazioni per alberi di Natale negli Stati Uniti fu la Shiny Bright, fondata da un immigrato tedesco di nome Max Eckhardt, che per produrle si avvalse della collaborazione della Corning Incorporated. Nel 1940, la Corning Incorporated produceva così circa 300.000 articoli della Shiny Brite al giorno.

Si calcola infine che ogni anno negli Stati Uniti vengano acquistati circa 30-35 milioni di veri alberi di Natale.

La tradizione del ceppo natalizio negli Stati Uniti d'America Anche negli Stati Uniti è diffusa l'usanza di bruciare il ceppo natalizio in occasione della vigilia di Natale.

Un'usanza legata al ceppo natalizio in vigore prima dello scoppio della guerra civile consisteva nell'accordare agli schiavi una pausa dal lavoro che durava per tutto il periodo in cui bruciava il ceppo..

Una particolare tradizione è la cosiddetta "caccia al ceppo", diffusa a Palmer Lake, in Colorado, dal 1933.

Santa Claus

Agli Stati Uniti si deve la moderna raffigurazione di Babbo Natale/Santa Claus. Questa figura contribuì anche alla trasformazione del Natale da festa chiassosa in festa intima e familiare (v. "Storia").

Negli Stati Uniti, la figura di San Nicola, da cui in seguito sarebbe derivato Santa Claus, fu introdotta dagli immigrati provenienti dai Paesi Bassi nel XVII secolo.

Una delle prime descrizioni di San Nicola e del suo culto presso gli Olandesi, che poi avrebbe portato allo sviluppo di questa figura, si deve a Washington Irving nell'opera A History of New-York from the Beginning of the World to the End of the Dutch Dynasty, by Diedrich Knickerbocker, pubblicata nel 1809. L'anno seguente, George Pintard, un membro dello stesso gruppo di scrittori a cui apparteneva anche Irving, i Knickerbockers, pubblicò un opuscolo bilingue (in inglese e olandese) che conteneva delle raffigurazioni di San Nicola e di calze contenenti regali appese ad un camino.

Nel 1821, apparve a New York il poema anonimo Old Santeclaus with Much Delight, pubblicato da William B. Gilley all'interno del libriccino The Children's Friend: A New-Year's Present, to the Little Ones from Five to Twelve.. In questa storia, Santa Claus fu associato per la prima volta alle renne.

Due anni dopo, sempre negli Stati Uniti, venne pubblicata in forma anonima nel numero del Troy Sentinel del 23 dicembre 1823 la poesia A Visit from St. Nicholas (conosciuta anche come Twas the Night Before Christmas o The Night Before Christmas): la poesia, comunemente attribuita a Clement Clark Moore (ma secondo alcuni opera di Henry Livingston Jr.), conteneva una descrizione di San Nicola come portatore di doni nella notte della vigilia di Natale... Grazie a questa poesia, la figura di San Nicola divenne popolare in tutto il territorio statunitense come portatore di doni nella notte della vigilia di Natale.

Un altro contributo allo sviluppo della figura di Santa Claus lo diede poi un illustratore statunitense di origine tedesca, Thomas Nast, che raffigurò un personaggio paffuto dai tratti bonari (come in A Visit of St. Nicholas), aggiungendovi altre caratteristiche quali la veste in pelliccia (tratto che ricavò dai suoi ricordi del Weihnachtsmann tedesco) e il libro mastro con cui il portatore di doni segna i nomi dei bambini buoni e cattivi e collocando il personaggio per la prima volta al Polo nord. Le prime due illustrazioni del Santa Claus di Nast apparvero il 3 gennaio 1863 nel giornale Harper's Weekly, in piena guerra civile americana; ne seguiranno altre 31.

Celebre fu poi l'editoriale, noto come Sì, Virginia, Babbo Natale esiste (Yes, Virginia, there is a Santa Claus), scritto dal giornalista del New York Sun Francis Pharcellus Church il 21 settembre in risposta alla lettera di una bambina di otto anni, Virginia O'Hanlon, che aveva interrogato il giornale sull'esistenza di Santa Claus: l'editoriale venne in seguito pubblicato ogni anno fino al 1950 ed ispirò film e produzioni televisive...

Sempre negli Stati Uniti, la figura di Santa Claus assunse i caratteri definitivi nel 1931, grazie all'illustratore di origine svedese Haddon Sundblom, incaricato in quell'anno di inserire la figura del popolare portatore di doni in alcuni manifesti pubblicitari della Coca-Cola....

La scelta di puntare sul popolare portatore di doni da parte della ditta di Atlanta fu dovuta all'intento di conquistare la popolarità presso i più piccoli in seguito al divieto di pubblicizzare la bibite con immagini di bambini al di sotto dei 12 anni per il suo contenuto a base di caffeina. Per raffigurare Santa Claus, Sundblom prese a modello le fattezze di un vicino di casa, disegnando un omone in cappotto rosso; una delle sue celebri immagini pubblicitarie raffiguranti Santa Claus intento a bere Coca-Cola recitava "For sparkling holidays"..

Un importante contributo alla diffusione della figura di Santa Claus come la conosciamo lo diede inoltre un altro illustratore statunitense, Norman Rockwell..

La figura di Santa Claus venne in seguito fatta conoscere in vari Paesi del mondo (tra cui il Giappone) dai soldati statunitensi nel corso della seconda guerra mondiale.

Infine, anche gli Stati Uniti hanno la loro dimora di Babbo Natale/Santa Claus, che si trova in Alaska.

Mrs. Claus