Membro del Partito Social Democratico, tra il 1996 e il 2012 ha rivestito diversi incarichi a livello locale nel distretto di Buzău (consigliere locale, distrettuale e vicesindaco).

È stato eletto deputato nel 2012, scalando le gerarchie del partito e avvicinandosi successivamente al presidente del PSD Liviu Dragnea. Ottenuto un nuovo mandato alla camera dei deputati nel 2016, nel 2017 è stato indicato come vice primo ministro di Mihai Tudose.

Rotti i rapporti con Dragnea, dopo l'arresto di quest'ultimo nel maggio 2019, Ciolacu lo ha sostituito alla guida della camera dei deputati, che ha presieduto fino al dicembre 2020. Sei mesi più tardi, in seguito alla disfatta elettorale del PSD alle elezioni presidenziali del novembre 2019, è riuscito ad ottenere le dimissioni dell'intero gruppo dirigente del partito, divenendone nuovo presidente ad interim. Nel corso del congresso del 22 agosto 2020 è stato confermato presidente titolare del PSD, detenendo la carica fino al 20 maggio 2025.

Sulla base di accordi di coalizione tra PSD e PNL, nel novembre 2021 è tornato a rivestire l'incarico di presidente della camera dei deputati e nel giugno 2023 è diventato primo ministro. Nel dicembre 2024 è stato nominato per un secondo mandato da premier.

Nel 2024 è arrivato terzo alle elezioni presidenziali poi annullate dalla corte costituzionale.

Biografia Nacque a Buzău, figlio del pilota dell'aviazione Ion Ciolacu. In base al proprio curriculum tra il 1991 e il 1995 frequentò la facoltà di giurisprudenza dell'Università ecologica di Bucarest, malgrado l'ateneo avesse ricevuto l'autorizzazione al funzionamento da parte dello stato solamente nel maggio 1995. Attivo negli anni successivi nella vita politica del distretto di Buzău, riprese gli studi nel 2003, completando l'anno seguente un corso in economia e gestione dell'amministrazione locale presso lo stesso ateneo privato.

Tra il 2008 e il 2009 frequentò una serie di lezioni sulla sicurezza nazionale presso l'Università nazionale di difesa "Carlo I" e tra il 2010 e il 2012 un master in gestione delle finanze pubbliche organizzato dalla Scuola nazionale di studi politici e amministrativi di Bucarest.

Carriera politica Consigliere locale e vicesindaco di Buzău Nel 1989 partecipò alla rivoluzione contro Nicolae Ceaușescu nella città di Buzău, fatto che gli valse il riconoscimento di un "Certificato di rivoluzionario", sebbene il suo ruolo negli eventi sia successivamente stato messo in dubbio da un'inchiesta giornalistica della testata Recorder.

Membro del Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) dal 1990, mantenne la tessera del partito in tutte le sue successive riformulazioni (FDSN, PDSR, PSD).

Completati gli studi in legge, nel 1996, a 29 anni, fu eletto consigliere comunale del municipio di Buzău, iniziando la propria carriera politica nella pubblica amministrazione locale. Tra il 1996 e il 2000 fu anche presidente della sezione giovanile del Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR) della città di Buzău.

Quattro anni più tardi, in occasione delle elezioni locali del 2000, fu eletto consigliere distrettuale, rivestendo in seno alla giunta i ruoli di capogruppo consiliare e di responsabile per la comunicazione e la pubblicità elettorale. A livello di partito, che nel 2001 cambiò nome in Partito Social Democratico (PSD), nel 2000 divenne uno dei vicepresidenti sia della sezione municipale, che di quella distrettuale, incarichi mantenuti fino al 2010. Nel 2010 fu promosso a presidente della filiale municipale del PSD.

Esaurito il mandato di consigliere distrettuale, nel 2004 fu indicato per il ruolo di vicesindaco dal primo cittadino di Buzău, Constantin Boșcodeală, venendo riconfermato anche nel 2008, anno nel quale fu rieletto alla funzione di consigliere comunale. Vicesindaco di Boșcodeală dal 2004 al 2012, nello stesso periodo fu a diverse riprese consigliere giuridico della società privata S.C.Alcom S.R.L. e direttore esecutivo dell'azienda municipalizzata del comune di Buzău Urbis Serv S.R.L. (maggio 2007-luglio 2008). Tra il novembre e il dicembre 2004, tra le dimissioni di Vasile Ion e la nomina di Cristinel Bîgiu, occupò ad interim il posto di prefetto di Buzău.

Elezione a deputato Nel dicembre 2012 fu eletto per la prima volta membro della camera dei deputati. Nel corso della legislatura fu segretario dell'ufficio di presidenza della camera (a partire da marzo 2014), segretario della commissione sulla pubblica amministrazione (dicembre 2012-marzo 2014), membro della commissione per le comunicazioni (maggio 2013-febbraio 2015) e membro supplente della delegazione romena presso l'assemblea parlamentare dell'OSCE.

Nel marzo 2013 fu nominato dal primo ministro Victor Ponta nella funzione di consigliere onorario per la regionalizzazione e la pubblica amministrazione, ma fu dimesso dall'incarico nel maggio 2015, a margine di uno scandalo giornalistico che vedeva il suo nome associato a quello del terrorista Omar Hayssam.

Parallelamente all'attività di parlamentare e di consigliere del premier, Ciolacu continuò a crescere nelle gerarchie del partito. Nel maggio 2015 divenne membro del consiglio nazionale del PSD, incaricato del coordinamento del dipartimento economia, investimenti e lavoro.

Nello stesso anno il presidente del PSD di Buzău, Constantin Boșcodeală, fu condannato in primo grado a 5 anni di reclusione per il finanziamento illegale della squadra di calcio del Gloria Buzău. La sentenza aprì una lotta di potere in seno alla dirigenza locale del PSD, quando Ciolacu annunciò di voler divenire il successore di Boșcodeală alla guida della filiale distrettuale, malgrado questi non avesse ancora rassegnato le proprie dimissioni e altri colleghi avessero espresso il desiderio di candidarsi alla funzione. Il 18 settembre 2015 i delegati del partito si espressero in favore di Ciolacu, che divenne leader del PSD nell'area di Buzău. I risultati dell'elezione, però, furono contestati dall'altro candidato Vasile Ion e dal gruppo dei suoi seguaci (il senatore Victor Mocanu e i deputati Adrian Mocanu e Marian Ghiveciu), che reclamarono delle profonde irregolarità nel voto.

Il 19 dicembre 2016, nel corso dell'ultima seduta della camera nella legislatura 2012-2016, Ciolacu annunciò insieme a Liviu Dragnea le proprie dimissioni da deputato, in modo da non poter beneficiare della pensione speciale riconosciuta ai parlamentari che completavano un intero mandato.

Ministro di Tudose e presidente della camera dei deputati

Rieletto anche in occasione delle elezioni parlamentari del 2016, nella nuova legislatura rivestì diversi incarichi in seno all'ufficio di presidenza della camera. Segretario fino al febbraio 2017, nel febbraio 2018 fu indicato come questore, fino alla sua nomina a presidente avvenuta nel maggio 2019. Tra gli altri incarichi parlamentari fu presidente della commissione congiunta con il senato sull'elaborazione del codice amministrativo, presidente (fino ad aprile 2017) e poi membro semplice della commissione per la convalida, membro della commissione affari europei e della delegazione della Romania all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, in cui rimase fino a luglio 2017. Come nella precedente legislatura, si dimise dalla camera il 19 dicembre 2020 in occasione dell'ultima seduta, rinunciando alla pensione speciale.

All'inizio del 2017 era considerato un personaggio di fiducia del presidente del PSD Liviu Dragnea, con cui intratteneva un rapporto d'amiciziaA tal proposito nel marzo 2017 la stampa pubblicò le foto di una battuta di pesca tra Dragnea, Ciolacu e il premier Sorin Grindeanu.. Il suo nome fu veicolato come quello di possibile ministro della pubblica amministrazione del governo Grindeanu, ma gli fu preferita Sevil Shhaideh. Tra il febbraio e il giugno 2017 Ciolacu fu capogruppo del PSD alla camera, lasciando la posizione solo in seguito alla sua nomina a vice primo ministro del neonato governo Tudose, proprio su indicazione di Dragnea, che voleva un proprio uomo all'interno del gabinetto di governo. Tra il 6 e il 12 settembre 2017 fu anche ministro della difesa ad interim come successore di Adrian Țuțuianu e predecessore di Mihai Fifor.

Avvicinatosi al premier, fu un personaggio equilibrato nei rapporti con le istituzioni e nel gennaio 2018 sostenne Mihai Tudose nella lotta condotta da una parte della dirigenza del PSD contro Dragnea, evento che, alla fine, portò alle dimissioni del governo. Da quel momento i rapporti tra Ciolacu e il leader del PSD si raffreddarono, fino a spingere Marcel Ciolacu a firmare una lettera per la sua destituzione in cui ne contestava lo stile politico autoritario, nel settembre 2018, al fianco dei colleghi Paul Stănescu, Gabriela Firea e Adrian Țuțuianu. Il mese successivo i due furono protagonisti di un acceso confronto verbale in parlamento.

Nel maggio 2019 l'arresto di Liviu Dragnea per un caso di corruzione liberò la presidenza della camera dei deputati. Ciolacu, candidatosi alla funzione e sostenuto dal nuovo gruppo dirigente, il 29 maggio fu eletto con i voti di PSD, ALDE e PRO Romania (172 a favore, 120 contrari), sconfiggendo gli esponenti dell'opposizione Raluca Turcan e Hunor Kelemen. Nella sua prima dichiarazione successiva all'elezione a presidente della camera affermò che avrebbe avuto uno stile più conciliante rispetto a quello di Dragnea.

Presidente ad interim del PSD

Il 7 giugno 2019 il comitato esecutivo del PSD approvò a maggioranza la celebrazione immediata di un congresso, il 29 giugno, per la scelta del nuovo presidente in sostituzione di Dragnea. Alla mozione si opposero Gabriela Firea, Marcel Ciolacu e Paul Stănescu, che ritenevano prioritaria una più approfondita analisi della sconfitta elettorale alle europee prima di procedere alle nomine della dirigenza e proposero, senza successo, di posticipare il congresso in autunno. Fu eletto quale nuovo leader il primo ministro Viorica Dăncilă che, malgrado il freddo sostegno riconosciuto da Ciolacu alla sua figura, fu anche la candidata del PSD alle elezioni presidenziali dell'autunno 2019, nelle quali si registrò la disfatta dei socialdemocratici contro il capo di stato uscente Klaus Iohannis.

Trattandosi del peggior risultato elettorale mai ottenuto dal PSD, nei giorni successivi Ciolacu si erse a capo di una corrente che chiedeva di azzerare la dirigenza e riorganizzare il partito prima di un nuovo congresso. Portò discussioni con i leader locali del PSD e provò personalmente a convincere Viorica Dăncilă a rassegnare le dimissioni, pur incontrando diverse resistenze. Il comitato esecutivo del partito convocato il 26 novembre 2019 realizzò i desideri di Ciolacu. Fu creato un organo dirigente collettivo e stabilito il contemporaneo scioglimento dell'ufficio permanente nazionale, fino ad un nuovo congresso da celebrarsi nel febbraio 2020. Marcel Ciolacu assunse la presidenza ad interim, il ruolo di presidente esecutivo fu eliminato e quello di segretario generale ad interim fu dato a Paul Stănescu. Al loro fianco avrebbero agito altri 15 colleghi, in qualità di membri della dirigenza collettiva.

Il 9 gennaio 2020 fu riconfermato all'unanimità leader del PSD del distretto di Buzău nel corso della conferenza straordinaria organizzata dalla filiale locale.

Presidente titolare del Partito Social Democratico Nei mesi successivi da capo ad interim del partito continuò a guidare l'opposizione al governo Orban, mentre nel corso del congresso del 22 agosto 2020 vinse facilmente la concorrenza dell'avversario Eugen Teodorovici per la nomina a presidente titolare del PSD. Ciolacu ottenne 1.310 voti contro i 91 per Teodorovici e riuscì ad imporre la sua squadra a capo delle strutture del partito. Su sua proposta furono promossi a primi vicepresidenti Gabriela Firea e Sorin Grindeanu, mentre Vasile Dîncu fu nominato presidente del consiglio nazionale.