La chiesa di San Francesco Saverio (in francese: église Saint-François-Xavier) è un luogo di culto cattolico di Parigi situato in place du Président-Mithouard, nel quartiere École-Militaire (VII arrondissement), sede della parrocchia Saint-François-Xavier-des-Missions-Étrangères, la quale è retta dal clero dell'arcidiocesi di Parigi, ed è una delle più popolose della città.
La chiesa si trova nei pressi dell'omonima stazione sulla linea 13 della metropolitana.
Storia Il quartiere dove sarebbe poi sorta la chiesa di San Francesco Saverio, si sviluppò a partire dal XVIII secolo in luogo di un bosco appartenuto all'abbazia di Saint-Germain-des-Prés. L'area, che in origine rientrava nei confini della parrocchia di Saint-Sulpice, con la riorganizzazione del territorio dell'arcidiocesi successivo al Concordato del 1801, diventò parrocchia autonoma denominata Saint-François-Xavier-des-Missions-Étrangères; questa trasse il nome dall'omonimo seminario, situato in rue du Bac, la cui secentesca cappella maggiore, dedicata all'Epifania, divenne la prima chiesa parrocchiale, rivelandosi tuttavia ben presto insufficiente per la popolazione.
I lavori della nuova chiesa iniziarono nel 1861 su un terreno a circa 500 m più ad ovest rispetto al seminario, su progetto di Adrien-Louis Lusson, alla cui morte, nel 1864, subentrò Joseph Uchard. La costruzione si protrasse fino al 1873, mentre la decorazione interna venne completata negli anni successivi. Il 15 luglio 1874 l'edificio fu aperto al culto limitatamente alla cappella assiale, mentre dalla Pasqua dell'anno successivo divenne fruibile anche la navata, mentre per il capocroce si dovette attendere il 1876. La chiesa tuttavia venne dedicata soltanto il 23 maggio 1894 dall'arcivescovo di Parigi cardinale François-Marie-Benjamin Richard.
La chiesa è monumento storico di Francia dall'11 giugno 2018.
Descrizione Architettura Lo stile architettonico della chiesa di San Francesco Saverio, solo abbozzato da Louis Lousson e più fortemente caratterizzato da Joseph Uchard, è eclettico, con planimetria e volumetrie di ispirazione barocca ed elementi decorativi mutuati dall'arte rinascimentale italiana rivisitati in chiave neoclassica. La struttura presenta una pianta a croce latina con transetto non sporgente a circa metà della lunghezza dell'edificio, oltre il quale si trova il coro a terminazione piatta; alle spalle di quest'ultimo si sviluppa l'ampia cappella assiale dotata di navate laterali ed abside semicircolare.
La chiesa venne costruita in blocchi di pietra calcarea biancastra a grana fine e compatta, proveniente dalle cave sotterranee di Bagneux. Il pavimento è interamente a parquet ad eccezione del presbiterio, dove è in marmi policromi intarsiati. Le vetrate sono di manifattura diversa: quelle dei rosoni, del cleristorio e delle prime quattro cappelle laterali della navata furono realizzate da Charles-Laurent Maréchal per conto dell'atelier di Charles-François Champigneulle; quelle delle cappelle laterali della cappella assiale e della sacrestia delle messe da Léon Ottin nel 1873; quelle del matroneo della cappella assiale dal parigino Maurice Denis.
Le principali misure dell'edificio sono le seguenti:
Parametro MisuraLunghezza esterna 93,50 mLarghezza della facciata 31 mLarghezza della navata 15,40 mAltezza della facciata 28,60 mAltezza dei campanili 39,75 mDiametro della cupola 15,30 mDiametro del rosone della facciata 5,25 m
Esterno
La facciata principale della chiesa, prospiciente boulevard des Invalides, è preceduta da un sagrato sopraelevato di sei gradini e delimitato dalla cancellata che circoscrive l'intero edificio. Il prospetto, che comprende alle estremità le due torri campanarie gemelle, si articola in due ordini sovrapposti (tuscanico quello inferiore e composito quello superiore) separati da un cornicione aggettante e scanditi verticalmente da lesene; la parte centrale, corrispondente alla navata interna, sporge in avanti rispetto ai campanili. In basso si aprono i tre portali strombati con lunette scolpite a bassorilievo, raffiguranti rispettivamente la croce gloriosa entro una conchiglia con mostri marini (sui portali laterali) e due angeli in adorazione dell'Agnello mistico (opera della scultrice Hélène Bertaux e posta sul portale centrale, che a sua volta è sormontato da un fregio con il cristogramma, le iniziali di san Francesco Saverio, palme e girali vegetali). Nell'ordine superiore si apre al centro il rosone circolare con intelaiatura marmorea costituita da una croce greca e dodici arcatelle, circondato dai simboli degli Evangelisti a rilievo entro tondi, mentre ai lati vi sono due nicchie con cornice architettonica tuscanica, contenenti rispettivamente le statue di San Pietro (di Justin-Chrysostome Sanson, a sinistra) e San Paolo (di Jules Franceschi, a destra). Il timpano triangolare che corona il prospetto è ornato da un frontone ad altorilievo raffigurante San Francesco Saverio che battezza gli abitanti dell'India e del Giappone, opera di Gabriel-Jules Thomas (1868).. La facciata è raffigurata in una delle vetrate policrome del tamburo della cupola maggiore della coeva chiesa di Sant'Agostino a Parigi, realizzate nel 1889.
I due campanili si elevano al di sopra dell'ordine superiore della facciata con il quadrante dell'orologio, inserito all'interno di specchiature a rilievo, e con la cella campanaria; quest'ultima si apre su ciascuno dei quattro lati con una bifora sorretta da una colonna tuscanica e dotata di parapetto traforato e persiane; la copertura è costituita da una cupoletta a padiglione. Le campane, in numero di 4 e in tonalità di do maggiore, furono fuse nel 1877 dalla ditta Farnier di Robécourt.
Le fiancate della chiesa presentano il susseguirsi di grandi monofore ad arco a tutto sesto che danno luce all'interno. In ciascuno dei due prospetti del transetto, che hanno una suddivisione analoga a quella della facciata principale senza però il coronamento triangolare, si aprono in basso due portali e in alto un rosone. L'abside della cappella assiale, con copertura semisferica rivestita da lastre di piombo, è circondata da una galleria semicircolare: lungo la parete curva vi sono cinque archi idealmente sorretti da lesene tuscaniche, ciascuno dei quali è suddiviso in due ordini sovrapposti di finestre tripartite; sul cornicione sono riportati alcuni appellativi della Madonna tratti dalle litanie lauretane.
Interno Piedicroce
L'aula è costituita da una navata unica di cinque campate dalla quale si accede direttamente a tre cappelle per lato; la controfacciata è articolata con un complesso architettonico ripetuto anche nelle pareti di fondo del transetto e, seppur variato, del coro, costituito da una vasta tribuna posta all'altezza del cornicione sul quale è impostata la volta (e dotata, sopra il solo ingresso principale, di un parapetto ligneo su mensole del medesimo materiale) e, in basso, di una tripartizione verticale mediante due lesene corinzie scanalate con il campo centrale con da un ampio arco a tutto sesto, e i due laterali ciascuno con un arco più piccolo sormontato da una bifora. Il soffitto della navata è costituito da una volta a botte lunettata dipinta da Alexandre Denuelle con il monogramma di san Francesco Saverio e i nomi delle aree geografiche da lui evangelizzate. L'ambiente è illuminato da dieci grandi finestre ad arco poste in corrispondenza delle arcate che lo mettono in comunicazione con le cappelle laterali, quest'ultime intervallate da semicolonne corinzie.
Le cappelle laterali sono tre per lato: la prima e la terza hanno volta a botte e corrispondono alle relative campate della navata, mentre la seconda ha volta a crociera, corrisponde alle tre campate centrali e si articola a sua volta in tre campate. La prima cappella di sinistra contiene il fonte battesimale e i due dipinti Riposo durante la fuga in Egitto di Louis Flachéron (XIX secolo), e Apoteosi di san Gaetano Thiene di Claude Audran detto il Giovane (XVII secolo, già sull'altare maggiore della scomparsa chiesa di Sainte Anne la Royale a Parigi); la seconda, di San Giuseppe, è ornata da un grande olio su tela di Henri-Ludovic Pinta con la Morte di san Giuseppe (1915) nella parete sopra l'altare, ed ospita il pulpito ligneo neoclassico, con doppia scalinata d'accesso; la terza è dedicata a san Vincenzo de' Paoli, raffigurato nella moderna vetrata policroma di Marcelle Lecamp (1959), e al suo interno trova luogo la statua in marmo del Cristo morto, opera di Alfred Lenoir (1876), inserita entro un grande arcosolio. La prima di destra, invece, è la cappella delle Anime del Purgatorio ed accoglie, oltre alle statue ottocentesche di Santa Giovanna d'Arco (di autore ignoto) e San Luigi IX (policroma, di Peaucelle Coquet), due tele dipinte da Henri-Ludovic Pint nel 1921 come omaggio ai caduti della prima guerra mondiale, che sono poste sulle pareti laterali e raffigurano rispettivamente Cristo che porta la croce (a destra) e Cristo risorto in gloria (a sinistra); la seconda, dedicata al Sacro Cuore di Gesù e priva della decorazione pittorica delle volte che invece presenta la cappella simmetrica, ospita le spoglie mortali di santa Maddalena Sofia Barat (che visse nel quartiere), ivi collocate nel 2009 insieme alla cassa neogotica che le custodisce e che venne realizzata da Bourdon di Gand nel 1909; sull'altare, il dipinto su tela di Felix Villé Omaggio della Francia al Sacro Cuore di Gesù per la salute della nazione (1895), mentre sulla parete dirimpetto vi è il dipinto di Henri Lerolle La Comunione degli Apostoli (1878); l'ultima cappella di destra è intitolata a santa Teresa di Lisieux, raffigurata nella vetrata di Marcelle Lecamp (1959), ed ospita sulla parete di sinistra la tela del Bacio di Giuda di anonimo veneto del XVII secolo.
Le stazioni della Via Crucis sono costituite da una grande croce alla quale è sovrapposto un quadrilobo con raffigurata la scena corrispondente dipinta su smalto a imitazione del cammeo; furono realizzate da Théodore Maillot e inaugurate il 3 febbraio 1891.
Capocroce
La crociera è coperta con cupola, priva di tamburo e lanterna e non visibile dall'esterno, la cui superficie interna, analogamente alla volta del transetto e del coro, è interamente dipinta a fresco: al centro vi è l'Agnello di Dio, intorno al quale sono disposti e raffigurati stanti i dodici Apostoli, ciascuno identificato dal nome (sul cornicione sottostante) e da una citazione biblica (su fondo oro, riportata sopra la testa), ed elementi decorativi vegetali; nei pennacchi, invece, vi sono quattro esagoni rispettivamente con Daniele, Ezechiele, Geremia ed Isaia; i dipinti della cupola furono realizzati nel 1871 da Charles-Joseph Lameire, mentre quelli delle vele nel 1868 da Élie Delaunay.
Le pareti laterali dei due bracci del transetto ripropongono lo schema dei campi laterali di quelle di fondo, con arcata cieca sormontata da una bifora; le cappelle che si aprono nelle due testate, ciascuna delimitata da una balaustra marmorea e dotata di altare dorato riccamente decorato con bassorilievi e sormontato da un tabernacolo, sono dedicate rispettivamente ai santi patroni di Parigi Dionigi (sinistra) e Genoveffa (destra). A ridosso dei pilastri che sorreggono la cupola ai lati del coro, ciascuna su un alto pilastro, vi sono le statue marmoree di San Dionigi (a sinistra) e San Francesco Saverio (a destra), entrambe di autore ignoto. Esse sono affiancate da altre due statue, ex-voto in argento del 1888, poste su colonne e raffiguranti la Vergine col Bambino (a sinistra) e San Giuseppe col Bambino (a destra).