La storia della Juventus Football Club, società calcistica italiana per azioni con sede a Torino fondata da giovani studenti torinesi alla fine del XIX secolo, si estende per più di un secolo dopo la fondazione del club nell'autunno 1897.La data ufficiale di fondazione del club non è nota, ma per convenzione si assume come data il 1º novembre 1897.
La prima sede societaria della Juventus venne stabilita presso la via Montevecchio a Torino nel 1898.. Il club venne affiliato alla Federazione Italiana del Foot-Ball (FIF, dal 1909 nota come Federazione Italiana Giuoco Calcio – FIGC) nel 1900, partecipando così nel Campionato Federale dello stesso anno. Nel 1906, poco dopo la vittoria del suo primo campionato nel 1905, la Juventus affrontò uno scisma che sfociò da una parte nella fondazione del , dando così origine alla più longeva rivalità del calcio italiano, e dall'altra in una serie di problemi finanziario-sportivi che condussero la squadra a una paventata retrocessione in Promozione al termine della stagione 1912-1913, evitata dopo ripescaggio. Fu l'avvocato ed ex calciatore Giuseppe Hess, presidente della Juventus a partire dalla seconda metà dello stesso anno, a farla uscire dalla crisi dopo averne migliorato la situazione economica e avere riformato le sue strutture interne con una direzione manageriale..
L'arrivo nel 1923 dell'imprenditore torinese e vicepresidente della FIAT, Edoardo Agnelli, alla presidenza della società diede inizio a una lunga serie di vittorie a livello nazionale e internazionale, che resero la Juventus la squadra più titolata e con maggior tradizione sportiva del Paese, oltreché una delle più vittoriose a livello mondiale – con il trionfo in Coppa Intercontinentale 1985 divenne il primo al mondo ad avere conquistato tutti i cinque trofei ufficiali maschili dell'UEFA allora vigenti, un record ulteriormente migliorato col successo nella Coppa Intertoto UEFA 1999 –, fino al punto di essere nominata dalla Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS), organizzazione riconosciuta dalla FIFA, come il migliore club italiano e il secondo a livello europeo del XX secolo. Inoltre i numerosi giocatori juventini convocati diedero un enorme contributo ai successi della nazionale di calcio italiana.
Le origini
La Juventus nacque nell'autunno del 1897 a Torino, come società civile «per gioco, per divertimento, per voglia di novità», su iniziativa di alcuni giovani studenti della terza e quarta classe del liceo classico Massimo d'Azeglio che si ritrovavano nella vicina Piazza d'armi del quartiere Crocetta per giocare a football.
Secondo la memoria scritta che si riferisce all'origine della Juventus è verosimile che i soci fondatori furono Eugenio Canfari, Enrico Canfari, Gioacchino Armano, Alfredo Armano, Luigi Gibezzi, Umberto Malvano, Carlo Vittorio Varetti, Umberto Savoja, Domenico Donna, Carlo Ferrero, Francesco Daprà, Luigi Forlano, Stefano Benech ed Enrico Piero Molinatti cui si aggiunsero successivamente Pio Crea, Carlo Favero, Gino Rocca, Guido Botto ed Eugenio Secco, tutti con un'età tra quattordici e diciassette anni. Il luogo tipico di riunione di questi liceali era una panchina non distante dalla loro scuola, di fronte alla pasticceria Platti verso il corso Duca di Genova, oggi corso Re Umberto, all'angolo di corso Vittorio Emanuele II; la panchina è custodita dal 2012 nel museo del club. L'argomento principale era lo sport, in particolare il calcio, che dalla Gran Bretagna stava espandendosi nel resto d'Europa. La data ufficiale di fondazione del club non è nota e pertanto si assume come data convenzionale il 1º novembre 1897.
Inizialmente i soci fondatori dovettero affrontare il problema della sede, risolto dai fratelli Canfari che offrirono il retrobottega della loro officina ciclistica in corso re Umberto 42, dove ebbe luogo la prima riunione. Dopo un'opportuna votazione i soci, sebbene la maggioranza propendesse per i primi due nomi, scelsero invece quello meno votato di Sport-Club Juventus (che suonava come un compromesso tra un nome anglosassone e uno latineggiante) per favorire la diffusione del nuovo sport e la passione per la squadra anche fuori dell'ambito cittadino o regionale. Enrico Canfari, autore tra gli altri dell'unico documento con caratteristiche di "ufficialità" attestante con sufficiente certezza la nascita e i primi anni della Juventus, racconta:
La sede cambiò presto ubicazione: fu scelta una scuderia di via Parini composta da quattro camere, una tettoia e una soffitta, nonché provvista di acqua potabile. Tuttavia il costo dell'affitto, sei lire (dell'epoca) al mese, si rivelò proibitivo sicché lo Sport-Club Juventus venne sfrattato. Nel 1898 il club vide un incremento dei soci e dei giocatori tale da richiedere lo spostamento della sede presso un locale di via Piazzi 4. La presidenza della società passò da Eugenio Canfari al fratello Enrico. Il 15 marzo dello stesso anno fu fondata la Federazione Italiana Foot-Ball. Per ragioni sconosciute la Juventus non si iscrisse all'associazione e quindi non poté partecipare al primo campionato italiano di calcio che si svolse l'8 maggio di quello stesso anno a Torino tra quattro squadre: , , e .
Nel 1899 gli incontri continuarono a svolgersi in prevalenza nella succitata Piazza d'armi; proprio qui, l'11 giugno ebbe luogo la prima amichevole documentata, contro la rappresentativa dell'istituto tecnico Germano Sommelier. La squadra ricevette anche i primi inviti da Alessandria, Milano e Genova, e fu la prima a ospitare in Italia una compagine straniera, quella degli svizzeri del . Presto la squadra acquisì il diritto di giocare al Velodromo Umberto I, uno dei principali impianti sportivi della Torino dell'epoca.
Nel 1897 la sua prima divisa sociale prevedeva una camicia bianca e pantaloni «alla zuava», sostituita due anni dopo da una camicia rosa con papillon, colletto bianco, cravattino e berretto nero.
Anni 1900 L'ingresso nel campionato (1900-1902)
La Juventus partecipò per la prima volta al Campionato Italiano di Football l'11 marzo 1900, con la terza edizione, non superando comunque le eliminatorie in Piazza d'armi, perdendo 0-1 contro la Torinese. Il 18 marzo seguente la Juventus vinse la sua prima partita ufficiale battendo per 2-0 la Ginnastica Torino. La squadra venne eliminata nelle qualificazioni regionali, ma nel frattempo conquistò per la prima volta la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione, trofeo conquistato anche nei due anni successivi.
Nel successivo Campionato Italiano di Football 1901, che fu giocato tra cinque squadre, la Juventus vinse la prima eliminatoria contro la Società Ginnastica per 5-0 e giunse fino alle semifinali, ma venne battuta dal . In quest'annata si aggiudicò il Gonfalone e la Medaglia del Municipio della Città di Torino in un torneo tra squadre liguri e piemontesi.
Presumibilmente nello stesso anno Savage, insieme all'amico Goodley, portò dall'Inghilterra (in particolare da Nottingham) delle divise da gioco più moderne, quelle del a strisce verticali bianche e nere: esse vennero regalate alla Juventus, che le adottò al posto delle sue precedenti camicie rosa. Nel frattempo, la sede sociale venne trasferita da via Gasometro 14 a via Pastrengo e la società assunse il nome di Foot-Ball Club Juventus.. Canfari descrisse così il motivo del cambio di denominazione:
Il 1902 segnò l'ingresso nella squadra della Juventus, all'epoca composta quasi totalmente da studenti universitari, dei primi giocatori stranieri e di Carlo Favale come nuovo presidente. La Juventus disputò quella stagione il girone eliminatorio del quinto campionato di calcio e alla fine dovette cedere il passo alla Torinese. Il 24 ottobre disputò la semifinale della Coppa Città di Torino contro l'Audace, superandola e raggiungendo la finale del 2 novembre successivo contro il Milan. Al 90' il punteggio era di 2-2 e nei tempi supplementari entrambe segnarono ancora una rete, portandosi sul 3-3. A questo punto l'arbitro decise di continuare a oltranza applicando una sorta di «golden goal ante litteram», ma il Milan era in disaccordo e decisero di non proseguire l'incontro lasciando campo libero alla Juventus, che venne così proclamata vincitrice dell'edizione.
Le prime due finali di campionato (1903-1904) Nel campionato nazionale del 1903 la Juventus arrivò per la prima volta alla finale, perdendo tuttavia per 0-3 contro il Genoa. La Juventus vice-campione d'Italia venne invitata a Trino presso Vercelli a disputare un torneo triangolare, i cui incontri si giocarono nella stessa giornata l'11 ottobre dello stesso anno. La finale del pomeriggio si giocò tra una compagine novarese chiamata Forza e Costanza e la Juventus, che vinse per 15-0 e conquistò il Torneo di Trino Vercellese. La Juventus partecipò anche alla Coppa Città di Torino – questa volta un quadrangolare con , Audace e Milan – un mese dopo la vittoria a Torino. La Juventus fece sua per la seconda volta la Coppa Città di Torino dopo avere vinto per 2-0 contro l'Audace e per 1-0 contro il Milan in finale.
Il 1904 fu l'anno in cui arrivarono alla Juventus nuovi soci e i tre fratelli Ajmone Marsan dalla Svizzera, mentre il campo di gioco ufficiale si spostò dalla Piazza d'armi al Velodromo Umberto I, che era dotato di tribune. Nel campionato italiano di Prima Categoria dopo avere vinto le eliminatorie nazionali per la seconda volta consecutiva arrivò nuovamente in finale contro il Genoa, perdendo nuovamente sul campo di ponte Carrega a Genova con il risultato di 1-0. Al termine della stagione al Velodromo Umberto I si giocò la Coppa Universitaria, un torneo internazionale in cui la Juventus sconfisse in partita secca il Lyon Olympique Universitaire per 9-1.
1905: il primo titolo italiano
Nel 1905 divenne presidente della Juventus lo svizzero Alfred Dick, proprietario di un'industria tessile, che rinforzò la squadra inserendo alcuni suoi dipendenti. In quella stagione la società spostò la sua sede a via Donati 1 e il presidente firmò un lungo contratto di affitto per l'utilizzo del Velodromo di corso Re Umberto.
Nel campionato dello stesso anno la Juventus aveva superato il girone eliminatorio vincendo 2-0 per forfait le due partite contro la Torinese, ritiratasi dalle eliminatorie regionali. Nel girone finale del campionato italiano batterono la per 3-0, pareggiando a Genova per 1-1 con il Genoa e battendo di nuovo la Milanese a Torino per 4-1, mentre l'ultima gara del girone si risolse in un nuovo pareggio per 1-1 contro il Genoa nella sfida decisiva del girone finale giocata a Torino il 2 aprile dello stesso anno, gara che venne ripetuta tre volte. Fu il primo grande successo del club, il suo primo titolo di campione d'Italia, che valse alla Juventus la Targa Federale,. chiudendo il girone finale al primo posto a 6 punti contro i 5 dl Genoa.
Gli undici giocatori della Juventus che vinsero il campionato italiano per la prima volta furono Domenico Durante, Gioacchino Armano, Oreste Mazzia, lo svizzero Paul Arnold Walty, il capitano Giovanni Goccione, lo scozzese Jack Diment, Alberto Barberis, Carlo Vittorio Varetti, Luigi Forlano, l'inglese James Squair e Domenico Donna, quest'ultimo anche allenatore della Juventus.
In quell'anno la Juventus si aggiudicò anche il torneo di Seconda Categoria, a cui partecipavano sia le squadre riserve sia le prime squadre di club non iscritte alla Prima Categoria. La «Juventus B» fu ammessa di diritto al girone finale, in quanto unica iscritta dell'eliminatoria piemontese, in compagnia di Genoa e Milan. Vinse per 1-0 contro il Milan in casa, per 2-0 a Genova, per 3-0 a Milano (con titolo matematico) e per 2-0 a tavolino con il Genoa per forfait. Gli artefici di questa vittoria furono Francesco Longo, Giuseppe Servetto, Lorenzo Barberis, Fernando Nizza, Ettore Corbelli, Alessandro Ajmone Marsan, Ugo Merio, Frédéric Dick, Heinrich Hess, Marcello Bertinetti e Riccardo Ajmone Marsan.