Come in italiano, anche in greco antico si dice proposizione concessiva la frase subordinata che esprime una circostanza nonostante la quale si verifica quanto espresso nella reggente.
Formazione Sono simili alle proposizioni condizionali, nella forma esplicita sono introdotte dalla congiunzione καί seguite dall'indicativo, per indicare una circostanza obiettiva, dal congiuntivo se questa è eventuale, dall'ottativo se è considerata possibile, dall'indicativo dei tempi storici se è irreale. Esse esprimono un fatto, nonostante il quale si compie l'enunciato della proposizione reggente, e possono esprimere un fatto reale, o una supposizione, e sono precedute dalle particelle che significano: "anche se - benché - nonostante che - sebbene", oppure "pur" + gerundio o il participio italiano, reso dal participio greco, dato che la lingua greca antica, a differenza del latino, non possiede né gerundivo, né gerundio.
Esplicite: sono introdotte dalla congiunzione εἰ καί oppure καὶ ἐάν (negazione μή) + indicativo (per esprimere realtà dell'azione), il congiuntivo per l'eventualità, l'ottativo per la possibilità, e l'indicativo dei tempi storici per indicare l'irrealtà.
Implicite: si esprimono col participio congiunto, a volte accompagnato da καίπερ, che concorda con il tempo verbale della reggente, poi con il genitivo assoluto e l'accusativo assoluto + infinito.
Bibliografia Giacinto Agnello, Arnaldo Orlando, Manuale del greco antico. Con un profilo di greco moderno, Palumbo, Palermo-Firenze, 1998 Melina, Insolera, Latino e greco: studio in parallelo, Zanichelli, 1988 (1ª edizione) - grammatica comparativa delle lingue classiche Bottin, Quaglia, Marchiori, Il nuovo lingua greca, Minerva italica, Milano, 2002 Dino Pieraccioni, Morfologia storica della lingua greca, D'Anna, Messina-Firenze 1975 Dino Pieraccioni, Grammatica greca, Sansoni, Firenze, 1976
Voci correlate Lingua greca Lingua greca antica Alfabeto greco
Segni diacritici dell'alfabeto greco Fonologia della lingua greca antica
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