Valet ima summis mutare è una citazione latina tratta dai versi di un'opera di Orazio.
L'espressione si trova sui versi 16-17 (scritta "valet ima summis / mutare") del Canto XXXIV del Libro I delle Odi. In questo canto Orazio parla della sua conversione all'epicureismo e questa espressione appare mentre descrive i compiti di un dio.
Significato La traduzione è "mutare l'infimo in sommo", cioè trasformare le cose piccole in cose grandi, e il soggetto è una divinità, forse Giove che viene citato all'inizio del canto.
La frase ha inoltre l'accostamento dei due superlativi di significato opposto ima e summus (che significano rispettivamente inferiore e superiore), tipica di molti autori latini.
Nella cultura di massa Nel romanzo "Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia l’"onorevole" cita parte della frase (ima summis mutare). L'Università degli Studi di Palermo ha un'epigrafe davanti al palazzetto neoclassico dov'è inscritta l'espressione insieme agli ultimi versi del canto XXXIV.http://www.unipa.it/Dove-siamo-00001
Note
Bibliografia
Categoria:Frasi oraziane