La battaglia di Timor si svolse tra il 19 febbraio 1942 e il 10 febbraio 1943 nell'isola di Timor durante i più vasti eventi della campagna delle Indie orientali olandesi della seconda guerra mondiale.
La metà occidentale dell'isola di Timor era un possedimento dei Paesi Bassi come parte delle Indie orientali olandesi, e con l'entrata in guerra dell'Impero giapponese nel dicembre 1941 era divenuta una base aerea avanzata degli Alleati a difesa degli approcci all'Australia; un contingente australiano era stato inviato a rinforzare la guarnigione olandese, andando a occupare anche la metà orientale dell'isola che all'epoca era un possedimento coloniale del neutrale Portogallo.
Nella notte tra il 19 e 20 febbraio 1942 truppe giapponesi lanciarono l'invasione dell'isola, con sbarchi anfibi e lanci di paracadutisti; numericamente sopraffatte, le forze australiano-olandesi furono in gran parte costrette alla resa, ma un contingente australiano riuscì a rifugiarsi sulle montagne della parte sud-orientale dell'isola e continuare una lotta di guerriglia contro gli occupanti nipponici. Per mesi gli australiani portarono avanti imboscate, incursioni e sabotaggi ai danni delle unità giapponesi; la popolazione civile e le autorità coloniali portoghesi, sottoposte a un durissimo regime di occupazione da parte dei giapponesi, appoggiarono in vario modo le attività di guerriglia degli australiani, riforniti per via aerea e navale dalla madrepatria. Con gli Alleati sotto forte pressione sul fronte della Nuova Guinea, alla fine il comando australiano decise di ritirare le sue ultime unità da Timor, operazione portata a termine nel febbraio 1943.
Antefatti La Sparrow Force Alla fine del 1941, l'isola di Timor nell'arcipelago malese era politicamente suddivisa tra due distinte potenze coloniali: la parte orientale dell'isola, con capoluogo Dili, era una colonia del Portogallo (Timor portoghese) mentre la parte occidentale, con centro amministrativo a Kupang, era parte delle Indie orientali olandesi (Timor Ovest); la piccola enclave portoghese di Ocussi si trovava all'interno della zona olandese dell'isola..
L'isola era poco presidiata: la guarnigione olandese, incentrata a Kupang, ammontava a circa 500 uomini dell'Esercito delle Indie Orientali, mentre il presidio portoghese di Dili ammontava a circa 150 soldati... Nel febbraio 1941 i governi di Australia e Paesi Bassi siglarono un accordo in base al quale, se l'Impero giapponese in quel momento ancora neutrale fosse sceso in guerra a fianco delle Potenze dell'Asse, gli australiani avrebbero fornito un contingente di truppe e aerei da combattimento per presidiare Timor; il Portogallo, sotto pressioni diplomatiche da parte dei giapponesi, decise invece di mantenere la più rigida neutralità tra le parti in guerra. In base agli accordi, quindi, subito dopo l'attacco di Pearl Harbor una piccola forza di spedizione australiana denominata Sparrow Force arrivò a Kupang il 12 dicembre 1941; nel mentre, due simili contingenti australiani designati Gull Force e Lark Force furono inviati a rinforzare le guarnigioni di Ambon e Rabaul..
La Sparrow Force era inizialmente agli ordini del tenente colonnello William Leggatt, e includeva un battaglione di fanteria (il 2/40th Battalion), la 2nd Independent Company (un'unità tipo commando agli ordini del maggiore Alexander Spence) e una batteria di artiglieria costiera; in totale, i soldati australiani ammontavano a . Queste unità rinforzarono il presidio olandese di Timor, al comando del tenente colonnello Nico van Straten, il quale includeva il "Battaglione di guarnigione di Timor e dipendenze", una compagnia del VIII Battaglione di fanteria, una compagnia di riservisti, un plotone mitragliatrici e una batteria di artiglieria. Il supporto aereo proveniva da dodici bombardieri leggeri Lockheed Hudson del No. 2 Squadron della Royal Australian Air Force (RAAF). La Sparrow Force venne inizialmente dislocata attorno a Kupang e a presidio dello strategico campo di aviazione di Penfui nell'angolo sud-occidentale dell'isola, ma altre unità furono dislocate nelle località di Klapalima, Usapa Besar e Babau con una base di rifornimento situata ancora più a est a Champlong.
Anche dopo l'entrata in guerra del Giappone il Portogallo si rifiutò categoricamente di abbandonare la sua neutralità e di cooperare con gli Alleati, pianificando piuttosto di rafforzare la guarnigione della sua metà di Timor inviando un contingente di 800 uomini dalla colonia del Mozambico portoghese. Il rifiuto di cooperare da parte del governo di Lisbona lasciava il fianco orientale degli Alleati pericolosamente scoperto, e il 17 dicembre una forza combinata olandese-australiana invase e occupò la parte portoghese di Timor. Il primo ministro portoghese António de Oliveira Salazar avanzò formali protese diplomatiche presso i governi alleati per questa violazione della neutralità, e il locale governatore portoghese Manuel de Abreu Ferreira de Carvalho si proclamò prigioniero degli occupanti; ad ogni modo, il piccolo presidio portoghese non oppose alcuna resistenza armata all'invasione, la popolazione locale si dimostrò generalmente benevola con gli Alleati e le autorità locali iniziarono una tacita cooperazione con gli occupanti. La maggior parte delle truppe olandesi e un plotone della 2nd Independent Company furono schierate nella zona portoghese di Timor, dispiegate in una serie di piccoli distaccamenti in lungo e in largo per il territorio.
La parte portoghese di Timor non era originariamente inclusa nei progetti di invasione delle forze giapponesi, ma la mossa degli australiano-olandesi portò l'alto comando di Tokyo a pianificare l'occupazione anche di essa.. I governi portoghese e britannico raggiunsero un accordo in base al quale le unità alleate si sarebbero ritirate da Timor est non appena i rinforzi portoghesi fossero arrivati dal Mozambico; il contingente di rinforzo salpò da Lourenço Marques il 28 gennaio 1942, ma l'invasione giapponese giunse ben prima del suo arrivo..
Preludio all'invasione
Nel gennaio 1942, le forze alleate dislocate a Timor costituivano un collegamento chiave tra l'Australia e i possedimenti olandesi, parte dell'American-British-Dutch-Australian Command sotto il comando del generale britannico Archibald Wavell; l'aeroporto di Penfui costituiva un collegamenti vitale per le forze statunitensi impiegate in combattimento contro i giapponesi nelle Filippine. Uno stato maggiore australiano arrivò a Kupang il 12 febbraio 1942, e il generale di brigata William Veale divenne il nuovo comandante in capo delle forze alleate nell'isola; per quella data, tuttavia, molti dei membri originari della Sparrow Force erano stati messi fuori combattimento dalla malaria e dalle altre malattie favorite dal clima tropicale dell'isola.
Penfui fu bombardata da aerei giapponesi il 26 e il 30 gennaio, ma queste incursioni furono contrastate di caccia Curtiss P-40 Warhawk dell'United States Army Air Forces che decollavano dalla non distante base di Darwin in Australia. Più avanti alla fine del mese, giunsero a rinforzo della guarnigione altri 500 soldati olandesi e una batteria di cannoni antiaerei britannici, con altre truppe australiane e statunitensi pronte a essere sbarcate nel mese di febbraio
La morsa su Timor si stava però stringendo. Il 23 gennaio i giapponesi avevano conquistato Rabaul e il 3 febbraio seguente presero anche Ambon, distruggendo tanto la Gull Force quanto la Lark Force.; il 16 febbraio, invece, un convoglio di rifornimenti alleato diretto a Kupang finì sotto un violento attacco aereo giapponese, dovendo invertire la rotta e rientrare a Darwin senza aver scaricato alcun equipaggiamento a destinazione. Divenne evidente che la Sparrow Force non era più rinforzabile, e che i giapponesi erano pronti al loro prossimo passo nella conquista delle Indie olandesi.
La battaglia Gli sbarchi a Dili Nella notte tra il 19 e il 20 febbraio, soldati del 228º Reggimento fanteria dell'Esercito imperiale giapponese al comando del colonnello Sadashichi Doi iniziarono a sbarcare attorno a Dili nella zona portoghese di Timor; la forza di invasione giapponese venne scambiata inizialmente per le navi trasportanti i rinforzi portoghesi salpati dal Mozambico, e gli Alleati furono colti completamente di sorpresa dall'attacco: ad ogni modo, gli australiano-olandesi erano ben preparati e la guarnigione di Dili iniziò un'ordinata ritirata nelle regioni dell'interno coperta da una sezione di 18 uomini della 2nd Independent Company stazionata all'aeroporto della città. Secondo i resoconti australiani, i commando uccisero circa 200 soldati nipponici nel corso della prima ora di scontri, per quanto i rapporti giapponesi riferirono di non più di sette perdite.
Un altro gruppo di commando australiani, la No. 7 Section, fu meno fortunata, finendo con l'incappare per caso in un blocco stradale dei giapponesi; secondo lo storico Brad Manera, nonostante si fossero arresi tutti gli australiani tranne uno furono massacrati dai giapponesi. Numericamente sopraffatti, gli australiani superstiti si ritirarono verso sud ed est sulle montagne dell'interno, mentre Van Straten e 200 soldati olandesi ripiegarono verso sud-ovest alla volta di Timor Ovest.
Gli sbarchi a Timor Ovest
Mentre erano in corso gli sbarchi a Timor, le truppe alleate nella metà occidentale dell'isola subirono pesanti attacchi dagli aerei giapponesi, che spinsero infine il piccolo distaccamento di velivoli della RAAF a decollare alla volta dell'Australia. Il posto di comando del generale Veale era collocato all'aeroporto di Penfui a est di Kupang, difeso dalla Compagnia C del 2/40th Battalion e dalla batteria antiaerea britannica, con il resto del battaglione australiano schierato a difesa delle spiagge a nord-est di Kupang e alcuni reparti olandesi a ovest della città; la riserva era rappresentata dalla Compagnia D del 2/40th Battalion, di base all'interno di Kupang stessa, mentre le unità logistiche del battaglione erano situate nella cittadina di Babau più a est..
I bombardamenti furono seguiti dallo sbarco alle prime luci dell'alba del corpo centrale delle forze del colonnello Doi, due battaglioni del 228º Reggimento giapponese e della 1ª Kaigun Tokubetsu Rikusentai di Kure (la fanteria di marina nipponica), per un totale di uomini appoggiati da cinque tankette Type 94 TK; i giapponesi presero terra incontrastati lungo l'indifesa costa sud occidentale dell'isola, e iniziarono a muovere verso nord in tre colonne tagliando fuori i reparti olandesi schierati a occidente e attaccando le postazioni del 2/40th Battalion australiano a difesa di Penfui. Una compagnia giapponese si aprì la strada in direzione nord-est verso Usua, al fine di tagliare la via di ritirata delle truppe alleate; in risposta, il quartier generale della Sparrow Force fu subito spostato più a est, a Champlong.