La distruzione della flotta napoletana avvenne la sera dell'8 gennaio 1799, quando fu data alle fiamme dal commodoro Donald Campbell, comandante del vascello Afonso de Albuquerque e diretto sottoposto dell'ammiraglio marchese di Nisa, comandante in capo della squadra portoghese del Mediterraneo.

L'ordine fu impartito contravvenendo alle disposizioni dell'ammiraglio Nelson, in base alle quali la flotta avrebbe dovuto essere distrutta solo in procinto della cattura da parte dei francesi.

Gli incendi terminarono l'indomani, 9 gennaio, con l'affondamento delle maggiori unità della Real Marina.

Storia Furono dati alle fiamme e affondati i vascelli Guiscardo, Partenope e Tancredi (tutti da 74 cannoni), il San Gioacchino (64 cannoni) la fregata Pallade (40 cannoni), la corvetta Flora (24 cannoni), bruciate cinque lance cannoniere e due bombardiere, mentre la Cerere fu depredata e abbandonata alla deriva in mare aperto.Cfr. in Castello Vanacore, Quell'Armata di mare nata a Castellammare, voluta da Acton per fare grande Napoli, su “la Repubblica” del 26 dicembre 2016.

Il vicario generale Francesco Pignatelli, rimasto a Napoli, se ne lamentò direttamente con Nelson, il quale chiese informazioni al marchese di Nisa e al commodoro Donald Campbell disapprovandone l'operato con una dura reprimenda e dovendo scusarsene personalmente con Ferdinando IV di Napoli e Giovanni ActonThe Dispatches and Letters of Vice Admiral Lord Viscount Nelson, tuttavia ogni provvedimento punitivo come il deferimento alla corte marziale fu sospeso dietro richiesta della regina consorte di Napoli Maria Carolina.Cfr. a p. 252 in Francesco Frasca, Il potere marittimo in età moderna. Da Lepanto a Trafalgar

Note

Bibliografia Mariano d'Ayala. Le vite dei più celebri capitani e soldati napoletani. Napoli, Stamperia dell'Iride, 1843. Giuseppe de Luca. L'Italia meridionale e l'antico reame delle Due Sicilie. Descrizione geografica, storica e amministrativa. Napoli, Stabilimento Classici Italiani, 1860. Antonio Formicola, Claudio Romano, Napoli 9 gennaio 1799: una Flotta in fumo, Supplemento alla Rivista Marittima, Roma, Gen/1999. Antonio Formicola, Claudio Romano, La Base Navale di Napoli, dalle origini ai giorni nostri, Supplemento alla Rivista Marittima, Roma, Apr/1995; Antonio Formicola, Claudio Romano, Pittori di Marina alla Corte dei Borbone di Napoli, Supplemento alla Rivista Marittima, Roma, Apr/2004; Antonio Formicola, Claudio Romano, Storia della Marina da Guerra dei Borbone di Napoli - vol. I - 1734-1799, Uff. Storico M.M. Roma, 2005; Antonio Formicola, Claudio Romano, Storia della Marina da Guerra dei Borbone di Napoli - vol. II, tomo I: 1799-1815, tomo II 1815-1830, Uff. Storico M.M. Roma, 2010. Virgilio Ilari, Piero Crociani e Giancarlo Boeri,Le Due Sicilie nelle guerre napoleoniche (1800-1816), Roma, USSME, 2008, II, pp. 879–942 ("La Real Marina (1800-1815)". Ruello Majolo. L'Accademia Borbonica della Real Marina delle Due Sicilie ed.f.c. Ass. Nunziatella, Napoli, 1994. Benedetto Maresca. La marina napoletana nel secolo XVIII. Napoli, Pierro, 1902. Lamberto Radogna, Storia della Marina militare delle Due Sicilie 1734-1860, Milano, Mursia, 1978. ISBN 88-425-8753-2 Lamberto Radogna Cronistoria unità da guerra Marine preunitarie Roma, Uff. Storico M.M. 1981.

Voci correlate Battaglia del Canale di Procida (1799) Ferdinando I delle Due Sicilie Francesco Caracciolo (ammiraglio) Francesco Pignatelli, marchese di Laino Repubblica Napoletana (1799)

Collegamenti esterni

Il 1799 a Procida

Marinha Real Portuguesa (1798 - 1800). Esauadra Portuguesa do Mediterrâneo (Bloqueio à ilha de Malta e ao porto de Nápoles)

Categoria:Guerra nel 1799 Canale di Procida Categoria:Repubblica Napoletana (1799)