Il Museo del viaggio Fabrizio De André è un museo e centro di documentazione della cultura Rom e Sinti, inaugurato nel 2011 a Milano all'interno del campo comunale del quartiere di Rogoredo, nella periferia sud di Milano. È il primo museo italiano dedicato a questo soggettoLaura Carli, Museo del viaggio Fabrizio De Andrè in “Vulcano”, 22 ottobre 2011 http://vulcanostatale.it/2011/10/1382/. ed espone documentazione e oggetti della tradizioneUn museo della cultura rom dedicato a Fabrizio De Andrè in "La Repubblica Milano.it", 01/10/2011 https://milano.repubblica.it/cronaca/2011/10/01/foto/un_museo_della_cultura_rom_dedicato_a_fabrizio_de_andr-22514047/2/.. Il museo è stato voluto dalla famiglia Bezzecchi ed è gestito dalle Cooperative Opera Nomadi Milano e Romano Drom.

Storia Il museo è stato inaugurato il 7 ottobre 2011Programma dell'evento in Rom: Milano - Museo del Viaggio - apre un Museo Rom dedicato a Fabrizio de Andrè in http://nazionerom.blogspot.com/2011/10/rom-milano-museo-del-viaggio-apre-un.html, 7 ottobre 2011. ed è il primo museo italiano dedicato alla cultura Rom e Sinti. Il museo parte dall'iniziativa della famiglia Rom Bezzecchi, composta da Goffredo Bezzecchi, sopravvissuto al Porrajmos, lo sterminio del popolo Rom da parte della Germania nazista, da sua moglie Antonia e dai loro figliFoto di Goffredo e Antonia Bezzecchi in Un museo della cultura rom dedicato a Fabrizio De Andrè ne "La Repubblica Milano.it", 01/10/2011 https://milano.repubblica.it/cronaca/2011/10/01/foto/un_museo_della_cultura_rom_dedicato_a_fabrizio_de_andr-22514047/2/; in particolare l'idea è stata del figlio di Goffredo, Giorgio Bezzecchi, esponente della comunità Rom di Pavia, città nella quale è professore universitario, che ha contribuito all'ideazione del museo in collaborazione con Maurizio Pagani (presidente dell'Open Nomadi), Umberto Zandrini (Consorzio Sir) e con Cooperativa Romano Drom, Cooperativa Arca di Moè e con il sostegno della Fondazione Cariplo. Il progettista del museo è l'architetto Daniele Brandolino.

Il sostegno del museo da parte della Fondazione Cariplo si inserisce nell'ambito del progetto di inclusione sociale "Dallo stereotipo negativo alla conoscenza" che ha coinvolto Consorzio SiR, la cooperativa Romano Drom e l'Opera Nomadi MilanoIn carovana alla scoperta dei ROM sul sito della Fondazione Cariplo, 12/10/2011 http://www.fondazionecariplo.it/it/news/servizi/in_carovana_alla_scoperta_dei_rom.html.. Questo progetto ha permesso la creazione del museo come polo permanente di produzione culturale, con un centro di documentazione disponibile per studiosi e scolaresche, una scuola di cultura e musica romanì, spazi dedicati alla proiezione di film e un servizio di ristorazione. Il valore aggiunto dell'iniziativa risiede anche nella partecipazione attiva degli ospiti del campo, che accompagneranno i visitatori alla scoperta del popolo ROM.

Intitolazione a Fabrizio De André

La dedica del museo a Fabrizio De André nasce dalla collaborazione di Giorgio Bezzecchi con De André per l'album Anime salve; Bezzecchi ha collaborato alla stesura del testo della canzone Khorakanè (A forza di essere vento) del cantautore ligure, dedicata proprio al popolo Rom, e in particolare ha scritto la parte finale del brano, cantata in lingua romaníLa dedica è approvata dalla Fondazione Fabrizio De André Onlus. Silvano Rubino, Nasce il primo museo Rom. Nel campo di via Impastato un'innovativa struttura intitolata a Fabrizio De André in Rivista “Vita”, 6 ottobre 2011..

La Famiglia Bezzecchi e il campo comunale di via Impastato Il museo è collocato all'interno del campo comunale di via Impastato e – come sottolinea Giorgio Bezzecchi – la vista permette di entrare nel campo, di osservare come vivono le persone e interagire. Nel campo di via Impastato vive principalmente la famiglia Bezzecchi, una famiglia di Rom Harvati provenienti dalla Slovenia.

Goffredo Bezzecchi e sua moglie Antonia – genitori del direttore del museo Giorgio Bezzecchi – durante la seconda guerra mondiale sono stati internati nel campo di internamento di Tossicia in Abruzzo. Goffredo Bezzecchi – detto Mirco – nasce nel 1938 a Postumia in Slovenia con la madre rom harvati, proveniente dall'Istria e già perseguitata dagli Ustascia croati. Viene arrestato nel 1940 da bambino, la sua casa a Udine viene bruciata, viene portato nella risiera di San Sabba ed è poi internato nel campo di Tossicia in provincia di Teramo fino al 1943. Viene poi trasferito sull'Isola di Lipari da cui riesce a fuggire; nel 2018 il Senato italiano ha offerto a Goffredo Bezzecchi una targa di riconoscimento per onorare la sua condizione di ex-deportato e non dimenticare il Porrajmos. I genitori della moglie Antonia Bezzecchi vengono deportati nel campo di sterminio di Birkenau da cui non faranno ritorno; la zia di Goffredo Bezzecchi riesce a tornare da Birkenau ma in terribili condizioni fisiche e psicologiche. Goffredo Bezzecchi diventa poi giostraio, spostandosi con le giostre fino al 1966 quando affitta con regolare contratto un terreno demaniale in via Bonfadini a Milano. Il comune richiede il terreno di via Bonfadini per la realizzazione della Tav e alla Famiglia Bezzecchi viene concesso intorno al 2003 con un nuovo contratto il terreno di via Impastato, un quadrato di terra tra via Impastato, via Rogoredo, la tangenziale est e l'anello di prova per i treni del deposito di Rogoredo della metropolitana linea 3; il comune come servizio realizza solo una barriera alta circa 3 metri per impedirne la vista del campo agli abitanti del quartiere. La ghiaia, la strada e gli allacciamenti alla rete idrica e elettrica sono realizzati dagli abitanti, che pagano un affitto per il terreno di un euro a persona (ultimo aggiornamento 2014). Le persone che vivono nel campo sono principalmente membri della famiglia allargata dei Bezzecchi e vi sono famiglie giovani con lavori precari e temporanei che hanno un reddito estremamente modesto.

Collezione

Il museo ha sede all'interno del campo comunale di Rogoredo in un locale prefabbricato appositamente dedicato, ristrutturato e arredato. All'interno del museo è raccolta documentazione sulla cultura Rom e Sinti con pubblicazioni, immagini, testi, materiali audiovisivi e oggetti della tradizioneInaugurato il Museo del Viaggio Fabrizio De Andrè in “Terre di mezzo” https://www.terre.it/approfondimenti/inaugurato-il-museo-del-viaggio-fabrizio-de-andre/.. Sono raccolte all'interno del museo anche tesi di laurea sul tema e vi sono tutti i numeri della rivista Lacio Drom che per prima in Italia si è occupata della cultura Rom e Sinti.

Il museo si indirizza in particolare a scolaresche e ricercatori. L'esperienza della visita del museo non è solo l'occasione di accedere a dei documenti ma la possibilità di entrare nel campo regolare di Rogoredo, incontrare le persone e vedere come le famiglie hanno vissuto nel corso del tempo, nei diversi tipi di abitazioni. La collezione del museo include una tradizionale carovana (kampina) che veniva trainata da cavalli ed era in uso fino agli anni Settanta, roulotte, camper, monoblocco e prefabbricati, che permettono di comprendere i diversi modi di abitare dei RomGiorgio Bezzecchi presenta in un video il Museo del viaggio in Campo rom di via Impastato, Museo del viaggio - Milano, video di Elisa Murgese, 25 maggio 2014.. Nella carovana restaurata sono allestiti materiali multimediali che ripercorrono la storia della comunità dal Novecento ad oggi. Come spiega Giorgio Bezzecchi, solo una piccola percentuale della comunità è nomade e tendenzialmente per ragioni di lavoro; la maggior parte delle persone sono stanziali, ma con una filosofia di vita nomadica che ha un diverso concetto di spazio e di territorio e dei valori diversi.

Il museo è anche un centro di ricerca che accoglie ricercatori e fa consulenze. Inoltre organizza laboratori, incontri, conferenze, eventi e dei corsi di cultura e lingua Rom curati da Giorgio Bezzecchi e dei corsi di musica curati dal maestro Jovica JovicLaura Carli, Museo del viaggio Fabrizio De Andrè in “Vulcano”, 22 ottobre 2011 http://vulcanostatale.it/2011/10/1382/ e Silvano Rubino, Nasce il primo museo Rom. Nel campo di via Impastato un'innovativa struttura intitolata a Fabrizio De André in Rivista “Vita”, 6 ottobre 2011.. Il sito del museo presenta in una sessione dedicata al centro di documentazione virtuale una bibliografia sulla cultura Rom e SintiCentro di documentazione virtuale del Museo del Viaggio http://museodelviaggiorom.blogspot.com/p/museo-virtuale.html.

Il museo ha inoltre una sezione separata a Isernia in Molise di cui è responsabile Concetta SarachellaMuseo del viaggio “Fabrizio De Andrè” in “Rom e non rom: Insieme si può” https://romenonrominsiemesipuo.com/museo-del-viaggio-fabrizio-de-andre/ , consultato 20 gennaio 2020.. Concetta Sarachella (nata nel 1982) è inoltre una stilista e designer di moda (in arte Sara Cetty, che in un'intervista del 2015 spiega che i suoi abiti "parlano della mia cultura, tra colori accesi, pizzi, balze e ricci"Deborah Palmerini, Concetta Sarachella, stylist contro i pregiudizi, 28 marzo 2015.) ed è mediatrice culturale, vicepresidente della Cooperativa Romano Drom onlus e presidente dell'Associazione "ROWNI - Roma Women Network Italy onlus"Tino Colacillo, a Concetta Sarachella, in arte Sara Cetty, stilista Rom italiana e attivista sociale La giovane artista vive a Isernia in Molise e ha all'attivo numerose sfilate ed esposizioni oltre ad un forte impegno sociale contro il razzismo in "Notizie Nazionali.it", 17/01/2017.. Nel Museo del viaggio sono esposti 20 abiti provenienti da 20 diverse comunità e tra questi è esposto anche un abito di Sara Cetty dedicato a Fabrizio De AndréRoxana Ionita, Concetta Sarachella, la stilista rom: “Il pregiudizio nasce dalla non conoscenza” in "Il giornale digitale", 9 giugno 2015..

Note

Voci correlate Rom Sinti

Altri progetti

Collegamenti esterni Sito del museo del viaggio Fabrizio De André.

Categoria:Musei di Milano Categoria:Popolazione romaní