La battaglia di Pozzolo (nota anche come passaggio del Mincio o battaglia di Monzambano) è stata combattuta il 25 dicembre 1800 tra le truppe francesi al comando del generale Brune e quelle austriache del generale Bellegarde. La battaglia rappresenta l'ultimo scontro di rilievo tra forze repubblicane ed imperiali nel corso della guerra della Seconda coalizione in Italia. Infatti, dopo la vittoria francese, gli austriaci firmarono un armistizio, seguito da un trattato di pace l'anno seguente.
Il passaggio del Mincio è uno degli scontri riportati sotto all'Arco del Trionfo di Parigi, dove viene rappresentato dalla scritta "LE MINCIO".
Contesto
Dopo un anno di intense lotte per il dominio nell'Italia settentrionale, la discesa di Napoleone in Italia aveva messo fine alla disputa tra repubblicani e forze della coalizione: in meno di un mese, il Primo console aveva valicato le Alpi, occupato Milano ed inferto una decisiva sconfitta all'armata austriaca sotto il comando del generale Melas a Marengo il 14 giugno 1800. Il giorno dopo, il generale Berthier raccolse la resa degli imperiali, che firmarono una convenzione, poi ratificata nei giorni seguenti, e posero temporaneamente fine alle ostilità tra le due parti.... Lo stesso sarebbe accaduto in Germania qualche giorno dopo..
Come stabilito nel testo della convenzione, le forze austriache in Italia evacuarono il Piemonte, la Liguria ed il grosso della Lombardia ritirandosi dietro al Mincio mentre i francesi occuparono la Pianura Padana sino all'Oglio... Il generale Melas, dopo la sconfitta subita, aveva dato le proprie dimissioni ed aveva affidato il comando della sua armata al generale Bellegarde.. Napoleone, invece, dopo il trionfo aveva abbandonato l'Italia lasciando la gestione dell'esercito ai generali Brune e Massena.
Antefatti
Nonostante la sconfitta in Italia, la corte viennese si rifiutò di ratificare gli accordi di pace proposti dai francesi,. in parte anche a causa degli ingenti finanziamenti del Regno Unito, più che disposto a finanziare gli sforzi bellici austriaci. L'armistizio sarebbe scaduto il 7 settembre ma le due potenze trovarono un accordo a Hohenlinden il 21 settembre per posticipare ulteriormente l'inizio delle ostilità di 45 giorni.. Così come era successo in Germania, anche in Italia, l'armistizio era stato esteso tramite una convenzione firmata a Castiglione, sempre della valenza di 45 giorni.. Le due parti, durante le trattative di pace, non erano rimaste immobili ed avevano iniziato a rinforzare le loro posizioni.. I francesi rinforzarono l'Armata del Reno di Moreau, portandola ad un totale compreso tra i . e i uomini,. e spostando l'armata gallo-batava sotto il comando di Augereau lungo il Meno mentre altri uomini sotto il comando di Macdonald furono inviati nel canton Grigioni.. L'Armata d'Italia venne portata a uomini, dei quali circa altri guidati da Miollis e Murat inviati verso l'Italia centro-meridionale. Gli austriaci, dopo aver sostituito il generale Kray con l'arciduca Giovanni, si mossero simmetricamente, rafforzando le loro difese lungo l'Inn e lungo il Meno; lasciarono la guida delle truppe nel Tirolo al generale Hiller con circa soldati e fortificarono ulteriormente il Mincio. Era piuttosto chiaro che il fronte principale sarebbe stato quello tedesco, lasciando l'Italia e il fronte alpino in secondo piano.Brune approfittò dell'armistizio per far occupare militarmente la Toscana dal generale Dupont.. Invece, verso la fine di novembre, Napoleone decise di spostare le forze di Macdonald in Italia, facendo loro attraversare il passo dello Spluga. La marcia dei francesi, svoltasi tra le cime alpine e alle porte dell'inverno, fu complicata dalle rigide temperature e dalle abbondanti nevicate ma si rivelò un successo: Macdonald raggiunse a Chiavenna il 6 dicembre, dopo una settimana di marcia.. L'arrivo di queste nuove forze a coprire il fianco sinistro dell'Armata d'Italia fu poi essenziale per impedire alle forze austriache nel Tirolo di scendere in Pianura e rafforzare l'esercito di Bellegarde, andando a bloccare il passo del Tonale il 22 dicembre.. La ripresa delle ostilità in Italia era fissata per il 5 dicembre, e le due parti avevano iniziato i preparativi con largo anticipo ma nessuno sembrava intenzionato a fare la prima mossa. Fu solo il 17 dicembre, dopo una forte ricognizione di Bellegarde su tutto il fronte francese che iniziarono le prime scaramucce ed i primi scontri..
Nel frattempo, sul fronte tedesco, la situazione si stava evolvendo in maniera decisamente favorevole ai francesi e le notizie iniziarono a filtrare anche in Italia: dopo un primo scontro ad Ampfing, terminato con una ritirata dei francesi, le forze di Moreau avevano messo in rotta l'esercito austriaco, trionfando nettamente sugli imperiali ad Hohenlinden. Frantumata la resistenza dell'esercito asburgico, l'armata di Moreau avanzava direttamente verso Vienna, trovando poca resistenza al suo passaggio.. La sconfitta di Hohenlinden impedì a Hiller di scendere in Valtellina a contrastare Macdonald. e convinse Brune a passare all'offensiva: il 20 dicembre i francesi, prima stanziati dietro all'Oglio, avanzarono sino al Mincio, ponendo le proprie riserve a Castiglione.. Nei giorni successivi, Brune si decise a passare il Mincio: ritenendo potenzialmente pericoloso tentare l'impresa nei pressi di Mantova, iniziò a valutare la possibilità di effettuare il passaggio nei pressi di Pozzolo..
Gli schieramenti
L'esercito francese
Prima della discesa di Macdonald in Italia, l'armata del generale Brune era il risultato della fusione di due diverse armate: l'Armata d'Italia, che sotto Massena aveva affrontato gli austriaci in Liguria quello stesso aprile, e l'Armata di Riserva, che vinto la battaglia di Marengo sotto Bonaparte.. Nominalmente questo esercito aveva circa uomini, tuttavia una consistente parte di essi, circa , era ricoverato a causa delle malattie o delle ferite ricevute nel corso della precedente campagna.. Al momento della ripresa delle ostilità, Brune poteva contare su circa soldati e uomini a cavallo stipati tra l'Oglio ed il lago d'Idro, a cui si aggiungevano cisalpini sotto il generale Lechi. 60 pezzi di artiglieria andarono a formare la riserva mentre gli altri 100 a disposizione di Brune furono distribuiti tra le varie divisioni dell'esercito..
L'organizzazione dell'esercito era la seguente: ci sarebbero state due ali, un centro ed una forte riserva. Ognuno di questi sarebbe stato composto da due divisioni. A queste forze si aggiungevano le divisioni di cavalleria e dei dragoni. L'ala destra dell'esercito sarebbe stata sottoposta al comando del generale Dupont, il centro sarebbe spettato a Suchet, l'ala sinistra a Moncey mentre la riserva sarebbe stata comandata dal generale Michaud. Le forze di avanguardia erano sotto il comando di Delmas. La sinistra si posizionò a Monzambano, il centro a Volta mentre la destra era posizionata tra Goito e Castellucchio..
Sebbene inizialmente Dupont fosse non molto distante da Mantova, Brune lo richiamò a sé, collocandolo molto più vicino al centro di Suchet: l'idea era di sfruttare la sua ala per creare una testa di ponte a Pozzolo da usare come diversivo mentre il grosso del suo esercito, sotto la copertura dell'artiglieria, sarebbe passato sull'altra sponda del fiume a Monzambano..
L'esercito austriaco
L'armata austriaca in Italia aveva complessivamente uomini, la maggior parte dei quali sotto il diretto controllo di Bellegarde lungo la linea del Mincio. Un altro gruppo consistente, sotto il comando del generale Sommariva, era dispiegato in Tirolo, pronto a scendere nelle valli dell'alto bresciano.. Vukassowich, con le divisioni di Laudon e Dedowich, formava la linea da Riva al Tonale, collegandosi sulla sua destra, verso Glorenza, con il corpo del Tirolo Settentrionale che dipendeva dall'esercito tedesco.. Il movimento di Macdonald sul Tonale vanificò ogni possibile iniziativa austriaca nell'alto bresciano e nell'alto bergamasco..
La linea del Mincio, costellata di ridotte e trincee, era protetta da cento cannoni e due fortezze alle sue estremità. La sua sinistra appoggiava su Mantova e sul Po, la sua destra su Peschiera del Garda. Una flottiglia armata era stata messa a protezione di Sirmione e del Garda.. L'avanguardia, comandata dal conte Hohenzollern, si era trincerata sulla riva destra del Mincio, spingendo avamposti da Desenzano a Borgoforte. Dopo l'avanzata dei francesi nel mantovano, l'intero esercito si trovava sulla sponda veneta del fiume.
Nel complesso, Bellegarde aveva a disposizione circa uomini, dei quali oltre erano soldati di cavalleria. Oltre alla già citata avanguardia di Hohenzollern, vi erano i due corpi dei generali Kaim e O'Reilly, coperti dalla riserva del generale Schellenberg. Quest'ultimo, ammalatosi, venne sostituito dal fratello di Bellegarde, anch'egli un generale dell'esercito austriaco. A completare l'esercito vi erano i due corpi di Vogelsang e Saint-Julien, di e uomini rispettivamente.
La battaglia
25 dicembre: Dupont resiste a Pozzolo
Il piano dei francesi, nel complesso era molto semplice: Dupont avrebbe effettuato un'azione diversiva nei pressi di Pozzolo, passando il Mincio ed attirando a sé il nemico mentre tutto il resto dell'esercito, coperto dal fuoco di 40 cannoni sotto il generale Marmont, avrebbe attraversato il fiume a Monzambano, ritenuto un guado migliore. In questo modo, così dicevano le istruzioni di Bonaparte, l'esercito francese con la complicità di Macdonald, sarebbe riuscito ad isolare il grosso dell'armata austriaca dalla propria ala destra, ottenendo un grande vantaggio.. Quello che non era stato ben calcolato dai repubblicani era l'impatto che le condizioni climatiche avrebbero avuto sulla loro tabella di marcia: le piogge avevano ingrossato il Mincio e reso fangose le strade, ritardando così tanto i movimenti dell'esercito che lo stesso Brune diede l'ordine di posticipare tutte le operazioni al 26 dicembre....
Nel frattempo Dupont aveva già iniziato la propria manovra diversiva: aveva fatto costruire dei ponti a Mulini della Volta ed aveva condotto l'ala destra oltre al fiume. Coperti dal fuoco di due batterie di cannoni e dai moschetti della divisione Watrin, gli uomini del colonnello Macon avevano cacciato le postazioni austriache nei pressi del fiume e stabilito una solida testa di ponte sull'altra sponda del fiume.. La manovra di Dupont, senza il contemporaneo attraversamento da parte del resto dell'esercito, metteva i francesi in una posizione molto pericolosa: senza il necessario supporto da parte del resto dell'esercito, rischiavano di venire travolti dai reparti austriaci che, complice la netta superiorità numerica, li avrebbero potuti schiacciare contro il fiume ed annientare..