Origini del cognome Fu noto anche con i cognomi MussoliniM.Zeni, La moglie di Mussolini, Trento, Effe e Erre, 2005 e Bernardi, dal nome del padre adottivo e tutore, Giulio Bernardi, podestà di Levico (Trento), che ottenne dal Ministero della Giustizia con decreto del 14 luglio 1932 la autorizzazione a pubblicare la domanda con cui si chiedeva che Benito Albino Mussolini, nato il 16 novembre 1915Data errata, riferibile alla data con cui fu denunciata la nascita all'anagrafe dalla mamma Ida Dalser, potesse cambiare il cognome in quello di Bernardi.Carlo Piu, Mombello di Limbiate Passato e presente di una comunità delle Groane, pag.124 , Associazione Padre Monti, Divisione Stampa Digitale, Saronno, maggio 2010
Biografia Secondo la ricostruzione del giornalista Marco Zeni, basata su documenti riguardanti la Dalser, il bambino venne riconosciuto a Milano dal padre l'11 gennaio del 1916, con atto del notaio Giuseppe Buffoli di Monza, così come riportato da annotazione trascritta l'8 aprile 1916 nel registro delle nascite del Comune di MilanoCarlo Piu, Mombello di Limbiate Passato e presente di una comunità delle Groane, pag.122 , Associazione Padre Monti, Divisione Stampa Digitale, Saronno, maggio 2010. Tuttavia l'atto di riconoscimento non è mai stato trovatoSulla rivista Storia illustrata, Arnoldo Mondadori Editore, numero 259, giugno 1979, nell'articolo Gli arricchiti all'ombra di Palazzo Venezia di Silvio Bertoldi, nella pagina 97, viene citato un certificato del comune di Milano, del 21 ottobre 1916, nel quale si dichiara: "... la famiglia del militare Mussolini Benito è composta dalla moglie Dalser Ida e di numero 1 figli ..."Sulla rivista Historia, nell'articolo citato in bibliografia, si fa sempre riferimento a un documento del comune di Milano, verosimilmente il medesimo della nota precedente, riportato in forma più estesa: "Il sindaco del suddetto comune attesta che la famiglia del militare Mussolini è composta da moglie e da numero uno figli e ha diritto pel primo lunedì al soccorso di lire 7,70 e per ogni lunedì successivo di lire 2,45 [...] Li 21 ottobre 1916"..
Nel 1925 Benito Mussolini, da circa tre anni capo del governo, nello stesso anno del suo matrimonio religioso con Rachele Guidi, avrebbe assegnato al piccolo Benito Albino una dote di centomila lire in Buoni del TesoroFonte: Maria Antonietta Serena, articolo citato in bibliografia. La cifra, rapportata al potere di acquisto dell'anno 2007 (ultimo anno disponibile) secondo i coefficienti di trasformazione Istat, equivale a circa 73.000 Euro. ma, al di fuori di questa elargizione, non si occupò direttamente del bambino. I rapporti con Benito Albino furono invece tenuti dal fratello del Duce, Arnaldo, che ebbe nei confronti del nipote un comportamento affettuoso.
Benito Albino visse con la madre in varie località fino al 1926, quando la donna, che non aveva rinunciato a proclamarsi legittima consorte del capo del fascismo, fu internata nel manicomio di Pergine Valsugana e, successivamente, in quello di San Clemente nella laguna veneziana. Dopo il primo ricovero coatto della madre, il bambino fu mandato in collegio prima a Moncalieri dai padri Barnabiti poi, dopo la morte improvvisa dello zio Arnaldo, nel 1931, in un collegio di minore prestigio. Nel 1932 fu adottato, su ordine di Mussolini, da Giulio Bernardi, commissario prefettizio di Sopramonte, che ne divenne anche il tutore. Benito Albino non riuscì mai più a rivedere la madre e, secondo Zeni, sarebbe vissuto nel desiderio costante di essere riconosciuto dal padre.
Dopo aver frequentato il corso di telegrafiaNel medesimo numero della rivista Storia illustrata, citato nella nota precedente, nella pagina 96, compaiono due foto: una di Ida Dalser, l'altra di Benito Albino nella divisa della Regia Marina. Sul berretto del ragazzo si legge la scritta "TELEGRAFISTI". a La Spezia, insieme a Giacomo Minella, nipote del padre adottivo, si arruolò nella Regia Marina e si imbarcò con il compagno sull'esploratore Quarto, in navigazione verso la Cina. Secondo le testimonianze di Minella, Benito Albino manifestò più volte ai commilitoni la sua stretta parentela con il Duce.
Ricovero nell'ospedale psichiatrico di Mombello di Limbiate Fatto rimpatriare nel 1935 con uno stratagemma, fu anch'egli fatto rinchiudere in un istituto psichiatrico, a Mombello di Limbiate (l'allora manicomio provinciale di Milano). I fatti riguardanti le modalità del suo ingresso nell'istituto non sono chiari, sebbene siano stati individuati tutti i responsabili.
La cartella clinica non è mai stata trovata o comunque non è mai stata resa pubblica.
Secondo lo storico locale Carlo Piu «Il ricovero venne fatto passare come volontario, il giovane fu internato nel padiglione degli agitati “Chiarugi” nonostante dall’esame psichiatrico effettuato all'ingresso del paziente risultasse testualmente che “Il paziente presta attenzione all’interrogatorio: la percezione è pronta; è orientato; memoria di fatti antichi e lontani conservata”citazione tratta da: Carlo Piu, Mombello di Limbiate Passato e presente di una comunità delle Groane, pag.127 , Associazione Padre Monti, Divisione Stampa Digitale, Saronno, maggio 2010». È noto anche che Albino Benito fosse scappato il 27 gennaio 1936 dal nosocomio: fu catturato a Solaro (Milano) mentre tentava di telefonare.
Nel 2026, è stato svelato il documento con cui il Comune di Limbiate attesta il pagamento con cui l'Ospedale Psichiatrico di Mombello paga lire 331,50 per il funerale civile di terza classe del giorno 29 agosto 1942, ore 9:30. Nel registro dei defunti della parrocchia Sant’Antonio da Padova a Mombello risulta ancora il nome di Benito Bernardi alla data del decesso, 26 agosto 1942.
La morte del giovane, secondo le cartelle cliniche ritrovate, sarebbe da imputare alle ripetute iniezioni di insulina, che lo mandarono ripetutamente in coma, sino a provocarne il decesso.Secondo la testimonianza di Riccardo Paicher, cognato di Ida Dalser, l'espressione usata per descrivere la causa del decesso fu marasma una sorta di estremo deperimento organico. Fonte: Maria Antonietta Serena, articolo citato in bibliografia. Nell'articolo di Rendina (vedi "Collegamenti esterni") la morte del giovane, secondo le cartelle cliniche ritrovate, sarebbe da imputare alle ripetute iniezioni di insulina, che lo mandarono ripetutamente in coma, sino a provocarne il decesso. È da tener presente che l'insulina era utilizzata in molti paesi, sin dal 1935, per la cura della schizofrenia. Vedi: Terapia elettroconvulsivante, sezione Storia. Nel 2006 quotidiano la Repubblica ha definito la sua scomparsa, studiata dal giornalista Alfredo Pieroni del Corriere della Sera, "un delitto di regime". I fatti penali, sequestro e maltrattamento di Albino Benito e della madre, vennero ritenuti ricadere nell'amnistia per i reati politici commessi durante il fascismo e vennero archiviati il 4 gennaio 1947.
Cinema Sulla vicenda di Ida Dalser e di Benito Albino è imperniato il film Vincere di Marco Bellocchio (2009). Nel film il ruolo di Benito Albino da bambino è ricoperto da Fabrizio Costella.
Televisione Il 14 gennaio 2005 il programma La grande storia su Rai 3 ha trasmesso un documentario curato da Fabrizio Laurenti e Gianfranco Norelli. Il 3 luglio 2009 gli è stata dedicata una puntata nella trasmissione Enigma, condotta da Corrado Augias. Il 24 gennaio 2025 compare nella quinta puntata della miniserie M - Il figlio del secolo.
Note
Bibliografia Pieroni, Alfredo. Il figlio segreto del Duce: la storia di Benito Albino Mussolini e di sua madre Ida Dalser. Milano, Garzanti, 2006. ISBN 88-11-60050-2. Serena, Maria Antonietta. L'"altra moglie" del duce. Historia, giugno 1968, numero 127, pp. 60–61. Edizioni Cino del Duca. Zeni, Marco. La moglie di Mussolini. Trento, Effe e Erre, 2004. ISBN 88-901945-0-2. Dinelli, Umberto, La Mussolina. I fuochi di una donna, le ceneri di un regime, Cierre Edizioni, 2010 Carlo Piu, Mombello di Limbiate Passato e presente di una comunità delle Groane, Associazione Padre Monti, Saronno, maggio 2010
Collegamenti esterni
Rai 3, La Grande Storia, Il segreto di Mussolini, https://www.youtube.com/watch?v=PYu71vIlGjM14 gennaio 2005.
Dalser, Benito Albino Dalser, Benito Albino Categoria:Sottufficiali e comuni della Regia Marina