L'Autobianchi A112 è un'autovettura utilitaria prodotta dalla casa automobilistica italiana Autobianchi dal 1969 al 1987.
Il contesto Nella seconda metà degli anni sessanta la FIAT si trovava a dover affrontare la preoccupante penetrazione nel mercato italiano della Mini che, dopo aver aggirato l'ostacolo dei dazi doganali con la costruzione della vettura presso gli stabilimenti della Innocenti, riscuoteva un notevole successo di vendite tra i giovani e, soprattutto, tra l'utenza femminile.
In quel segmento di mercato FIAT disponeva dell'obsoleto modello 850, non in grado di rivaleggiare per immagine e concezione tecnica con la rivoluzionaria utilitaria anglo-italiana; pertanto Dante Giacosa decise di proporre, attraverso la controllata Autobianchi, una vettura di piccole dimensioni, dall'aspetto elegante e dotata della moderna trazione anteriore.
Secondo la filosofia di Giacosa, come già avvenuto per la A111, non si trattava solamente di proporre un nuovo modello, ma anche di realizzare una sperimentazione su larga scala delle soluzioni e delle componenti meccaniche che sarebbero poi state utilizzate sulla 127, in via di realizzazione.Dante Giacosa, Progetti alla Fiat, ed. Automobilia
Nacque così il progetto "X1/2", sviluppato come "sperimentazione sul campo" del progetto "X1/4" (la futura Fiat 127).
La vettura L'Autobianchi A112 venne presentata nel 1969 al Salone di Torino, ottenendo entusiastici consensi, in particolare tra le categorie d'utenza verso le quali era indirizzata.
Il successo di vendite fu immediato e talmente consistente che, nonostante i continui ampliamenti delle linee di montaggio, per alcuni anni la produzione non riuscì a soddisfare una domanda corposa ed in costante crescita, costringendo gli aspiranti proprietari del nuovo modello a snervanti attese che in molti casi superavano i dodici mesi.
Oltre all'aspetto gradevole ed alla brillantezza delle prestazioni, anche i contenuti costi di acquisto e d'esercizio contribuirono a farne una delle automobili più diffuse e apprezzate da utenti di ogni fascia d'età. Inoltre, nel 1970, la "A112" si aggiudicò il secondo posto per il titolo di Auto dell'anno, venendo superata dalla Fiat 128.
Nella sua lunga carriera la "A112" subì molti restyling e miglioramenti, che diedero vita a otto serie successive, durante i 17 anni del periodo di produzione.
Nei primi anni ottanta, la commercializzazione in Svezia venne affidata alla Saab, che la propose come Saab Lancia A112.
Prima serie (1969-1973) Al momento dell'inizio della commercializzazione ad ottobre del 1969, l'A112 era disponibile in un'unica versione, dotata di motore FIAT 100, un quattro cilindri in linea con albero a camme laterale, con 903 cm³ di cilindrata e 44 CV di potenza massima derivato direttamente da quello della fiat 850 sport ma depotenziato con l'eliminazione del carburatore a doppio corpo. Accoppiato a un cambio manuale a 4 rapporti molto corti (a 110 km/h la vettura sfiorava i 5000 giri/min.), permetteva di toccare i 144 km/h (a fronte di "oltre 135" dichiarati) con consumi contenuti in media di 6,9 litri ogni 100 km.
Le ottime doti di accelerazione della vettura, che passava da 0 a 100 km/h in 13,7 secondi e percorreva i 400 metri con partenza da fermo in 18,874 secondiProve su strada - Autobianchi "A 112", Quattroruote febbraio 1970, fanno ritenere che il motore disponesse in realtà di una potenza superiore ai 44 CV dichiarati dalla casa costruttrice.
L'impianto frenante era di tipo misto, dischi davanti e tamburi dietro, ma privo di servofreno e con freno a mano inusualmente sulle ruote anteriori, ma venne ben presto abolito tornando al sistema tradizionale sulle ruote posteriori. Il comportamento stradale era brillante, maneggevole e con buona tenuta di strada.
L'allestimento prevedeva sedili in skai e plancia con strumentazione circolare, mentre il bagagliaio aveva una capienza di 180 litri, che potevano essere ampliati ribaltando lo schienale posteriore.
Nell'autunno del 1971, per uniformare la produzione tra la 127 e la A112, venne installato su quest'ultima lo stesso motore con 47 CV che equipaggiava la neonata 127, anche se la casa continuò a dichiarare 44 CV ancora per diverso tempo. Sempre in quell'anno, visto il successo ottenuto e le ottime doti stradali, la casa decise di ampliarne la gamma con l'introduzione delle versioni E ed Abarth. La prima presentava finiture più curate, verniciatura del tetto in colore contrastante (come sulla Mini) e dotazione più ricca, mentre la seconda era una versione sportiva realizzata dall'atelier di Carlo Abarth.
Seconda serie (1973-1975)
Nel marzo del 1973 fu introdotta la seconda serie. Vennero apportate alcune leggere modifiche. All'esterno si notavano nuovi paraurti in gomma nera con inserti cromati (anziché metallici con profilo in gomma), una diversa mascherina con "maglia" differente e nuovi cerchi ruota, mentre all'interno vennero apportate varie migliorie a plancia e sedili.
L'eredità della A112 E, venne raccolta dalla Elegant con finiture più curate e con la possibilità di equipaggiamento anche con verniciatura in tinta unica, mentre la versione base, denominata Normale conservava i paraurti in metallo con fascia in gomma.
Il modello a subire i maggiori mutamenti estetici fu lAbarth, che poteva essere ordinata anche in versione monocolore blu president, visone e salmone (in caso di bicolore a base rossa le parti verniciate in nero opaco si riducevano al solo cofano motore). All'interno, inoltre, presentava nuovi sedili con rivestimento in tessuto a scacchi per le versioni monocolore, mentre dalle fiancate scomparivano i caratteristici loghi a forma di scorpione.
Non vi furono, invece, novità tecniche: le motorizzazioni rimanevano 903 cm³ per la normale e la Elegant e 982 cm³ per l'Abarth.
L'Autobianchi, presentando la II serie, dichiarò ufficialmente la potenza di 47 CV per il motore da 903 cm³, anche se con ogni probabilità il propulsore disponeva già di 47 CV fin dall'epoca del debutto.
Terza serie (1975-1977)
La terza serie, presentata all'inizio del 1975, differiva dalla precedente per i gruppi ottici posteriori ridisegnati (con luce di retromarcia integrata su Elegant e Abarth), griglia di sfogo sul montante posteriore più ampia ed una differente conformazione dei pannelli interni posteriori che, garantendo maggior spazio trasversale, consentivano l'omologazione per 5 persone (prima era per 4). Sulla Normale i paraurti, sempre metallici, divennero neri opachi (e privi di fascia in gomma).
La gamma Abarth, per la quale sono rese disponibili anche nuove tinte (azzurro Bahamas e verde Pampa, oltre al rosso corsa) in caso di verniciatura bicolore, si ampliò con l'introduzione della versione 70 HP, spinta da un 4 cilindri di 1049 cm³ da 70 CV derivato dal 982 cm³ della 58 hp aveva quattro marce con rapporto al ponte 13/58 ed è stato l'unico modello di A112 Abarth in grado di raggiungere i 160 km/h effettivi; fu dotata già dalla prima serie di servofreno a depressione, agente sulle sole ruote anteriori e sistemato, per motivi di spazio, sulla destra del vano motore.
Sul n.234 di Quattroruote del giugno 1975 vi fu la prova su strada dell'allora campione del mondo in carica di F1 Emerson Fittipaldi La versione di 982 cm³ rimase comunque in listino col nome 58 HP. Nel luglio del 1975 la potenza della Normale venne ridotta a 42 CV, mentre nel 1976 venne tolta di listino la Abarth 58 HP.
Sempre nella prima metà del 1976 il motore della Elegant fu depotenziato a 45 hp a causa dell'introduzione delle normative sulle emissioni inquinanti. Queste le modifiche effettuate: riduzione delle fasi della distribuzione (aspirazione da 25°/51° a 17°/43°, scarico da 64°/12° a 57°/3°) e diminuzione dell'alzata delle valvole passata da 8,8 a 8,4 mm. Si adotta anche un nuovo carburatore con un diffusore da 22 mm (Weber 30 IBA 22) in luogo dell'originale da 24 mm (Weber 32 IBA 20). Questi i nuovi dati di erogazione: potenza max. 45 CV a 5600 giri/min. Coppia max. 6,5 kgm/din a 3000 giri/min.
La gamma alla presentazione della III serie era:
Normale 903 cm³ 47 hp; Elegant 903 cm³ 47 hp; Abarth 58 hp 982 cm³ 58 hp; Abarth 70 hp 1050 70 hp;
Al termine della produzione della III serie invece la gamma era diventata:
Normale 903 cm³ 42 hp; Elegant 903 cm³ 45 hp; Abarth 70 hp 1050 70 hp;
Quarta serie (1977-1979)
A Novembre 1977 nacque la A112 quarta serie, caratterizzata da importanti modifiche strutturali e meccaniche. Il padiglione venne alzato di 2 cm (sopra la linea dei gocciolatoi) per migliorare l'abitabilità, le fiancate ricevettero profili paracolpi in plastica di maggiori dimensioni, la coda e il frontale furono completamente ridisegnati, i paraurti furono realizzati (base esclusa) interamente in materiale plastico, i braccetti dei tergicristalli furono verniciati in nero opaco su tutte le versioni, gli indicatori di direzione laterali acquisirono una foggia rettangolare, le griglie di sfogo dell'aria dell'abitacolo furono notevolmente ampliate e realizzate in plastica nera, sul portellone furono applicate nuove targhette identificative ("Autobianchi" a sinistra e modello a destra).
La meccanica fu oggetto di numerose migliorie. Per le versioni normali fu messo a punto un nuovo assetto più morbido per migliorare il comfort, i rinvii ad aste del comando acceleratore furono sostituiti dal più moderno ed economico cavo Bowden, mentre ai motori 903 e 1050 si affiancò un inedito 965. Il nuovo 965 (A112.B1.000) con i suoi 48 cv a 5600 giri si dimostrava più elastico e regolare ai bassi giri rispetto al primo 903 da 47 cv, con un leggero miglioramento dei consumi. Il 903 e il 1050, escluso il nuovo comando acceleratore, restarono invariati.
L'abitacolo si presentava totalmente rinnovato, e assunse la connotazione mantenuta poi quasi invariata fino all'uscita di produzione del modello. Le portiere adottarono pannelli in plastica beige con maniglione e bracciolo integrati in un disegno "a L" e tasca portacarte con elastico, la plancia fu totalmente ridisegnata, realizzata in plastica marrone scuro e dotata di un vano portaoggetti chiuso e da una inedita sede per eventuale apparecchio radio. Sotto la plancia, dal lato passeggero, fu realizzato un secondo vano portaoggetti a giorno che comprendeva la sede per altoparlante radio mono. Nuovo il quadro strumenti di foggia squadrata, nuova la plafoniera interna unica al centro del padiglione, nuovi i rivestimenti dei sedili (disponibili con appoggiatesta trapezoidali imbottiti, rivestiti e regolabili), nuova la moquette bouclèe marrone estesa anche al bagagliaio per le versioni superiori.
La nuova gamma comprendeva tre versioni: A112, A112 E, A112 Abarth.
La A112 (nota come "Normale") era equipaggiata col 903 cm³da 42 cv. Esternamente era riconoscibile dai paraurti della versione precedente verniciati in nero, mascherina totalmente nera, cerchi 127 seconda serie con coppette nere, profili paracolpi sottili della terza serie e gruppi ottici posteriori senza luci di retromarcia. L'abitacolo conservava i sedili con telai 126, la vecchia plancia con strumenti tondi, con l'aggiunta della spia freni sopra alla pompetta lavacristallo.
La A112 E ("Elegant"), con il nuovo motore da 965 cm³ e 48 cv, presentava nuovi cerchi in lamiera stampata, luci di retromarcia, plancia e pannelli nuovi, sedili rivestiti in tessuto scozzese, leva cambio con impugnatura in plastica morbida. La dotazione di serie poteva essere arricchita con vernice metallizzata, cerchi in lega, fari alogeni, vetri atermici, contagiri, sedili anteriori con appoggiatesta, cinture di sicurezza anteriori automatiche, segnalatori d'emergenza e tergilunotto.