Il ventilatore meccanico, detto anche respiratore nel linguaggio comune, è una macchina ad utilizzo medico che insuffla nei polmoni una determinata miscela di gas e ne consente l'espirazione, in base ad una frequenza impostata ed un appropriato regime di pressioni,
È lo strumento per la ventilazione meccanica, per aumentare o sostituire la ventilazione spontanea di un individuo che presenta insufficienza respiratoria, per malattie che colpiscono il polmone o la pompa toracica. Nel trattamento dell’insufficienza respiratoria, il ventilatore polmonare ha sostituito il polmone d’acciaio.
Storia La storia del ventilatore meccanico inizia con i primi modelli di quelli che sarebbero stati successivamente chiamati polmoni d'acciaio, ampiamente utilizzati durante le epidemie di poliomielite del ventesimo secolo.
Bjørn Ibsen l'ideatore della prima unità di terapia intensiva con l'utilizzo dei ventilatori Engstrom 150 in Danimarca nei primi anni cinquanta. In pochi anni l'uso arrivò ad altri paesi europei. A Parigi, in 1959, Pierre Mollaret descrisse una situazione limite associata alla ventilazione meccanica: il coma dépassé o morte encefálica.
Nel 1961 l'ospedale dell'università di Harvard .
Un passo avanti nelle unità di terapia intensiva è avvenuta nel 1971 con l'introduzione del ventilatore SERVO 900 ideato da Björn Jonson e prodotto dalla Elema-Schönander.
Funzionamento Grazie alla regolazione di alcuni parametri, il ventilatore polmonare riesce a fare una ventilazione "intelligente".
I principali parametri sono: Volume corrente: è la quantità di aria che entra o esce dai polmoni; Flusso: misurato in litri al secondo, è la velocità dello spostamento dell'aria; Pressione: misurata in cmH2O, è la forza motrice della movimentazione dell'aria.
Esistono altre due grandezze derivate dai parametri principali: Resistenza: è la pervietà che l'aria incontra; Compliance: è la cedevolezza delle pareti biologiche.
Note
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Categoria:Strumenti medici Categoria:Ventilazione artificiale