La mariologia dei papi è uno studio teologico relativo al pensiero sviluppato dai vari pontefici nel corso della storia sul ruolo, sulle dottrine e sulle devozioni relative alla Beata Vergine Maria.

Lo sviluppo della mariologia nei secoli è stata influenzata da un numero variabile di fattori, tra i quali spiccano certamente le direttive pontificie che spesso hanno rappresentato pietre miliari. Esempi di influenze papali includono le feste mariane, le preghiere, l'accettazione di nuove congregazioni mariane, le indulgenze, il supporto alle apparizioni mariane (ad esempio nei casi emblematici di Lourdes e di Fátima) e le proclamazioni di dogmi mariani.

Diversi papi hanno fatto dei temi mariani una parte chiave del loro pontificato come ad esempio Leone XIII che ha dedicato undici encicliche al rosario, Pio XII che ha invocato (una sola volta nel suo pontificato) ex cathedra l'infallibilità papale per proclamare il dogma mariano e Giovanni Paolo II che ha costruito il suo stemma personale sulla croce mariana.

I papi hanno anche sottolineato i principali temi mariologici in collegamento con gli studi su Maria e sulla cristologia, come ad esempio nelle encicliche Mystici Corporis Christi di Pio XII e Redemptoris Mater di Giovanni Paolo II.

Influenze papali sulla mariologia I papi hanno sempre dato grande importanza allo sviluppo della dottrina e della venerazione della Beata Vergine Maria.McLoughlin, William M. and Pinnock, Jill. Mary for Time and Eternity, 2007 pp. 65-67 Le loro decisioni prese in questo campo non si sono limitate al campo della venerazione (mariologia) ma anche alle pratiche ed alle devozioni mariane. I papi hanno promulgato editti per istituire nuove feste mariane, nuove preghiere a Maria nonché iniziative, sostegni a congregazioni mariane, indulgenze e speciali privilegi a chiese e santuari, supportando così personalmente la devozione alla Madonna.

Il formale riconoscimento delle apparizioni mariane (come ad esempio a Lourdes ed a Fátima) hanno avuto anche una certa influenza. Da Leone XIII, i papi hanno promosso costantemente la devozione mariana attraverso encicliche, lettere apostoliche e con due dogmi (sull'Immacolata Concezione e sull'Assunzione), la promulgazione degli anni mariani (Pio XII, Giovanni Paolo II), visite a santuari mariani (Benedetto XVI nel 2007) e dando supporto attivo ai padri conciliari del Concilio Vaticano II nel sottolineare l'importanza della venerazione mariana (papi Giovanni XXIII e Paolo VI) con la Lumen gentium.

I pontefici indirizzarono anche gli insegnamenti della chiesa alla mariologia, pur usando le dovute precauzioni in materia: nel 1674, ad esempio, papa Clemente X (1670–1676) mise all'indice dei libri di pietà mariana (come Avvisi salutarii della Virgine ai suoi devoti indiscreti). Dopo il Concilio di Trento, vennero fondate diverse fraternità mariane, imbevute di pietismo mariano, di cui ad ogni modo non tutte vennero approvate. Non tutti i papi manifestarono la medesima visione e devozione alla Madonna.

I secoli XIII-XVII Clemente IV Papa Clemente IV (1265–1268) compose una poesia sulle sette gioie di Maria, che nella sua forma è considerata una prima versione del Rosario francescano

Pio V Il 17 settembre 1569 papa Pio V emise la bolla papale Consueverunt Romani Pontifices che sostanzialmente stabilì l'attuale configurazione del Rosario. Prima della Battaglia di Lepanto nel 1571 papa Pio V richiese che il popolo dell'Europa intera pregasse il Santo Rosario. Dopo la vittoria della Lega Santa, egli dichiarò il giorno della vittoria della battaglia quale festività di Nostra Signora del Rosario.Butler, Alban, Butler's Lives Of The Saints, (aprile) (1999) pag. 222

Clemente VIII Papa Clemente VIII (1592–1605) considerò la pietà mariana la base delle riforme della Chiesa ed emise la bolla Dominici gregis (3 febbraio 1603) per condannare le negazioni popolarmente diffuse sulla verginità di Maria. Egli approvò delle congregazioni mariane e supportò la cultura del rosario con 19 bolle papali.

Clemente X Papa Clemente X (1670–1676) promosse la pietà mariana con indulgenze e privilegi a ordini religiosi e città per celebrare particolari feste mariane. Si oppose al pietismo mariano proposto da Louis de Montfort (canonizzato da papa Pio XII) con una bolla pubblicata il 15 dicembre 1673 e pose fuori legge alcune manifestazioni di devozione mariana popolare. Molte bolle da lui emesse fecero frequente riferimento al Rosario.

XVIII secolo Clemente XI Papa Clemente XI (1700–1721) preparò il terreno di lavoro per la proclamazione poi del dogma dell'Immacolata Concezione nell'Ottocento. Egli permise l'uso del titolo "Immacolata Concezione" ed istruì il Sant'Uffizio nel 1712 a non perseguitare quanti invocassero Maria con tale titolo. La festa dell'Immacolata Concezione, che era presente solo in alcune regioni, venne prescritta per l'intera Chiesa. Il papa raccomandò gli insegnamenti di Louis de Montfort e lo nominò "missionario apostolico di Francia" Il 3 ottobre 1716, Clemente XI estese la festa della Madonna del Rosario alla Chiesa universale.

Benedetto XIII Papa Benedetto XIII (1724–1730) prescrisse diverse indulgenze a supporto della preghiera del Rosario, processioni e preghiere al rosario per i "15 giorni mariani". Mise fuori legge il rosario serafino nel 1727 ed estese le feste dei Sette Dolori e del Monte Carmelo all'intera Chiesa.

Clemente XII Papa Clemente XII (1758–1769) mise al bando tutte le litanie mariane eccetto quelle di Loreto. Nel 1770 permise alla Spagna di avere l'Immacolata come propria patrona e nel 1767 garantì alla Spagna di aggiungere il titolo di Maria Immacolata alle proprie litanie.

Benedetto XIV Papa Benedetto XIV scrisse un libro per i giorni festivi di Cristo e della Madonna - De festis Christi at BMVOpera Omnia Roma, 1747, 51 Egli supportò la congregazione mariana della Sodalità di Nostra Signora con la bolla Gloriosae Dominae, emessa il 27 settembre 1748, ed incrementò le indulgenze a quanti pregassero il Santo Rosario.

Clemente XIV Papa Clemente XIV (1769–1775) si confrontò con le rivolte nell'Italia meridionale per le celebrazioni e le processioni relative all'Immacolata Concezione. Garantì un privilegio ai francescani di Palermo di celebrare la festa dell'Immacolata Concezione solennemente. Successivamente lo stesso pontefice estese tale privilegio ad altri ordini, ma solo per messe private. Pose fuori legge la fraternità dell'Immacolata Concezione ma confermò l'ordine cavalleresco col medesimo nome. Promise al re di Spagna la dogmatizzazione dell'Immacolata Concezione ma non riuscì a portare a termine il compito.F. Masson, Le Cardinal de Bernis depuis son minister Paris, 1884, 156, 164

XIX secolo Pio IX

La mariologia di papa Pio IX (1846–1878) rappresenta uno sviluppo significativo della teologia cattolica, dal momento che essa portò al dogma dell'Immacolata Concezione. La teologia cattolica nel XIX secolo fu completamente dominata dalle disposizioni circa l'Immacolata Concezione e la Vergine Maria. Durante il pontificato di Pio IX le petizioni relative alla dogmatizzazione dell'Immacolata giungevano continuamente e pertanto nel 1848 il pontefice decise di nominare una commissione teologica per analizzare la possibilità di promulgare un dogma mariano in tal senso.

Nel 1848 il papa venne costretto a lasciare Roma, quando il movimento rivoluzionario della Repubblica Romana sovvertì l'ordine costituito nello Stato Pontificio e nella capitale stessa. Dal suo esilio a Gaeta, il pontefice emise l'enciclica Ubi primum, chiedendo l'opinione dei vescovi sull'Immacolata Concezione, un nuovo modello di approccio collegiale mai visto in precedenza nella storia del papato. Più del 90% dei vescovi richiese a gran voce la dogmatizzazione. Pio IX si mosse cautamente, ed il 10 maggio 1852 nominò una commissione composta da venti teologi per preparare una bozza del testo del dogma. Al completamento di questo lavoro, il 2 dicembre 1852, chiese alla commissione dei cardinali di rifinire il testo.

Questo dogma influenzò a sua volta quello dell'Assunzione nel Novecento. L'approccio di Pio IX alla collegialità nella chiesa venne citato e ripreso anche a papa Pio XII quando, con l'enciclica Deiparae Virginis Mariae, chiese ai vescovi il loro parere sulla possibilità di istituire un dogma per l'Assunzione della Vergine Maria.

La proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione nel 1854 Fu solo nel 1854 che Pio IX, col supporto della maggioranza dei vescovi cattolici, poté proclamare il dogma dell'Immacolata Concezione. Otto anni prima, nel 1846, il papa aveva ottenuto l'assenso unanime dei vescovi degli Stati Uniti, ed aveva proclamato l'Immacolata patrona degli USA. Durante il Concilio Vaticano I, più di 108 padri conciliari avevano richiesto di aggiungere le parole "Vergine Immacolata" alla preghiera Salve Regina ed alle Litanie di Loreto. Alcuni padri richiesero che il dogma dell'Immacolata Concezione fosse incluso nel Credo della Chiesa, ma Pio IX si oppose.

Rifiuto del dogma dell'Assunzione Durante il Concilio Vaticano I vennero presentate nove petizioni mariologiche a favore di un possibile dogma dell'Assunzione, ma a queste si opposero fermamente alcuni padri conciliari, in particolare quelli tedeschi. L'8 maggio i padri rigettarono la dogmatizzazione dell'Assunzione, con la condivisione di Pio IX, ma si accordarono per definire Maria nella sua natura materna e la definirono "Madre di tutte le Grazie".

Pio IX credeva personalmente nell'Assunzione di Maria, e riconobbe le strette relazioni di tale atto con l'Immacolata Concezione, ma ciò che lo fece desistere dalla dogmatizzazione di quel principio sia per l'opportunità del periodo e perché ancora persistevano problematiche da sciogliere in quel campo. Egli attribuì comunque alla Madonna la sua salvezza nell'avventurosa fuga da Roma per Gaeta nel 1848.

Leone XIII

Nella sua enciclica pubblicata per il 50º anniversario della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione, papa Leone XIII ribadì il ruolo di Maria nella redenzione dell'umanità. La sua mariologia venne specificatamente influenzata da San Tommaso d'Aquino, in particolare nella sua visione di Maria nell'Annunciazione. L'enfasi di Leone nella frase per Maria a Cristo è stata la chiave della direzione della mariologia cattolica romana, con una visione mariologica derivata direttamente dalla cristologia, ed il Rosario come via.Pio XII Mystici Corporis Christi; John Henry Newman: Mariology is always christocentric, in Michael Testa, Mary: The Virgin Mary in the Life and Writings of John Henry Newman 2001; Mariologia in Cristologia in Vittorio Messori, "L'ipotesi Maria" Rome, 2005

Papa Leone XIII (1878–1903) ha pubblicato un numero record di encicliche sul Rosario, istituendo la pratica quotidiana del Rosario durante il mese di ottobre, creando nel 1883 la festa della Regina del Santo Rosario. Leone XIII promulgò le devozioni mariane tramite undici encicliche sul Rosario. Cent'anni dopo la sua morte, Leone XIII è stato ancora citato in questo senso da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI.

Egli ha applicato l'analisi mariana di Louis de Montfort all'analisi dell'intera Chiesa.Köster 54 Leone applicò attivamente la sua autorità papale al supporto della venerazione di Maria nei luoghi delle sue apparizioni. Dopo aver benedetto l'apertura della chiesa di Lourdes, egli emise la lettera apostolica Parte humanae generi a supporto dei pellegrinaggi a Lourdes ed in altri santuari mariani.

Leone XIII dichiarò la Vergine di Montserrat patrona della Catalonia, ed istituì la festa della Medaglia miracolosa nel 1894. Contannò le eresie nel frattempo comparse sull'Immacolata Concezione e discusse la relazione tra Maria e San Giuseppe nell'enciclica Quanquam Pluries (15 agosto 1889). in Lettres apostoliques de s.s. Léon XIII : encycliques, brefs etc, p. 250-261