La nazionale di calcio dell'Etiopia è la rappresentativa calcistica dell'Etiopia ed è posta sotto l'egida della Ethiopian Football Federation.

La federcalcio etiope venne fondata nel 1943 e si affiliò alla FIFA nel 1953 e alla CAF nel 1957. La nazionale etiope esordì nel 1943 e partecipò nel 1957 (con e ) alla prima Coppa d'Africa, chiusa al secondo posto dopo la sconfitta in finale (4-0) contro l'. Si rifece nell'edizione organizzata in casa del 1962 ai danni proprio degli egiziani, battuti dopo i tempi supplementari con il punteggio di 4-2. Anche a causa della raggiunta indipendenza di molte nazioni africane, sul finire degli anni sessanta la nazionale etiope perse il proprio ruolo da protagonista nella scena continentale e da lì in poi è stata capace di vincere solamente dei tornei a carattere regionale.

Nella graduatoria FIFA in vigore da agosto 1993 il miglior posizionamento raggiunto è stato l'86º posto nel settembre 2006, mentre il peggiore è stato il 155º posto di dicembre 2001; al dicembre 2021 occupa il 137º posto della graduatoria.

Storia Origini e prime esperienze in Coppa d'Africa (1950-1959) Dopo la fine della seconda guerra mondiale e la fine del colonialismo italiano la nazionale etiope, costituita già nel 1943, fece il proprio debutto il 5 dicembre 1947 in occasione di una partita contro la Somalia francese, che fu battuta per 5-0. La maggior parte dei calciatori della nazionale faceva parte del club più importante del paese, il Saint-George SA (fondato nel 1936), il cui allenatore era spesso anche il selezionatore della nazionale. La scelta dei calciatori da convocare in nazionale era compiuta da un comitato tecnico presieduto da Ydnekatchew Tessema, che si insediò nel 1950. L'organo rimase operativo sino al 1976.

All'inizio degli anni cinquanta l'Etiopia affrontò in partite ufficiali sia squadre nazionali sia squadre di club. Incontrò gli svedesi del Norrköping (prima squadra straniera a giocare in Etiopia) nel 1950 e i greci del nel 1952, prima di partire per una tournée in Europa. La Ethiopian Football Federation (EFF) fu fondata nel 1952 e si affiliò alla FIFA nel 1953 e alla CAF nel 1957. Nel 1954 l'Etiopia annetté l'antica colonia italiana d'Eritrea, incorporandone totalmente la struttura calcistica: i club eritrei furono autorizzati a prendere parte al campionato etiope di calcio e i giocatori eritrei divennero selezionabili per la nazionale etiope.

Nel 1956, su impulso del capitano Ydnekatchew Tessema, divenuto contemporaneamente dirigente federale e fervente sostenitore delle Olimpiadi, la federazione iscrisse la nazionale alle eliminatorie delle Olimpiadi di Melbourne 1956. Il sorteggio individuò nell' l'avversario degli etiopi. Nel luglio 1956 il match di andata ad Addis Abeba fu la prima partita ufficiale per entrambe le selezioni e si concluse con una vittoria egiziana per 4-1. La partita di ritorno vide un altro largo successo degli egiziani, che al Cairo vinse per 5-1 e si qualificò per le Olimpiadi.

Dal 10 al 16 febbraio 1957 si tenne a Khartoum, in Sudan, l'edizione inaugurale della Coppa d'Africa. Al torneo partecipavano le selezioni di Etiopia, , Egitto e , in rappresentanza dei quattro paesi fondatori della CAF, che avrebbe visto la luce qualche mese più tardi. Il primo incontro oppose gli etiopi ai sudafricani, mentre l'altra semifinale si sfidarono egiziani e sudanesi. A causa del rifiuto della federazione sudafricana di costituire una squadra mista di calciatori bianchi e neri per via della vigente politica dell'apartheid, la nazionale sudafricana fu esclusa dalla manifestazione, di conseguenza l'Etiopia fu ammessa alla finale. Contro l'Egitto la squadra etiope perse nuovamente, stavolta per 4-0 (quadripletta di Mohamed Ad-Diba).

Nella , disputata nella Repubblica Araba Unita (oggi Egitto), l'Etiopia ritrovò le due altre nazionali fondatrici della CAF. Questa volta il formato del torneo prevede un girone unico. Gli etiopi, guidati dal cecoslovacco Jiri Starosta, perdono contro la Repubblica Araba Unita per 4-0 e contro il Sudan per 1-0, terminando il torneo al terzo posto, senza riuscire a segnare un gol.

Un'altra dimensione sportiva e la vittoria in Coppa d'Africa (1961-1962) Il 1961 segnò una svolta nella storia della nazionale etiope. Per la prima volta la squadra fu impegnata nelle qualificazioni al campionato del mondo. In vista di il sorteggio pose l'Etiopia nel gruppo 7 della zona Europa, insieme a tre squadre europee (, e ) e una squadra del Medio Oriente, , all'epoca affiliato all'AFC. Allenati dallo jugoslavo Slavko Milošević, gli etiopi entrarono in scena al secondo turno contro Israele, che nel turno precedente aveva eliminato Cipro dopo due partite giocate nel marzo 1961. Il primo incontro, giocato al Ramat Gan di Tel Aviv, vide gli israeliani vincere grazie ad un gol di Yehoshua Glazer. La seconda partita, ad Haifa, vide un altro successo israeliano per 3-2, con gol etiopi pervenuti due volte al pareggio, con Metaferia e Luciano Vassallo. La seconda sconfitta causò l'eliminazione degli africani.

Prevista inizialmente per il 1960, ma spostata al gennaio 1962 (per via del colpo di Stato del dicembre 1960 contro l'imperatore Hailé Selassié, ma anche per consentire il rinnovamento dello Stadio Addis Abeba), la terza edizione della Coppa d'Africa si tenne in Etiopia. Fu la prima edizione a prevedere turni di qualificazione, cui parteciparono nove selezioni che si contendevano tre posti. Oltre a queste tre squadra partecipava al torneo la squadra campione in carica, vale a dire la Repubblica Araba Unita, vincitrice del trofeo tre anni prima. A causa dell'incertezza sull'effettiva organizzazione della coppa ad Addis Abeba, l'Etiopia prese parte alle eliminatorie, dove eliminò il . Dopo aver ottenuto la qualificazione l'Etiopia ricevette dalla CAF l'incarico di organizzare la terza edizione del massimo torneo continentale e la qualificazione automatica, fatto che comportò il ripescaggio del Kenya.

Ad Addis Abeba gli etiopi padroni di casa, sostenuti dal proprio pubblico, batterono la (che era all'esordio in Coppa d'Africa) per 4-2 in semifinale, ottenendo l'accesso alla finale contro la Repubblica Araba Unita. Stavolta fu l'Etiopia a vincere, con il punteggio di 4-2 dopo tempi supplementari. Mengistu Worku e l'egiziano Abdel Fattah Badawi segnarono tre gol ciascuno, ma fu Worku a vincere il titolo di capocannoniere in quanto il regolamento prevedeva in tal caso che il titolo fosse assegnato al calciatore della squadra che avesse vinto il trofeo. La squadra, capitanata da Luciano Vassallo e allenata da Ydnekatchew Tessema e Slavko Milošević, mise così in bacheca il primo e unico titolo nella storia della nazionale etiope.

Nell'autunno del 1962 la nazionale tenne una tournée in Europa, dove molte squadre vollero affrontare i campioni d'Africa, anche se molte partite svoltesi dal settembre al dicembre 1962 non sono riconosciute dalla FIFA nelle statistiche ufficiali. La compagine di Milošević affrontò la , la , la , la Francia B, . Poco più tardi la selezione etiope disputò una serie di amichevoli casalinghe allo Stadio Addis Abeba in doppia sfida contro Turchia, e Romania B, match che funsero da preparazione alla . Il bilancio di queste amichevoli fu piuttosto deludent e: tre vittorie (tutte in casa, due contro Tanzania e una contro la Romania B), un pareggio (ad Addis Abeba contro la Turchia) e nove sconfitte.

Ai vertici del calcio continentale (1963-1969) Qualificata d'ufficio alla in quanto campione continentale in carica, l'Etiopia terminò il torneo, allargato a sei squadre, al quarto posto, dopo aver perso per 3-0 la finale di consolazione contro la Repubblica Araba Unita. Nel 1965 fu eliminata al primo turno della Coppa d'Africa, terminando all'ultimo posto il girone dietro e con un bilancio di una sola vittoria, un solo gol segnato (dall'italo-etiope Luciano Vassalo contro il Senegal) e soprattutto nove gol subiti in due incontri. Nello stesso anno si ritirò dalle qualificazioni al (dopo essere stata opposta dal sorteggio al ) per protestare contro la decisione della FIFA di non attribuire che un solo posto nella fase finale alle squadre di Africa, Asia e Oceania.

Nel gennaio 1968 l'Etiopia ospitò per la seconda volta la Coppa d'Africa. Dopo aver concluso la fase a gironi al primo posto del proprio girone in virtù di tre successi contro , e , gli etiopi uscirono in semifinale contro il (2-3 dopo i tempi supplementari) e persero la finale per il terzo posto contro la COsta d'Avorio, chiudendo quarti.

Nel 1969 l'Etiopia fu impegnata nelle qualificazioni al mondiale di . Eliminata la (sconfitta per 2-0 a Tripoli e vittoria per 5-1 ad Addis Abeba), la squadra del neo-tecnico Luciano Vassallo, nominato CT da qualche settimana, se la vide contro il , che prevalse grazie al successo per 3-1 a Karthoum dopo l'1-1 di Addis Abeba. Nell'ottobre del 1969 la squadra di Vassallo giocò le qualificazioni alla , organizzata dal Sudan. Esentata dal primo turno, l'Etiopia affrontò al secondo turno la Tanzania, vincitrice sul Kenya, e la eliminò nel primo confronto tra le due nazionali. Ad Addis Abeba l'Etiopia si impose con un sonoro 7-0, più larga vittoria di sempre per la selezione etiope, e vinse anche a Dar es Salaam nel ritorno (2-1). La qualificazione per la Coppa d'Africa era dunque cosa fatta e consentì alla nazionale etiope di divenire l'unica selezione africana a partecipare a tutte le edizioni del torneo del 1957 ad allora.

Il declino (1970-1982) Nel gennaio 1970 la Coppa d'Africa dell'Etiopia si concluse con tre sconfitte in altrettante partite, contro i padroni di casa del Sudan (3-0), il (3-2) e la Costa d'Avorio (6-1). Mengistu Worku segnò l'unico gol etiope nel torneo. Il declino proseguì alla in Camerun, dove l'Etiopia fu assente per la prima volta nella sua storia perché eliminata nel turno preliminare dal Kenya a causa di due sconfitte (0-1 e 0-2). Negli ultimi mesi del 1972 la squadra fu impegnata nelle qualificazioni al mondiale di contro la Tanzania. Dopo due match finiti in parità (1-1 in Tanzania e 0-0 ad Addis Abeba) nel match di spareggio prevalsero gli etiopi (3-0), che però furono eliminati al turno successivo (0-0 in casa e 4-2 a Lusaka) dallo , poi qualificatosi per il mondiale tedesco.

Nel settembre 1973 l'Etiopia mancò la qualificazioni alla nona edizione della Coppa d'Africa. Contro la Tanzania la squadra etiope, allenata dal tedesco Peter Schnittger vinse per 2-1 in casa, ma perse per 3-0 in trasferta e dovette rinunciare alla fase finale del torneo, in programma nel 1974 in Egitto.

Nel marzo 1976 l'Etiopia ospitò per la terza volta la Coppa d'Africa. Malgrado il sostegno del pubblico di casa, non andò oltre un comunque onorevole terzo posto, dietro e . Verso la fine dell'anno giocò le eliminatorie del . Cadde per 3-0 e per 2-1 contro l'Egitto dell'attaccante Mahmoud Al-Khatib, autore di tutti e cinque i gol segnati dalla sua selezione tra andata e ritorno.

Nel 1977 la federcalcio etiope si affiliò alla CECAFA (Consiglio delle Associazioni Calcistiche dell'Africa Centrale e Orientale), una delle ramificazioni della Confédération Africaine de Football (CAF) raggruppante le nazionali di calcio dell'Africa centrale e orientale. Dal 1983 partecipò dunque alla CECAFA Cup, la competizione contesa dai membri di questa associazione. Nelle eliminatorie della eliminò (3-2, 1-0), ma perse il turno successivo contro l'. Nel settembre 1979 furono estromessi dalla corsa per un posto alla , superati al primo turno dalla Libia (2-1 a Tripoli e 1-1 ad Addis Abeba).