Lavorò prevalentemente in Italia dove legò il suo nome all'interpretazione che diede di Yanez de Gomera nello sceneggiato Sandokan (1976), e a quella di Leonardo da Vinci in La vita di Leonardo da Vinci (1971), ma dal pubblico venne già apprezzato come coprotagonista accanto a Rossana Podestà nei film Sette uomini d'oro (1965) e Il grande colpo dei 7 uomini d'oro (1966).

Biografia

Nacque a Parigi il 15 ottobre 1930, da una famiglia aristocratica composta da militari e uomini di legge, in particolare avvocati e giudici. Il padre, Paul Leroy-Beaulieu (1902-1999), fu ispettore generale delle finanze e consigliere finanziario dell'alto comando alleato a Berlino e poi dell'ambasciata francese a Bonn, ma anche presidente dell'ufficio economico e finanziario della NATO; suo fratello maggiore, Pierre Leroy-Beaulieu, fu un politico, deputato dell'Unione dei Democratici per la Repubblica e sindaco di Agde; Leroy fu inoltre un discendente diretto dell'economista e saggista Paul Leroy-Beaulieu. La madre era anch'ella aristocratica e si chiamava Marie-Thérèse Delphine Yvonne Cécile de Gailhard-Bancel (1908-1987).

Nel 1947 Leroy si arruolò come mozzo su un transatlantico in rotta per New York e, una volta sbarcato, rimase per un anno negli Stati Uniti d'America.

Carriera militare Rientrato in Europa, nel 1953 fu chiamato a svolgere il servizio militare nell'esercito francese e "forte del mio diploma di maturità" scelse di farlo come allievo ufficiale di complemento nei paracadutisti. Frequentò a Pau l'E T.A.P., la scuola delle aviotruppe, e combatté in Indocina come sottotenente nell'8º Raggruppamento Commando Paracadutisti impiegato nelle operazioni della Piana dei Giunchi (Gáo Giồng), Lang Son, Annam, Cambogia e Huế. Fu decorato al merito dal generale Raoul Salan, capo delle forze francesi in Indocina e nel 1954, terminato il contratto di ingaggio, fu rimpatriato in Francia.Philipphe Leroy, Profumi, Campanotto, 2012, pp. 25-38.Dichiarazione di Philippe Leroy in un post nel social Facebook sul suo servizio in Algeria con il 18 RCP, scrive: "J'étais lieutenant en Algérie, au 18eme RCP. Je comandais 30 APPELES, envoyès par les Socialistes! (COTY)".. Nel 1958 chiese di essere reintegrato per sei mesi come tenente paracadutista di complemento in Algeria, partecipando alla guerra d'Algeria nel 18 Régiment chasseur de parachutistes stanziato a El Ma El Abiod, vicino a Tébessa, nell'estremo sud algerino. Qui ebbe il compito di vigilare la recinzione elettrica segnante per chilometri il confine tra la Tunisia e l'Algeria e attraverso cui s'infiltravano i Fellagha, i combattenti algerini per l'indipendenza, che avevano delle basi in Tunisia.Philipphe Leroy, Profumi, Campanotto, 2012, pp. 51 e 52. Venne insignito di due Legion d'onore e di una croce al valor militare per il suo comportamento nelle campagne d'Indocina e di Algeria. Si congedò con il grado di capitano. Nell'aprile del 1961 quando i generali Challe, Jouhaud, Salan e Zeller organizzarono un complotto per un'Algeria francese contro il governo e il generale De Gaulle, detto il Putsch dei generali, aderì alle idee golpiste e a capo di una compagnia di rivoltosi si pose a Vincennes e a Toussus-le-Noble in attesa dell'ordine per rovesciare il governo. Fallito il colpo di stato, nel timore di essere arrestato riparò prima in Belgio e poi in Italia.Philipphe Leroy, Profumi, Campanotto, 2012, pp. 64 e 65.

Carriera artistica

Nel 1960 esordì come attore nel capolavoro drammatico-minimalista Il buco di Jacques Becker, al fianco di Jean Keraudy e Michel Constantin. Si trasferì in Italia nel 1962 per motivi politici ed ebbe un grande successo nelle pellicole Leoni al sole (1961), Caccia all'uomo (1961), Il terrorista (1963), Frenesia dell'estate (1964), Le voci bianche (1964), Una storia di notte (1964), Sette uomini d'oro (1965), il suo seguito Il grande colpo dei 7 uomini d'oro (1966) e Che notte, ragazzi! (1966). Nel 1969 fu protagonista nel film giallo Senza sapere niente di lei insieme a Paola Pitagora.

Interpretò numerosi lungometraggi, fotoromanzi e serie televisive, e divise la sua carriera tra Francia e Italia; la sua più celebre interpretazione televisiva italiana fu quella nello sceneggiato La vita di Leonardo da Vinci (1971) di Renato Castellani; un'altra sua celebre interpretazione fu quella di Yanez de Gomera, il compagno di Sandokan, nell'omonimo sceneggiato del 1976, ripreso in un cameo comico anche nel film Teste di cocco ; tra le altre interpretazioni, State buoni se potete (1983) di Luigi Magni, dove interpretò sant'Ignazio di Loyola, al fianco di Johnny Dorelli (san Filippo Neri) e Renzo Montagnani (mastro Iacomo/Satana), il poliziesco Milano calibro 9 (1972) di Fernando Di Leo, al fianco di Gastone Moschin e Mario Adorf e il comico Teste di quoio (1981); apparve inoltre nella miniserie Il corsaro (1985) e nel film Nikita (1990) di Luc Besson. Apparve anche in Berlino '39 (1993), l'ultimo film di Sergio Sollima.

Nel 1997 interpretò un cameo nella serie Noi siamo angeli, con Bud Spencer e Philip Michael Thomas, mentre nel 2008-2009 partecipò alla sesta e alla settima stagione di Don Matteo, con Terence Hill, nel ruolo del vescovo.

Appassionato di paracadutismo, scoperto a 56 anni benché a 23 anni fosse già tenente paracadutista nella Legione straniera, collezionò al suo attivo più di 2000 lanci.Avvenire, Intervista. Philippe Leroy: sono «90», ma non ho paura

Philippe Leroy morì a Roma il 1º giugno 2024, all'età di 93 anni. Il funerale fu celebrato dopo quattro giorni nella basilica di Santa Maria in Montesanto, nota come la Chiesa degli artisti in piazza del Popolo a Roma.

Vita privata Dal suo legame con la modella Françoise Laurent nacque la prima figlia, l'attrice Philippine Leroy-Beaulieu.

Il 1º settembre 1990 sposò la giornalista Silvia Tortora (figlia del conduttore televisivo e uomo politico Enzo), di oltre 30 anni più giovane, che lo lasciò vedovo il 10 gennaio 2022. Da lei ebbe due figli, Philippe e Michelle.

Leroy continuò a praticare il paracadutismo come hobby e fu anche un tesserato del reparto paracadutismo della società sportiva S.S. Lazio, essendone un tifoso. Nel 2010, durante il Parashow di Roma, festeggiò con un salto i suoi ottant'anni. Nell'aprile 2011 trascorse dodici giorni in Afghanistan coi paracadutisti italiani come inviato speciale.

Filmografia

Cinema Il buco (Le trou), regia di Jacques Becker (1960) Rapimento a Parigi (Chaque minute compte), regia di Robert Bibal (1960) Piena luce sull'assassino (Pleins feux sur l'assassin), regia di Georges Franju (1961) Le femmine seminano il vento (Les filles sèment le vent), regia di Louis Soulanes (1961) I briganti italiani, regia di Mario Camerini (1961) Leoni al sole, regia di Vittorio Caprioli (1961) Caccia all'uomo, regia di Riccardo Freda (1961) Senilità, regia di Mauro Bolognini (1962) Grisbì da un miliardo (La loi des hommes), regia di Charles Gérard (1962) Solo contro Roma, regia di Luciano Ricci (1962) L'attico, regia di Gianni Puccini (1962) Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1963) 55 giorni a Pechino (55 Days at Peking), regia di Nicholas Ray (1963) Le quatrième sexe, regia di Alphonse Gimeno e Michel Wichard (1963) Il terrorista, regia di Gianfranco de Bosio (1963) I cavalieri della vendetta (Llanto por un bandido), regia di Carlos Saura (1963) Frenesia dell'estate, regia di Luigi Zampa (1964) Il treno del sabato, regia di Vittorio Sala (1964) Amore in 4 dimensioni, regia di Gianni Puccini, episodio Amore e arte (1964) Le voci bianche, regia di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa (1964) Il castello dei morti vivi, regia di Luciano Ricci e Lorenzo Sabatini (1964) Una donna sposata (Une femme mariée) di Jean-Luc Godard (1964) Amore facile, regia di Gianni Puccini, episodio Il vedovo bianco (1964) L'idea fissa, regia di Gianni Puccini, episodio Sabato 18 luglio (1964) Una storia di notte, regia di Luigi Petrini (1964) Le ore nude, regia di Marco Vicario (1964) La donna del lago, regia di Luigi Bazzoni e Franco Rossellini (1965) Sette uomini d'oro, regia di Marco Vicario (1965) La mandragola, regia di Alberto Lattuada (1965) Una vergine per il principe, regia di Pasquale Festa Campanile (1965) Il grande colpo dei 7 uomini d'oro, regia di Marco Vicario (1966) Delitto quasi perfetto, regia di Mario Camerini (1966) Yankee, regia di Tinto Brass (1966) Che notte, ragazzi!, regia di Giorgio Capitani (1966) Lo scandalo, regia di Anna Gobbi (1966) Non faccio la guerra, faccio l'amore, regia di Franco Rossi (1966) L'occhio selvaggio, regia di Paolo Cavara (1967) La notte è fatta per... rubare, regia di Giorgio Capitani (1968) La matriarca, regia di Pasquale Festa Campanile (1968) Ecce Homo - I sopravvissuti, regia di Bruno Gaburro (1968) Buonasera, signora Campbell (Buona Sera, Mrs. Campbell), regia di Melvin Frank (1968) Cuore di mamma, regia di Salvatore Samperi (1969) La sua giornata di gloria, regia di Edoardo Bruno (1969) Come, quando, perché, regia di Antonio Pietrangeli (1969) Senza sapere niente di lei, regia di Luigi Comencini (1969) Femina ridens, regia di Piero Schivazappa (1969) L'inafferrabile invincibile Mr. Invisibile, regia di Antonio Margheriti (1970) Senza via d'uscita, regia di Piero Sciumé (1970) Un omicidio perfetto a termine di legge, regia di Tonino Ricci (1971) Roma bene, regia di Carlo Lizzani (1971) Stanza 17-17 palazzo delle tasse, ufficio imposte, regia di Michele Lupo (1971) Ettore lo fusto, regia di Enzo G. Castellari (1972) ...e alla fine lo chiamarono Jerusalem l'implacabile (Padella calibro 38), regia di Antonio Secchi (1972) Milano calibro 9, regia di Fernando Di Leo (1972) Ragazza tutta nuda assassinata nel parco, regia di Alfonso Brescia (1972) Milano rovente, regia di Umberto Lenzi (1973) La mano nera, regia di Antonio Racioppi (1973) R.A.S. - Nulla da segnalare (R.A.S.), regia di Yves Boisset (1973) La mano spietata della legge, regia di Mario Gariazzo (1973) Una vita lunga un giorno, regia di Ferdinando Baldi (1973) La segretaria (Cebo para una adolescente), regia di Francisco Lara Polop (1974) Il portiere di notte, regia di Liliana Cavani (1974) Fatevi vivi, la polizia non interverrà, regia di Giovanni Fago (1974) La svergognata, regia di Giuliano Biagetti (1974) Libera, amore mio!, regia di Mauro Bolognini (1975) La nuora giovane, regia di Luigi Russo (1975) Il soldato di ventura, regia di Pasquale Festa Campanile (1976) La linea del fiume, regia di Aldo Scavarda (1976) Puttana galera!, regia di Gianfranco Piccioli (1976) Mannaja, regia di Sergio Martino (1977) Al di là del bene e del male, regia di Liliana Cavani (1977) Il gatto, regia di Luigi Comencini (1977) Quella strana voglia d'amare, regia di Mario Imperoli (1977) La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa, regia di Sergio Sollima (1977) L'avventurosa fuga, regia di Enzo Doria (1978) Sono stato un agente C.I.A., regia di Romolo Guerrieri (1978) Coraggio scappiamo (Courage fuyons), regia di Yves Robert (1979) Il medium, regia di Silvio Amadio (1980) Qua la mano, regia di Pasquale Festa Campanile (1980) Tranquille donne di campagna, regia di Claudio Giorgi (1980) Bello di mamma, regia di Rino Di Silvestro (1980) Peccato originale, regia di Mario Sabatini (1981) Il tango della gelosia, regia di Steno (1981) Teste di quoio, regia di Giorgio Capitani (1981) State buoni se potete, regia di Luigi Magni (1983) Windsurf - Il vento nelle mani, regia di Claudio Risi (1984) Interno berlinese (The Berlin Affair), regia di Liliana Cavani (1985) La ricerca, episodio di Juke box, regia di Michele Scura, Enzo Civitareale e Antonello Grimaldi (1985) Un uomo, una donna oggi (Un homme et une femme : 20 ans déjà), regia di Claude Lelouch (1986) La donna del traghetto, regia di Amedeo Fago (1986) Incidente di percorso, regia di Donatello Alunni Pierucci (1986) Montecarlo Gran Casinò, regia di Carlo Vanzina (1987)