Il cinema di fantascienza (o fantascientifico) è uno dei generi cinematografici più popolari. In esso, i temi tipici della fantascienza sono colonna portante per lo sviluppo della trama. Nei film di fantascienza, il meccanismo narrativo viene innescato dalla presenza di elementi scientifici immaginari o ipotetici, come potrebbero essere ad esempio la formulazione di una nuova teoria matematica, l'invenzione di apparecchiature tecnologiche innovative o la scoperta di nuovi e promettenti sviluppi nel campo della bioingegneria. Solitamente questo genere di film viene ambientato in un contesto legato a una visione più o meno lontana del futuro, come quello dei viaggi interstellari, quello del contatto con entità extraterrestri, quello dei conflitti nucleari o delle catastrofi climatiche globali.
Benché il cinema di fantascienza sia stato riconosciuto come genere autonomo solo a partire dagli anni cinquanta, l'elemento del fantastico era ben presente fin dagli esordi della settima arte. Nel corso degli anni, il cinema fantascientifico ha saputo esplorare un'enorme rosa di soggetti e temi differenti, molti dei quali non avrebbero potuto essere rappresentati in altro modo. Una delle qualità che rende affascinante questo genere è la sua propensione a comunicare messaggi filosofici o politici con elegante sottigliezza: le opere di fantascienza sono state spesso utilizzate per affrontare delicati temi sociali e di attualità – come il pacifismo, la guerra fredda, la xenofobia, le conseguenze dell'inquinamento – in periodi storici attraversati da crisi morali, pur senza rinunciare, nel contempo, a offrire intrattenimento per gli spettatori meno smaliziati. Le produzioni fantascientifiche hanno sempre figurato in prima linea per quanto riguarda l'aspetto più tecnico degli effetti speciali e con il tempo le platee di appassionati si sono abituate alla rappresentazione realistica di forme di vita aliene, spettacolari battaglie spaziali, armi a energia e mondi surreali, in conseguenza del sempre più rapido progredire delle tecnologie animatronica e computer grafica.
Vi sono molti film di fantascienza memorabili e un numero ancora maggiore di opere mediocri, o che possono essere annoverate addirittura tra i peggiori esempi di produzione cinematografica di tutti i tempi. Sono occorsi molti decenni – e gli sforzi collettivi di innumerevoli cineasti di talento – perché il cinema fantascientifico iniziasse a essere considerato una forma d'arte. All'interno della fantascienza e dei suoi confini si registra una notevole contaminazione di generi, in particolare con il cinema del terrore.
Storia Il cinema fantascientifico è stato – fin dai suoi inizi – fortemente influenzato dalla letteratura, tanto che diversi capolavori cinematografici traggono la propria origine dalla letteratura fantascientifica. Romanzi e film tuttavia diventano presto due entità indipendenti: l'influenza dei libri si ferma ai soggetti, agli spunti di base, che il cinema sviluppa poi in opere autonome. In particolare dagli anni settanta del Novecento in poi il cinema tende a inventare da sé le proprie "mitologie fantascientifiche".Vittorio Curtoni nella prefazione a La fantascienza come letteratura è analitica e tratta di idee, mentre il film è tutt'altro che analitico e il modo in cui tratta le idee è quello di dare loro forma visiva, immagini che possiedano una carica metaforica, e una metafora può essere potente ma raramente precisa. Il cinema, inoltre, è considerato una forma d'arte popolare e pertanto tende spesso alla semplificazione. Tra i moderni cineasti di fantascienza vi sono pochi letterati. Autori hollywoodiani come George Lucas e Steven Spielberg hanno provveduto, salvo poche eccezioni, a scrivere in proprio le storie per i loro film di successo, immaginando quello che avrebbero voluto vedere da adolescenti al cinema. Gli scrittori di fantascienza si sono visti così superati in popolarità dai cineasti di Hollywood: romanzi e racconti non smettono di essere una fonte di idee per il cinema, ma a essi si sono affiancate altre fonti d'ispirazione, quali i fumetti, la televisione, i videogiochi, o altri generi differenti, o il cinema stesso, con frequenti remake di filmRoy Menarini, a partire dagli anni ottanta.
Nel corso del tempo il genere fantascientifico ha continuato ad affermarsi, conquistando una grossa fetta di mercato: se nel 1971 il cinema fantastico – comprendendo oltre alla fantascienza anche l'horror, il fantasy, il surreale – rappresentava circa il 5% degli incassi negli Stati Uniti, nel 1982 questa quota era già salita sorprendentemente fino ad avvicinarsi al 50% e nel 2010 costituiva quasi il 90%.
Primordi
Gli inizi della storia del cinema di fantascienza coincidono o quasi con quelli della settima arte. Il neonato cinema viene scoperto infatti come uno strumento che permette di portare sullo schermo non solo la realtà quotidiana, ma anche come mezzo straordinario e innovativo per visualizzare i sogni e le fantasie dell'essere umano, in modo da suscitare stupore e meraviglia nello spettatore, a un livello che non sarebbe stato possibile sul palco di un teatro. Le qualità illusorie del cinema sono l'ideale per narrare di cose che non sono reali, o che non lo sono ancora.
Anche se i canoni del genere fantascientifico si preciseranno solo a partire dagli anni cinquanta, in particolare nell'ambito degli Stati Uniti, tra i primissimi film di fantascienzaIn precedenti cortometraggi Méliès aveva già affrontato il tema della scienza fantastica ispirandosi alla letteratura coeva, come ne La lune à un mètre, del 1898. è Viaggio nella Luna (Le voyage dans la Lune) del 1902 di Georges Méliès, seguito a breve distanza dal più corposo Viaggio attraverso l'impossibile. Lo stesso Méliès – che aveva già affrontato il tema della scienza fantastica ispirandosi alla letteratura coeva, come ne La Lune à un mètre, del 1898 – è anche l'inventore dei primi effetti speciali.
L'Atlantide del 1921 diretto da Jacques Feyder – prima delle molte trasposizioni cinematografiche dell'omonimo romanzo di Pierre Benoît – è una storia fantastico-avventurosa in cui si ritrovano i superstiti della perduta Atlantide e la loro spietata regina; successive versioni nel 1932: L'Atlantide (Die herrin von Atlantis) di Georg Wilhelm Pabst; e nel 1949: Atlantide (Siren of Atlantis) di Gregg C. Tallas.
Per quasi mezzo secolo sarebbe quindi uscita una serie di opere che verrà definita solo a posteriori "di fantascienza", ma tali opere sono più che altro appartenenti al genere avventuroso di ambientazione esotica, venato di fantastico e condito di dettagli pseudoscientifici. Fanno eccezione poche pellicole, a cominciare dal film russo Aėlita (Аэлита, 1924) di Jakov Aleksandrovič Protazanov; tratto dal romanzo omonimo di Aleksej Nikolaevič Tolstoj, è considerato il primo kolossal sovietico oltre che il primo film di fantascienza girato in Russia, dove godette di una notevole popolarità ed anticipa in certo modo il celeberrimo Metropolis (1927), di Fritz Lang, apologo futuribile sulla lotta di classe ambientato in una enorme città del 2026.
Sebbene il film (sceneggiato dalla scrittrice Thea von Harbou, moglie del regista) secondo alcuni soffra, a livello narrativo, di un "melensaggine mistica da romanzetto d'appendice" (Morando Morandini) e risolva un tema complesso come quello della lotta di classe in modo banalmente e spudoratamente conciliatorio ("il film più stupido mai fatto", lo definì lo scrittore H. G. Wells), fu girato con grandi mezzi (grazie ai cospicui finanziamenti della casa di produzione nazionale tedesca UFA) ed è visivamente e tecnicamente impressionante, per la monumentale e suggestiva rappresentazione delle architetture della metropoli futura, realizzata grazie a scenografie colossali, trucchi ottici ed effetti speciali sbalorditivi per l'epoca, il montaggio ardito, le stupefacenti invenzioni registiche di Lang – uno dei maggiori rappresentanti del cinema espressionista tedesco -, il suggestivo contrappunto della colonna musicale di Gottfried Huppertz, l'algido e inquietante design della donna-robot, divenuto un'icona; meriti per i quali, a dispetto delle sue indubbie pecche, il film viene unanimemente annoverato tra i capolavori delle settima arte ed è divenuto, col tempo, uno dei film più amati della storia del cinema da cinefili e cineasti, senza dimenticare la sua enorme influenza sull'iconografia del genere.Si pensi alle architetture di opere come Blade Runner (1982), di Ridley Scott o Brazil (1985), di Terry Gilliam; ma anche al di fuori della fantascienza si incontrano pellicole, quali Batman (1989), di Tim Burton, che nell'impianto scenografico hanno debiti evidenti con Metropolis. Metropolis anticipa la maggior parte dei temi della fantascienza catastrofista. A rinverdirne la fama contribuì, nel 1984, la curiosa e discussa operazione del compositore Giorgio Moroder, che curò una nuova versione del film virata in vari registri cromatici e musicata con una colonna sonora rock.
Un altro film di Fritz Lang – e un altro viaggio sulla Luna – si ha con Una donna nella luna (Frau im Mond) del 1928, un melodramma fantascientifico dove per la prima volta vengono presentati al grande pubblico i fondamenti scientifici dei viaggi spaziali su razzi, sfruttando la consulenza degli antesignani della missilistica Hermann Oberth e Willy Ley.
Le opere di Lang assieme ad altri film degli anni venti – come Аėlita e il meno noto Parigi che dorme (Paris qui dort, 1924) di René Clair – costituiscono dei veri e propri punti fermi nella storia del genere e forniranno ispirazione per le produzioni successive degli anni trenta, come Frankenstein, King Kong, La donna e il mostro, La maschera di Fu Manciu, L'isola delle anime perdute, per citarne alcuni tra i più noti.
Anni trenta e quaranta
Durante gli anni segnati dalla Grande depressione (1929) il pubblico americano cerca spesso dei modi per astrarsi dalla dura realtà quotidiana. Tra i molti musical che invadono i cinema con l'invenzione del sonoro vi è I prodigi del 2000 (Just Imagine) del 1930 di David Butler, una singolare commedia musicale in cui un uomo colpito da una luce nel 1930 si risveglia cinquant'anni dopo nella New York del 1980.
Frankenstein per la regia di James Whale del 1931, con Boris Karloff nei panni del mostro, è il secondo e probabilmente il più noto tra i molti film ispirati al romanzo omonimo di Mary Shelley, divenendo un capostipite per il filone dell'horror fantascientifico. Whale ne dirigerà un seguito all'altezza nel 1935 con La moglie di Frankenstein (Bride of Frankenstein). La mescolanza di elementi scientifici, horror e pazzia era già stata introdotta con due capolavori del cinema espressionista tedesco, Il gabinetto del dottor Caligari (Das Cabinet des Dr. Caligari) del 1920 di Robert Wiene e Il dottor Mabuse (Dr. Mabuse, der Spieler) di Lang del 1922, dominati da magnetiche e negative figure di uomini di scienza (uno psicologo e uno psicoanalista votati al male), che verranno stereotipati nel personaggio dello "scienziato pazzo".