I romanì in Francia, generalmente definiti nel francese parlato come gitani, tsigan o manouches, sono in numero sconosciuto: le stime variano da 20.000 a 400.000.
Popolazione In Francia i Popoli romaní sono generalmente suddivisi in tre gruppi:
"Rom", riferendosi ai romani che provengono da territori dell'Europa orientale "Manouches", noti anche come "Sinté" (in Germania e Olanda: Sinti), che spesso hanno legami familiari in Germania e in Italia "Gitans", che rintracciano i legami familiari con i rom in Spagna (Kalé)Liégeois, Jean-Pierre. Roma, tsiganes, voyageurs. Council of Europe, 1994.
Il termine "Romanichel" è considerato peggiorativo, e "Bohémien" è obsoleto. La Gendarmeria nazionale usa l'acronimo amministrativo "MENS" ("Minorités Ethniques Non-Sédentarisées"). Questo termine non è considerato neutro o corretto, perché in genere la maggioranza dei romanì francesi ha case come altre minoranze e non "viaggia" più di altri francesi.
Il numero esatto di romanì in Francia non è noto, con stime che variano da 20.000 a 400.000. Il gruppo francese per i diritti dei romanì FNASAT riferisce che almeno 12.000 rom, immigrati dalla Romania e dalla Bulgaria, vivono in campi urbani non ufficiali in tutto il paese. Le autorità francesi tentano spesso di chiudere questi accampamenti. Nel 2009, il governo ha rinviato più di 10.000 rom, cittadini UE, in Romania e Bulgaria.
Nel 2009, il Comitato europeo per i diritti sociali ha riscontrato che la Francia aveva violato la Carta sociale europea (diritto alla casa, diritto alla protezione dalla povertà ed esclusione sociale, diritto della famiglia alla protezione) nei confronti della popolazione rom proveniente da paesi stranieri.
Rimpatri Nel 2010 e nel 2011, il governo francese ha organizzato voli di rimpatrio per rinviare i rom francesi in Romania. Il 12 aprile, un volo charter che trasportava 160 rom lasciò la Francia settentrionale per Timisoara. Come nelle deportazioni del 2010, il governo francese diede a quei rom che lasciavano la Francia € 300 ciascuno, e € 100 per ogni bambino. I rom sul volo del 12 aprile furono costretti a firmare dichiarazioni che non sarebbero mai tornati in Francia.
Il 9 agosto, la città di Marsiglia, nel sud della Francia, ha sgomberato con la forza 100 rom da un campo di fortuna vicino a Porte d'Aix, dando loro 24 ore per partire. Un volo charter che trasportava circa 150 rom verso la Romania lasciò la zona di Lione il 20 settembre. L'obiettivo della Francia per il 2011 era di espellere 30.000 rom in Romania. A partire dal 2012, la Francia ha inviato circa 8.000 rom in Romania e Bulgaria nel 2011, dopo aver smantellato i campi in cui vivevano alla periferia delle città. Le azioni hanno suscitato polemiche e hanno richiesto una maggiore inclusione dei rom. Il governo francese ha spiegato che tali azioni non figuravano come deportazioni ma come espulsioni a tutti gli effetti di persone che vivevano in Francia in maniera irregolare.
Reazione internazionale
Barroso Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso tenne un discorso, ampiamente interpretato come una critica alla politica francese, il 6 settembre 2010. Avvertì i governi dell’UE di “stare alla larga da razzismo e xenofobia”. Il 9 settembre 2010, il Parlamento europeo espresse profonda preoccupazione per le misure adottate dalle autorità francesi e criticò la mancanza di impegno del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea sulla questione. In una risoluzione presentata dall’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici, dal Gruppo dell’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa, dai Verdi/Alleanza Libera Europea e dalla Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, e adottata con 337 voti favorevoli, 245 contrari e 51 astensioni, il Parlamento dichiarò che gli Stati membri interessati avrebbero dovuto immediatamente “sospendere tutte le espulsioni dei rom”. Il Parlamento respinse “qualsiasi dichiarazione che colleghi le minoranze e l’immigrazione alla criminalità e crei stereotipi discriminatori” e “la retorica incendiaria e apertamente discriminatoria […] che dà credibilità a dichiarazioni razziste e alle azioni dei gruppi di estrema destra”.
Reding Più tardi, nel corso della settimana, la Commissaria europea alla Giustizia Viviane Reding definì le espulsioni “una vergogna”, dichiarando in un briefing del 14 settembre 2010 che “Questa è una situazione che pensavo l’Europa non avrebbe più dovuto rivivere dopo la Seconda guerra mondiale”. Suggerì inoltre che la Commissione europea potesse avviare un’azione legale contro la Francia sulla questione. La sua risposta particolarmente dura fu in parte dovuta alle smentite francesi riguardo a un documento trapelato datato 5 agosto, inviato dal Ministero dell’Interno ai capi della polizia regionale, che conteneva l’istruzione: “Trecento campi o insediamenti illegali devono essere sgomberati entro tre mesi, i campi rom sono una priorità”.
Il conflitto tra il governo francese e la Commissione europea fu ampiamente considerato come un’ombra sull’apertura del vertice dell’UE del 16 settembre 2010. Nicolas Sarkozy criticò le osservazioni della Reding, affermando: “Le parole disgustose e vergognose che sono state usate – la Seconda guerra mondiale, il richiamo agli ebrei – ci hanno profondamente scioccati”. Poiché la Reding è lussemburghese, Sarkozy invitò il Lussemburgo ad accogliere i rom di cui la Francia non voleva occuparsi. Ribadì inoltre che il suo governo avrebbe proseguito con la propria politica.
Secondo il primo ministro bulgaro Boyko Borisov, “Ci fu un grande litigio — potrei anche dire uno scandalo — tra il presidente della Commissione europea e il presidente francese”. In risposta al suggerimento di Sarkozy che il Lussemburgo potesse accogliere i rom espulsi, il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn dichiarò di aver trovato quell’affermazione “malevola”. La cancelliera tedesca Angela Merkel fu citata dicendo: “Ho trovato il tono e soprattutto i paragoni storici inappropriati. E spero che si possa trovare un modo migliore”. Durante l’incontro, il presidente Barroso prese le distanze dalle parole della Reding, ma affermò che “Il divieto di discriminazione fondata su origine razziale ed etnica è uno dei principi fondamentali dell’UE”. Il ministro degli Esteri finlandese Alexander Stubb commentò che il vertice, il cui obiettivo era presentare una politica estera ed economica unitaria, rischiava di rendere l’UE ipocrita: “Quando promuoviamo il libero commercio, la lotta ai cambiamenti climatici e i diritti umani nel mondo, dobbiamo avere la nostra stessa casa in ordine”. Sempre al vertice, Sarkozy dichiarò che anche la Germania intendeva avviare un programma di espulsione dei rom, affermazione categoricamente smentita dalla Germania.
In seguito, Viviane Reding ritrattò privatamente il paragone storico contenuto nella sua prima dichiarazione. Il suo ufficio presentò delle scuse per quell’analogia. La Commissione europea decise di non dare seguito alla precedente minaccia di denunciare la Francia alla Corte di giustizia europea, né di avviare altre azioni legali contro la Francia sulla questione rom. L’UE dichiarò che avrebbe cercato di obbligare i paesi membri ad adeguare le loro normative nazionali ai requisiti delle leggi europee sulla libera circolazione, ma così facendo non negò l’illegalità delle azioni francesi.
Razzismo I pregiudizi sui rom sono molto diffuse in Francia, con un sondaggio di Pew Research del 2014 che indica che due terzi dei francesi hanno una visione sfavorevole dei rom. Tale visione non deve essere estesa a tutto il popolo rom, ma purtroppo buona parte di questi non potendo lavorare si invischiano nella criminalità organizzata. Secondo un rapporto pubblicato dalla Lega per i diritti umani della Francia e dal Centro europeo per i diritti dei rom, il 60 percento di tutti i rom che vivono in Francia sono stati espulsi con la forza dalle loro case nel 2016, molti nei freddi mesi invernali.
Voci e false notizie su un furgone bianco utilizzato dai rom nel tentativo di rapire bambini o giovani donne si sono diffuse su Internet in francese in diverse occasioni. Nel marzo 2019 si sono verificati numerosi episodi di violenza contro rom, dopo che le voci sui rapimenti di bambini rom si sono diffuse su Facebook e Snapchat. Due persone in un furgone bianco sono state attaccate da 20 giovani a Colombes il 16 marzo. Il 25 marzo, 50 persone hanno attaccato un campo rom a Bobigny con bastoni e coltelli, bruciando diversi furgoni e un gruppo separato di romani è stato inseguito e attaccato a Clichy-sous-Bois. Incidenti simili si sono verificati ad Aubervilliers, Bondy e Noisy-le-Sec.
Note
Voci correlate Jazz manouche
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