Era membro del ramo di Sorbello della nobile famiglia Ranieri Bourbon di Sorbello.
Gioventù e formazione Uguccione Ranieri di Sorbello era figlio secondogenito del marchese Ruggero V Ranieri Bourbon di Sorbello (1864-1946) e della statunitense Romeyne Robert (1877-1951). Intraprese i primissimi studi secondo i dettami del metodo Montessori per volontà della madre, che volle un'educazione montessoriana per i suoi tre figli Gian Antonio, Uguccione e Lodovico Ranieri di Sorbello e, in particolar modo, Uguccione e Gian Antonio funsero letteralmente da cavie per testare i materiali montessoriani in sperimentazione alla Villa Montesca nell'estate del 1909Claudia Pazzini, Maria Montessori tra Romeyne Ranieri di Sorbello e Alice Franchetti. Dall'imprenditoria femminile modernista alla creazione del Metodo,Fefè Editore, 2021, pp. 131-151. Il Metodo fu poi applicato tra l'estate e l'autunno del 1909 alla didattica della scuola elementare rurale del Pischiello in Umbria, fondata dalla stessa marchesa Ranieri di Sorbello. Nel 1924, in coincidenza con la sua iscrizione alla facoltà di giurisprudenza di Roma, inizia a collaborare con alcuni periodici romani. Nel 1926 interrompe gli studi universitari per svolgere il servizio militare, in un primo periodo presso la Scuola Allievi Ufficiali di Roma (reparto di artiglieria contraerea) e successivamente al Forte Belvedere di Firenze, dal quale uscirà con il grado di sottotenente.
Nel 1928 si laurea in giurisprudenza a Roma, mentre l'anno successivo conseguirà una seconda laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Firenze. Inizierà da subito a collaborare come praticante presso uno studio di avvocati romani, ma si trattò di un'esperienza di breve durata. Uguccione abbandonò infatti ben presto l'idea di diventare avvocato per seguire la sua passione per la letteratura e la cultura umanistica. La decisione di abbandonare la carriera forense non venne accolta favorevolmente dal padre. Il marchese Ruggero Bourbon di Sorbello arrivò a tagliargli i viveri con il chiaro intento di ridurre il figlio a più miti consigli, costringendolo a tornare a Perugia, città di residenza della famiglia. È in questo clima di tensione generazionale che maturano le condizioni per una decisione che avrebbe segnato una svolta fondamentale nella vita di Uguccione: lasciare l'Italia per trasferirsi negli Stati Uniti.
Il primo soggiorno negli Stati uniti (1930-1936)
Dopo un primo viaggio esplorativo negli Stati Uniti compiuto nel 1929 per raccogliere informazioni e verificare possibili opportunità di lavoro nelle università nordamericane, Uguccione otterrà, a partire dall'anno accademico 1930-31, un incarico come instructor di lingua e letteratura italiana presso il Dipartimento di Italiano dell'Università di Yale. Inseritosi nella vita culturale della cittadina di New Haven, nel Connecticut, collaborerà con la Yale Italian Society e con il Circolo Italiano presente in città, dal quale fu invitato a tenere numerose conferenze sull'arte e la letteratura italiana. A partire dal 1932 il Circolo Italiano di Boston lo invitò regolarmente a tenere conferenze, sempre legate alla letteratura italiana. Interessato al teatro come mezzo attraverso il quale favorire l'apprendimento della lingua italiana, scrisse e mise in scena, collaborando con la società teatrale dell'Università di Yale, la commedia in un atto e sei scene Con le signore c'è più gusto, rappresentata in italiano dagli stessi studenti di Yale il 3 maggio 1934. Due anni più tardi il testo della commedia verrà pubblicato dalla casa editrice Italian Publishers di New York.In questa pubblicazione, probabilmente per iniziativa di Uguccione stesso, venne adottata la singolare scelta tipografica di segnare gli accenti tonici non solo sulle parole tronche, ma anche su quelle sdrucciole. In questo modo, come si legge nella nota introduttiva dell'autore, si rendeva «la lingua italiana perfettamente pronunziabile a prima vista». Vedi Uguccione Ranieri, Con le signore c'è più gusto, New York, Italian Publishers, 1936.
Dal 1934 al 1936 insegnerà anche presso la Italian Summer School del Middlebury College dove strutturerà un corso dal titolo "Modern Italy in Word and Thought".Per il suo impegno verrà ricordato come man of many talents. Vedi Farà la conoscenza di Giuseppe Prezzolini, allora professore di letteratura italiana alla Columbia University e direttore della Casa Italiana dal 1930 al 1940, il quale lo invitò a partecipare alla redazione del Giornalino della Casa Italiana, rivista destina a studenti ed insegnanti di italiano negli Stati Uniti. Il suo interesse per il giornalismo si espresse anche nella collaborazione editoriale con due riviste, entrambe emanazioni della Italy-America Society: Italy America Monthly e Italy America Review, della quale fu managing editor (caporedattore), durante il 1936.
Gli anni del MinCulPop e della cospirazione antifascista Rientrato in Italia, nel 1937 Uguccione iniziò a lavorare con un contratto avventizio presso il neo-costituito Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop) venendo poi assunto l'anno successivo con la qualifica di primo segretario a seguito del superamento di un concorso. Si occupò nello specifico dei servizi radiofonici in lingua inglese, dei rapporti con la stampa estera e della censura. Diventato via via sempre più insofferente nei confronti del regime di Mussolini ma costretto per necessità economiche a mantenere il posto di lavoro, abbandonò le mansioni all'ufficio radio per trasferirsi alla direzione generale della stampa estera, dove si occupò di seguire le pratiche amministrative e personali dei giornalisti stranieri, in particolare di quelli americani che rimasero in Italia fino alla dichiarazione di guerra di Mussolini agli Stati Uniti dell'11 dicembre 1941.
Richiamato al servizio militare nel novembre 1942, destinato alla base di Caserta, tornerà a Roma poco tempo dopo grazie all'interessamento diretto della principessa Maria José di Savoia, mobilitata con grande probabilità dalla madre di Uguccione, Romeyne Robert, che era conoscente della principessa. Prenderà dunque parte alla cospirazione antifascista che ruotò proprio intorno alla figura di Maria José. È lui stesso a ricordare in alcune note autobiografiche il ruolo chiave ricoperto da Maria José:
Anche Edgardo Sogno ricorda come, nella primavera del 1943, egli stesso assieme a Uguccione e a un gruppo di liberali monarchici avessero steso e fatto recapitare un appello al re, chiedendogli di deporre Mussolini. Malgrado questo, secondo Sogno, Uguccione aveva già da tempo perso fiducia nella monarchia e gli eventi successivi non fecero che confermarlo nelle sue convinzioni repubblicane. Queste emergeranno con forza nell'immediato dopoguerra quando, in occasione del referendum istituzionale tenutosi domenica 2 e lunedì 3 giugno 1946 per scegliere la forma istituzionale da dare all'Italia dopo la seconda guerra mondiale, Uguccione si schierò pubblicamente a favore della Repubblica.
L'impegno con gli alleati (1943-45)
Dopo l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre 1943, Uguccione disertò riparando verso sud, rifugiandosi presso la villa degli amici Zeno e Andreola Vinci a Cupra Marittima. La notte del 5 ottobre compì la sua prima impresa portando in salvo un gruppo di fuggiaschi ebrei in territorio alleato utilizzando un'imbarcazione di fortuna con la quale raggiunse le Isole Tremiti.. Con il consenso dello Stato Maggiore italiano, Uguccione si unì al reparto alleato IS 9, emanazione del MI 9, British Military Intelligence Section 9, e del suo omologo statunitense. Il reparto MI 9 era stato creato nel dicembre 1940 con il compito di aiutare i combattenti della resistenza europea nei territori occupati dai nazi-fascisti a recuperare soldati alleati dispersi in territorio nemico, oltre che a comunicare con i prigionieri nei campi, inviando loro ogni aiuto possibile. In particolare il reparto IS9, spesso denominato A-Force nello scacchiere del Mediterraneo, aveva la particolare missione di favorire l'evasione dei prigionieri alleati, anche mediante la formazione di agenti speciali da inviare in territorio nemico. La rete dell'IS9 sviluppò le sue attività in varie zone della penisola, in particolare lungo le Alpi Orientali, dove si trattava perlopiù di prestare soccorso e portare in salvo i piloti degli equipaggi dei bombardieri alleati abbattuti dalla contraerea nemica, e nelle zone tra le Marche e gli Abruzzi dove si registrava una forte concentrazione di prigionieri evasi.Nelle Marche, in particolare, si trovavano tre grossi campi per prigionieri alleati: quello di Sforzacosta, vicino a Macerata, quello di Monte Urano, nei pressi di Fermo, e quello di Servigliano, nella valle del Fiume Tenna.
Tra l'inverno del '43 e la primavera del '44 Uguccione rimase in territorio marchigiano per organizzare un percorso di fuga ("Ratline"), grazie al quale centinaia di prigionieri alleati (circa 900 tra soldati angloamericani, soldati jugoslavi, rifugiati italiani, ebrei, ecc.) riuscirono a mettersi in salvo.
Dopo la liberazione delle Marche si spostò sul fronte di Arezzo e nel luglio del 1944 partecipò alla battaglia di Firenze. In seguito, dopo un rapido addestramento a Brindisi in preparazione di una missione sulle Alpi, nella notte tra 4 e 5 aprile venne paracadutato nella zona del Monte Pizzoc nelle Alpi Orientali, insieme a un tenente inglese e a un radiotelegrafista italiano (Operazione Spider). Lì, in collaborazione con i partigiani della Divisione Garibaldi "Nino Nannetti", riuscì a radunare e portare al sicuro un nutrito gruppo di aviatori americani dispersi e a catturare più di mille soldati tedeschi. Nelle ultime fasi del conflitto venne inviato in Austria per organizzare la prima assistenza nei campi di prigionia abbandonati dai tedeschi nella zona fra Klagenfurt e Graz, dove si stimava fossero stati rinchiusi quasi 40.000 soldati alleati. Il suo impegno durante la guerra di liberazione gli valse encomi e decorazioni: al rientro in Italia, nell'aprile del '45, venne decorato con una medaglia d'argento "sul campo" al Valor Militare. Nel 1949 gli venne assegnata anche una medaglia di bronzo.
Gli anni del dopoguerra
1946-1952: l'impegno politico
Dopo la guerra Uguccione torna a Roma, afferendo inizialmente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ottenendo una serie di incarichi presso il Ministero degli Esteri fino all'inquadramento, avvenuto nel 1960, nel neo-costituito Ministero del Turismo e dello Spettacolo. Nel 1946 Uguccione prestò la sua opera come addetto stampa della delegazione italiana alla Conferenza di Parigi dove tradusse in inglese per i giornalisti stranieri il discorso di Alcide De Gasperi, meritandosi un encomio.
Uguccione partecipò attivamente alla vita culturale di una Roma da poco liberata. Il suo piccolo appartamento nella capitale, al n. 31 di Via dei Due Macelli, divenne una sorta di crocevia intellettuale e mondano, frequentato da varie personalità che costituivano, o andranno a costituire, il gotha dell'universo politico, letterario e giornalistico del dopoguerra: da Giuseppe Antonio Borgese a Ugo Stille, da Luigi Barzini ad Alberto Moravia, da Giannalisa Feltrinelli a Marina e Anna Maria Volpi, dallo scrittore Dino Terra a noti musicisti, attori e politici vari. Fra gli amici di lunga data si ricordano il conte Edgardo "Eddy" Sogno, Maurizio Lodi-Fè e Indro Montanelli.