LAssociazione Nazionale Autori Cinematografici, in acronimo ANAC, è un'associazione italiana fondata nel 1952 che si occupa di tutelare gli interessi diretti e materiali degli autori di opere cinematografiche e, più in generale, di tutta la cultura italiana. Ne è attualmente presidente il regista e sceneggiatore Francesco Ranieri Martinotti.
Storia Fondazione Fondata l'11 febbraio 1952 da un gruppo di sceneggiatori, registi e compositori italianiFirmatari atto costitutivo e dello Statuto associazione: Aldo Vergano, Alberto Vecchietti, Carlo Campogalliani, Mario Mattoli, Mario Monicelli, Ettore Maria Margadonna, Ugo Pirro, Domenico Paolella, Franco Solinas, Basilio Franchina, Rodolfo Sonego, Furio Scarpelli, Agenore Incrocci, Tullio Pinelli, Carlo Lizzani, Massimo Puccini, Sergio Amidei, Adolfo De Benedetti, Carlo Ludovico Bragaglia, Oreste Bianchi, Sandro Continenza, Alessandro Cicognini, l'associazione viene definita nel suo atto costitutivo "una associazione di categoria" dal "carattere apolitico", alla quale potevano far parte "i coautori di opere cinematografiche e precisamente: gli autori, di soggetti, di sceneggiatori, di musiche per film ed i registi che esplichino tali attività". Il primo statuto registrato dal notaio Francesco Pocaterra il 16 febbraio 1952 prevedeva tra gli scopi dell'associazione: "lo studio di tutti i problemi culturali e sociali dei coautori di films e la soluzione dei detti problemi nonché la tutela dei diritti relativi, agendo lì dove è necessario, di concerto con la Società Italiana autori ed editori, per quanto riguarda la tutela del diritto d'autore sotto ogni profilo, e con le associazioni sindacali di categoria, per quanto riguarda i rapporti di lavoro". Sull'enciclopedia Treccani si legge:
Nell'azione dell'ANAC, gli obiettivi di politica culturale sono direttamente connessi e ispirati sia al principio costituzionale della libertà di espressione, sia al diritto della libera circolazione e fruibilità delle idee e delle opere d'arte. L'affermazione e la tutela del valore sociale e culturale del cinema, dei mezzi audiovisivi, dei linguaggi visuali presenti e futuribili, rappresentano un obiettivo primario, che l'Associazione ha nel tempo perseguito cercando di conciliare gli interessi diretti, materiali e morali degli autori (il diritto d'autore), e quelli più generali dell'adesione e della partecipazione ai valori e al patrimonio di tutta la cultura italiana. All'ANAC aderirono da subito molti importanti autori (registi e sceneggiatori) del cinema italiano. Tra i fondatori dell'ANAC figurano Cesare Zavattini, Sergio Amidei, Furio Scarpelli, Ugo Pirro, Rodolfo Sonego, Franco Solinas, Tullio Pinelli, Age, Ettore Maria Margadonna al fianco di registi come Alessandro Blasetti, Carlo Lizzani, Roberto Rossellini e suo fratello (musicista) Renzo, Mario Monicelli, Mario Camerini, Carmine Gallone, Mario Mattoli, Carlo Ludovico Bragaglia, Steno.
Storia Nel novembre del '44, a cinque mesi dalla liberazione della capitale italiana - con il resto dell'Italia, a nord della "linea Gotica" ancora in guerra - nasce a Roma l'ACCI, l'Associazione culturale cinematografica italiana. "Ne possono far parte come soci effettivi tutti coloro che si interessano professionalmente al cinema e come aderenti tutti coloro che, pur svolgendo altre attività professionali, si interessano tuttavia ai problemi del cinema".
A Roma, Cinecittà era ancora ridotta a campo profughi e le attività cinematografiche erano poste sotto il controllo del Psychological Warfare Branch ma la libertà d'associazione era qualcosa che si acquisiva de facto prima per la caduta del fascismo e poi per la fine della guerra. La costituzione repubblicana entrerà in vigore solo il 1 gennaio del 1948 ma già in tutta Italia si andavano riorganizzando quelle attività cinematografiche che avevano preso forma, durante il fascismo, nei Cineguf (i cinecircoli universitari fascisti) dando vita su tutto il territorio nazionali ai nuovi cinecircoli.
Su questa spinta, nell'aprile del '47, l'ACCI si sciolse per lasciare il posto al Circolo romano del cinema che diventerà uno dei punti di riferimento più importanti della vita culturale cinematografica dell'immediato dopoguerra. Un primo nucleo dei cinecircoli si diede appuntamento a Nervi, qualche mese dopo, dal 10 al 12 luglio, per il primo convegno dei Circoli del cinema con la collaborazione organizzativa del film club genovese guidato dal giornalista e critico cinematografico Enrico Rossetti. Il convegno pose le basi per l'organizzazione dell'appuntamento tra il 3 e il 7 settembre, durante la 8ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (1947), dove fu costituita informalmente la Federazione italiana dei circoli del cinema (FICC) la cui costituzione formale è datata 8 novembre 1947.
Fu eletto presidente Antonio Pietrangeli e segretario generale Claudio Forges Davanzati che però, poche settimane dopo, si dimise dalla carica per raggiungere in Sicilia Luchino Visconti impegnato a girare un documentario (che sarebbe poi diventato il film La terra trema). Venne eletto in suo sostituzione il 15 novembre di quell'anno Enrico Rossetti. Dopo le elezioni del '48, rappresentarono una svolta politica nel paese le cui conseguenze si ripercuotono a cascata in tutti gli ambiti organizzativi.
Dopo pochi mesi il sindacato generale si spacca. La componente cattolica si stacca dalla CGIL. (Diventerà dopo alcune trasformazioni la CISL). Nel 1950 anche i sindacalisti socialdemocratici lasciarono la CGIL dando vita alla UIL. Nel settore cinematografico, la componente degli autori continuava a riunirsi e ad essere rappresentata dai circoli del cinema e in particolare dal circolo romano, al quale aderiva la gran parte dei registi e degli sceneggiatori più importanti dell'epoca.
Il Circolo romano del cinema - che, come detto, aveva raccolto l'eredità della disciolta ACCI per portare aventi una attività sostanzialmente culturale - pian piano si politicizza cercando di difendere il cinema italiano scarsamente protetto dalla invadenza del cinema statunitense che aveva invaso le sale con centinaia di film (sia nuovi che vecchie opere tenute in magazzino durante la guerra). Questo nucleo di autori impegnati nella promozione delle attività cinematografiche sarà da subito molto impegnato nella lotta contro la censura che aveva iniziato ad imperversare colpiva molto duramente e sarà molto importante nell'organizzazione di una grande manifestazione a Piazza del Popolo a Roma nel febbraio del '49 per protestare contro l'invasione del cinema americano e la censura che stavano soffocando la produzione nazionale. Nei comitati di agitazione figuravano Vittorio De Sica, Luigi Zampa, Mario Costa, Giuseppe De Santis, Carlo Ludovico Bragaglia, Mario Craveri, Alberto Vecchietti, Cesare Zavattini. Il giorno della manifestazione, dal palco Alessandro Blasetti aggiunse la sua voce per un discorso che invitava all'unità di azione.
In questo clima, un gruppo di autori sentì l'esigenza di creare una organizzazione con una struttura più delineata, che desse la possibilità di rappresentare con più forza e precisione le esigenze della categoria. Si pensò quindi ad una associazione di categoria, disgiunta dalle centrali sindacali, che consentisse agli autori cinematografici una unità di azione, evitando quindi lo sparpagliamento in varie sigle e i rischi connessi di competizioni dannose. Tanto più che le conseguenze della spaccatura politica nel paese si erano fatte sentire anche nelle strutture dei circoli del cinema. Le polemiche si erano fatte roventi e nel settembre del 1951 alcuni circoli si erano dimessi dalla FICC dando vita alla UIC, Unione dei circoli del cinema.
Venne così costituita, nel febbraio del 1952 l'Associazione nazionale autori cinematografici (ANAC). Appena nata, l'ANAC si accreditò presso tutte le istituzioni statali, gli enti pubblici di riferimento (la Siae) e le altre organizzazioni associative professionali nazionali e internazionali.
Si mise immediatamente in luce per una attenta partecipazione ai momenti più importanti del settore e per capacità ideativa e propositiva. Prese parte ad esempio al congresso di categoria tenuto al Festival di Cannes di quell'anno e candidandosi ad organizzare nell'agosto/settembre del '53, in seno alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il secondo congresso mondiale degli autori cinematografici, ponendo al centro dell'attenzione il tema della difesa e affermazione del diritto d'autore.
Nel frattempo nell'aprile del 1953, Aldo De Benedetti, pur rimanendo nell'esecutivo, aveva ceduto la carica di Presidente a Carmine Gallone. Nell'esecutivo, oltre ai due autori menzionati, prendono parte Carlo Ludovico Bragaglia, Gaspare Cataldo, Age, Mario Mattoli, Renzo Rossellini, Steno, Alberto Vecchietti. Compare un collegio sindacale composto da Carlo Campogalliani, Enzo Masetti e Gian Gaspare NapolitanoDocumento presente nell'archivio storico ANAC.. L'azione dell'ANAC diventa sempre più centrale. La sua importanza si riflette anche nella partecipazione di importanti autori: Sergio Amidei, Carlo Ludovico Bragaglia, Michelangelo Antonioni, Suso Cecchi d'Amico, Luigi Comencini, Alberto Lattuada, Pietro Germi, Luigi Chiarini, Cesare Zavattini, Vittorio De Sica, Carlo Lizzani, Alberto Moravia, Mario Monicelli, Carmine Gallone, Alessandro Blasetti, Mario Camerini.
Il 24 aprile del 1956 si indice una assemblea elettiva e il 4 maggio, sulla base dei risultati, il nuovo direttivo nomina Vittorio De Sica presidente e, al suo fianco, due vice presidenti: Sergio Amidei e Ettore Giannini. Segretario Antonio Petrucci e tesoriere Carlo Ludovico BragagliaVerbali assemblea del 24 aprile e 4 maggio. Documenti presenti nell'archivio storico ANAC. Nel verbale dell'assemblea del 4 maggio figura poi la richiesta da parte di Luigi Comencini di giungere ad un chiarimento dei rapporti tra l'ANAC e il Circolo romano del cinema. Si legge nel verbale: "Zavattini è ben lieto della chiarificazione ed invita senz'altro i componenti del direttorio dell'ANAC ad una cordiale collaborazione con il Circolo romano del cinema, ben scindendo i compiti che ognuno dei due enti hanno".
Infatti, in quegli anni il Circolo romano aveva continuato ad esistere. Cesare Zavattini, che ne era il promotore principale, nel gennaio del 1953 era stato anche eletto presidente della Federazione circoli del cinema (FICC) e ne aveva cercato di rilanciare l'azione. Facendo seguito ad un Convegno internazionale di cinematografia tenuto a Perugia dal 24 al 27 settembre del 1949, e poi del manifesto intitolato Difendiamo l'arte del cinema, firmato dai più importanti autori cinematografici nel febbraio del 1951, Zavattini si afferma come uno dei leader più carismatici di un vasto movimento culturale che cerca di contrastare le sempre più aspre critiche al neorealismo provenienti da una vasta platea culturale ma anche da ambienti governativi: celebre l'articolo di Giulio Andreotti, allora sottosegretario alla presidenza del consiglio nel governo De Gasperi: Piaghe sociali e necessità di redenzione, pubblicato il 28 febbraio del 1952 sulla rivista democristiana Libertas. Il giovane politico democristiano, sotto forma di lettera diretta al più famoso regista del momento, Vittorio De Sica, prendeva le distanze dal film Umberto D. di cui Zavattini era lo sceneggiatore. Zavattini con articoli e prese di posizione sempre più nette risponde colpo a colpo alle critiche. E poi progetta il convegno sul Neorealismo che si terrà a Parma dal 3 al 5 dicembre del 1953. All'assise sarà presente gran parte degli autori che in quegli anni animano le battaglie dell'ANAC e dei circoli del cinema.