La vite comune o vite euroasiatica (Vitis vinifera L., 1753) è un arbusto rampicante della famiglia Vitaceae, genere Vitis, sottogenere Vitis (ex EuvitisCodice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICN)).
È la vite sensu lato coltivata di maggior diffusione, presente in tutti i continenti ad eccezione dell'AntartideOIV Statistical Yearbook. In Europa è coltivata nelle regioni centrali e meridionali; in Asia nelle regioni occidentali (Anatolia, Caucaso, Medio Oriente) e nella regione orientale in Cina e Giappone; in Africa nelle regioni settentrionali e in Sudafrica; in Nordamerica in California, Messico e alcune aree circoscritte (Nuovo Messico, Stato di New York, sud dell'Ontario, Oregon, Stato di Washington, Columbia Britannica); in Sudamerica in Cile, Argentina, Uruguay e Brasile; in Oceania, in Australia e Nuova Zelanda.FAOSTAT (Food and Agriculture Organization of the United Nations)The Oxford Companion to Wine (Jancis Robinson, Julia Harding)General Viticulture (A.J. Winkler et al. – University of California Press)
Descrizione
La pianta è un arbusto rampicante con portamento generalmente determinato dal sistema di allevamento. Il portamento naturale è irregolare, con ramificazione rada ma molto sviluppata in lunghezza, anche diversi metri. Le forme spontanee della sottospecie sylvestris sono rampicanti e i pochi rami si confondono con la vegetazione delle piante circostanti; le forme inselvatichite della sottospecie sativa mostrano un fusto più o meno sviluppato con rami, chiamati tralci, procombenti o rampicanti secondo le condizioni, più o meno densamente ramificati, all'altezza dei nodi vi è una struttura che separa due internodi successivi chiamata diaframma. Il fusto è più o meno contorto e irregolare, di varia lunghezza, con ritidoma persistente che, forzato a mano o spontaneamente, si distacca in maniera verticaleMorfologia della Vite Appunti di Viticoltura - Coltivazione della vite Marco Salvaterra. La colorazione, grigiastra-verdastra nei rami di un anno, diventa marrone con la sovrapposizione di sostanze suberose e di apposizione di lignina e questo periodo viene chiamato agostamento. La vigoria del fusto e dei rami è strettamente condizionata dal portinnesto, da caratteristiche intrinseche genetiche della varietà dell'innesto, dal clima e dal rapporto C/N nutritivo del terreno. Il legno ha una colorazione bruno-giallastraManuale di viticoltura Alberto Palliotti, Stefano Poni, Oriana Silvestroni.
La ramificazione è originata da tre tipi di gemme. Dalle gemme dormienti si sviluppano i germogli nella primavera successiva; dalle gemme pronte si sviluppano nello stesso anno germogli di secondo ordine, comunemente detti femminelle; dalle gemme latenti, che restano in quiescenza per un numero indefinito di anni, si sviluppano germogli più o meno vigorosi, comunemente detti succhioni. I rami giovani allo stato erbaceo sono detti germogli, mentre le giovani foglie vengono a volte dette pampini, i germogli di un anno sono detti tralci. I tralci lignificati hanno un colore bruno-giallastro, in alcune varietà con evidente striatura longitudinale; i nodi sono ingrossati e gli internodi relativamente brevi. In corrispondenza dei nodi, sui tralci dell'anno, si inseriscono tre diversi organi: le foglie, le infiorescenze e i cirri o viticci che sono infiorescense metamorfosate.
I cirri, comunemente detti viticci, sono organi di sostegno e ancoraggio che si trovano opposti alle foglie in maniera discontinua, come le foglie hanno uno sviluppo a spirale elicoidale permettendo l'ancoraggio del germoglio ad un supporto di qualsiasi natura. Nella V. vinifera i cirri sono ramificati e si formano in modo discontinuo come i grappoli: dopo due nodi provvisti di cirri si forma un terzo nodo che ne è privo (schema 1-1-0). Inizialmente sono erbacei, poi lignificano. In genere sono poco persistenti e dopo un anno, o poco più, si staccano dalla pianta. Cirri e infiorescenze hanno la stessa origine, pertanto sono organi omologhi disposti in posizioni differenti lungo il tralcio: in generale le infiorescenze si sviluppano nei nodi basali o in quelli prossimi alla base e fino al 3°-4° nodo, mentre i cirri compaiono nei nodi successivi, dopo la comparsa del primo viticcio su quel tralcio non ci saranno grappoli successivi. Non sono infrequenti organi misti, formati in genere a seguito di impollinazioni irregolari, con piccoli grappoli in parte trasformati in cirri detti cirro-grappoli. I cirri che si sviluppano dal 10°-12° nodo in poi derivano dall'accrescimento in lunghezza del germoglio e non sono pre-formati all'interno della gemma mista. A volte è possibile trovare cirri bi o tri forcuti, specialmente nella parte più apicale del germoglio.
Foglie
Le foglie (i cosiddetti pampini) sono palmate, con lembo intero, ma per le varietà di interesse agronomico si hanno casi in cui è quasi sempre suddiviso in genere in 3 o 5 lobi più o meno profondi; di rado possono esseri foglie incise in 7 o 9 lobi; il profilo varia secondo il vitigno, ma nella maggior parte è asimmetrico e irregolarmente orbicolare, in altri termini senza uno sviluppo prevalente in lunghezza o in larghezza. Vario è lo sviluppo, che dipende oltre che dal vitigno anche dal portainnesto e dall'andamento climatico. Il margine è irregolarmente dentato; nel punto d'inserzione del picciolo forma un'insenatura più o meno marcata (seno peziolare) che può essere del tutto assente oppure conformato a U, a V o a Lira (strumento musicale), più o meno aperto e profondo. Di parla di seno anche l'apertura, a volte mancante, tra i lobi; questo seno può esser aperto o chiuso, può avere anche la presenza di denti, simili a quelli del margine della foglia, e la loro presenza è conformazione dipende quasi esclusivamente all'eredità Genetica varietale.
La superficie della pagina superiore è glabra o con qualche palo rado distribuito a formare una ragratela e rivestita da una cuticola cerosa, quella inferiore è invece rivestita da una peluria più o meno sviluppata che può essere rada, aracnoidea o più o meno fittamente tomentosa fino ad essere cotonosa. Lo sviluppo della tomentosità dipende da vari fattori, sia intrinseci alla pianta sia estrinseci. In autunno le foglie perdono la clorofilla assumendo, secondo il vitigno, una colorazione gialla o rossa Light modulates the transcriptomic accumulation of anthocyanin biosynthetic pathway genes in red and white grapes Puspa Raj Poudel · Kazuya Koyama · Nami Goto-YamamotoWhite grapes arose through the mutation of two similar and adjacent regulatory genes Amanda R Walker et al.Plant J. Boss et al. (1996) – "Expression of anthocyanin biosynthesis genes in different grapevine cultivars" (Plant Physiology), in genere le varietà a uva bianca hanno un aumento di pigmenti gialli-arancio, mentre le varietà a bacca rossa hanno un accumulo di coloranti arancio-rossi o rossi. Con l'entrata in riposo vegetativo le foglie possono persistere per un tempo più o meno lungo sulla pianta. La vite in clima tropicali assume un comportamento da pianta sempreverde.
La fillotassi, ovvero la disposizione delle foglie sul tralcio, è di tipo elicoidale con sequenza 2-5, ciò vuol dire che la 5° foglia ha un posizionamento simile alla 2°, questa è una evoluzione che permette alla vite di captare la maggior luce possibile. Inoltre, due foglie successive si trovano ai lati opposti dello stesso tralcio. E solo dopo il 3° o 4° nodo la foglie assume tutte le caratteristiche tipiche del vitigno.
Fiori
I fiori, meglio chiamati bottoni fiorali, sono riuniti in infiorescenze detta racemo o grappolo conposto, dapprima erette, dopo l'impollinazione diventa pendula per via del peso. Il racemo, che diventerà il futuro grappolo, è formato da un asse principale, detto rachide, che si ramifica in assi laterali a loro volta ramificati chiamati rachilli laterali. Nello stesso grappolo possono essere presenti ramificazioni di II, III e IV ordine, generalmente decrescenti dalla base verso l'apice. I peduncoli che collegano i bottoni fiorali alla ramificazioni laterali vengono detti pedicelli che all'estremità fiorale presentano un cercine, un cuscinetto che sostiene il peso del fiore e della successiva bacca. A volte i raceni possono essere doppi o alati.
I fiori possono essere definiti fiori perfetti, ovvero fiori ermafroditi dove avviene la macrosporogenesi e microsporogeni, ma alcune varietà possono avere come caratteristica l'aborto della parte maschile o femminile degli fiore, o perdere la funzionalità di una delle due parti. Il calice è gamosepalo, poco sviluppato, suddiviso in cinque sepali molto leggeri; la corolla è formata da 5 petali poco appariscenti, verdastri, saldati; all'atto della fioritura la corolla si apre spesso con i petali che si dissaldano dalla base verso l'apice e ben presto cade, questo particolare organo si chiama Caliptra e cade per via della pressione generata dagli organi fiorali, questa fase viene definita Scaliptratura. L'androceo è composto da 5 stami con antere dorsifisse a deiscenza longitudinale. Nei fiori ermafroditi le antere sono disposte all'altezza dello stimma, ma sono rivolte verso l'esterno, perciò l'impollinazione della vite tende ad essere incrociata, anche se spesso l'impollinazione avviene ancor prima vee la caliptra si apra. Il gineceo è composto da un ovario bicarpellare supero, contenente 4 ovuli; l'ovario è sormontato da uno stilo terminante con uno stimma bilobato. L'insieme degli organi fiorali conferisce una colorazione variabile dal giallo-verdastro al giallo-citrino.
Sono visitati dalle api per il polline ed il nettare.
Frutti
Il frutto è botanicamente una bacca, detta acino; il colore della bacca matura varia, secondo il vitigno, dal verde al giallo, dal roseo al rosso-violaceo, dal nero o al nero-bluastro, ma l'intensità e la tonalità del colore può variare anche in funzione delle condizioni ambientali, in particolare l'illuminazione e la temperaturaA complete guide to 1,368 vine varieties, including their origins and flavours, temperature troppo alte interrompono la fotosintesi clorofiliana e i cicli biologici associati. Le diverse cultivar sviluppano pigmenti diversi che caratterizzano la loro colorazione, le uve rosse producono concentrazioni diverse di diversi pigmentiPink-Colored Grape Berry Is the Result of Short Insertion in Intron of Color Regulatory Gene che rientrano nella famiglia delle Antocianine, apparente alla famiglia chimica dei flavonoidi, le più importanti antocianine sonoComparative Study on Grape Berry Anthocyanins of Various Teinturier Varieties by László Kőrösi, Szilárd Molnár, Péter Teszlák, Ágnes Dörnyei, Erika Maul, Reinhard Töpfer, Tamás Marosvölgyi, Éva Szabó and Franco Röckel: malvidina; peonidina e delfinidina. Nell'uva bianca invece sono clorofilla e carotenoidi i principali responsabili della pigmentazione della buccia degli aciniChlorophyll and carotenoid quantifications in white grape (Vitis vinifera L.) skins by reflectance spectroscopy, tra cui acido caftarico e acido cutaricoWhite grape pomace (cv Fiano) as plant alternative ingredient in food industry: Stability of functional components of milled white pomace Federica Angilè, Maria Tufariello, Giovanna Giovinazzo, Carmela Gerardi.
L'epicarpo (buccia o cuticola) è glabra e spesso pruinosa. La forma dell'acino è caratterizzata dalle caratteristiche genetiche del vitigno e può essere: sferica, subsferica, ellittica o ovoidale, ma in alcuni vitigni può essere anche marcatamente allungata fino ad assumere una forma cilindrica o arcuata.Scheda ampelografica OIVhttps://vitisdb.it/descriptors/ampelographics