Verso un’ecologia della mente è solitamente considerata l'opera principale di Gregory Bateson, scritta parecchio tempo dopo il precedente Naven. Il saggio, "un non libro per eccellenza" Alessandro Dal Lago, Il meta-libro di Bateson su aut aut 251, settembre-ottobre 1992, pag.22 raccoglie contributi abbastanza disomogenei di psicologia, antropologia, epistemologia (nell'accezione anglosassone, da intendere come filosofia della conoscenza), cibernetica, ecologia, arricchiti da dialoghi e abbondanti citazioni letterarie.

Struttura del saggio Bateson definisce il libro (nell'introduzione) una "raccolta di saggi e conferenze". Nella prefazione afferma "Il libro contiene quasi tutto ciò che ho scritto, a eccezione di lavori troppo lunghi per esservi inclusi". Sempre nella prefazione, dichiara quattro argomenti e ne elenca sette: "i temi di cui mi sono occupato si possono dividere in quattro categorie: l’antropologia, la psichiatria, l’evoluzione biologica e la genetica, e infine la nuova epistemologia che scaturisce dalla teoria dei sistemi e dall’ecologia." In pratica Verso un’ecologia della mente è un'opera complessa che affronta svariati temi.Per chiarire il significato può essere utile notare che il termine mente (mind nell'originale inglese) è stato reso con esprit nella versione francese del libro e con Geist nella versione tedesca (più precisamente Geistes nel titolo).

Afferma sempre Bateson nell'introduzione:

Aggiunge poi

Il "metodo" adottato da Bateson è pure espresso nella Introduzione:

In effetti, dice ancora Dal LagoIl meta-libro di Bateson, citato, pag.23: "...Bateson parla e scrive sempre d'altro — ciò che è evidente soprattutto nei metaloghi, il cui tema non è quello dichiarato nel titolo, ma emerge, indipendentemente dalle intenzioni dei parlanti, nella loro relazione. Infatti, l'altro a cui Bateson rimanda incessantemente, e che lo previene dallo scrivere dei veri libri e dei veri saggi, è costituito dalle relazioni, e cioè da quei legami che uniscono le singole parti di un organismo, di un sistema vivente o sociale, all'intero."

Nel merito, il saggio è suddiviso in sei parti. PARTE I. METALOGHI PARTE II. FORMA E STRUTTURA IN ANTROPOLOGIA PARTE III. FORMA E PATOLOGIA DELLA RELAZIONE PARTE IV. BIOLOGIA ED EVOLUZIONE PARTE V. EPISTEMOLOGIA ED ECOLOGIA PARTE VI. CRISI NELL'ECOLOGIA DELLA MENTE I metaloghi La definizione di metalogo viene fornita nella seconda edizione di "Verso un'ecologia della mente".

La definizione di Bateson lascia qualche dubbio. Secondo A. M. Sobrero

Forma e struttura in antropologia Questa parte ha un approccio antropologico, in particolare essa parte dal concetto (ripreso da "Naven") di Schismogenesi per indagare gli scambi culturali. Da "Naven" vengono anche ripresi i concetti di "relazione simmetrica" e "relazione complementare" i quali verranno poi usati ampiamente nel seguito del libro. La discussione però diventa molto ampia, al punto che A. Del Lago afferma riguardo al paragrafo conclusivoIl meta-libro di Bateson, citato, pag.22: Stile, grazia e informazione nell'arte primitiva, ad esempio, parla ben poco di arte primitiva e di stile, ma è invece una straordinaria digressione sul mito occidentale della coscienza." Forma e patologia della relazione Questa è la parte centrale del libro, densa di contenuti relativi alla psichiatria, in particolare qui si trovano: I processi di apprendimento e il deutero-apprendimento ('apprendere ad apprendere') una teoria della schizofrenia basata sul double bind (doppio vincolo) Le categorie logiche dell'apprendimento e della comunicazione (i tipi logici).

Biologia ed evoluzione Questa parte è abbastanza compatta, composta di due saggi sull'evoluzione biologica: il primo parla del ruolo del cambiamento somatico nell'evoluzione, e riabilita Lamarck; il secondo saggio si interessa alla comunicazione dei cetacei, con particolare attenzione ai delfini.

Epistemologia ed ecologia Questa parte prova a tirare un po' le fila ed a dare un'idea di come l'epistemologia di Bateson possa portare all'ecologia della mente.

Crisi nell'ecologia della mente Questa parte comincia con la descrizione della Trattato di Versailles alla fine della prima guerra mondiale (1919). “La storia è quell'incubo da cui non ci si sveglia”, afferma Bateson, citando Joyce La frase proviene dal secondo capitolo dell'Ulisse.

Poi Bateson racconta l'altro: . Il testo termina con un'analisi della crisi: .

Il seguito I concetti espressi nel saggio sono ripresi nelle opere successive di Bateson (e della figlia, Mary Catherine Bateson). "Mente e Natura" fornisce un glossario della terminologia di Bateson, e cerca di mettere assieme quelli che inizialmente per Bateson erano due libri, uno sull'evoluzione e un altro sull'apprendimento. "Dove gli angeli esitano" si spinge invece in quell'area delicata, che Bateson in precedenza aveva affrontato in modo obliquo, riguardante il sacro.

Note

Bibliografia

Bateson, G. (1977) Verso un'ecologia della mente, Trad. di Giuseppe Longo e di Giuseppe Trautteur, Milano, Adelphi, ISBN 978-88-459-1535-2 Alberto M. Sobrero "L'antropologia dopo l'antropologia", Meltemi editore, 1999

Voci correlate Doppio legame (psicologia) Schismogenesi Naven Deuteroapprendimento

Collegamenti esterni

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