Vaga luna, che inargenti è un'aria da camera composta dal musicista italiano Vincenzo Bellini intorno al 1827 su testo di un autore anonimo. Essa è dedicata a Giulietta Pezzi. La sua prima pubblicazione risale al 1838, postuma, con la Casa Ricordi di Milano nel volume "Tre ariette inedite" insieme alle arie "Il fervido desiderio" e "Dolente immagine di figlia mia"; esse si presentano con stile estremamente semplice e sobrio, in contrasto con la “gravitas” emozionale e melodrammatica della più tipica produzione operistica belliniana e, più in generale, ottocentesca.
Composta in piano belcanto è spesso cantata nei vari recital, e può essere cantata sia da voci maschili sia da voci femminili.
La chiave originale è il LA bemolle maggiore (A-flat major) con un tempo di andante cantabile.
Testo Vaga luna, che inargenti
queste rive e questi fiori
ed imprimi agli elementi
il linguaggio dell'amor;
testimonio or sei tu sola
del mio fervido desir,
ed a lei che m'innamora
conta i palpiti e i sospir.
Dille pur che lontananza
il mio duol non può lenire,
che se nutro una speranza,
ella è sol nell'avvenir.
Dille pur che giorno e sera
conto l'ore del dolor,
che una speme lusinghiera
mi conforta nell'amor. Note
Bibliografia Paton, John Glenn (2004). Gateway to Italian Songs and Arias: High Voice. Alfred Music Publishing, pp. 130–135.
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Categoria:Composizioni di Vincenzo Bellini Categoria:Musica nel 1838