Il Regno Unito nella guerra civile americana rimase ufficialmente neutrale nel corso di tutta la guerra civile americana.

Il regno riconobbe formalmente lo status di forza belligerante agli Stati Confederati d'America, ma non li riconobbe mai come nazione e nemmeno siglò con loro dei trattati. Il 90% del commercio degli stati confederati con la Gran Bretagna si interruppe durante la guerra, causando una profonda carestia del cotone dal 1862. Alcuni privati inglesi, a quel punto, decisero di finanziare in maniera segreta dei corrieri che scambiavano munizioni e beni di lusso presso i porti confederati in cambio di forniture di cotone e tabacco. Il fenomeno era risaputo ma non creò problemi diplomatici tra le due nazioni dal momento che si trattava di iniziative sporadiche e private. Gli alti ufficiali dell'esercito britannico si offrirono di mediare nei primi 18 mesi della guerra, con l'auspicio dei Confederati ma con la netta opposizione degli Stati Uniti.

Sinossi generale L'élite inglese era intenzionata a favorire i confederati, ma la popolazione era invece favorevole agli Stati Uniti, l'Unione del nord. Il commercio su vasta scala continuò comunque tra Gran Bretagna e Stati Uniti: le navi statunitensi portavano regolarmente grano in Gran Bretagna, mentre la Gran Bretagna inviava oggetti e munizioni agli Stati Uniti. Anche l'immigrazione negli Stati Uniti continuò e molti furono gli inglesi che decisero di arruolarsi nell'esercito americano nordista. La strategia dei Confederati per l'ottenimento dell'indipendenza era basata in gran parte sulla speranza dell'intervento militare di Gran Bretagna e Francia, fatto che ad ogni modo non avvenne mai dal momento che la Gran Bretagna in particolare temeva di perdere il proprio costante rifornimento di cibo. Ne nacque una seria disputa diplomatica nota come Trent Affair sul finire del 1861 ma venne risolto pacificamente nel giro di cinque settimane.

Un qualsivoglia intervento inglese sarebbe certamente stato attuato in cooperazione con la Francia che aveva aspirazioni imperialistiche sul Messico. All'inizio del 1863, ad ogni modo, la Gran Bretagna aveva già iniziato ad orientarsi verso Russia e Grecia ed ogni progetto venne abbandonato.Niels Eichhorn, "The Intervention Crisis of 1862: A British Diplomatic Dilemma?" American Nineteenth Century History (2014) 14#2, pp. 287-310.

Altra problematica fu la costruzione di navi per i Confederati. La ditta inglese John Laird and Sons costruì due navi da guerra per i Confederati, tra cui la CSS Alabama,, fatto che creò notevoli proteste da parte degli Stati Uniti. Nota col nome di Alabama Claims, la controversia venne risolta pacificamente col pagamento da parte dell'Inghilterra della cifra di 15.500.000 di dollari corrispondenti ai danni causati dalle due navi inglesi alla marina statunitense.

Ad ogni modo il ruolo dell'Inghilterra nel conflitto civile americano fu del tutto marginale.Stephen R. Wise, Lifeline of the Confederacy: Blockade Running During the Civil War (1991). La missione diplomatica statunitense capeggiata dal ministro Charles Francis Adams, Sr. diede prova di maggiori successi rispetto alle missioni diplomatiche dei Confederati.Martin B. Duberman, Charles Francis Adams, 1807-1886 (1961), p. 333.

La politica del Regno

Il gabinetto di governo inglese di quell'epoca valutò ogni aspetto di una decisione che prima o poi sarebbe stato costretto a prendere, in un senso o nell'altro. L'opinione dell'élite protendeva in favore della Confederazione, mentre l'opinione pubblica era favorevole all'Unione. Durante la guerra, il commercio su larga scala con gli Stati Uniti proseguì in entrambe le direzioni. Gli americani portavano grano in Inghilterra e gli inglesi commerciavano lavorati e munizioni. L'immigrazione pure continuò verso gli Stati Uniti. Il commercio inglese con i territori della Confederazione precipitò del 90%, affidandosi quasi esclusivamente ad iniziative private ed al mercato nero.

Il primo ministro lord Palmerston era favorevole alla Confederazione.Kevin Peraino, "Lincoln vs. Palmerston" in his Lincoln in the World: The Making of a Statesman and the Dawn of American Power (2013) pp 120–169. Pur professandosi uno strenuo oppositore dello schiavismo e del commercio degli schiavi, da tempo aveva un'ostilità particolare nei confronti degli Stati Uniti e credeva fermamente che la frammentazione degli Stati Uniti ed il loro indebolimento avrebbe potuto giovare alla Gran Bretagna, oltre al fatto che gli stati del sud in caso di vittoria avrebbero certamente favorito l'Inghilterra.Jasper Ridley, Lord Palmerston (1970) p. 552.

La Gran Bretagna, ad ogni modo, il 13 maggio 1861, proclamò la propria neutralità nel conflitto. La Confederazione venne riconosciuta come elemento belligerante, ma agli occhi degli inglesi appariva troppo prematuro riconoscere il sud come uno stato sovrano stanti le minacce del governo di Washington al commercio inglese. La Gran Bretagna dipendeva ancora troppo dal cibo fornito dal nord America più che dal cotone dei confederati, e una guerra con gli Stati Uniti non avrebbe perseguito gli interessi economici dell'Inghilterra. Palmerston ordinò l'invio di rinforzi nella Provincia del Canada dal momento che era convinto che prima o poi l'Unione si sarebbe riappacificata col sud ed avrebbe invaso il Canada. Si compiacque notevolmente della vittoria dei confederati nella prima battaglia di Bull Run nel luglio del 1861, ma 15 mesi dopo scrisse:

L'opinione pubblica inglese fu divisa durante la Guerra civile americana. I Confederati tendevano ad avere l'appoggio dell'élite: l'aristocrazia inglese si identificava con i proprietari di piantagioni dell'America del sud ed anche il clero anglicano ritrovava nella società confederata la tradizione, la gerarchia ed il paternalismo che tanto amava propugnare in patria. L'Unione era favorita dalla borghesia, dai nonconformisti, dagli intellettuali, dai riformatori e da gran parte dei lavoranti nelle fabbriche che vedevano nella schiavitù e nel lavoro forzato un attentato alla loro condizione di liberi lavoratori. Il cancelliere dello scacchiere William E. Gladstone, le cui fortune di famiglia si erano basate sullo schiavismo nelle Indie occidentali prima del 1833, supportò personalmente i Confederati. Il ministro degli esteri lord Russell era favorevole alla neutralità. Il primo ministro Lord Palmerston ondeggiava tra il supporto all'indipendenza nazionale, la sua opposizione alla schiavitù ed i forti vantaggi economici per l'Inghilterra nel rimanere neutrale.A.G. Hopkins American Empire: a global history (Princeton UP, 2018) pp 231-33.

Già prima dell'inizio del conflitto, lord Palmerston aveva perseguito una politica di sostanziale neutralità. Il suo obbiettivo era incentrato in Europa, dove doveva guardarsi sia dalle ambizioni di Napoleone III e sia dall'ascesa di Otto von Bismarck in Prussia. Seri problemi iniziavano a riguardare anche l'Italia, la Polonia, la Russia, la Danimarca e la Cina. Le reazioni inglesi agli eventi americani erano dovute al passato delle politiche nazionali ed ai propri interessi nazionali, sia strategici che economici. Come potenza navale mondiale, la Gran Bretagna aveva notevoli interessi nella dominazione dell'Oceano Atlantico e dei suoi commerci, fatto che de facto la portò sin dai primi giorni a schierarsi informalmente con l'Unione a nord per interessi personali.Berwanger, p. 874. Hubbard, p. 18. Baxter, The British Government and Neutral Rights, p. 9. Baxter scrisse che "il governo inglese, pur difendendo gli interessi di mercanti e navigatori britannici, aveva un occhio rivolto al passato e uno al futuro."

Gli osservatori diplomatici erano sospettosi nei confronti della Gran Bretagna. L'ambasciatore russo a Washington, Eduard de Stoeckl, annotava: "il Gabinetto di governo di Londra sta guardando con attenzione al dissenso interno all'Unione e ne attende i risultati con impazienza." De Stoeckl avvisò il governo statunitense del fatto che la Gran Bretagna avrebbe potuto riconoscere la Confederazione alla prima occasione utile. Cassius Clay, ambasciatore statunitense in Russia, disse a tal proposito: "Vedo chiaramente quali sono i sentimenti inglesi nei nostri confronti. Sperano nella nostra rovina! Sono gelosi della nostra potenza. A loro non interessa dei problemi tra sud e nord. Ci odiano entrambi."Graebner, p. 60-61.

Lincoln nominò Charles Francis Adams, Sr. quale ambasciatore in Gran Bretagna. Una parte importante della missione di quest'ultimo era quella di rendere palese agli inglesi che la guerra era un'insurrezione prettamente interna e come tale i Confederati non avevano diritto ad appellarsi alle leggi internazionali. Qualsiasi tentativo della Gran Bretagna di riconoscere ufficialmente la Confederazione sarebbe stato visto come un atto ostile nei confronti degli Stati Uniti.Mahin, p. 47. Taylor, p. 177.

Lord Lyons venne nominato ambasciatore britannico negli Stati Uniti nell'aprile del 1859. Studente ad Oxford, aveva due decenni di esperienza diplomatica alle spalle, condotta proprio in America.Warren, pg. 82.Hubert F. Dubrulle, "Lord Lyons" in David Heidler, ed. Encyclopedia of the American Civil War pp. 1234-5. Il 7 gennaio 1861, prima ancora che Lincoln prendesse il potere, Lyons scrisse al segretario per l'estero inglese lord Russell, scrisse a proposito del segretario di stato americano Seward:

Malgrado questa sfiducia nei confronti di Seward, per tutto il 1861, Lyons mantenne un profilo diplomatico "calmo e misurato" che contribuì alla risoluzione pacifica dell'incidente del Trent.

L'incidente del Trent del 1861

Col concretizzarsi della guerra sul finire del 1861, il presidente confederato Jefferson Davis nominò James M. Mason e John Slidell quali nuovi rappresentanti degli interessi degli stati confederati in Inghilterra e Francia. Si portarono a L'Havana, nella Cuba spagnola, dove ottennero quindi un passaggio per l'Inghilterra a bordo della vaporiera Trent.Norman B. Ferris, The Trent Affair: A Diplomatic Crisis (1977) La nave da guerra americana USS San Jacinto al comando del capitano Charles Wilkes li stava seguendo a distanza.

Il codice marittimo prevedeva che una nazione straniera avesse tutto il diritto di fermare una qualsiasi imbarcazione neutrale se riteneva che essa potesse portare a bordo dispacci del nemico. Mason e Slidell, secondo il ragionamento di Wilkes, erano a tutti gli effetti degli emissari dei Confederati e pertanto si sentiva autorizzato a bloccare la nave che li trasportava, certamente, coi loro documenti. L'8 novembre 1861, sparò due colpi di avvertimento alla Trent, chiese di parlare col capitano e si fece consegnare i due commissari confederati a bordo della nave statunitense, riportandoli come prigionieri a Boston. In patria Wilkes venne osannato come un eroe nazionale.

La violazione dei diritti di neutralità dell'Inghilterra ad ogni modo provocò un'ondata di scontento tra gli inglesi. La Gran Bretagna inviò 11.000 uomini in Canada e la flotta inglese venne posta sul piede di guerra col possibile obbiettivo di conquistare New York se fosse scoppiata la guerra. Venne inviata una breve nota a Washington chiedendo il rilascio dei prigionieri come scusa per l'accaduto. Lincoln, preoccupato di una possibile entrata in guerra della Gran Bretagna, noncurante del sentimento anti-britannico dilagante negli Stati Uniti né delle conseguenze di critiche che tale atto gli avrebbe attirato, ordinò il rilascio dei prigionieri.

Del resto però Lincoln sapeva che gli Stati Uniti fornivano il 40% del grano importato alla Gran Bretagna e la guerra avrebbe significato anche la sospensione di questi invii con una pesante carestia nelle terre inglesi. Oltre a questo, diverse banche ed istituti finanziari nella Città di Londra avevano finanziato diversi progetti come la costruzione di una lunga ferrovia negli Stati Uniti, progetti che la guerra avrebbe certamente bloccato.