Un igienizzante per le mani (a volte definito disinfettante) è un liquido, gel o schiuma utilizzato per ridurre gli agenti infettivi sulle mani.

Esistono differenti formulazioni, che possono essere a base di alcol o senza alcol. La versione a base di alcol è inclusa nell'elenco dei farmaci essenziali dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ovvero l'elenco dei farmaci ritenuti dall'OMS più sicuri ed efficaci in un sistema sanitario.

Rispetto al lavaggio delle mani con acqua e sapone, l'uso dell’igienizzante ha diversi vantaggi e svantaggi, associati sia alla diversa metodologia di igienizzazione, sia alla differente composizione chimica dei prodotti: ciascun metodo si presta quindi a utilizzi differenti. Storia L'alcol è stato usato come antisettico almeno dal 1363 con prove a sostegno del suo utilizzo che sono diventate disponibili alla fine del 1800. Le prime misure di disinfezione delle mani in campo medico furono consigliate dall'ostetrico viennese Ignace Philippe Semmelweis nel 1847, con l'uso di una soluzione di ipoclorito di calcio.

Negli anni '60, un giovane tirocinante al reparto di cardiologia dell'ospedale di Amburgo, Peter Kalmár, scoprì che la soluzione di formaldeide in cui i tirocinanti si immergevano le mani tra due visite di pazienti conteneva batteri. Il lavaggio delle mani con alcol da parte dei chirurghi non manteneva quindi la sterilità durante le operazioni e molti pazienti morivano di infezioni postoperatorie. Essendo entrato in contatto con Rolf Steinhagen, un chimico dell'azienda Dr. Bode & Co specializzato in prodotti disinfettanti, cercò di creare un prodotto che potesse essere applicato direttamente sulle mani con un dispenser, con azione disinfettante rapida in pochi minuti e senza danneggiare la pelle delle mani. Dopo una serie di test e un'autorizzazione all'immissione in commercio, nel giugno 1965, la prima soluzione idroalcolica fu commercializzata ad Amburgo con il nome "Sterillium". Wiebke Bromberg, "Desinfektionsmittel Sterillium Prof. Peter Kalmár: "Ich bin der Erfinder des Keim-Killers", Hamburger Morgenpost, 2015. Peter Kalmár, "A researcher out of clinical necessity" Questo prodotto è ancora attualmente nell'elenco dei disinfettanti approvati dall'istituto Robert-Koch. Liste der vom Robert Koch-Institut geprüften und anerkannten Desinfektionsmittel und -verfahren", Institut Robert-Koch, 2017.

Walter Koller e Manfred Rotter pubblicarono negli anni '70 uno studio sull'efficacia antimicrobica delle soluzioni idroalcoliche. W. Koller, M. Rotter, M. Kundi, H. Mittermayer et G. Wewalka, «Test-methode für die Wertbemessung von Verfahren für die Hygienische Händedesinfektion», Zentralblatt für Bakteriologie und Hygiene, 1, Abteilung Originale B, no 164, 1977, p. 498-520. Nel 1975 William Griffiths, all'ospedale di Friburgo in Svizzera, formulò una soluzione idroalcolica a base di isopropanolo e clorexidina. Nel 1979 questa formula fu introdotta negli ospedali universitari di Ginevra. Alcohol-based chlorhexidine handrubsolution of the HUG , 2002. Nel 1995 Didier Pittet rese pubblica la sua formulazione, in particolare presso l'OMS, impedendone la brevettazione. Thierry Crouzet, "L’homme qui sauve huit millions de vies chaque année", L'Obs, 2016. Ciò lo rese "il medico più costoso al mondo, per mancanza di guadagni", stimati ironicamente dal suo datore di lavoro in circa "1,7 miliardi di franchi [svizzeri], questa è la somma che avrebbe ricevuto se avesse aveva ricevuto 0,1 centesimi per bottiglia venduta ogni anno”.

Il disinfettante per le mani a base di alcol è stato comunemente usato in Europa almeno dagli anni '80.

Composizione

Le versioni a base di alcol in genere contengono una combinazione di alcol isopropilico, etanolo (alcol etilico) o n- propanolo. La maggior parte dei prodotti contiene tra il 60% e l'80% di alcol. Le versioni contenenti dal 60% al 95% di alcol in volume sono indicate come le più efficaci dal punto di vista antisettico, ma bisogna fare attenzione alla loro modalità di conservazione in quanto risultano essere infiammabili.

Oltre all'alcol (etanolo, isopropanolo o n-propanolo), i disinfettanti per le mani possono contenere anche i seguenti ingredienti:

antisettici aggiuntivi come clorexidina e derivati dell'ammonio quaternario; sporicidi come i perossidi di idrogeno che eliminano le spore batteriche che possono essere presenti negli ingredienti; emollienti e agenti gelificanti (come il glicerolo) per ridurre la secchezza e l'irritazione della pelle: una piccola quantità di acqua sterile o distillata; a volte agenti schiumogeni, coloranti o profumi, che generalmente sono sconsigliati a causa del rischio di reazioni allergiche. Le versioni senza alcool contengono tipicamente, iodio povidone, cloruro di benzalconio o triclosan, e sono ritenute meno efficaci di quelli a base di alcol.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il CDC raccomandano antisettici "persistenti" per i disinfettanti per le mani. L'attività persistente è definita come l'attività antimicrobica prolungata o estesa che impedisce o inibisce la proliferazione o la sopravvivenza dei microrganismi dopo l'applicazione del prodotto. Questa attività può essere dimostrata campionando un sito diversi minuti o ore dopo l'applicazione e dimostrando l'efficacia antimicrobica batterica rispetto a un livello di base. Questa proprietà è stata anche definita "attività residua". Sia gli ingredienti attivi sostanziali che quelli non sostanziali possono mostrare un effetto persistente se riducono sostanzialmente il numero di batteri durante il periodo di lavaggio.

Studi di laboratorio hanno dimostrato che il benzalconio cloruro persistente può essere associato alla resistenza agli antibiotici nell'MRSA. La tolleranza ai disinfettanti alcolici può svilupparsi nei batteri fecali. Laddove i disinfettanti alcolici utilizzano il 62% o più di alcol in peso, solo dallo 0,1 allo 0,13% in peso di benzalconio cloruro fornisce un'efficacia antimicrobica equivalente.

Gli stessi ingredienti utilizzati nei gel da banco sono utilizzati anche in quelli ospedalieri: alcoli come l'etanolo e l'isopropanolo, a volte combinati con cationi di ammonio quaternario (quat) come il benzalconio cloruro. I quat vengono aggiunti a livelli fino a 200 parti per milione per aumentare l'efficacia antimicrobica. Sebbene l'allergia ai disinfettanti a base di alcol sia rara, profumi, conservanti e quat possono causare allergie da contatto. Questi altri ingredienti non evaporano come l'alcol e si accumulano lasciando un residuo "appiccicoso" fino a quando non vengono rimossi con acqua e sapone.

Formulazioni dell'OMS L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato una guida alla produzione di grandi quantità di disinfettante per le mani a partire da sostanze chimiche disponibili nei paesi in via di sviluppo, dove il disinfettante per le mani potrebbe non essere disponibile in commercio: FORMULAZIONE 1 10-L prep.Ingrediente attivo (v/v) FORMULAZIONE 2 10-L prep. Ingrediente attivo (v/v)Etanolo 96% 8333 mL 80%Alcool isopropilico 99,8% 7515 mL 75.15%Glicerolo 98% 145 mL 1,45% Glicerolo 98% 145 mL 1,45%Acqua ossigenata 3% 417 mL 0,125% Acqua ossigenata 3% 417 mL 0,125%Acqua distillata aggiunto a 10000 mL 18,425% Acqua distillata aggiunto a 10000 mL 23,425%

Normativa Tutti gli igienizzanti per le mani ospedalieri devono essere conformi a determinate normative come la EN 12054 per il trattamento igienico e la disinfezione chirurgica mediante sfregamento delle mani.

Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration (FDA) controlla saponi e disinfettanti antimicrobici in qualità di farmaci da banco (OTC) perché sono destinati all'uso topico antimicrobico per prevenire le malattie negli esseri umani.

Modalità di utilizzo

Secondo le indicazioni del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), quando si utilizza un disinfettante per le mani a base di alcol: applicare il prodotto sul palmo della mano; strofinare le mani insieme; strofinare il prodotto su tutte le superfici delle mani e delle dita fino a quando le mani sono asciutte; non avvicinarsi a fiamme o fornelli a gas o a qualsiasi oggetto in fiamme durante l'applicazione del disinfettante per le mani.

Sistemi di dosaggio I disinfettanti per mani sono generalmente commercializzati in forma di flacone con apposito dosatore. A questo si aggiunge talvolta un sistema di dosaggio aggiuntivo.

I sistemi di dosaggio del disinfettante per le mani per gli ospedali sono progettati per fornire una quantità misurata di prodotto per il personale. Sono pompe dosatrici avvitate su una bottiglia o sono erogatori appositamente progettati con bottiglie di ricarica. Gli erogatori per la disinfezione chirurgica delle mani sono generalmente dotati di meccanismo controllato a gomito o sensori a infrarossi per evitare qualsiasi contatto con la pompa.

Efficacia Un importante da fattore da considerare per la valutazione dell'efficacia dei disinfettanti per le mani è la concentrazione di alcol nel prodotto. È stato constatato infatti che alcuni disinfettanti per le mani disponibili in commercio (e ricette online per lozioni fai-da-te) hanno concentrazioni di alcol troppo basse e ciò li rende meno efficaci nell'uccidere i germi. Deve essere utilizzato un disinfettante per le mani che contenga almeno il 60% di alcol o che contenga un "antisettico persistente". Ciò può essere un problema nei paesi in via di sviluppo e in generale per le persone più povere, che potrebbero trovare più difficile procurarsi un disinfettante per le mani con un'efficace concentrazione di alcol. Si aggiunge inoltre il rischio di etichettatura fraudolenta, ovvero con indicate concentrazioni di alcol maggiori di quelle attuali, come è successo in Guyana.

Gli alcoli uccidono molti tipi diversi di batteri, inclusi batteri resistenti agli antibiotici e batteri della tubercolosi. Uccidono anche molti tipi di virus, tra cui il virus dell'influenza, il comune virus del raffreddore, i coronavirus e l'HIV.

Le soluzioni con alcol al 90% sono più efficaci contro i virus rispetto alla maggior parte delle altre forme di lavaggio delle mani. L'alcol isopropilico uccide il 99,99% o più di tutti i batteri non sporigeni in meno di 30 secondi, sia in laboratorio che sulla pelle umana.

L'alcol contenuto nei disinfettanti per le mani potrebbe non avere il tempo di esposizione di 10-15 secondi necessario per denaturare le proteine e lisare le cellule in quantità (0,3 ml) o concentrazioni troppo basse (inferiori al 60%). In ambienti con alti livelli di lipidi o dispersione di proteine (come la lavorazione degli alimenti), l'uso di soli prodotti alcolici per le mani potrebbe non essere sufficiente per garantire una corretta igiene delle mani.

In ogni caso, il disinfettante per mani non può essere utilizzato come sostituto del lavaggio delle mani con acqua e sapone, che è spesso indicato come il metodo da preferire nella maggior parte dei casi. In particolare, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) consiglia il disinfettante per le mani a base di alcol solo se non sono disponibili acqua e sapone.

Il disinfettante per le mani a base di alcol agisce infatti contro un'ampia varietà di microrganismi ma non contro le spore batteriche di Clostridioides difficile, parassiti come Cryptosporidium e alcuni virus come il norovirus, a seconda della concentrazione di alcol nel disinfettante (il 95% di alcol è risultata essere la percentuale più efficace nell'eliminare la maggior parte dei virus).

Inoltre il CDC afferma che i disinfettanti per le mani non sono efficaci nella rimozione di sostanze chimiche come i pesticidi.

Risulta preferibile il lavaggio delle mani con acqua e sapone ad esempio se le mani sono contaminate da liquidi o altri contaminanti visibili, così come dopo aver usato la toilette, o se si sviluppa disagio a causa dei residui dell'uso di disinfettanti alcolici.