La sindrome giromitriana o sindrome giromitrica è una sindrome dovuta alla ingestione di funghi primariamente del genere Gyromitra o Cudonia (soprattutto Gyromitra esculenta); la sindrome si manifesta dopo alcune ore dalla ingestione, i primi sintomi si hanno dalle 6 alle 24 ore dopo aver ingerito funghi tossici. Terapie a base di epatoprotettori, acido folico e vitamina B6 di norma portano alla guarigione. La dose letale per l'uomo è di 30–50 mg/kg.
Sintomatologia Dovuta all'attività delle tossine del fungo, tra le quali la gyromitrina, un composto idrazinico, esordisce con cefalea, vertigini, pesantezza epigastrica, emesi incoercibile, diarrea. Ai sintomi gastrointestinali seguono sintomi a carico del sistema nervoso centrale, quali sonnolenza o agitazione, convulsioni, coma e disidratazione, dispnea. Nei casi mortali nefrite interstiziale, collasso cardiocircolatorio e coma per insufficienza acuta epatorenale con ittero. L'attività della giromitrina consiste nel portare a deplezione di vitamina B6, piridossina, impedendo la sintesi del neurotrasmettitore GABA. A livello epatico, invece, la giromitrina conduce a deplezione dei citocromi P450 dei microsomi.
Funghi che la determinano Cudonia circinans Gyromitra esculenta Gyromitra gigas Gyromitra infula
Funghi sospettati di determinarla Spathularia flavida Helvella crispa Helvella elastica Helvella lacunosa Leotia lubrica
Principi attivi Il principio attivo è la gyromitrina così chiamato perché estratto dall'ascomicete dove è presente in maggiore quantità. Sostanzialmente la gyromitrina è composta da un mix di idrazine fra cui N-metil, N-formil.
Sindromi a lunga latenza Sindrome falloidea Sindrome orellanica
Note
Voci correlate Gyromitrina
Categoria:Intossicazioni Giromitriana