L'oratorio di Santa Marta delle Ossa, alla sua fondazione intitolato ai Santi Bernardo e Biagio, era una piccola chiesa di Milano che sorgeva affacciata sull'attuale Corso Venezia a fianco della Basilica di San Babila. L'edificio era parte di un nucleo sacro originario costituito dall'oratorio di Santa Marta, da due cimiteri, una cappelletta dei morti, la chiesa di San Babile e quella di San Romano.

Storia La chiesa fu fondata il 6 marzo 1344 da Zonfredo da Castano, prevosto di Bollate e canonico del Capitolo Maggiore Metropolitano di Milano, che nelle disposizioni testamentarie aveva lasciato disposizioni e denaro affinché, nell’area cemiteriale che affiancava il lato sinistro di San Babila fin dalla sua origine, venisse eretta una cappelletta dei morti che fungesse da ossario. La cappelletta venne allora intitolata a San Biagio, successivamente nel 1466 è ricordata come cappella dei Santi Bernardo e Biagio per poi diventare, all’inizio del Cinquecento, sede della confraternita di Santa Marta.

Nel 1721 fu ristrutturata e abbellita dai Disciplini, che la reggevano.. Alla fine del secolo, nel periodo napoleonico, anche la congregazione di Santa Marta è soppressa il 18 agosto 1797 e il piccolo oratorio viene demolito per lasciare spazio agli edifici neoclassici che si costruivano allora sul corso di porta Orientale, oggi corso Venezia. Del piccolo oratorio nulla è sopravvissuto ad eccezione di alcune lapidi poi trasportate a San Babila.

Architettura

La chiesa era costituita da una sola navata e dotata di campanile. All'ingresso, sulla destra, vicino all'acquasantiera, era posta una lapide marmorea a memoria della fondazione (marzo 1344) e della ristrutturazione della chiesa (4 ottobre 1721) e oggi posta in San Babila. Con la ristrutturazione del 1721 furono aggiunti alle pareti quattordici quadri raffiguranti la vita di Santa Marta, dipinti da vari pittori del XVIII secolo: Santa Marta genuflessa ai piedi di Cristo di Tommaso Formenti, la sua conversione e la consegna degli abiti superflui alla sorella del Caimo, Marta nella casa del fariseo di Giuseppe Antonio Pianca, la Risurrezione di Lazzaro di Girolamo Banfi, Marta adorante Gesù risorto di Marco Antonio Melani, Marta che conduce la sorella penitente a riverire la Vergine di Cristoforo Giussani, Marta che resuscita un morto affogato di Anton Maria Ruggeri, Marta che distribuisce i suoi beni ai poveri di Gianantonio Cucchi, Marta in nave con Maria e Lazzaro di Donato Mazzoleni, Marta che lega la Tarasca di Girolamo Banfi, Marta che fonda un monastero e Marta in agonia di Giovanna Duranta e i funerali della santa di Donato Marzolini. Sopra l'altare principale era raffigurato il martirio di San Biagio mentre dietro di esso, nella nicchia principale, si trovava una statua di Cristo flagellato mentre nelle due laterali quelle di San Giuseppe e di San Carlo. Vicino alla chiesa sorgevano i palazzi delle famiglie Arese e Stampa di Montecastello..

Note

Bibliografia

Voci correlate Basilica di San Babila Chiesa di San Romano (Milano) Chiese scomparse di Milano Milano

Altri progetti

Bernardo e Biagio