LImpero bizantino fu governato dalla dinastia isauriana o siriana dal 717 all'802. Gli imperatori di questa dinastia riuscirono a difendere l'Impero dagli attacchi del Califfato, anche se ebbero meno successo in Europa, dove subirono sconfitte e stalli contro i bulgari. Dovettero rinunciare all'esarcato d'Italia perdendo di conseguenza l'influenza sulla penisola e sul Papato, che cercò protezione e alleati nel Regno dei Franchi.

La dinastia isauriana è principalmente associata all'iconoclastia bizantina, un tentativo di ripristinare il favore divino purificando la fede cristiana dall'eccessiva adorazione delle icone. Questa politica religiosa provocò un'enorme instabilità all'impero e per sanare la divisione religiosa l'imperatrice Irene dovette convocare il Secondo Concilio di Nicea.

All'estinzione della dinastia nell'802, l'impero era ancora impegnato a combattere contro gli arabi e i bulgari, mentre a Roma papa Leone III, due anni prima, incoronò Carlo Magno Imperator Romanorum (cioè "Imperatore dei Romani"), nel tentativo di legittimare l'Impero carolingio come successore dell'Impero romano d'Occidente. L'incoronazione come Imperatore dei Romani di Carlo Magno portò al problema dei due imperatori, un contenzioso tra i due imperi per l'utilizzo legittimo del titolo.

Antefatti: i bizantini durante il VII secolo

La dinastia eracliana dovette affrontare molte sfide. Dopo aver vinto i persiani sassanidi, l'imperatore Eraclio (610-641) dovette affrontare l'improvvisa espansione islamica nel Levante..

Dopo la conquista islamica della Siria, la ricca provincia d'Egitto, la principale fonte di grano e di gettito fiscale dell'Impero, cadde velocemente in mano agli arabi. Gli attacchi arabi avvennero anche nell'Esarcato d'Africa, in Cilicia, e nell'altopiano armeno, che era la principale fonte di manodopera imperiale. Queste tre aree sarebbero state luogo di battaglia tra gli arabi e i bizantini per tutto il secolo.. Gli arabi per fronteggiare al meglio i bizantini, costruirono una marina che poté distruggere la supremazia navale bizantina nel Mediterraneo.

Con lo scoppio della guerra civile musulmana nel 656, l'imperatore Costante II (641-668) poté rafforzare il controllo imperiale nei Balcani e in Italia. Il suo successore, Costantino IV (668-685), fu in grado di sconfiggere il primo assedio arabo di Costantinopoli (674-678), recuperando nella controffensiva la Cilicia e costringendo il Califfato a pagare un tributo. Contemporaneamente, però, l'esercito venne sconfitto dal khan bulgaro Asparuch, e Costantino dovette consentire l'insediamento dei bulgari nelle terre bizantine a sud del Danubio.. Con la prima deposizione del figlio ed erede di Costantino IV, Giustiniano II nel 695, iniziò un periodo di instabilità che durò quasi un quarto di secolo e portò un susseguirsi di disastri che minacciarono la stessa sopravvivenza dell'impero. Cartagine cadde nel 697, la Cilicia fu conquistata dagli arabi e fu trasformata come luogo per organizzare razzie e il Caucaso si trovò in mano araba. Il califfo omayyade Sulayman ibn Abd al-Malik (715–717) scelse comunque di continuare gli attacchi e preparò una spedizione per conquistare Costantinopoli...

I disastri del VII secolo videro grandi cambiamenti nella società e di ciò che restava dell'Impero: la civiltà urbanizzata e cosmopolita della tarda antichità terminò e iniziò l'era medievale. Con il declino dei piccoli centri urbani fortificati che fungevano semplicemente da centri amministrativi, la società divenne in gran parte agraria, mentre l'istruzione e la vita intellettuale quasi svanirono. La perdita delle province più ricche dell'Impero, insieme alle successive invasioni, contrasse l'economia imperiale. Il baratto ridiventò una pratica comune per pagare... Le provincie tardo romane furono riorganizzate nel sistema militare dei themata. La burocrazia a Costantinopoli acquisì importanza.. e lo stato divenne sempre più centralizzato. La perdita delle province monofisite orientali pose fine alla necessità di favorire una dottrina di compromesso tra le diverse dottrine cristologiche. Il monofisismo fu definitivamente abbandonato nel Terzo Concilio di Costantinopoli nel 680., mentre il Concilio in Trullo del 692 favorì la posizione del Patriarcato di Costantinopoli contro la Santa Sede..

L'Anarchia dei vent'anni

Dopo la seconda deposizione di Giustiniano II, l'impero entrò in una crisi che è possibile paragonare solamente alla malagestione di Foca. Filippico Bardane, il ribelle crimeani che salì al trono, si dimostrò totalmente incompetente nella gestione imperiale. Piuttosto che affrontare la minaccia incombente dei bulgari e degli arabi, riaccese le controversie religiose imponendo il tanto odiato monotelismo. Quando il re Tervel di Bulgaria (che era un alleato di Giustiniano II) invase la Tracia, Bardane non ebbe altra scelta che chiamare le truppe del tema degli Opsiciani per difendere i confini dai bulgari. Sfortunatamente, le truppe non dimostrarono nessuna lealtà al nuovo imperatore e dopo il consueto rituale di accecamento, fu deposto e e sostituito nel giugno 713 dal proprio segretario: Artemio.

Artemio fu incoronato come Anastasio II e durante il suo breve regno dimostrò grandi doti di governo: migliorò le mura della capitale e, grazie alle sue politiche agrarie, i granai della capitale non potevano più contenere il grano. Per via di questi miglioramenti, la capitale era in grade di difendersi durante un assedio. A ogni cittadino fu detto di acquistare cibo a sufficienza per tre anni, poiché nel caso gli arabi avessero raggiunto il Bosforo, l'assedio si sarebbe protratto a lungo. Anastasio, comunque, prese l'iniziativa e nel tentativo di scongiurare il temuto assedio arabo, pianificò un attacco preventivo contro gli invasori utilizzando l'isola di Rodi come base delle operazioni. Tuttavia il tema dell'Opsice si ribellò ancora una volta e Anastasio dovette ritirarsi in un monastero di Salonicco nel 715.

Gli Opsici scelsero Teodosio III, un riluttante esattore delle tasse, come nuovo imperatore. La scelta non venne fatta per le sue capacità. Quando nel 717 Leone Isaurico, strategos del tema anatolico, chiese al Senato e al Patriarca di Costantinopoli l'appoggio per diventare imperatore, questi non esitarono e gli diedero la carica.

Leone III Isaurico, 717–741 Leone III, che sarebbe diventato il fondatore della dinastia isaurica, nacque a Germanikeia nella Siria del nord nel 685 circa; la sua presunta origine dall'Isauria è originata dagli scritti di Teofane il Confessore, tuttavia potrebbe essere un'aggiunta successiva. Dopo essere stato promosso a spatharios da Giustiniano II, combatté gli arabi in Abasgia, e fu nominato strategos degli Anatolici da Anastasio II.. Dopo la deposizione di quest'ultimo, nel 716 Leone strinse alleanza con Artavasde, il generale del tema Armeniakon, e fu proclamato imperatore mentre due eserciti arabi, uno sotto il fratello del califfo Maslama ibn Abd al-Malik, erano diretti in Asia Minore. Leone scongiurò l'attacco di Maslama tramite diplomazia: Leone riconobbe i territori controllati dal Califfo. Il 25 marzo 717 Leone marciò su Costantinopoli e depose Teodosio....

Costantinopoli assediata dagli arabi

In pochi mesi, il nuovo imperatore affrontò la sua prima grande sfida: un attacco musulmano rivolto alla capitale Costantinopoli. L'esercito e la marina del Califfato, guidati da Maslama, contavano circa 120.000 uomini e 1.800 navi, secondo le fonti antiche. Qualunque fosse il numero reale, gli arabi disponevano di forze armate molto più numerose rispetto ai bizantini. Fortunatamente per Leone e l'impero, Anastasio II, prima di essere deposto, avviò programmi di riparazione e rafforzamento delle mura di difesa di Costantinopoli. Leone strinse inoltre un'alleanza con il khan bulgaro Tervel, che acconsentì a infastidire le carovane di rifornimento degli invasori..

Dal luglio 717 all'agosto 718, la capitale fu assediata dai musulmani che attaccarono sia per terra sia per mare, isolando così la città. Il blocco navale fallì quando la marina bizantina utilizzò il fuoco greco e la flotta araba si tenne lontano dalle mura della città. Giunto l'inverno, gli arabi subirono numerose perdite sia per il freddo che per la mancanza di provviste... In primavera il nuovo califfo Omar II (717–720) inviò rinforzi dall'Africa e dall'Egitto attraverso l'Asia Minore. Poiché i vari soldati e marinai erano in maggioranza cristiani, essi iniziarono a disertare in gran numero, mentre per la via di terra cadevano in imboscate. Per via di una carestia e dello scoppio di un'epidemia, gli arabi abbandonarono le operazioni d'assedio il 15 agosto 718. La flotta araba subì ulteriori perdite al ritorno per via di tempeste e dell'eruzione del vulcano di Thera..

Anche durante l'assedio, Leone aveva potuto soffocare i tentativi d'indipendenza: l'esercito riuscì a sconfiggere una rivolta in Sicilia, dove un certo Basilio Onomagoulo fu dichiarato imperatore. Nel 719 resistette anche al tentativo del deposto Anastasio II di recuperare il suo trono con l'aiuto di Bulgar. Leone per stabilizzare la sua posizione da imperatore incoronò la moglie Maria come Augusta nel 718 e suo figlio Costantino come co-imperatore nel 720.. Approfittando delle sconfitte subite dagli arabi, Leone lanciò una controffensiva che ottenne un certo successo. Gli arabi, tuttavia, riuscirono a riorganizzarsi e dal 720 lanciarono delle incursioni annuali in Asia Minore, devastando la regione. Iconio e Cesarea furono saccheggiati e le truppe bizantine dovettero ritirarsi nuovamente dall'Armenia..

L'inizio dell'iconoclastia Le numerose sconfitte militari portarono Leone a pensare che l'impero avesse perso il favore divino. Nel 722 tentò di convertire forzatamente gli ebrei bizantini, ma rivolse presto l'attenzione alle icone utilizzate durante il culto divino. Alcuni vescovi già consideravano l'utilizzo delle icone come una forma di idolatria. Dopo una nuova eruzione del vulcano Thera nel 726, Leone fu convinto che il problema erano proprio le icone: proclamò un editto dove ne condannava l'uso e fece rimuovere l'immagine di Cristo dalla porta della Chalke, l'ingresso del Grande Palazzo di Costantinopoli. Nel 730 Leone bandì in modo definitivo tutte le rappresentazioni a tema religioso...

L'iconoclastia di Leone suscitò pesanti reazioni sia nella popolazione che tra nella Chiesa. I soldati che portarono via l'immagine di Cristo dalla Chalke furono linciati e un tema si ribellò proprio per spinte iconofile. Il patriarca Germano I lasciò l'incarico per essere sostituito dal più malleabile Anastasio. L'editto iconoclasta attirò la condanna da parte dei papi Gregorio II e Gregorio III, oltre al presbitero Giovanni Damasceno. Comunque, Leone si astenne dal perseguitare gli iconofili e i disordini poterono essere sedati..

La spaccatura con il papato aveva anche altre ragioni: Leone trasferì le diocesi dell'Illirico orientale (all'incirca l'antica diocesi di Macedonia) dalla giurisdizione di Roma alla giurisdizione di Costantinopoli, e privò il Papa delle entrate di Sicilia e Calabria, ancora sotto il dominio bizantino. Allo stesso tempo, Leone non riuscì a fornire aiuto all'esarca di Ravenna. Nel 727, le forze bizantine locali deposero il loro comandante e nel 738 la città fu conquistata dal re longobardo Liutprando....

Ultimi anni L'iconoclastia sembrò essere giustificata: i musulmani subirono una serie di sconfitte tra il 727 e il 732. Nei successivi anni gli arabi sconfissero i Khazar e costrinsero i loro capi a convertirsi all'islam. Nel 740 tuttavia l'imperatore e suo figlio ottennero una decisiva vittoria contro l'esercito arabo durante la battaglia di Akroinon: i musulmani dovettero frenare le loro mire espansionistiche...