Sulla loquacità (; ) è il titolo di un saggio di Plutarco, incluso nei suoi Moralia502B–515A..

Struttura L'opera è stata scritta dopo il De curiositate e prima del De tranquillitate, De capienda ex inimicis utilitate e De laude ipsiusCfr. l'introduzione di M. Pohlenz, Plutarchi Moralia, vol. VI, Lipsia, Teubner 1972.. Si trova nel catalogo di Lampria al numero 92.

Plutarco comincia dalla descrizione della passione per passare poi a indicare i rimedi. Dopo un esplicito elogio del silenzio, la cura è quella di non rispondere per primi e, se interrogati, valutare anzitutto se ci si voglia prender gioco di noi con domande maliziose, atte solo a scatenare la nostra loquacità (in ogni caso vale il principio di riflettere prima di parlare e farlo in modo essenziale).

Analisi critica Questo affascinante saggio, di gran lunga tra i migliori delle "opere morali" propriamente dette, rivela una sua abilità narrativa e un fine umorismo. Si adatta all'umorismo di Plutarco, quando parla della loquacità come una malattia, inventare un paio termini pseudo-medici come , "incapacità di mantenere il silenzio" e ἀνηκοΐα, "incapacità di ascoltare"Nella sezione descrittiva, ai capitoli 1-15..

Note

Bibliografia

Voci correlate Plutarco Moralia

Categoria:Opere filosofiche in greco antico Categoria:Letteratura medievale Categoria:Opere di Plutarco