Villaurbana (Biddobràna in sardo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Oristano in Sardegna, situata al confine tra le subregioni storiche del Campidano di Oristano e della Marmilla.

Geografia fisica Territorio Monte Arci è il monte principale del paese che è situato a est di Oristano da cui dista .

Origini del nome Il nome del paese deriva dal latino Villa Urbis, ossia "villa della città".

Storia La zona dove sorge Villaurbana fu abitata in epoca nuragica e poi in quella romana. Lo dimostra una strada nelle campagne al confine con Usellus e Mogorella. Nell'XI secolo faceva parte del Giudicato di Arborea, nella curatoria del Campidano di Simaxis. Di Villaurbana si ha notizia certa nella seconda metà del secolo XIV quando Eleonora d'Arborea concluse la pace con il re d'Aragona (1395) e fu tra i paesi che elessero coloro che dovevano «giurare la pace e sottoscrivere il trattato».

Villaurbana fu soggetta alle vicende di Oristano. Quando nel 1410 il Giudicato di Arborea perse la propria indipendenza, il re d'Aragona istituì il marchesato di Oristano per Leonardo Cubello; i Cubello si estinsero nel 1470 con Salvatore, che lasciò erede il nipote Leonardo Alagon; essendosi questo ribellato, il re d'Aragona (Giovanni II) glielo confiscò nel 1477. Da quel momento il territorio del marchesato (e quindi anche Villaurbana) appartenne alla Corona, e nel 1493 (Ferdinando II il Cattolico) assunse per sé anche il titolo di marchese di Oristano e conte del Goceano.

Sotto gli aragonesi il paese di Villaurbana fece parte dei feudi della famiglia Carroz.

Nel 1720 la Sardegna fu assegnata con titolo regale ai Savoia.

Nel 1767 re Carlo Emanuele III incluse Villaurbana nel marchesato di Arçais per i Flores Nurra, ai quale rimase fino all'abolizione dei feudi (1839), quando fu a loro riscattato per divenire un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Nel 1854 Villaurbana era costituita da abitanti «pressoché tutti agricoltori e pastori» (Casalis).

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 2005.

Vi sono raffigurati un mazzo di sette spighe di grano e un albero di ulivo a testimonianza del rapporto del paese con la terra e dei suoi prodotti: il pane e l'olio. Nella parte inferiore la stilizzazione del cavaliere san Crispo, venerato dalla comunità, e simbolo del rio San Crispo che attraversa il territorio comunale. Il gonfalone è un drappo di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse Particolare importanza rivestono i complessi nuragici e le tombe dei giganti.

Nel territorio di Villaurbana sono presenti quaranta nuraghi e alcune tombe dei giganti tra i quali: tombe dei giganti di Craddaxius nuraghe Bau Mendula nuraghe Bidella nuraghe Bincia Beccias nuraghe Caba'e Scolu nuraghe Caba Forru nuraghe Conca Spibidda nuraghe Crabas nuraghe Craddaxius nuraghi Cuccuru Petrosu I, II o Su Cai e III nuraghi Florissa e Florissa II nuraghe is Procibis nuraghe Melas nuraghe Minda Jara nuraghe Modo nuraghi Nuraxeddu I, II, III e IV nuraghe Paiulu nuraghe Paui Quau nuraghe Peddizzi nuraghe Pedru Proccu nuraghe Perdu Ennas nuraghe Pitzu Cau o Pranixeddu nuraghe Pra Mesa nuraghe Pranu Terra nuraghe Pra Pinna nuraghe Prazza Prospora nuraghe s'Acqua Bella nuraghe sa Mitza nuraghe San Giovanni nuraghe Santu Martinu nuraghe Sedda Scala nuraghe Solamardini nuraghe Tanusara nuraghe Turriu nuraghe Vittus

Tra i luoghi di culto si segnalano: la chiesa di Santa Margherita la chiesa di San Crispo

Società Evoluzione demografica

Lingue e dialetti La variante del sardo parlata a Villaurbana è il campidanese occidentale

Amministrazione

Note

Bibliografia

Voci correlate Associazione nazionale città del pane

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