Biografia Dopo alcuni film in cui lavora come assistente alla regia, nel 1968 realizza il suo primo cortometraggio, Mastooreh, e il suo primo lungometraggio da regista, Bigane biya, seguito nel 1969 da Gheysar, che segna una svolta nel cinema iraniano introducendo il dramma noir e influenzando la Nuova Onda del cinema iraniano.
Nel corso della sua carriera ha diretto oltre 30 film, tra cui The Deer (1974), Reza, the Motorcyclist (1970), Snake's Fang (1990) e Killing a Traitor (2022). Il suo stile cinematografico è caratterizzato da storie di vendetta, onore e ribellione, spesso ambientate in contesti urbani e rurali dell'Iran. Kimiai ha reinterpretato film americani classici, adattandoli al contesto sociale e politico iraniano. Oltre alla regia, ha lavorato come sceneggiatore e produttore, consolidando la sua posizione come figura centrale del cinema iraniano, pur senza essere mai stato un favorito dei festival internazionali.
Nel 1979, durante il Festival internazionale del cinema del Cairo, ha ricevuto il Premio OCIC (assegnato dall'Organizzazione cattolica internazionale per il cinema) per il film Safar sang. Nel 1991 è stato premiato al 41º Festival Internazionale del Cinema di Berlino per il suo film Dandan-e-mar.
Ha diretto anche Hedieh Tehrani e Golshifteh Farahani nel film Half Moon (2006) e ha collaborato con numerose attrici di rilievo nel cinema iraniano contemporaneo. Il suo film più recente, Killing a Traitor (2022), è stato presentato in festival internazionali come il Festival Internazionale del Cinema di Zanzibar e il Golden FEMI Film Festival in Bulgaria, ricevendo il premio per la "Migliore Storia Storica".
Il suo film Killing A Traitor è stato presentato in vari festival internazionali, tra cui il Festival Internazionale del Cinema di Zanzibar nel 2024 e il Golden FEMI Film Festival in Bulgaria, dove ha ricevuto il premio per la "Migliore Storia Storica". Tuttavia, nel 2023 le autorità iraniane gli hanno proibito di espatriare, impedendogli di partecipare al Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam con Killing a Traitor.
Vita privata Kimiai è stato sposato con la cantante e musicista Giti Pashaei tra il 1969 e il 1991; nel 1980 hanno avuto un figlio, il cantante, regista e musicista Poulad Kimiayi. Nel 1991 ha sposato la cantante iraniana Googosh, da cui ha divorziato nel 2003.
Stile e contributo al cinema iraniano Masoud Kimiai è considerato uno dei registi più influenti del cinema iraniano contemporaneo. Ha contribuito a definire la seconda Nuova Onda iraniana attraverso una narrazione realistica e intensa, utilizzando la città come spazio di conflitto e tensione sociale. Il regista Mohammad Rahmanian ha elogiato Kimiai per il suo contributo al cinema iraniano, affermando che molte opere, come Journey of the Stone, non sarebbero state create senza di lui.
Il suo stile combina elementi del dramma sociale, del noir e del melodramma, spesso concentrandosi su temi di vendetta, onore, ribellione e giustizia personale. Le sue opere presentano personaggi complessi che si confrontano con leggi morali e sociali rigide, inseriti in contesti urbani e rurali dell’Iran. Kimiai è noto anche per il suo uso di simbolismi e per la capacità di adattare influenze del cinema occidentale alle specificità culturali iraniane, creando opere originali e radicate nella società locale. La sua influenza si estende anche alla musica nei suoi film, spesso realizzata da compositori iraniani di spicco,.
È inoltre un artista visivo, avendo esposto opere alla Golestan Gallery di Teheran nel 2021.
Filmografia parziale Bigane biya (1968) Gheysar (1969) Reza motori (1970) Safar sang (1978) Khatte ghermez (1982) Dandan-e-mar (1990) Goroohban (1991) Eteraz (2000) Jorm (2011) Khaen-koshi (2022)
Riconoscimenti Festival internazionale del cinema di Berlino 1991 – Menzione d'onore
Montreal World Film Festival 1992 - Vincitore del Jury Prize
Fajr International Film Festival 2000 - Candidatura come miglior regista
Cairo International Film Festival 1979 - Miglior regista
Note
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