Nelle tabelle sottostanti, è indicata la ricostruzione filologica dei sinogrammi più diffusi fino al livello HSK4 (B2) di cinese e con un'appendice che integra i caratteri HSK4 con i kanji fino al livello C1 di giapponese (penultimo livello JLPT). Ogni livello di HSK ha la sua sotto-pagina.
Dopo il livello HSK4, è presente un gruppo di kanji che compare nel penultimo livello integrale del JLPT (C1) ma non compare nell'HSK4 (sono caratteri molto diffusi in giapponese e in buona parte anche in cinese). La scelta di basarsi sull'HSK e sul JLPT è giustificata dal fatto che questi sono gli hanzi e kanji più diffusi nel cinese moderno standard e giapponese moderno (molti di loro sono in comune tra le due lingue). Molti di loro sono diffusi pure in coreano e vietnamita, le altre due lingue sino-xeniche dopo il giapponese.
Ricostruzione filologica degli hanzi HSK1 L'HSK1 corrisponde a un livello A1 secondo il quadro di riferimento CEFR e contiene i sinogrammi più diffusi in assoluto in cinese moderno standard. Molti di essi sono reperibili pure in giapponese e coreano.
Ricostruzione filologica degli hanzi HSK2 L'HSK2 corrisponde a un livello A2 secondo il quadro di riferimento CEFR e contiene i sinogrammi più diffusi in assoluto in cinese moderno standard insieme all'HSK1: di fatto sono i primi due livelli di HSK. Molti di questi caratteri sono reperibili pure in giapponese e coreano.
Ricostruzione filologica degli hanzi HSK3 L'HSK3 corrisponde a un livello B1 secondo il quadro di riferimento CEFR e contiene i sinogrammi più diffusi in assoluto in cinese moderno, tale per cui le abilità dell'apprendente arrivano al livello intermedio.
Ricostruzione filologica degli hanzi HSK4 L'HSK4 corrisponde a un livello B2 secondo il quadro di riferimento CEFR e contiene i sinogrammi più diffusi in assoluto in cinese moderno standard tale per cui formalmente si raggiunge il livello intermedio in lingua cinese.
Sinogrammi diffusi tra i kanji C1 ma non presenti nell'HSK4, kokuji Nella tabella sottostante sono accorpati in appendice tutti i sinogrammi diffusi in giapponese moderno fino al livello C1 che non compaiono nella lista dei vocaboli HSK4: rappresentano uno "scarto" della lista principale che però è composto da sinogrammi diffusi in giapponese (e in buona parte anche in cinese, semplicemente non si trovano nella lista HSK4/B2). Sono anche presenti due kokuji/caratteri nazionali coniati dai giapponesi. Di tutti i caratteri si offre il livello JLPT (il "2" indica qui il livello A2 circa), la pronuncia in cinese (pinyin), in dialetto cantonese e la ricostruzione filologica con significati, varianti e qualche informazione sulla pronuncia arcaica in primo cinese medio.
Le ricostruzioni, salvo diversa indicazione, sono riprese da Qimingwang (起名网), un sito che contiene un database di ricostruzioni paleografiche più la resa della pronuncia in fanqie nel rimario Guangyun del 1008. Parte di queste ricostruzioni viene riportata anche in Chaziwang, (查字网). I caratteri HSK sono indicati nella prima colonna in versione semplificata per renderli più riconoscibili. Il cantonese è trascritto con il sistema di romanizzazione Jyutping e la pronuncia è quella standard e prestigiosa di Hong Kong. La ricostruzione in primo cinese medio citata è quella di Baxter (2011).
+Hanzi/kanjiLivelloPinyinCantoneseSignificato moderno e arcaico; spiegazione姉 < 姊 [姐]2zi3, jie3zi2Indica la sorella maggiore ed è formato dal radicale della donna inginocchiata con accanto la chiave di lettura 𠂔 zi3, che indicava 木, una pianta, con un tratto orizzontale 一 in mezzo per indicare il concetto di crescita interrotta (forse perché si taglia). La chiave di lettura indica la sola pronuncia, a meno che indichi qualcosa che si ferma/interrompe in relazione allo status e età di sorella maggiore o indichi il desiderio di non fare altre figlie femmine, dal momento che i maschi nell'antica Cina erano visti come superiori. Nella variante arcaizzante 𡛷 si riconosce meglio la piantina. Oggi la chiave di lettura, a partire da una variante, è sostituita con quella del mercato/città, forse sempre come prestito fonetico o come corruzione della chiave di lettura originale se si osserva bene la variante 𡛷 (a meno che, in senso cinico, il mercato si riferisca al concetto di mercanteggiare per indicare il matrimonio combinato con il miglior offerente). In cinese si usa un diverso carattere per indicare la sorella maggiore.昼 < 晝2zhou4zau3Indica il giorno e la luce del giorno (in opposizione alla notte) ed è composto da una contrazione del carattere 畫 (disegnare, in cui si nota la mano stilizzata a grugno che regge in verticale il pennello di peli 聿 con sotto un disegno 画 casuale o di un campo suddiviso). Il campo viene suddiviso con il pittogramma del sole 日, che appare schiacciato. Apparentemente, il carattere indica la suddivisione della luce del giorno in più momenti (ma per questo scopo venivano impiegate le meridiane e le scansioni date dai Tronchi Celesti e Rami Terrestri) o forse una generica suddivisione tra luce del giorno e notte.曜2yao4jiu6Indica la luce del giorno e i sette pianeti noti nell'astronomia tradizionale della sinosfera (oggi questa tassonomia è errata): il sole (è una stella), la luna (è un satellite), Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno (mancano Urano e Nettuno insieme a parecchi satelliti) e si usa in coreano e giapponese per indicare la settimana. Si nota il radicale del sole con accanto la chiave di lettura 翟 di2, il fagiano (野鸡, letteralmente "il pollo selvatico". Indicava anche la prostituta di basso rango), ovvero le piume sotto all'uccello con la coda corta (anche se, come indica lo secondo Xu Shen, il fagiano ha la coda lunga).町2ting13ting2Indica il confine tra i campi ed è composto dal radicale del campo coltivato con accanto la chiave di lettura per la sola pronuncia del chiodo con la capocchia, a meno che si collega il carattere a 顶, che indica la cima di qualcosa, ragion per cui sta a indicare un cumulo di terra o simili che separa i campi. In giapponese è stato riciclato per indicare un'unità amministrativa (si trova, per esempio, nel nome di Muromachi, una città che dà anche il nome a un periodo storico giapponese corrispondente a uno shogunato, il Periodo Muromachi, successivo al Periodo Kamakura). 野2ye3je5Indica il concetto di selvaggio e la versione originale è 埜: è un paio di alberi con in mezzo (in questa variante arcaizzante si vede in basso) la terra, forse per indicare un posto selvaggio attraverso l'idea di terreno boschivo (la foresta già nella suddivisione arcaica dei territori richiamava la natura selvaggia, siccome veniva appena prima del jiong1, "la natura più selvaggia"). Il carattere è poi evoluto in 𡐨: si nota il carattere "dare" 予 yu3 (due mani che si passano un oggetto in mezzo; indica la sola pronuncia) in mezzo agli alberi, per cui la terra si è spostata in basso diventando il radicale. Il carattere oggi si suddivide correttamente se si prende in considerazione la variante 㙒: è il campo coltivato accanto a "dare" e con sotto la terra. L'apparenza è quella di un terreno in mezzo alla natura, in cui per esempio si trovano i campi coltivati dai contadini e/o le loro risaie, ma la carica più forte di "terreno boschivo" si è persa. 駅 < 驛 [驿]2yi4jik6Indicava la stazione di relé (dall'inglese "relay"), ovvero la stazione di staffetta, un posto in cui i messaggeri a cavallo si fermavano. Il carattere è composto dal radicale del cavallo accanto alla chiave di lettura 睪 yi4 ovvero 目 + 㚔, "spiare" (l'occhio ribaltato in orizzontale, secondo il pittogramma originale, con sotto le due mani racchiuse da una manetta con una catena in alto e una in basso), presumibilmente solo per indicare la pronuncia. Le stazioni di relé chiamate 驿站 nella Cina antica servivano a passare i messaggi che avevano a che fare con l'esercito e le manovre militari. Lì i messaggeri a cavallo potevano fermarsi a mangiare e potevano pure cambiare i cavalli stanchi con i cavalli freschi e riposati, già predisposti in una zona apposita. Esistevano già dalla Dinastia Zhou. Un'altra tipologia di stazione di relé del periodo Song si chiama 驿牌. In Cina e Giappone, la parte accanto si semplifica diventando quasi totalmente irriconoscibile. Anticamente finiva in *-k.働 (kokuji)3dong4dung6Questo carattere nazionale è stato coniato dai giapponesi per indicare il lavoro. Successivamente è entrato in cinese come variante, ma oggi è in disuso e soppiantato da 动, l'originale (il carattere è già stato spiegato: è una persona con un sacco rilegato in alto e in basso disegnata sotto di lui e in origine sulle spalle, 重, accanto al radicale della forza). La pronuncia si può ricostruire anche solo osservando la chiave di lettura. I giapponesi hanno coniato il kokuji prendendo l'atto di trasportare un sacco rilegato pesante sulla schiena e aggiungendogli il radicale della persona, che è una modifica molto marginale.具3ju4geoi6Indica il mobile e l'utensile ed è composto da 貝, la conchiglia (ma nella primissima versione si nota il tripode 鼎, che talvolta finisce per essere stilizzato come una conchiglia fuorviante), con sotto due mani che la sorreggono 廾, di cui nella versione odierna non si vedono i due trattini sporgenti in alto. I due tratti che indicano la conchiglia aperta sono spariti. Una variante semi-arcaica è 𥃲, da cui si ricava che i due componenti (il corpo del tripode e le mani) si sono incollati. Anticamente aveva la consonante non palatalizzata.勝 [胜]3sheng4sing1, sing3Indica il concetto di sopportare e sconfiggere ed è composto dalla chiave di lettura 朕 zhen4 con sotto il radicale della forza 力. La sua scomposizione originale, individuata correttamente da Xu Shen (任也。从力朕聲), è oggi irriconoscibile per la stilizzazione e per la distribuzione fuorviante dei componenti. 朕 zhen4 era usato come prestito fonetico dall'Imperatore a partire dalla Dinastia Qin per dire "io" ed è formato dalla barca 舟 (oggi stilizzata come una falce di luna, fenomeno che succede anche in qualche altro carattere) con accanto un oggetto disegnato come un bastone o simili丨tenuto tra due mani 廾. In origine indicava l'atto di riparare una barca, come spiega una glossa alla voce nello Shuowen Jiezi (按朕在舟部,其解當曰舟縫也。从舟,灷聲。何以知爲舟縫也). L'oggetto in alto poi è mutato nel radicale della terra, poi stilizzato come quello del fuoco: da questa versione si ottiene la variante arcaizzante 𦩎. 灷 zhuan4 in isolamento indica lo stoppaccio, cioè un batuffolo di qualcosa che serve per accendere un fuoco (può essere di cotone ma, nell'antichità, una manciata di erba secca, foglioline secche, rametti secchi e/o trucioli di legno per esempio si poteva usare per accendere un fuoco con il bastoncino sfregato o la pietra focaia). Quindi, nel carattere in esame, alla barca/luna con il fuoco e le mani (stilizzati e fusi in 龹) con sotto la potenza indica la sopportazione e la vittoria tramite la riparazione della barca (forse come sola pronuncia, a meno che una barca riparata e che non ha falle ha un qualche legame) e la forza. Quanto a 龹 juan4, esso deriva da 𠔉 che a sua volta deriva dalla stilizzazione della forma originale 𢍏 e variante 𨤑: juan4 in origine indicava l'atto di modellare il riso in palline. In alto è raffigurato il riso (con l'aggiunta di un tratto ricurvo: forma 釆 bian4, che però rende parte della pronuncia) con in basso due mani intente ad afferrarlo e modellarlo. Il riso poi è mutato in 小, con i due chicchi ancora riconoscibili in cima, mentre le mani sono mutate grossomodo in 夫.