Datazione biografica e opere C'è qualche disaccordo su quando visse e cosa scrisse. Franz CumontFranz Cumont, "Antiochus d'Athènes et Porphyre" in L'Annuaire de l'Institut de Philologie et d'Histoire Orientales 2 (Mélanges Bidez), 1933: pp. 135-56. e altriWilhelm e Hans Georg Gundel, Astrologoumena: Die astrologischeLiteratur inder Antike undihre Geschichte (Wiesbaden: Steiner Verlag, 1966), 115-17. Garth Fowden, The Egyptian Hermes: A Historical Approach to the Late Pagan Mind (Princeton: Princeton University Press, 1986), 3. N. Gonis, J. Chapa, W.E.H. Cockle, D. Obbink, P.J. Parsons, J.D. Thomas et al., The Oxyrhynchus Papyri: Volume LXVI, No. 4494-4544 (London: Egypt Exploration Society, 1999), 62. hanno sostenuto che visse già nel I secolo a.C., mentre David Pingree lo collocò alla fine del II secolo.David Pingree, Antiochus and Rhetorius, Classical Philology, Vol. 72, No. 3, July, 1977, pp.203-223. L'unico dato concorde è che Antioco è citato da Porfirio (234-c. 305),Porphyry, Introduction to Ptolemy's Tetrabiblos, chapter 38; Catalogus Codicum Astrologorum Graecorum 5 part 4, p.210, line 6. e quindi deve essere vissuto prima della morte di costui.
Tutti gli scritti di Antioco sono ormai perduti, ma rimangono frammenti ed estratti sostanziali. Le opere a lui attribuite sono un Thesaurus (Tesori), unEisagogika (Introduzione) all'astrologia,Rivista di studi classici, volume 15, Edizioni Ruata, 1967, pag. 118. e anche un parapegma, ossia un calendario astrologico, Sulle levate e tramonti delle stelle nei dodici mesi dell'anno, comprendente i cambiamenti meteorologici.
I testi di Antioco sono ampiamente citati o parafrasati da scrittori posteriori, in particolare dal neoplatonico Porfirio e da Retorio. C'è anche un successivo epitome o riassunto, bizantino, della sua Eisagôgika.
In seguito furono inclusi nel poderoso Catalogus Codicum Astrologorum Graecorum pubblicato da Franz Cumont con la cooperazione di Franz Boll tra il 1898 e il 1953.Ornella Pompeo Faracovi, Scritto negli astri: l'astrologia nella cultura dell'Occidente, Marsilio, 1996, pag. 144.
Fortuna e influenza Antioco esercitò una rilevante influenza sugli astrologi successivi. Parti del suo testo furono usate come base per lIntroduzione al Tetrabiblos di Tolomeo, del III secolo, scritto da Porfirio, oltre ad essere citato da Efestione di Tebe (380), da un anonimo del 379 (autore del Trattato sulle stelle fisse), e da Giulio Firmico Materno (336 circa).
Porfirio fa molto affidamento su Antioco per le definizioni dei termini tecnici usati da Tolomeo in Tetrabiblos. Antioco fu tra i primi a fare riferimento al concetto astrologico di «ricezione» dei pianeti, oltre a discutere le dodici case (topoi) della carta natale, le levate e le ambientazioni eliache e i Lotti.
In età medievale Antioco fu la fonte da cui attinse Isidoro da Siviglia nel suo De rerum natura per la determinazione su base planetaria dei quattro temperamenti,Enzo Barillà, Tipologia psicologica e tipologia astrologica, 2017, pag. 7. associandoli ai quattro umori, alle quattro stagioni, alle quattro età della vita, ai quattro elementi ed ai quattro punti cardinali.
Note
Bibliografia Antioco di Atene, The Thesaurus, Project Hindsight Greek Track, trad. ingl. di Robert Schmidt, edito da Robert Hand, 1993.
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