Le ghiandole tubulo-otricolari bulbouretrali, dette anche ghiandole otricolari di Cowper, bulbo-otricolari o elementi ghiandolari di Cowper, sono numerose ghiandole parauretrali situate a livello dell'uretra bulbare e, in minor parte, dell'uretra membranosa. I loro dotti parauretrali sboccano a livello dell'ampolla uretrale.
Sono sempre raggruppate in grappoli "a corallo ramificato" avvolti da una capsula fibromuscolare (cluster), che costituiscono buona parte della massa delle quattro principali ghiandole di Cowper (accessorie e diaframmatiche), nonché delle ghiandole bulbouretrali di Kobelt; il loro diametro verticale ammonta a circa 2 mm, e la forma è conica. Svolgono un importante ruolo nella produzione del liquido preseminale, nonché dell'antigene prostatico specifico (PSA) e di un potente secreto protettivo, il fattore antimicrobico di Cowper, che difende e sfiamma l'uretra maschile.
Saltuariamente, è possibile rinvenire alcune di queste ghiandole in posizione isolata nel canale uretrale, fuori dalla capsula: in questo caso (ectopia) si parla di ghiandole bulbouretrali aberranti.
Nomi e classificazione
Nomi Le ghiandole tubulo-otricolari di Cowper vengono anche dette ghiandole otricolari di Cowper, bulbouretrali otricolari, bulbari otricolari o bulbo-otricolari. Più rara è la dizione elementi glandulari (o ghiandolari) di Cowper o elementi bulbouretrali.
Seppur raramente, i manuali più antichi usano la dizione ghiandole tubulo-atricolari od atricolari.
Eponimo Le ghiandole bulbouretrali nel loro complesso sono state studiate dell'anatomista inglese William Cowper. L'analisi dettagliata delle ghiandole otricolari risale però al secolo successivo, e non è contraddistinta da un eponimo specifico.
Classificazione Esistono numerose classificazioni possibili per queste ghiandole uretrali:
Dal momento che queste ghiandole sono collocate relativamente vicino all'uretra (in cui sboccano i loro dotti uretrali), ma non sono contigue alla mucosa, vengono classificate tra le ghiandole parauretrali esocrine o ghiandole uretrali profonde. Nonostante la loro funzione sia quasi completamente esocrina (emissione del secreto nel canale uretrale attraverso i dotti di Cowper), svolgono anche una minimale attività endocrina, immettendo una piccola parte dell'antigene prostatico specifico (PSA) nel circolo sanguigno. Dal punto di vista della forma, appartengono alla categoria delle ghiandole tubulo-otricolari ramificate, una variante peculiare e molto complessa delle ghiandole tubulo-alveolari composte.
Anatomia
Descrizione generale
Le principali ghiandole bulbouretrali sono ghiandole di notevoli dimensioni, appartenenti alle ghiandole uretrali accessorie dell'apparato urogenitale e collocate a livello dell'uretra membranosa e dell'uretra bulbare; i loro dotti si riversano a livello dell'ampolla uretrale, attraverso le lacune uretrali chiamate orifizi dei dotti di Cowper. Le due ghiandole più prominenti sono quelle accessorie, collocate nel bulbo del corpo spugnoso entro i muscoli uretrale e bulboglandulare; seguono le ghiandole diaframmatiche, situate nel compressore uretrale dello sfintere uretrale esterno, i cui dotti (riuniti in coppi maggiori) attraversano il diaframma urogenitale fino a raggiungere la fossa del bulbo. Infine, un numero molto variabile di ghiandole più piccole e omologhe delle ghiandole maggiori, chiamate ghiandole bulbouretrali di Kobelt, è reperibile all'interno della mucosa uretrale (ghiandole uretrali intraepiteliali) oppure circonda l'uretra bulbare (ghiandole periuretrali e parauretrali).
Ogni ghiandola bulbouretrale maggiore è composta di un grappolo (urethral cluster) costituito da numerose ghiandole otricolari bulbouretrali, i cui dotti attraversano l'intera zona centrale per fuoriuscire all'esterno, ove proseguono fino a sfociare nell'ampolla uretrale. Ciascuna ghiandola maggiore è avvolta da una capsula fibroelastica quasi sferica, da cui partono dei setti rigidi che delineano decine di zone, attraversate dai tubuli e dai dotti parauretrali, ognuna delle quali contiene una singola ghiandola otricolare (cisterna o lobo). Ciascuna ghiandola otricolare è dunque contenuta in una specifica regione, perfettamente delimitata dai setti.
Le ghiandole otricolari sono responsabili della produzione del secreto ghiandolare, che emettono attraverso i dotti parauretrali. Inoltre, la peculiare collocazione e disposizione di queste strutture concorre a determinare la forma della ghiandola principale, delineandone i quattro lobi maggiori (anteriore, laterali e posteriore) nonché le tre grandi zone (centrale, periferica o dei dotti periuretrali, stroma fibromuscolare anteriore).
Forma e dimensioni Nonostante le loro dimensioni siano più che apprezzabili in un'analisi macroscopica, le ghiandole bulbo-otricolari sono tra le ghiandole uretrali più piccole. Di norma, il diametro di base delle ghiandole ammonta a circa 1 mm, mentre il diametro verticale (altezza) misura generalmente 2 mm.
La loro forma è nel complesso irregolarmente conica, a base periferica e apice (il lobulo apicale) rivolto verso l'uretra; si apre in direzione anticaudale.
Numero Definire con precisione il numero di queste ghiandole e dei relativi dotti è molto complesso, poiché soggetto ad una forte variabilità da un individuo all'altro; può oscillare da varie decine ad oltre un centinaio di unità. In linea di massima, salvo alcune eccezioni, le ghiandole otricolari sono sempre collocate all'interno delle ghiandole di Cowper maggiori, sotto forma di grappoli (cluster) disposti come segue:
Le due ghiandole accessorie contengono una media di 40 ghiandole e dotti; tuttavia, questo numero può variare da 30 a più di 60 unità. Le due ghiandole diaframmatiche contengono in genere 12 - 30 ghiandole e dotti, con una media di circa 20 unità; i dotti confluiscono in 1 - 3 canali maggiori per ciascuna ghiandola. Le ghiandole di Kobelt variano fortemente in numero: sebbene siano in genere tra 10 e 20, in alcuni individui vi sono solamente 2 - 4 ghiandole di notevoli dimensioni, in altre anche 30 - 40 ghiandole. Ciascuna ghiandola di Kobelt contiene un numero incostante di ghiandole otricolari: in media 4 - 5 ciascuna, ma questo dato può passare da un minimo di 2 fino ad 8 - 10 unità.
Nell'anziano il numero delle ghiandole otricolari aumenta in modo considerevole, a causa del naturale processo di ingrandimento cui le ghiandole di Cowper sono sottoposte; non è inoltre raro osservare fenomeni di iperplasia paragonabili a quelli che coinvolgono la prostata, ma meno frequenti. In questo caso possono formarsi anche corpi amilacei, spesso in grado di emettere comunque del secreto, poiché costituiti da vescicole secretorie.
Struttura Le ghiandole tubulo-otricolari ramificate rappresentano una variante ancora più ramificata e complessa delle ghiandole tubulo-alveolari composte, in particolare per la cospicua presenza di tubuli ad ampio lume e diverticoli sacciformi (ovvero a cul de sac: a fondo cieco).
Anatomia delle ghiandole e dei dotti uretrali Considerando la singola ghiandola otricolare e il relativo dotto, si possono distinguere le seguenti strutture:
Ciascuna ghiandola è una struttura complessa e composita, costituita da decine di microlobuli (detti utricoli od alveoli), ad ognuno dei quali corrisponde in media una singola papilla (variabile di fatto da 1 a 3). Ogni papilla presenta, sulla propria superficie, decine di micropapille (vescicole di cellule secretorie), che producono gran parte del secreto uretrale. La porzione restante, molto scarsa in quantità e spesso degenerata, è prodotta dai corpi amilacei e dagli adenomeri aberranti. Le micropapille producono ed emettono il secreto in numerosi tubuli minuscoli, che confluiscono in tubuli intermedi: uno per ogni papilla. I tubuli intermedi delle papille confluiscono in un condotto maggiore: il diverticolo tubulare od otricolare, uno per ciascuna ghiandola atricolare. Questi canali corrispondono ai dotti parauretrali, riferiti anche come dotti pre-eiaculatori o condotti maggiori. Già a breve distanza dallo sbocco nell'uretra, i dotti parauretrali presentano molteplici diverticoli, che incrementano di numero e dimensione man mano che il condotto si ramifica: l'esito è un sistema labirintico e molto complesso di adenomeri tubulari od otricolari, che sboccano nel dotto principale oppure nelle sue ramificazioni. I dotti parauretrali attraversano il parenchima della ghiandola di Cowper maggiore (cioè la vasta zona periferica) fino all'esterno. I dotti preseminali fuoriescono dalla capsula fibromuscolare e, dopo aver attraversato la regione periuretrale (se le ghiandole maggiori sono situate in posizione extraepiteliale), fuoriescono nell'ampolla uretrale attraverso le lacune uretrali (chiamate, nello specifico, orifizi dei dotti di Cowper).
Rapporti tra le ghiandole Immerse nel denso stroma fibromuscolare delle ghiandole maggiori di Cowper, le ghiandole otricolari sono collegate fra loro da un complesso sistema di molti tubuli cavi, chiamati anche dotti minori, che formano una struttura fortemente ramificata e labirintica, paragonata da alcuni manuali ad un albero dai molti rami o ad un corallo. Allo stesso tempo, ciascuna ghiandola rappresenta un lobulo ed è delimitata da un setto rigido, costituito dalle diramazioni della capsula fibroelastica che avvolge le ghiandole maggiori, in una regione chiamata cisterna. I tubuli che collegano fra loro le ghiandole, le varie ramificazioni e i dotti parauretrali perforano questi setti, connettendo fra loro diverse parti della ghiandola maggiore e originando una struttura molto complessa.
Composizione epiteliale I microlobuli sono costituiti da epitelio cilindrico, semplice o pseudostratificato, e sono avvolti da un plesso di capillari; soprattutto negli anziani, possono contenere aggregati di colloide di natura iperplastica, noti come corpi amilacei. Le cellule che li compongono hanno grandi nuclei basali sferici, e nella porzione apicale si ritrovano vescicole secretorie; tra le cellule secernenti, si trovano cellule neuroendocrine e adenomeri aberranti. I piccoli tubuli che si dipartono dai microlobuli sono rivestiti da un singolo strato di cellule epiteliali, di tessuto cilindrico semplice, mentre i dotti parauretrali di Cowper in cui essi confluiscono (diverticoli otricolari) sono costituiti da epitelio cilindrico a più strati; si evidenzia un duplice strato di cellule: cubiche nella porzione basale e cilindriche in quella laminare. Ciascun lobulo è inoltre circondato da una sottile membrana fibrosa nota come capsula lobulare bulbouretrale, mentre i dotti bulbouretrali sono avvolti da un sottile strato di epitelio ghiandolare colonnare, fintanto che attraversano lo stroma fibromuscolare interno. I canali maggiori o preseminali, in cui i dotti minori confluiscono, sono inoltre rivestiti da uno strato aggiuntivo di epitelio laminare semplice, con funzione protettiva.
Dotti bulbouretrali otricolari Indipendentemente dalla ghiandola, il lume dei dotti periuretrali ha un'ampiezza molto variabile, mentre il contorno è irregolare. A seconda della ghiandola maggiore, i dotti otricolari si riuniscono in determinati canali maggiori, che sboccano nel pavimento uretrale; si distinguono i seguenti dotti:
I dotti diaframmatici bulbouretrali (in genere 12 - 30), riuniti in 1 - 3 canali maggiori per ciascuna ghiandola appena fuoriescono dal parenchima, sono condotti dalle ghiandole fino alla faccia inferiore dell'ampolla uretrale, passando attraverso il diaframma urogenitale. In genere raccolgono anche gli eventuali dotti delle ghiandole bulbouretrali aberranti, se presenti; in alcuni casi possono fondersi con essi, originando un dotto maggiore. Sono caratterizzati da una lunghezza notevole (in media 2,5 – 4 cm e fino a 4,5 cm in alcuni casi) e da un cospicuo diametro (0,7 - 1,1 mm).